Visualizzazione post con etichetta persi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta persi. Mostra tutti i post

lunedì 22 ottobre 2012

Fiocchi bianchi #2

#Qualcuno: Stai scherzando, vero?
#Guida: Ma no, state tranquilli, da qui è una cavolata arrivarci
#Qualcunaltro: No, scusa, fammi capire, sono le sette, è buio pesto, siamo stanchi, stiamo crepando di freddo e tu da qui in poi non sei sicuro della strada?
#Guida: Ma va, sono sicurissimo, altrimenti l'avrei fatta stamattina per stare certo!
#AmicoE: L'ultima volta che hai detto "tranquilli" stavo per finire in una scarpata
#Guida: Ma no, questo è il costone che vi dicevo, da qui si va avanti, entriamo nel prossimo bosco e poi siamo arrivati
#Qualcuno: Dai, ragazzi, almeno saremo là per la mezzanotte...
#Qualcunaltro: Dici? Secondo me forse anche per l'ammazzacaffè
#Qualcunaltroancora: Non esageriamo adesso...
#Guida: E piantatela... Su, muoviamoci!

E dopo aver accarezzato l'idea di prendere #Guida e buttarlo giù dalla montagna, ci siamo rimessi in marcia lungo questo costone, che praticamente era un lunghissimo versante della montagna completamente scoperto (Positivo: luce lunare. Negativo: completamente innevato), e dal quale in (molta) lontananza poteva sembrare forsemaforsenoameparedisìnonnesonosicuro di vedere il rifugio.
L'atmosfera ormai era decisamente tetra, perché se fin lì avevamo cercato di prenderla più o meno sul ridere (Chi con più successo e chi con meno, come #AmicoE, che dopo aver rischiato la caduta non era tanto in vena di scherzare, #AmicoM che era furibondo per la situazione e preoccupato per la tenuta fisica della sua ragazza, o #AmicoEM, che conosceva solo me ed #AmicoE, e quindi oltre ad essere incazzato nero non aveva nemmeno la confidenza per parlare con gli altri) ora che era calata la notte, e che la temperatura era ampiamente sotto lo zero cominciavamo seriamente a preoccuparci.
Io aprivo la fila, con la torcia ormai ben oltre la metà, ma giuro che dopo mezz'ora di camminata sembrava di essere ancora al punto di partenza: il "rifugio" non si avvicinava, e il bosco che avremmo dovuto raggiungere non si vedeva.

#Edhel: [sedendosi] Bon, ragazzi, io direi che ci conviene fermarci qua e chiamare qualcuno.
#Guida: Ma che stai dicendo? Siamo quasi arrivati!
#AmicoM: Senti, piantala di dire queste cazzate! Ad ascoltare te dovevamo arrivare due ore fa. Stiamo crepando di freddo ed andando a caso!
#Guida: Macché a caso, so perfettamente dove siamo!
#AmicoM: Ah sì? E allora dimmi, da qui quanto manca?
#Guida: Mah... Guarda, per me tra poco becchiamo il bosco, e poi da lì sono dieci minuti...
#Edhel: Senti, la pianti di prenderci per il culo? Doveva essere un'ora, ne sono passate almeno due e mezza e ancora il rifugio non si vede!
#Guida: Ma come no, guarda là!
#Edhel: Senti, ci stiamo muovendo trasversalmente a quel punto, quindi le opzioni sono due. O abbiamo sbagliato strada, oppure quello non è il rifugio!
#Guida: Ma no, guarda che appena entriamo nel bosco tagliamo dentro e ci arriviamo!
#AmicoM: Saranno come minimo due chilometri allora, e per te li facciamo in un quarto d'ora in salita in queste condizioni?
#Guida: Oh, non prendetevela con me se non siete nemmeno in grado di fare una passeggiata in montagna, io questa l'avrò fatta mille volte in metà del tempo, e senza problemi!
#AmicoM: Sì, forse IN ESTATE! Senza la neve e tutti gli zaini! E poi cazzo, potevi considerare che magari non tutti sono allenati ed esperti come te, no?
#Guida: Vabbè... Io proseguo, se avete voglia seguitemi.

Così si gira, prende e continua a camminare.
Dato che non abbiamo alternative ricominciamo a seguirlo, ma c'è da dire che la situazione è sempre peggiore, perché ormai siamo tutti anche abbastanza sudati per la camminata, e l'aria fredda non è che sia il massimo in una situazione del genere. Soprattutto non dopo che sei finito un paio di volte con le mani nella neve per appoggiarti in punti particolarmente brutti (Note to self: i guantini termici sono belli, comodi e caldi, ma se si bagnano sei fottuto).
Effettivamente dopo altri venti minuti di camminata finiamo in un altro bosco. Procediamo, ormai a metà tra il disperato e lo speranzoso e giungiamo ad un bivio.

