Innanzitutto buon anno a tutti in ritardo.
Chiedo scusa per essere sparito, ma è stato un periodo davvero impegnativo, e ho avuto veramente poco tempo per scrivere su questo blog.
Adesso voglio raccontarvi due episodi avvenuti durante il mio stage, che hanno entrambi a che fare con il computer.
Io mi sono sempre considerato uno che "sa usare il computer", nel senso che non ho mai fatto grossi danni, so distinguere un virus da un file buono, so fare un ripristino di sistema, installare e disinstallare programmi, e così via...
Diciamo che non mi ritengo un "Utonto", anche perché in genere se non so fare qualcosa (O non so cos'è il processo tal dei tali, o ho dubbi su certe cose) tendo a cercare su google e a vedere cosa dicono gli esperti.
Nel peggiore dei casi ho anche un amico che lavora in un'azienda informatica, quindi posso anche chiedere a lui (Ma non è ancora successo, per fortuna!).
Comunque, per tornare al discorso principale... Dato che leggo sia il blog di Bitmover che di Davide Bianchi so com'è la vita degli informatici all'interno di un'azienda. Quindi avrei tanto voluto non dover mai andare al dipartimento informatico, mettere la testa all'interno e dire "Ehm, ho un problema...", per poi vederlo risolto in 30 secondi, pensando che se l'informatico in questione avesse un blog sarei finito nel post del giorno dopo.
Eppure, l'ultimo giorno di stage, arrivo in azienda. Mi siedo alla mia postazione, accendo il PC, e....
Nada.
Nessun segno di vita.
Riprovo... E niente. Evidentemente al 21 di Dicembre manco lui ha tutta questa voglia di lavorare, ma vabbè.
Noto peraltro che anche il telefono VoIP è spento: solitamente appare il mio nome ed il numero di interno, ma in questo caso lo schermo è completamente vuoto.
Mi viene il dubbio che sia così per tutti, e controllo gli altri 2 PC nell'ufficio: sono entrambi spenti, però i telefono VoIP sono accesi.
Controllo allora sotto il tavolo, dato che già una volta è successo che quelli delle pulizie hanno staccato un cavo per sbaglio, ma niente. Tutto a posto.
Tutti i cavi perfettamente collegati. Nel dubbio guardo anche se la ciabatta è rotta, ma no, va.
Deciso allora che ho fatto il fattibile, e di andare al dipartimento informatico a chiedere lumi.
Il sistemista arriva, guarda la situazione. Prende in mano il telefono, reinserisce il cavo dell'alimentatore che era inserito male, e... MAGIA! Tutto si accende.
Dieci secondi ci ha messo.
A mia parziale discolpa devo dire che non potevo sapere che l'alimentazione del PC passasse per il telefono, e che pensavo che il fatto che tale strumento fosse spento la ritenevo una conseguenza del fatto che il PC non si accendesse, non la causa!
Il secondo motivo per cui mi sono meritato tale appellativo è decisamente più grave.
Per raggiungere il mio obiettivo prefissato avevo assolutamente bisogno di fare una ricerca di mercato. Ne ho sviluppate due, una per le aziende possibili clienti, ed un'altra per le aziende concorrenti.
Ovviamente in entrambi i casi mi sarei presentato come #Edhel studente dell'#Università di Cittàadaltezzavariabile, e non come stagista di #Azienda, sennò col cavolo che avrei avuto delle risposte.
Comunque, mentre per le aziende concorrenti il problema non si pone (Sono una trentina), per i clienti il problema è un po' più difficile: per avere un risultato utilizzabile avrei bisogno di almeno 150-200 risposte. Nei miei calcoli, visto che ritengo che ogni 10 aziende contattate se va bene risponde 1, questo significa contattare 1500-2000 aziende.
Bene, ma i nomi dove li trovo?
Allora ho provato a contattare l'Università, chiedendo di inviare il mio sondaggio a tutte le aziende associate all'ufficio tirocini.
Loro lo fanno, ma nel giro di 3 giorni ho ricevuto solo 20 risposte al sondaggio (Di cui 18 si fermavano alla seconda domanda, che era "Usi questo tipo di prodotto?", e che a risposta negativa passava direttamente alla fine del sondaggio, facendo saltare la parte "importante").
Quindi decido di tirare fuori l'artiglieria... Telefono a Confindustria! Chiamo sia quella provinciale che quella regionale. I secondi mi rimandano alla provinciale, i primi invece mi dicono che hanno bisogno di una lettera di presentazione, che potrebbe essere quella della mia relatrice.
