venerdì 28 settembre 2012

Merdabilia #1

Merdabilia è la società, gestita dalla Santanchè, che ha affittato il primo piano del nostro palazzo very IN. Inutile spiegarvi quanto li trovo insopportabili.

Intanto perchè le finestre del mio ufficio si affacciano sul giardino interno, proprio sopra la loro "area relax" esterna, luogo ameno in cui hanno posizionato delle poltroncine - dal gusto alquanto discutibile - e dove si ritrovano a bere caffè, fumare, urlare e festeggiare compleanni. Il tutto sempre in maniera chiassosa perchè, ovviamente, qui nessuno lavora.

Questo pomeriggio, poi, ho prenotato un taxi per Cicì e Bella Addormentata che andavano in missione per Nota-Casa-Francese-Di-Borse.
Dopo 5 minuti queste due disgraziate mi telefonano per dirmi che del taxi manco l'ombra, c'era giusto lì fuori un taxi di un'altra compagnia e pareva abbastanza palese che qualcuno avesse preso "per sbaglio" il loro taxi.
Ma anche questi sveglioni, chiedere no? Vabbè.
Chiamo un altro taxi, parlo con l'operatrice che mi conferma il sospetto: aveva caricato altra gente. Me ne faccio mandare un altro.

Dopo un po' mi chiamano dal centralino chiedendomi di chi è il taxi qui fuori. Ah, non nostro: Cicì e Bella Addormentata sono già andate via ormai. La IURPA mi dice che quelli di Merdabilia avevano chiamato un taxi ma che ne avevano preso un altro e sento chiaramente la signora in sottofondo che dice "Eh, quindi questo è vostro!". No, mia cara. Noi l'altra compagnia non possiamo utilizzarla perchè abbiamo i voucher aziendali per la *nostra* compagnia, quindi adesso ti attacchi al tram, tiri moooolto forte, e vai a pagare la chiamata a quel povero disgraziato che è qui fuori da 10 minuti ad aspettare invano.

Io spero che quelli che gli hanno fregato il taxi non possano pagarlo perchè sprovvisti di contanti e dotati unicamente di voucher per la loro compagnia.
E che in realtà il taxista sia un serial killer.

mercoledì 26 settembre 2012

Di avvocati noiosi e cantanti di rockabilly

Questa sarebbe una situazione da cui ricavare la morale che "lo stalking paga".
E invece no.

Chi mi segue su Twitter è a conoscenza in tempo reale delle mie vicissitudini a sfondo sentimentale. In realtà sto raccogliendo materiale per scriverci un libro. Giuro!

A febbraio di quest'anno era venuto a lavorare alla SocietàMarchi&Brevetti un ragazzo giovane e carino, lo incrociavo ogni tanto in ascensore di ritorno dal pranzo e ci siamo scambiati due chiacchiere e qualche occhiatina. Io e la centralinista esultavamo all'idea che ci fosse finalmente qualcuno di guardabile in questo palazzo e under 50.

Vi risparmio il riassunto di come l'ho stalkerato su qualsiasi social network a cui sono iscritta e gli abbia abilmente estorto un appuntamento. Appuntamento che lui poi ha voluto anticipare di qualche giorno, ed io naturalmente mica potevo dire di no - anche se il giorno prima avevo fatto le 4, vabè!
Quindi usciamo, mi porta a Montevecchia tra l'altro nel posto dove sono stata la prima volta che sono uscita con "quello della macchina".
Oh, voi e l'originalità proprio zero.

Insomma, questo attacca a parlare del suo corso di yoga, della giurisprudenza, di quanto lo yoga gli abbia cambiato la vita, della sua band, del suo maestro di yoga, della mamma del suo amico, del caldo che fa a Brescia, del kundalini yoga, dell'hatha yoga e stocazzo dove ce lo mettiamo. Per dire che la cosa più interessante era la giurisprudenza.
Essendo un cantante (o così asserisce lui), provo a buttarla sulla musica. Parliamo di Elio, dello ska, mi mostra la scaletta del suo prossimo concerto, confrontiamo le nostre opinioni su Steve Vai e Yngwie Malmsteen. Insomma, ha riguadagnato qualche punto.