#Qualcuno: Beh?
#Guida: Mmm... Non sono sicuro qui...
#AmicoM: Ma come non sei sicuro?!
#Guida: No, aspettate un attimo.... [Armeggia con il telefono, e chiama un numero]
#Tutti: ...
#Guida: Ciao! Come va? Tutto bene? Io sì, dai... Senti una cosa... Sto andando a #Rifugio assieme ad alcuni amici, ma siamo arrivati ad un bivio che non ricordavo... Come? Allora, siamo entrati da lì, siamo saliti, abbiamo girato su quel costone là, abbiamo tagliato all'albero lì, siamo andati avanti e abbiamo trovato questo bivio.

Alle sue spalle qualcuno piange, qualcun altro prende a testate gli alberi, un paio di persone fanno harakiri, ed il resto cerca rametti per dargli fuoco, almeno ci scaldiamo.

#Guida: No, non abbiamo girato là, ma lì. Ecco, bravo, in quel punto. E no, non è quel bivio, quello siamo andati a destra? Dici sinistra? No, non quello, quell'altro! Eh, infatti, era giusto, ora dovremmo essere appena sotto #Rifugio, ma non sono sicuro da che parte andare. A sinistra dici? Okay, perfetto, grazie mille, buon anno!
[Volgendosi verso di noi]
Tutto okay ragazzi, andiamo a sinistra!
#Edhel: Sei sicuro? A me sembra molto più battuto l'altro sentiero, questo sembra ci passino solo animali...
#Guida: Sicurissimo, me l'ha detto il mio amico che è venuto su mille volte! Tranquilli!

(Giuro che la telefonata è stata così. Magari non sono le parole esatte, ma il senso era esattamente quello)

All'ennesimo tranquilli stavamo per assassinarlo brutalmente e lasciare il corpo lì fino al disgelo, ma ci siamo fatti forza e l'abbiamo seguito a sinistra.
Io stavolta ero in fondo al gruppo, assieme ad #AmicoE, #AmicoM e la di lui ragazza, quando, dopo circa un quarto d'ora, sentiamo la voce del nostro amato leader dalla testa della colonna:

#Guida: Oh, cazzo!
#AmicoM: Cosa c'è?
#Guida: Strano...
#AmicoM: Cosa c'è?!
#Guida: Mmm... Il sentiero finisce qui...

Il "qui" era un altro costone innevato in mezzo al nulla. Ma quando dico nulla intendo NULLA.

#AmicoM: Eh, no, basta cazzo! Adesso torniamo indietro!
#Guida: No, guarda, qui c'è un minimicro sentiero, di sicuro è di qua!
#AmicoM: Di sicuro sto par di balle! Adesso chiamiamo il rifugio!
#Guida: No! Sono sicuro che è di qua!
#AmicoM: Col cazzo!
#Guida: Vabbè, io vado, se avete voglia seguitemi. Tu! (Rivolto ad un altro poveraccio che era con noi) vieni con me che hai una torcia! [E si incamminarono nel minimicro sentiero]

Ah, sì, le fiaccole ormai erano esaurite da mò.
Comunque, noialtri torniamo indietro un centinaio di metri, e ci troviamo in una radura che avevamo appena passato, almeno potevamo sederci e vederci tutti in faccia, dato che l'unica luce rimasta era la minitorcia sul berretto di #AmicoM.

#Qualcuno: E adesso?
#AmicoM: Adesso chiamiamo il rifugio, faremo la figura dei cretini, ma almeno arriviamo.
#Qualcuno: Okay... Cazzo, il mio cellulare non ha campo!
#AmicoM: Nemmeno il mio!
#Edhel: Manco il mio! Maledetta [compagnia telefonica tutto intorno a te, tranne quando ti serve]
#Qualcuno: Ma cazzo, siamo tutti [stessa compagnia di cui sopra]?
#AmicoE: No, io sono [Altra compagnia telefonica bianca, rossa e blu]! E il mio prende!
#Qualcuno: Chiama, chiama subito!
#AmicoE: Non ho il numero...
#AmicaI: Ce l'ho io! Tò, prendi!
#AmicoE: No, senti, chiama tu, io sto malissimo, non ho voglia di chiamare..

#AmicaI chiama il rifugio, e gli spiega la nostra situazione. I baldi alpini, ridendo, le assicurano che hanno capito dove eravamo e che sarebbero arrivati a prenderci nel giro di una decina di minuti.
Grazie a Dio #RagazzadiAmicoM aveva una maxibarretta di cioccolato, e devo ammettere che ci ha salvato la vita, anche perché la sosta nella radura ci aveva definitivamente congelato, visto che avevamo smesso di camminare e quindi ci eravamo raffreddati.
Quindi, eravamo al freddo, buio e anche parecchio persi.
Ma per fortuna avevamo il cioccolato!

Dopo una decina di minuti ci sembra di sentire delle voci nell'oscurità. Aspettiamo un attimo, ed effettivamente non ce le eravamo sognate! Una trentina di metri sopra di noi sentiamo che ci chiamano, e vediamo delle torce illuminare la notte.

#Tutti: Siamo qui! Qui! Venite a prenderci!
#Alpini: Okay, arriviamo!