Il problema è che la relatrice mi avrebbe presentato come stagista, e non come studente, quindi il problema restava.
Decido allora di fare a modo mio.
Da vari siti internet, scarico liste e liste di email per categoria di soggetti, per regione, per campo... Fino ad arrivare ad avere qualcosa come 6000 indirizzi email.
Allora mi collego con la mia casella Edhel@universitàdicittàadaltezzavariabile.com, e faccio degli invii di massa.
Il problema è che la mia università si appoggia a gmail per la posta, e dopo 3000 mail inviate google salta fuori e mi dice "Ohi, fermo là tu! Cazzo fai? 3000 email in 10 minuti? Ma io ti banno per 24 ore!", con il risultato che sono riuscito a mandare solo la metà delle mail.
La mattina dopo ne ho mandate altre 2000 (da casa, le avevo messe in bozza essendo un venerdì), e poi basta, perché google mi sembrava sull'incazzoso andante.
Al lunedì, noto che ci sono dei problemi con Outlook (Sui cui però usavo l'indirizzo Edhel@azienda.com, che non c'entrava assolutamente nulla con la casella usata per mandare le mail, dato che era la casella classica di gmail su browser).
Praticamente vedo che Outlook va e viene, cade e torna online.
Al martedì è di nuovo così.
Mercoledì pure.
Giovedì, sono a pranzo assieme ad altri colleghi, tra cui il responsabile delle mailing list. Ad un certo punto si avvicina uno degli informatici.
#Informatico: Ciao, scusa se disturbo... Per sapere, tu le newsletter le mandi sempre nel solito modo, no?
#Collega: Sì, perché?
#Informatico: Boh, ci sono stati un po' di problemi con la posta 'sta settimana...
#Collega: Eh, ho notato, che è successo?
#Informatico: Boh, a quanto pare siamo finiti in qualche lista di spammer, continua a tornarci indietro la posta...
Io e #Collega ci guardiamo, dato che quest'ultimo sapeva del mio invito massivo, e pensiamo immediatamente la stessa cosa.
#Edhel: Ehm... Forse so cosa è successo...
#Informatico: Come?
#Edhel: Eh, praticamente venerdì ho mandato un po' di mail...
#Informatico: Quante?
#Edhel: Tremila....
#Informatico: Tremila??? Ma come? Dal nostro server di posta non risulta!
#Edhel: No, infatti, le ho mandate dalla mia casella di posta normale, di gmail.
#Informatico: Ah, no, allora è impossibile, perché il server è un altro.
#Collega: Non può essere l'indirizzo IP?
#Informatico: No, perché l'IP di google e l'IP di #Azienda sono diversi, perché [segue spiegazione in informatichese].
#Edhel: Ah, okay, meno male...
#Informatico: Tu comunque dopo passa da noi, che vediamo che dice quello che si occupa della posta.
Sono andato al dipartimento ICT dopo pranzo, ed il collega addetto al server di posta mi ha confermato che non era colpa mia.
Ho scoperto poi, circa tre settimane dopo, che la causa del casino era un computer nell'ufficio estero che si era beccato un virus.
Tra l'altro, era la stessa settimana in cui gmail è crashata, per cui #Collega mi ha preso in giro fino alla fine dello stage adducendo le mie mail come causa del crash.
Fantastico.
Ah, e per la cronaca... Alla fine al sondaggio hanno risposto in 169, di cui 112 hanno risposto "No" alla seconda domanda, lasciandomi con sole 57 entry valide. E di questi solo 24 sono arrivati all'ultima domanda.
Su 5000 email mandate....
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mercoledì 16 gennaio 2013
sabato 29 dicembre 2012
So it ends...
E così, dopo due mesi, è finito il mio stage.
Devo ammettere che mi dispiace da morire. Il lavoro che mi hanno fatto fare mi piaceva un sacco (ho avuto l'enorme fortuna di trovare un'azienda che crede negli stagisti, e gli fa fare qualcosa di serio), ed inoltre ho conosciuto tantissime persone fantastiche, sia a livello umano che a livello professionale. Ora si torna alla mia triste vita da universitario (Sto odiando l'idea di rimettermi sui libri), ma in un futuro, chissà...