Un paio di alpini (Non in servizio, avranno avuto tra i quaranta e i cinquant'anni) allora si catapultano dal sentiero su cui erano sul nostro, tagliando dritto attraverso la neve (Farlo in salita era impossibile, troppo ripido. E ve lo dico per esperienza, quando ho visto le luci degli alpini sono corso verso di loro come un disperato urlando "Veniteci a prendere!!!" cercando di arrampicarmi, con l'unico successo di infradiciarmi ulteriormente) e ci raggiungono.

#Alpino: Ma come avete fatto a finire qua?
#Qualcuno: Lunga storia... Ma la strada è giusta?
#Alpino: No! Ma non sapevate la strada? E vi mettete in viaggio in montagna?
#AmicoM: No, il nostro amico #Guida diceva di saperla...
#Alpino: E chi è di voi 'sto #Guida?
#AmicoM: Nessuno... Era convinto che un sentiero di là fosse la strada giusta ed è partito per i cazzi suoi...
#Alpino: Ma [Serie di parole poche ripetibili soprattutto in chiesa] dove sta andando? #Alpino2, vai a recuperarlo prima che finisca sa Dio dove...
#Edhel: Ehm... E noi?
#Alpino: Seguitemi, su...

Ci fornisce delle nuove torce, e ci fa tornare indietro, fino a... Il bivio! Quello che "Tranquilli, il mio amico l'ha fatta mille volte e ha capito dov'eravamo.
E... Mirabilia! SI ANDAVA A DESTRA!
E.... MIRACOLO! Fossimo andati a destra, nel giro di un quarto d'ora saremmo arrivati!
Una volta arrivati al rifugio prima ci hanno accolto come feriti di guerra abbandonati dietro le linee nemiche per mesi, ed una volta scaldati ci hanno preso per il culo per il resto della sera.
#Guida è arrivato una mezz'oretta dopo di noi con #Alpino2, che l'aveva raccattato prima che finisse nella provincia accanto, e stava discutendo che, sì, in effetti se avesse proseguito in quella direzione sarebbe arrivato, però facendo il giro intero della montagna, e che ci sarebbero volute almeno due-tre ore. Soddisfatto ci guarda e dice "Visto che comunque anche di là si arrivava?"

Impietositi abbiamo deciso di lasciar perdere...

La serata è stata veramente divertente, un capodanno particolarissimo, però meritava di esser fatto almeno una volta nella vita. Gli alpini sono veramente fantastici, cucinano benissimo e amano trincare, e quindi hanno trovato le persone giuste per fargli compagnia :P

Anche se il motto della serata è stato "Ma come si fa a perdersi per arrivare a #Rifugio?".

La mattina dopo ci hanno spiegato che abbiamo sbagliato totalmente, perché la strada migliore e più facile per arrivare a #Rifugio è partendo da #Paese, poi ce n'è un'altra da #Paese2. Noi gli diciamo che siamo partiti da #Paesetredall'altrapartedellaprovincia, e loro ci guardano come se fossimo pazzi.

#Alpino: Siete saliti da là? Ma è un percorso di merda, segnalato male ed in inverno fa schifo!
#Tutti: ...

La morale è stata che #Alpino ci ha fatti scendere con lui fino a #Paese, poi ha preso quelli con le macchine, li ha portati a #Paesetredallaltrapartedellaprovincia e recuperarle a casa di #Guida (Che nel frattempo, per dimostrarci che la strada non era così brutta, appena sveglio era sceso per i cazzi suoi) che ci aveva fatto partire da lì perché, appunto, ci viveva.
Recuperiamo le macchine, torniamo a #Paese, carichiamo gli ultimi superstiti, ci salutiamo, e torniamo finalmente a casa.

Salutati da "Ma come si fa a perdersi per arrivare a #Rifugio?"







P.S: Spezzo una lancia in favore di #Guida: so che in questa storia è sembrato un emerito deficiente, ed in effetti come tale si è comportato, ma non è così. Si tratta semplicemente di un incosciente, che ha totalmente sottovalutato la passeggiata, basandosi sui suoi standard di abilità montanara e senza pensare che non tutti sono come lui.
Nei giorni successivi si è scusato mille volte per quello che era successo perché, in ultima istanza, si era reso conto anche lui del viaggio che ci aveva fatto fare.
Non giudicatelo troppo male :)

sabato 20 ottobre 2012

Fiocchi bianchi #1

Un paio di anni fa, assieme ad alcuni miei compagni di università, abbiamo deciso di provare a fare un capodanno un po' diverso dal solito.
Invece del solito cenone a casa di qualcuno, l'idea era di andare in montagna, in un rifugio, magari di affittarlo, e di passare lì qualche giorno.
Dopo un po' di ricerche infruttuose, però, ci siamo accorti che affittare un rifugio era decisamente costoso, e che i pochi a buon prezzo erano già stati prenotati.
Abbiamo quindi deciso che, dato che volevamo comunque andare in montagna, di contattare un rifugio in cui si teneva una festa di alpini, e di unirci a loro, in un pacchetto che includeva cena, pernottamento e colazione.