Cose che ho imparato:
1) Sono un utOnto (Ma di questo ne parlerò in un intervento a parte, perché merita veramente)
2) Quello che ti insegnano all'università serve a poco o niente. Tutto il lavoro che ho fatto e tutte le competenze che ho acquisito sono qualcosa di estremamente specifico legato all'azienda. Vero, non ho fatto uno stage prettamente "economico" (Tipo controllo di gestione), ma credo che a salvo rari casi, le competenze una persona se le faccia sul posto di lavoro. Questo rende ancora più deprimente l'idea di dover studiare altri tre anni.
3) Pur lavorando, uno può anche divertirsi. Va bene stare 2 ore e mezza con gli occhi attaccati al computer, va bene dare fuori di matto perché mancano i dati su cui lavorare, va bene tutto. Ma quei cinque minuti della pausa caffè ti cambiano la giornata. E non mi è capitato di svegliarmi la mattina pensando "No, che sbatti, devo andare a lavorare". O perlomeno, certo, ad una certa ora uno vorrebbe anche stare a letto, ma non una disperazione del tipo "No, aiuto, devo studiare 8 ore oggi".
4) Voglio laurearmi in fretta ed andare a lavorare.
5) Farsi quaranta minuti di macchina all'andata ed al ritorno è una delle cose più rilassanti che ci siano, se si ha della buona musica da ascoltare. Certo, alle 6 di sera con un vecchietto rincoglionito che costringe tutti ad andare a 40 all'ora su un provinciale viene voglia di lanciare un RPG, ma a parte quello ci sta.
Queste sono delle prime riflessioni random... Più avanti magari ne parlerò più nel dettaglio. Per ora posso solamente dire che sono veramente felice di aver avuto questa possibilità, ho avuto veramente l'(enorme) botta di culo di trovare un'azienda che mi ha messo a fare qualcosa di utile per loro, e quindi di vedere dall'interno come funzionano le dinamiche aziendali, e come ragionano in un media/grande impresa internazionale.
Adesso ritornerò a studiare. Più avanti, chi lo sa? Io tra tre mesi dovrei laurearmi (Poi c'è la specialistica)...
Devo ammettere che mi dispiace da morire. Il lavoro che mi hanno fatto fare mi piaceva un sacco (ho avuto l'enorme fortuna di trovare un'azienda che crede negli stagisti, e gli fa fare qualcosa di serio), ed inoltre ho conosciuto tantissime persone fantastiche, sia a livello umano che a livello professionale. Ora si torna alla mia triste vita da universitario (Sto odiando l'idea di rimettermi sui libri), ma in un futuro, chissà...
Cose che ho imparato:
1) Sono un utOnto (Ma di questo ne parlerò in un intervento a parte, perché merita veramente)
2) Quello che ti insegnano all'università serve a poco o niente. Tutto il lavoro che ho fatto e tutte le competenze che ho acquisito sono qualcosa di estremamente specifico legato all'azienda. Vero, non ho fatto uno stage prettamente "economico" (Tipo controllo di gestione), ma credo che a salvo rari casi, le competenze una persona se le faccia sul posto di lavoro. Questo rende ancora più deprimente l'idea di dover studiare altri tre anni.
3) Pur lavorando, uno può anche divertirsi. Va bene stare 2 ore e mezza con gli occhi attaccati al computer, va bene dare fuori di matto perché mancano i dati su cui lavorare, va bene tutto. Ma quei cinque minuti della pausa caffè ti cambiano la giornata. E non mi è capitato di svegliarmi la mattina pensando "No, che sbatti, devo andare a lavorare". O perlomeno, certo, ad una certa ora uno vorrebbe anche stare a letto, ma non una disperazione del tipo "No, aiuto, devo studiare 8 ore oggi".
4) Voglio laurearmi in fretta ed andare a lavorare.
5) Farsi quaranta minuti di macchina all'andata ed al ritorno è una delle cose più rilassanti che ci siano, se si ha della buona musica da ascoltare. Certo, alle 6 di sera con un vecchietto rincoglionito che costringe tutti ad andare a 40 all'ora su un provinciale viene voglia di lanciare un RPG, ma a parte quello ci sta.
Queste sono delle prime riflessioni random... Più avanti magari ne parlerò più nel dettaglio. Per ora posso solamente dire che sono veramente felice di aver avuto questa possibilità, ho avuto veramente l'(enorme) botta di culo di trovare un'azienda che mi ha messo a fare qualcosa di utile per loro, e quindi di vedere dall'interno come funzionano le dinamiche aziendali, e come ragionano in un media/grande impresa internazionale.
Adesso ritornerò a studiare. Più avanti, chi lo sa? Io tra tre mesi dovrei laurearmi (Poi c'è la specialistica)...
giovedì 6 dicembre 2012
Vieni, che può esserti utile!
Ormai è passato più di un mese dall'inizio del mio stage.
L'argomento mi piace molto, in azienda mi trovo molto bene, e sto anche procedendo piuttosto spedito, tanto che ci sono dei momenti in cui i responsabili sono leggermente nel panico perché vado più veloce di quanto si aspettino e non sanno cosa farmi fare...
Ma qualcosa si trova sempre, dopotutto è un'azienda interazionale.
Ad esempio, qualche settimana fa, mentre stavo contattando alcune aziende concorrenti (ovviamente in incognito) per un sondaggio, l'AD di una di queste mi fa notare che pochi giorni dopo ci sarebbe stata una fiera di settore per quello che mi interessava.
Una fiera di settore moooooooooooooooooolto ampia. Nel senso che forse il 5% sarebbe stato qualcosa che avrebbe potuto interessarmi, ma vabbè.
Io, da bravo stagista, giro l'informazione a #Boss, #ProductSpecialist (Che sarebbe #ProjectManager dell'altra storia, ho scoperto che avevo capito male il suo ruolo) e #Commerciale, che sono le tre persone in azienda che si occupano della sottoarea per cui sto lavorando (Sì, ecco, azienda... Siete in pochi! Ma lo sapete che c'è un bravo ragazzo che tra pochi mesi si laurea?) per informarli della cosa.
Un paio d'ore dopo arriva una mail da #ProductSpecialist, che dice che lo sapeva già, e che era iscritto, e che sarebbe andato assieme ad un consulente esterno ed ad un altro venditore.
Okay, bon, la cosa è finita lì, e mi rimetto a fare quello che stavo facendo prima di vedere la sua mail.
La mattina dopo arrivo in ufficio, apro Outlook, e... Ohibò!
Una mail dall'organizzazione della fiera. La apro...
"Grazie per esserti registrato alla fiera, #Edhel! Questo è il tuo badge per entrare, stampalo e presentalo all'ingresso"
Apro il badge, e vedo che sono stato iscritto come "Market Expert".
Okay, chi è il simpaticone?
Vado da #Boss, gli chiedo se ne sa qualcosa e lui nega. Okay, fuori uno.
Vado da #Commerciale, ma è in Olanda, quindi tenderei ad escluderlo.
Vado allora da #ProductSpecialist e chiedo a lui, che tutto contento mi dice di avermi iscritto perché poteva essermi utile vedere una fiera di settore, e che avrei potuto imparare qualcosa di utile.
Sì, molto bene... Ma chiedere magari?
Vabbè... Nei giorni successivi gli chiedo come ci organizziamo per la fiera, e lui tutto tranquillo mi dice che ci saremmo visti lì (Vi ricordo che #ProductSpecialist è mezzo inglese e mezzo milanese, quindi immaginate voi...).
Il giorno della fiera arrivo alle 9 (Partendo ad un orario indecente), presento il mio badge, ed entro come Market Expert di #Azienda. Spero che non l'abbia letto nessuno, o avrà pensato che erano caduti proprio in basso.
Giro un po', faccio un po' di domande agli stand, ma puntualmente quando mi chiedono "Scusi, ma lei chi rappresenta" è un casino, dato che già a tutte queste aziende mi sono presentato con il sopracitato questionario come universitario in fase tesi, e se avessero fatto il collegamento (nemmeno tanto difficile: due persone con lo stesso nome ti fanno domande sullo stesso argomento) #Azienda avrebbe fatto un po' una figura di merda.
Indipercui, oltre a girare, guardare un po' di cataloghi, seguire qualche workshop (Nessuno sull'argomento che mi serviva) e tentare di origliare conversazioni interessanti (Risultati: 0) ho praticamente buttato nel cesso la mattinata.
Per le 12, dopo essere uscito per fumare una sigaretta, rientro... E chi mi trovo davanti? #ProductSpecialist, che mi fa "Ah, sei appena arrivato?"
No, non proprio, sono qui da tre ore a rompermi le palle...
Dopo essermi presentato all'altro venditore spiego a #ProductSpecialist quali sono i miei problemi, nel senso che ho un po' le mani bloccate, e gli chiedo suggerimenti.