Il nostro gruppo di impavidi decide di ritrovarsi alla base della montagna (Il rifugio era da raggiungere a piedi) verso le due di pomeriggio, visto che in inverno il sole ha la brutta abitudine di scendere presto, ma ovviamente riusciamo ad essere tutti presenti e pronti a partire solo intorno alle cinque ("No, sono uscito tardi dal lavoro!" "C'era traffico!" "Ah, non si partiva da #PaeseincasadiDioesoprattuttodall'altrapartedellaprovincia?" "Le cavallette! Le cavallette!!!").
Quindi, il nostro gruppo di baldi giovani si mette in viaggio, guidati da #Guida, ossia un nostro compagno di università supersportivo, che ha come hobby quello di andare a fare passeggiate in montagna, e che peraltro (Come suona male scritto?) era andato la mattina stessa a fare la passeggiata, giusto per essere sicuro di ricordarsela bene.

Il nostro amico #Guida ci spiega come la camminata sia veramente corta e semplice, e che in un'oretta al massimo dovremmo essere a destinazione, tranquillizzandoci sul fatto che il calare del sole non è un problema.
Allegri, fiduciosi e pimpanti, ci incamminiamo il fila longobarda per uno stretto sentierino in mezzo ai boschi, seguendo il nostro eroico leader, che ci assicura di aver "Messo dei segnali lungo la strada ad ogni bivio, così se anche non sono sicuro li vediamo e lo seguiamo".
Geniale.
Se non fosse che i suoi segnali erano questi (Come abbiamo avuto l'orrore di vedere dopo un venti minuti di camminata)
Giuro che all'inizio abbiamo tutti pensato ci prendesse in giro.
Perché dai, chi può essere tanto furbo da mettere dei fiocchi BIANCHI in mezzo ad un bosco COPERTO DI NEVE?
Poi quando abbiamo capito che era serio, ossia che avremmo dovuto passare la camminata in cerca di fiocchi bianchi abbiamo cominciato a preoccuparci, ma solo un tantino...

Quando invece siamo arrivati ad un sentiero largo mezzo metro, infangato ed in pendenza, sulla cui destra qualche albero a cui aggrapparsi e alla cui sinistra una bella caduta di 3-4 metri dentro un torrente sassoso abbiamo cominciato a preoccuparci parecchio.

E quando #Guida ha detto "Okay, quella è la strada" è partito il panico.

#Qualcuno: Ma stai scherzando??
#Guida: Perché? Scusate, è un sentiero di montagna, dov'è il problema?
#Qualcuno: Che se scivolo mi ammazzo?
#Guida: Ma va, perché dovresti scivolare? E poi comunque non è così alto!
#Qualcuno: Ma tu sei rincoglionito, mica avevi detto che era una passeggiata di un'oretta tranquillissima?
#Guida: Ma infatti, dov'è il problema?
#Qualcuno: Che stiamo camminando da quaranta minuti ed il rifugio ancora non si vede, che il sentiero non si vede per colpa della neve, che vuoi ammazzarci tutti passando per di là.
#Guida: Ma no, tranquilli, sono cento metri, poi siamo quasi arrivati...

Mugugnando, ci apprestiamo ad andare avanti.
Ad onor del vero c'è da dire che in effetti era MENO peggio di quanto non sembrasse: il fango era quasi del tutto solidificato, quindi rischio di scivolare poco, ed eravamo talmente nel sottobosco che la neve non era arrivata su quel sentierino.
Ad onor del vero non erano nemmeno cento metri, ma un bel po' di più
E ad onor del vero ho visto #AmicoE della prima storia rischiare di ammazzarsi scivolando, e non so con che riflessi è riuscito ad abbracciare una pianta accanto a lui prima di rischiare di tornare a valle rotolando nel letto del torrente.
Parecchio nervosi (Ci siamo spaventati da morire tutti) proseguiamo, usciamo dal tratto a picco sul torrente, e ci inoltriamo nuovamente nel bosco.
Bosco in queste condizioni, divertitevi voi a trovare i fiocchetti bianchi, con la luce che ormai sta salutandoci, dato che ormai sono sei...
E anche il sentiero, già che ci siete!
Sempre più infreddoliti proseguiamo un'altra mezz'ora, ma il rifugio ancora non si vede. Andiamo avanti. E proseguiamo. E ancora niente.
Ed ormai è buio.
Grazie a Dio, il nostro geniale #Guida aveva portato delle fiaccole per la fiaccolata di mezzanotte (Non delle torce a pile, per carità. Fiaccole. In dodici circa avevamo tre fiaccole ed una minitorcia che un nostro amico aveva montato sul berretto, non chiedetemi come), che a malincuore ("Ma così non le avremo per la fiaccolata..." "Taci!") ci cede, dato che ormai comincia a non vedersi un tubo, e fa sempre più freddo.
Vengo promosso apripista (Per carattere sono ottimista finché non mi accorgo di essere davvero nei guai, quindi anche in questa situazione mentre la maggior parte del gruppo cominciava a preoccuparsi ed incazzarsi seriamente con #Guida, io tentavo di sdrammatizzare, e quindi mi sono offerto di guidare la fila, dato che #Guida aveva preso anche lo zaino di #AmicaI, che non riusciva più a portarlo) e proseguo, con il sentiero fortunatamente molto più visibile rispetto a prima.
La cosa preoccupante è però il fatto che "teoricamente" dovevamo fare un pezzo nel bosco, uscire, farci un costone sul versante della montagna (Detto così sembra chissà cosa, è semplicemente un pezzo di montagna senza alberi :P), rientrare nel bosco, e finalmente sbucare in cima al rifugio.
La domanda che aleggia nell'aria è...