Risposta: ma sì, dai, guardati un po' intorno, alla fine qualcosa di utile lo trovi.
Sì, come no...
Dopo averlo seguito un'oretta, arriva l'ora di pranzo. Lo avviso che non avrei pranzato con loro, dato che #Morosa ha l'università a 10 minuti dalla location della fiera, e che sarei tornato per le 2-2.30.
Risposta: "Ma cosa torni a fare? Ma fatti un giro con la tua ragazza che è molto meglio!"
Ma perché cazzo mi hai iscritto allora??
Vabbè... Alla fine no, non sono tornato. Tanto il giorno l'avevo già buttato via, e la scelta tra passare il pomeriggio con #Morosa o con #ProductSpecialist è stata piuttosto semplice.
Però, cazzo... Prima mi iscrivi ad un evento senza manco chiedermelo, poi una volta lì ti fai vedere 3 ore dopo l'ora d'inizio (Anche se lui ha detto che alle 9.30 era già lì, e tendo a credergli. Comunque è uno che lavora sodo e tanto), e più tardi mi dici che non ha senso che io stia lì?
Complimenti.
Devo ancora capire se era ironia inglese o furbizia milanese.
L'argomento mi piace molto, in azienda mi trovo molto bene, e sto anche procedendo piuttosto spedito, tanto che ci sono dei momenti in cui i responsabili sono leggermente nel panico perché vado più veloce di quanto si aspettino e non sanno cosa farmi fare...
Ma qualcosa si trova sempre, dopotutto è un'azienda interazionale.
Ad esempio, qualche settimana fa, mentre stavo contattando alcune aziende concorrenti (ovviamente in incognito) per un sondaggio, l'AD di una di queste mi fa notare che pochi giorni dopo ci sarebbe stata una fiera di settore per quello che mi interessava.
Una fiera di settore moooooooooooooooooolto ampia. Nel senso che forse il 5% sarebbe stato qualcosa che avrebbe potuto interessarmi, ma vabbè.
Io, da bravo stagista, giro l'informazione a #Boss, #ProductSpecialist (Che sarebbe #ProjectManager dell'altra storia, ho scoperto che avevo capito male il suo ruolo) e #Commerciale, che sono le tre persone in azienda che si occupano della sottoarea per cui sto lavorando (Sì, ecco, azienda... Siete in pochi! Ma lo sapete che c'è un bravo ragazzo che tra pochi mesi si laurea?) per informarli della cosa.
Un paio d'ore dopo arriva una mail da #ProductSpecialist, che dice che lo sapeva già, e che era iscritto, e che sarebbe andato assieme ad un consulente esterno ed ad un altro venditore.
Okay, bon, la cosa è finita lì, e mi rimetto a fare quello che stavo facendo prima di vedere la sua mail.
La mattina dopo arrivo in ufficio, apro Outlook, e... Ohibò!
Una mail dall'organizzazione della fiera. La apro...
"Grazie per esserti registrato alla fiera, #Edhel! Questo è il tuo badge per entrare, stampalo e presentalo all'ingresso"
Apro il badge, e vedo che sono stato iscritto come "Market Expert".
Okay, chi è il simpaticone?
Vado da #Boss, gli chiedo se ne sa qualcosa e lui nega. Okay, fuori uno.
Vado da #Commerciale, ma è in Olanda, quindi tenderei ad escluderlo.
Vado allora da #ProductSpecialist e chiedo a lui, che tutto contento mi dice di avermi iscritto perché poteva essermi utile vedere una fiera di settore, e che avrei potuto imparare qualcosa di utile.
Sì, molto bene... Ma chiedere magari?
Vabbè... Nei giorni successivi gli chiedo come ci organizziamo per la fiera, e lui tutto tranquillo mi dice che ci saremmo visti lì (Vi ricordo che #ProductSpecialist è mezzo inglese e mezzo milanese, quindi immaginate voi...).
Il giorno della fiera arrivo alle 9 (Partendo ad un orario indecente), presento il mio badge, ed entro come Market Expert di #Azienda. Spero che non l'abbia letto nessuno, o avrà pensato che erano caduti proprio in basso.
Giro un po', faccio un po' di domande agli stand, ma puntualmente quando mi chiedono "Scusi, ma lei chi rappresenta" è un casino, dato che già a tutte queste aziende mi sono presentato con il sopracitato questionario come universitario in fase tesi, e se avessero fatto il collegamento (nemmeno tanto difficile: due persone con lo stesso nome ti fanno domande sullo stesso argomento) #Azienda avrebbe fatto un po' una figura di merda.
Indipercui, oltre a girare, guardare un po' di cataloghi, seguire qualche workshop (Nessuno sull'argomento che mi serviva) e tentare di origliare conversazioni interessanti (Risultati: 0) ho praticamente buttato nel cesso la mattinata.
Per le 12, dopo essere uscito per fumare una sigaretta, rientro... E chi mi trovo davanti? #ProductSpecialist, che mi fa "Ah, sei appena arrivato?"
No, non proprio, sono qui da tre ore a rompermi le palle...
Dopo essermi presentato all'altro venditore spiego a #ProductSpecialist quali sono i miei problemi, nel senso che ho un po' le mani bloccate, e gli chiedo suggerimenti.
Risposta: ma sì, dai, guardati un po' intorno, alla fine qualcosa di utile lo trovi.
Sì, come no...
Dopo averlo seguito un'oretta, arriva l'ora di pranzo. Lo avviso che non avrei pranzato con loro, dato che #Morosa ha l'università a 10 minuti dalla location della fiera, e che sarei tornato per le 2-2.30.
Risposta: "Ma cosa torni a fare? Ma fatti un giro con la tua ragazza che è molto meglio!"
Ma perché cazzo mi hai iscritto allora??
Vabbè... Alla fine no, non sono tornato. Tanto il giorno l'avevo già buttato via, e la scelta tra passare il pomeriggio con #Morosa o con #ProductSpecialist è stata piuttosto semplice.
Però, cazzo... Prima mi iscrivi ad un evento senza manco chiedermelo, poi una volta lì ti fai vedere 3 ore dopo l'ora d'inizio (Anche se lui ha detto che alle 9.30 era già lì, e tendo a credergli. Comunque è uno che lavora sodo e tanto), e più tardi mi dici che non ha senso che io stia lì?
Complimenti.
Devo ancora capire se era ironia inglese o furbizia milanese.
lunedì 12 novembre 2012
Eh, questi albionici
Nello stage che sto facendo ho due referenti, #Boss e #ProjectManager, che sono rispettivamente il capo dell'ufficio in cui lavoro, e la persona a cui devo fare rapporto, ed il direttore dell'area aziendale su cui sto lavorando.
Mercoledì #Boss prende e va in non so quale filiale estera, e fino a venerdì non sarà in ufficio. Questo è un problema, dato che il suo ufficio è proprio accanto al mio, e che se ho qualche problema in un attimo sono da lui.
#ProjectManager, invece è al piano di sotto, teoricamente a trenta secondi, ma in pratica non è mai in ufficio.
Lunedì l'ho visto trenta secondi, e martedì ha passato la giornata in riunione, per finire alle 5. Mercoledì era in visita da dei clienti, e finalmente giovedì riesco a pescarlo (Tra l'altro all'ora di pranzo).
#ProjectManager mi sembra abbastanza in gamba (Per quel che ne so io dopo averlo visto per 4 giorni) e molto disponibile. Ha un unico, piccolissimo difetto.
Parla. Ma tanto. La classica persona che per dirti un concetto da 5 minuti ce ne impiega 30.
Ero riuscito a pescarlo martedì alle 5 (Io esco alle 5.30) e mi aveva tenuto lì un'ora e mezza.
Alle 12.15 dico a #Collega (Il tizio con cui condivido l'ufficio. So che tecnicamente non è un collega, ma chiamarlo #Tizioconcuicondividolufficio suona male, e quindi mi prendo questa libertà poetica) "Vado da #ProjectManager. Se per l'una (Ora in cui andiamo in mensa) non sono tornato vieni a salvarmi" e mi avvio.
Lo trovo in ufficio (Miracolo n°1) ed incredibilmente non è al telefono con fornitori/clienti (Miracolo n°2) e gli spiego a che punto sono, chiedendo lumi su quello che avrei dovuto fare in seguito.
Lui mi spiega tutto (Divagando tanto e spesso), e ad un certo punto mi consiglia un sito.
Per farmi capire bene che sito è si collega, e comincia a girarlo (Mentre parla da solo "Toh, ma è proprio bello 'sto sito!" "Ma guarda tu quante cose utili!")
Ad un certo punto vede una lista di nomi. La conversazione è la seguente.