Perché stiamo camminando ormai da QUASI DUE ORE, e non siamo ancora usciti dal bosco?
Anche se, vista l'affidabilità della guida è capace che il costone se lo sia sognato, e che il rifugio sia effettivamente vicino.
Pochi minuti dopo, in effetti, ho come l'impressione di vedere qualcosa...

#Edhel: Ragazzi, mi sembra di vedere la fine del bosco!
#Guida: Ecco, visto? Ve l'avevo detto che eravamo quasi arrivati!
#Qualcuno: Quindi ci siamo?
#Guida: Sì, sì, sono passato di qui stamattina, questo pezzo me lo ricordo, ci siamo quasi!
#Edhel: Dai, su, qualche minuto e ci siamo!

Proseguiamo a passo spedito (La vista della meta ci ha spinti a dare il massimo), ed una volta passato il bosco...

#Edhel: Ma...Ma... Dove cazz...
#Guida: Ecco, giusto! Ci siamo, perfetto!
#Edhel: Ma scusa... Ci siamo dove? Dove lo vedi il rifugio?
#Guida: Là! [Indica una croce in cima alla montagna, che effettivamente è ad un centinaio di metri dal rifugio. Peccato che noi siamo molto, ma moooooooolto più lontani. E soprattutto non sappiamo come arrivarci, dato che l'impressione è di essere su di una montagna accanto]
#Tutti: Ma là dove? Siamo lontanissimi!
#Guida: Ma no, tranquilli, siamo quasi arrivati!
#Qualcuno: Sì, ma tu hai detto che l'hai fatta stamattina in un'ora! Quindi da qui quanto manca?
#Guida: No, ho detto che ci sarebbe voluta un'oretta, ma visto che voi siete lenti ci stiamo mettendo un casino...
#Qualcuno: Guarda.... No, lascia perdere... Quanto manca?


#Guida: A boh, io stamattina sono arrivato fin qua perché era la parte in cui ci si poteva perdere, da qui avanti è facile e non l'ho fatta, ma manca poco!

[Continua]

mercoledì 10 ottobre 2012

Strada senza nome #2

179.5 chilometri dopo...

E: "Oh, cazzo l'uscita!"
In quel momento mi trovavo in terza corsia a circa 130 all'ora, nel sorpassare una macchina, quando uno sguardo al TomTom mi fece notare che mancavano pochissimi metri allo svincolo che avrebbe dovuto portarci dalla A7 ad un'altra autostrada...
Inutile dire che buttarsi da sinistra verso destra e decelerare ad una velocità tale da uscire senza schiantarsi sul guard-rail era un'impresa di notevole difficoltà, e quindi decisi pragmaticamente di tirare dritto.

#AR: "E ora che si fa?"
#E: "Beh, usciamo alla prossima, rientriamo e torniamo all'uscita che abbiamo perso no?"
#AE: "Ma sì, alla fine perdiamo venti minuti al massimo, nulla di grave!"

Il viaggio, nel frattempo, aveva portato alla scoperta di un portaCD vecchio di secoli, in cui ritrovammo una serie di CD masterizzati da me tra la seconda media e la seconda liceo, quando i miei gusti musicali erano qualcosa di definibile tra l'agghiacciante ed il bimbominkia.
Giuro che ancora oggi mi vergogno nel vedere quei CD...
All'ascolto della versione remixata di Geordie fatta da Gabry Ponte, #AE, che a momenti ha un altarino di De Andrè in camera, ha minacciato prima di definestrinarmi (Ma la mediazione di #RE, con opposizioni del tipo "Sta guidando, sarebbe pericoloso", "Ha lui le chiavi di casa" e "Lo facciamo al ritorno" lo ha convinto a desistere) e mi ha augurato di morire tra atroci tormenti costretto ad ascoltare Vasco Rossi per l'eternità.

Ma torniamo a noi...
Qualche chilometro dopo lo sbaglio, vediamo l'uscita successiva, la imbocchiamo. Usciti dall'autostrada c'è una piccola rotonda, dalla quale si può riprendere direttamente la A7 in direzione opposta.
Ma sarebbe troppo facile, no?