#ProjectManager: Toh, #Tizioinglese! Io questo lo conosco!
#Edhel: Beh, potrei provare a contattarlo allora, per avere informazioni utili, e...
#ProjectManager: Sì, mi sembra una buona idea, posso provvedere io, e... [Intanto clicca sul profilo di questa persona. (No, non era facebook, e nemmeno Linkedin)] Vah! Guarda che faccia da culo!
#Edhel: ...
#ProjectManager: No, questo è davvero in gamba, però ha davvero la faccia da culo, guarda questa foto!
#Edhel: (Cercando di fare lo spiritoso) Beh, è inglese.
#ProjectManager: Beh, anche io lo sono, ho la cittadinanza.
#Edhel: Ma ti chiami #Nomeitaliano #Cognome italiano!
#ProjectManager: Sì, mio padre è italiano, ma mia madre è inglese, io sono nato lì!
#Edhel: ...
#ProjectManager: Non si direbbe?
#Edhel: No... Non proprio... E vabbè, ho fatto la mia figura giornaliera
#ProjectManager: No, non preoccuparti, tanto non mi sento né inglese né italiano!
E la conversazione è andata avanti per altri lidi fino all'una, quando si è accorto che doveva andare a mangiare e mi ha lasciato andare (E c'era sulle scale #Collega che spero stesse venendo a salvarmi comunque).
Andando avanti così tempo due settimane e darò del vecchietto all'AD dell'azienda per sbaglio....
Mercoledì #Boss prende e va in non so quale filiale estera, e fino a venerdì non sarà in ufficio. Questo è un problema, dato che il suo ufficio è proprio accanto al mio, e che se ho qualche problema in un attimo sono da lui.
#ProjectManager, invece è al piano di sotto, teoricamente a trenta secondi, ma in pratica non è mai in ufficio.
Lunedì l'ho visto trenta secondi, e martedì ha passato la giornata in riunione, per finire alle 5. Mercoledì era in visita da dei clienti, e finalmente giovedì riesco a pescarlo (Tra l'altro all'ora di pranzo).
#ProjectManager mi sembra abbastanza in gamba (Per quel che ne so io dopo averlo visto per 4 giorni) e molto disponibile. Ha un unico, piccolissimo difetto.
Parla. Ma tanto. La classica persona che per dirti un concetto da 5 minuti ce ne impiega 30.
Ero riuscito a pescarlo martedì alle 5 (Io esco alle 5.30) e mi aveva tenuto lì un'ora e mezza.
Alle 12.15 dico a #Collega (Il tizio con cui condivido l'ufficio. So che tecnicamente non è un collega, ma chiamarlo #Tizioconcuicondividolufficio suona male, e quindi mi prendo questa libertà poetica) "Vado da #ProjectManager. Se per l'una (Ora in cui andiamo in mensa) non sono tornato vieni a salvarmi" e mi avvio.
Lo trovo in ufficio (Miracolo n°1) ed incredibilmente non è al telefono con fornitori/clienti (Miracolo n°2) e gli spiego a che punto sono, chiedendo lumi su quello che avrei dovuto fare in seguito.
Lui mi spiega tutto (Divagando tanto e spesso), e ad un certo punto mi consiglia un sito.
Per farmi capire bene che sito è si collega, e comincia a girarlo (Mentre parla da solo "Toh, ma è proprio bello 'sto sito!" "Ma guarda tu quante cose utili!")
Ad un certo punto vede una lista di nomi. La conversazione è la seguente.
#ProjectManager: Toh, #Tizioinglese! Io questo lo conosco!
#Edhel: Beh, potrei provare a contattarlo allora, per avere informazioni utili, e...
#ProjectManager: Sì, mi sembra una buona idea, posso provvedere io, e... [Intanto clicca sul profilo di questa persona. (No, non era facebook, e nemmeno Linkedin)] Vah! Guarda che faccia da culo!
#Edhel: ...
#ProjectManager: No, questo è davvero in gamba, però ha davvero la faccia da culo, guarda questa foto!
#Edhel: (Cercando di fare lo spiritoso) Beh, è inglese.
#ProjectManager: Beh, anche io lo sono, ho la cittadinanza.
#Edhel: Ma ti chiami #Nomeitaliano #Cognome italiano!
#ProjectManager: Sì, mio padre è italiano, ma mia madre è inglese, io sono nato lì!
#Edhel: ...