#TomTom: "No, non rientrate in autostrada! Non vedete che c'è una bellissima strada provinciale che taglia e vi porta direttamente a destinazione?"
#E: "Ma sei sicuro? Per me l'autostrada è più veloce..."
#TT: "Ma scherzi? Non vedi che seguendo il mio fantastico percorso risparmiate ben 8 minuti?"
#E: "Eh, ma io mi perdo..."
#TT: "Ma come ti perdi? Ci sono qua io, vai tranquillo!"

Avessi conosciuto prima Davide Bianchi avrei pensato "Tranquillo è morto [azione immorale per taluni] e suo fratello è ancora in prigione", ma all'epoca ero ancora un allegro ottimista, pronto a fidarmi del TomTom, e dopo un rapido consulto con #AE e #AR (#RE stava studiando sul sedile posteriore e non ha partecipato alla discussione) decidiamo di imboccare questa fantastica scorciatoia.

Entriamo in quella che sembra una normalissima strada provinciale, e proseguiamo a velocità tutto sommato normale per circa un venti minuti, quando #RE, riemersa dai suoi libri, ci fa notare una cosa:

#RE: "Ma non vi sembra strano che da quando abbiamo preso questa strada non abbiamo incontrato una macchina in direzione opposta?"
#E: "Vabbè, è una provinciale al giovedì all'ora di pranzo, chi vuoi che ci sia in giro?"

Proseguiamo, proseguiamo, proseguiamo... Fino a che la strada comincia pericolosamente a restringersi, ed i guard-rail a diradarsi, mentre sulla nostra destra cominciamo a vedere... Precipizi?
Eh?

Con la coda dell'occhio vedo il TomTom che ridacchia malevolmente, ma mi illudo sia un'impressione.
Fino a che arriviamo ad un punto in cui la strada si riduce ad una mulattiera, asfaltata probabilmente dai romani un paio di millenni fa, larga giusto giusto perchè ci passasse la mia macchina. Ci scambiamo sguardi preoccupati, ma ormai fare inversione è impossibile, e quindi siamo costretti ad andare avanti.
Fino a che arriviamo ad una specie di spiazzo in cima ad una salita. Da lì un panorama stupendo...


#E: "Cazzo, che bel panorama!"
#AE: "Bellissimo! Qui urge pausa sigaretta... E peccato non avere una birra, sennò c'era da campeggiarci qui..."
#AR: "Ma veramente, merita!"
#RE: "..."
#E: "Che c'è?"
#RE: "..."
#AE: "Tutto bene? Hai mal d'auto? Stiamo qui un po'?"
#RE: "Ma noi non dovevamo andare al mare?"
#AE, #E, #AR: "..."
#RE: "Dove cazzo siamo finiti?"
#AE, #E, #AR: "..."
#AR: "A occhio e croce tra i monti intorno ad Alessandria..."
#AE, #E, #RE: "..."

In quel momento mi squilla il telefono. Si tratta, ovviamente, di mia madre.

#M: "Allora, Edhel, siete arrivati?"
#E: "Eh, non proprio..."
#M: "Come non proprio? Trovato coda?"
#E: "Eh, no, quella quando abbiamo attraversato Milano... Ora siamo da qualche parte sui monti intorno ad Alessandria..."
#M: "Avete attraversato Milano? I monti intorno ad Alessandria? Ma che..."
#E: "Eh, abbiamo seguito il TomTom..."
#M: "Sei un deficiente. Chiamami quando arrivi."
Clic

Dopo questa allegra conversazione ci rimettiamo in viaggio (Sarebbero anche le 14.30, stiamo crepando di fame e se quel [censura] di un TomTom non ci avesse fatto sbagliare ben DUE volte saremmo già arrivati da un bel pezzo), e la strada si fa sempre più stretta. Sempre meno asfaltata. Più stretta. Meno asfaltata. Più stretta. Cos'è un guard-rail? I cellulari non prendono.
L'ho detto che si fa sempre più stretta?

Per farla breve, avanziamo a 20 km/h, dato che il fondo stradale è impraticabile, i cellulari hanno campo un minuto sì e venti no, non c'è un guard-rail manco a pagarlo, e sulla destra... Beh, avete visto le foto prima, no?

Finchè arriviamo ad un cartello.

ATTENZIONE: PONTE PERICOLANTE

Silenzio.
Panico.
Risatine nervose.
"Ma dai, come dire che il ponte crolla con noi sopra"
"Ma sì, basta attraversarlo piano"
"Moriremo tutti"

L'ultima ripetuta più e più volte a turno da tutti.
Intanto il TomTom segnala gongolante "Strada senza nome", indicando che prende un satellite ogni tanto e pure male.
Proseguiamo, ormai parecchio scossi, finchè entriamo in una specie di bosco... Proseguiamo qualche chilometro (Sempre tra i 20 e i 40 km/h), fino ad arrivare al famoso "ponte pericolante", che in effetti così pericolante non è.
Perchè è FOTTUTAMENTE CROLLATO.
Un cazzo di ponte di pietra (Con tutta probabilità costruito anche lui dai romani) su un cazzo di rigagnolo in mezzo a questi cazzo di monti in mezzo ad un cazzo di nulla.
Ed è CROLLATO.

"..."
"..."
"..."
"..."
"...Merda"

Il TomTom ormai ride che lo sentono ad Aosta. Noi un po' meno.
La cosa positiva è che le bestemmie tirate da #AE non ci fanno fulminare, quindi vuol dire che se c'è qualcuno lassù almeno è comprensivo.

Ma improvvisamente, #AE, vede accanto al ponte un motorino. WTF? E guardando meglio, vediamo che tra le rovine del ponte c'è un tizio con una pettorina gialla, probabilmente un operaio. WTF???

#AE scende coraggiosamente dalla macchina, mentre noi ci aspettiamo di vedere sbucare da un momento all'altro dai boschi una banda di elfi/predoni longobardi sopravvissuti nei secoli/orchetti e che l'operaio nel torrente sia solamente una trappola per farci fermare (Non che potessimo tornare indietro, comunque...)
E invece no... L'operaio spiega con tutta calma ad #AE che il ponte era vecchio, e che l'hanno fatto crollare per evitare che ci pensasse lui da solo, magari con una macchina sopra...
A parte che mi sono chiesto CHI potesse essere tanto idiota da prendere una strada simile oltre a noi, la domanda da un milione di € a questo punto è...

#AE: "Eh, sì, tutto bello, ma.. Noi a 'sto punto che facciamo?"
#O: "Mah, o guadate il torrente o tornate indietro"
#AE: "Ma come guadare il torrente?"
#O: "O guadate il torrente o tornate indietro"
#AE: "Ma se la macchina non risale l'argine?"
#O: Eh, allora si chiama il carro attrezzi" (Sì, e come cazzo ci arriva qui il carro attrezzi? Volando?)

Messi di fronte alla dura scelta se guadare il torrente pregando Cthulhu di mandarcela buona, o se rifarci le ultime due ore di macchina, per tornare al punto di prima, ci facciamo coraggio e ci lanciamo al guado!


Il problema non era tanto il guado in sé, che come potete vedere alla fine era un rigagnolino... Il problema è che per guadare bisognava prima SCENDERE dal livello della strada al fiume, e poi RISALIRE dall'altra parte, scalando un'argine fangoso con una buona pendenza...
Faccio scendere i miei passeggeri (Che mi sfanculano, dato che l'argine fangoso a piedi non vogliono farselo) e mi butto. La discesa non è un problema, il guado neppure... Ma mentre provo a risalire (cercando di farlo piano piano per evitare di perdere grip) ovviamente la macchina non gradisce e si spegne. Inchiodo per evitare di andare all'indietro e di stirare l'operaio che intanto è lì che ci guarda allegramente (Cazzo guardi? Ma dacci una mano, no?).
Ci riprovo, e al terzo tentativo finalmente le ruote fanno presa e riesco a risalire l'argine. I miei compagni di viaggio tornano a bordo, e -scossi- ci rimettiamo in marcia, terrorizzati da quello che questa strada senza nome ci butterà addosso, e senza la più pallida idea di dove fossimo e quanto mancasse, dato che il TomTom ormai delirava.

Fortunatamente dopo il fiume niente più ostacoli grossi, anzi, qualche chilometro dopo, la strada ha anche ripreso un'asfaltatura decente, e dopo una mezz'ora ci siamo ritrovati in un centro abitato...
Il TomTom, deluso per non essere riuscito ad avere le nostre teste, decide allora che tanto vale riprendere a funzionare, e scopriamo di essere a pochi chilometri da un'uscita dell'autostrada. Ci buttiamo subito dentro, e ci fermiamo al primo autogrill (Che ormai si erano fatte le 15.45) dove sbraniamo qualsiasi cosa troviamo.
Una mezz'oretta dopo ci rimettiamo in viaggio, e finalmente ad un orario indecente riusciamo ad arrivare al mare.
Un viaggio che sulla carta avrebbe dovuto richiedere tra le 2.30 e le 3h ne ha impiegate quasi il doppio...
E fortunatamente non avevo dimenticato le chiavi di casa.


martedì 9 ottobre 2012

Strada senza nome #1

Allora, ho deciso di iniziare raccontando un aneddoto storico, che è uno dei miei cavalli di battaglia dato che penso di averlo raccontato un miliardo di volte...

Premessa: i miei nonni paterni hanno una casa al mare, a #Paeseinutile, in Liguria. Quando ero piccolo, io e la mia famiglia passavamo in genere due o tre settimane ogni estate in quella casa, dato che era facilmente raggiungibile, a pochi (ma faticosi) metri dal mare (Chi conosce la Liguria sa cosa intendo) e soprattutto era un posto che più tranquilli di così si muore.
Qualche anno dopo, però, mio nonno ha subodorato l'entrata in vigore delle tasse di successione, e quindi per anticipare un po' i tempi, ha intestato le proprietà ai suoi due figli (Mio padre e sua sorella), e quindi la casa al mare è diventata formalmente di mia Zia, e da lì abbiamo smesso di andarci... Non perchè in cattivi rapporti con la Zia (Anzi!) ma semplicemente perchè abbiamo iniziato ad andare al mare da un'altra parte assieme ad un'altra Zia, sorella di mia madre, e figli.
Quindi tutto questo preambolo -Lo so, sono prolisso- per spiegare che non andavo in quella casa da quando avevo circa 8 anni...