#ProjectManager: Non si direbbe?
#Edhel: No... Non proprio... E vabbè, ho fatto la mia figura giornaliera
#ProjectManager: No, non preoccuparti, tanto non mi sento né inglese né italiano!
E la conversazione è andata avanti per altri lidi fino all'una, quando si è accorto che doveva andare a mangiare e mi ha lasciato andare (E c'era sulle scale #Collega che spero stesse venendo a salvarmi comunque).
Andando avanti così tempo due settimane e darò del vecchietto all'AD dell'azienda per sbaglio....
venerdì 9 novembre 2012
E si inizia!
Oggi ho fatto il mio primo giorni di stage.
A parte che per l'ansia sono partito prestissimo e sono arrivato lì con mezz'ora di anticipo, per il resto tutto bene. Il lavoro che devo fare sembra interessante, i colleghi simpatici, e la mensa non è nemmeno troppo male.
Un po' di cose che sono successe:
1) L'informatico dell'azienda sembrava quasi commosso quando ho detto "Quindi salvo tutto su Q:/ e non in locale, giusto?", dimostrando di sapere la differenza tra C:/ e altro. Mi chiedo quale sia il livello medio dell'azienda.
2) Non sono più in grado di usare Windows XP. Il 7 mi ha traviato.
3) Sono passato sedici volte davanti al bagno senza vederlo. Ed è a due metri dall'ufficio dove sono. Quando l'ho chiesto al collega me l'ha gentilmente indicato, ma sono sicuro che abbia pensato fossi scemo.
4) Nonostante mi avessero fatto vedere la sua posizione, non trovavo più la macchinetta del caffè. Ho chiesto, e magicamente è apparsa dove avevo già guardato tre volte. Il collega che passava di lì deve aver pensato fossi scemo.
5) Quando ho finito, mi sono alzato, ho spento il PC, preso tutto... Ma non trovavo più l'interruttore per spegnere la luce. Ho cercato per cinque minuti, poi ho chiesto.
Era accanto alla porta. L'avevo anche visto e premuto, ma le luci non si erano spente. La collega a cui ho chiesto (Che passava di lì, stava uscendo anche lei) deve aver pensato fossi scemo.
6) Giunto al parcheggio non trovavo più la macchina. Mi ero dimenticato che nella pausa pranzo l'avevo spostata perché l'avevo parcheggiata in mezzo alle balle (Ma a mia discolpa lì vige il parcheggio selvaggio. Macchine in tripla e quadrupla fila che è un piacere.)
Ed è solo il primo giorno....
A parte che per l'ansia sono partito prestissimo e sono arrivato lì con mezz'ora di anticipo, per il resto tutto bene. Il lavoro che devo fare sembra interessante, i colleghi simpatici, e la mensa non è nemmeno troppo male.
Un po' di cose che sono successe:
1) L'informatico dell'azienda sembrava quasi commosso quando ho detto "Quindi salvo tutto su Q:/ e non in locale, giusto?", dimostrando di sapere la differenza tra C:/ e altro. Mi chiedo quale sia il livello medio dell'azienda.
2) Non sono più in grado di usare Windows XP. Il 7 mi ha traviato.
3) Sono passato sedici volte davanti al bagno senza vederlo. Ed è a due metri dall'ufficio dove sono. Quando l'ho chiesto al collega me l'ha gentilmente indicato, ma sono sicuro che abbia pensato fossi scemo.
4) Nonostante mi avessero fatto vedere la sua posizione, non trovavo più la macchinetta del caffè. Ho chiesto, e magicamente è apparsa dove avevo già guardato tre volte. Il collega che passava di lì deve aver pensato fossi scemo.
5) Quando ho finito, mi sono alzato, ho spento il PC, preso tutto... Ma non trovavo più l'interruttore per spegnere la luce. Ho cercato per cinque minuti, poi ho chiesto.
Era accanto alla porta. L'avevo anche visto e premuto, ma le luci non si erano spente. La collega a cui ho chiesto (Che passava di lì, stava uscendo anche lei) deve aver pensato fossi scemo.
6) Giunto al parcheggio non trovavo più la macchina. Mi ero dimenticato che nella pausa pranzo l'avevo spostata perché l'avevo parcheggiata in mezzo alle balle (Ma a mia discolpa lì vige il parcheggio selvaggio. Macchine in tripla e quadrupla fila che è un piacere.)
Ed è solo il primo giorno....
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