Flash-forward.
Estate 2008.
Giugno.

In università avevo da poco conosciuto #AmicoE, e dopo aver studiato come due pazzi per la sessione di Giugno (Da noi non si faceva quella di Luglio) decidiamo che sarebbe bello andare da qualche parte al mare assieme ad altri nostri compagni di università per rilassarsi.
Parlandone con i miei genitori, mi viene ricordata la casa a #Paeseinutile, e dopo aver chiesto il permesso a mia Zia, decidiamo di partire.
Dopo aver sentito vari compagni di università, che però dovevano quasi tutti fare un appello qualche giorno dopo, raccattiamo #AmicaR, che come noi aveva già dato quell'esame, e si unisce anche la (allora) ragazza di #AmicoE, qui nota come #RagazzaE.

Io ed #AE avevamo deciso di dare tre esami a quell'appello... I primi due decisamente tosti ed il terzo pesantissimo.
Ma eravamo riusciti solo a preparare i primi due: poi ci rimanevano cinque giorni per il terzo prima della partenza per il mare (Non potevamo partire il giorno dopo perchè #AR poteva stare via solo fino al giorno X+4, e se avessimo posticipato ci saremmo fatti solamente due giorni di mare pieni).
Quindi il piano era: studiamo per l'esame, ci presentiamo, vediamo che domande fa, e se ce la sentiamo aspettiamo il nostro turno, altrimenti si parte.... (Purtroppo l'esame in questione era un orale).

Il giorno della partenza, ci presentiamo in Università con la macchina già carica dei bagagli, e dopo aver raccattato #RE.
Entriamo in aula.
Dopo aver ascoltato cinque domande ci guardiamo.
"Tu la sapevi quella?"
"No. Tu?"
"Nemmeno. Quella prima?"
"..."
"..."
"Mare?"
"Fanculo, sì"

Carichiamo in macchina anche #AR, che nel frattempo se la rideva, avendo già dato l'esame, e partiamo.

Ora, premessa...
Io ho un BUON senso dell'orientamento, ma con un minuscolo, piccolo bug.
La prima volta che vado in un posto (se guido io), che sia il paese a due chilometri dal mio, o una città straniera, io mi perdo.
Sempre. Comunque. Dovunque.
Non importa che io abbia tre TomTom, due computer ed un cellulare collegati a Google Maps.
Io la prima volta mi perderò SEMPRE.
Dalla seconda in poi, però, posso arrivarci anche senza guardare...

Fatta questa doverosa premessa, impostiamo il TomTom su #Paeseinutile, e al grido di "Fanculo l'università" partiamo per quelli che dovevano essere cinque allegri giorni di mare tra amici.

Il simpatico TomTom ci fa immettere nell'autostrada, e prendere la A4 in direzione Milano, che dopo un po' raggiungiamo.
Milano è una città in cui ero stato forse tre volte, MAI guidando e soprattutto che odio con tutto me stesso.
Ma visto che nessuno di noi quattro poveri scemi ha mai guidato a Milano, quando in tangenziale ci dice di uscire, nessuno di noi si scompone (Dopotutto il TomTom ha ragione, no?), dato che venendo dal nord-est supponiamo che per andare in Liguria si debba circumnavigare Milano.
Ecco, il mio TomTom purtroppo non lo supponeva.
Secondo il mio TomTom la soluzione ideale per andare da un lato all'altro di Milano è attraversarla tutta.
Da destra verso sinistra.
Prendendo ogni singolo semaforo.
Rosso.

Purtroppo ce ne accorgiamo solamente dopo qualche minuto, e l'idea di fare inversione non ci sfiora nemmeno (Siamo giovani, ci teniamo alla vita), decidiamo dunque di seguire le indicazioni del TomTom, che a questo punto si è già preso una sfilza di bestemmie, e dopo che l'umore era precipitato sotto i tacchi (Provate voi ad attraversare Milano da parte a parte un qualsiasi giorno feriale) in qualcosa come un'ora e mezza sbuchiamo dall'altra parte.
Ironizzando sul fatto che senza aver sprecato quel tempo a momenti saremmo già a #Paeseinutile, ci immettiamo sull'autostrada verso Torino.
E qui io pronuncio la fatidica frase.

Edhel: "Ragazzi, tra 180 km dobbiamo uscire, ricordatevelo e ricordatemelo, okay?"
#AE: "Sì, ma tranquillo, da qui a 180km ce n'è di tempo..."

Le ultime parole famose.


[Continua]