Vi risparmio anche il suo osceno tentativo di portare la serata ad un livello successivo, che ho goffamente dribblato perchè avevo il latte alle ginocchia, perchè esco con un altro e perchè fondamentalmente non era nemmeno tutto questo granchè.
Per tenerlo lontano da me ho avuto la malsana idea di chiedergli di cantarmi una canzone.
Cazzo.
Mi dici che sei un grande amante dei Rolling Stones, io ti dico che adoro i Beatles e tu cosa mi canti?
Cosa?
Una depressissima canzone francese. Credevo fosse Michel Legrand.
Che a me personalmente piace anche, però è appropriato per quando cerco il suicidio e non da cantare ad una tizia con cui esci la prima volta e che hai già cercato di fagocitare.
Comunque non era Michel Legrand.
Era un altro sfigatissimo cantautore francese di cui poi ha voluto insistentemente farmi sentire la versione originale sul suo iPhone.
Mooooolto affascinante. Già. Non è palpabile l'eccitazione che trasuda dalle mie parole?

Poi ho voluto andare a casa, che si era fatta una certa.
Da come mi ha guardata ho temuto di svegliarmi la mattina dopo in un fosso e senza un rene. Invece mi ha riaccompagnata alla macchina e mi ha salutata dicendo "Scrivimi quando arrivi a casa. Ah, e poi ci sentiamo per uscire domenica!".

Ecco.
No.
Ma proprio no.
Il tuo numero ce l'ho, casomai ti chiamo io.







lunedì 24 settembre 2012

Campionessa di tatto

C'è che come scelgo i film io, nessuno.

Premessa: io e la mia amica avevamo lasciato i nostri fidanzati dopo rispettivamente tre e sei anni di storia. Eravamo un tantino depresse. Un tantino, eh.
"Guardiamo un film!". E che cosa ho scelto? Mangia, prega, ama.
Storia di una tizia che scappa in Italia (ad abbottarsi di gelato), India (per "pregare") e Indonesia (a ciulare, chiaramente!) per dimenticare l'uomo che aveva appena lasciato, a cui aveva fatto del male e per il quale si struggeva.
Sono un genio, vero?

Premessa: io e la mia amica dobbiamo dimenticare i "fantasmi del nostro passato". Inoltre, siamo parecchio sfiduciate sul genere maschile ultimamente e ci chiediamo se esiste l'uomo giusto per noi.
"Andiamo al cinema!". E che film ho scelto? L'amore dura tre anni.
Storia di un tizio che divorzia, ascolta Michel Legrand, vuole suicidarsi, poi riesce a convincere la moglie di suo cugino a lasciarlo per stare con lui; poi lei lo lascia perchè è uno stronzo misogino, lui si deprime, poi la riconquista.
E il film finisce con una frase che per me è la metafora dell'amore.
"Ho corso fin qui, sono senza fiato"
"Io da quando ti conosco, sempre"

Certo che sono proprio un genio.

venerdì 21 settembre 2012

TGIF!

Thank God It's Friday!

Che, dico, magari!
Venerdì scorso c'era sciopero dei mezzi.

Ma va? Ma dai, scioperi dei mezzi il venerdì non se n'erano mai visti!
Sicchè io e la Strega ci organizziamo per uscire prima. Questo solitamente significa che siamo qui all'alba, praticamente apriamo noi lo studio, ma alle 17:00 possiamo fuggire verso le nostre agognate dimore.

Lunedì scade il termine per il deposito di una conclusionale che, naturalmente, ci viene mandata alle 16:30 di venerdì pomeriggio dopo numerosi solleciti.
91 pagine di conclusionale, ovvero: come perdere una causa facendo incazzare a morte il Giudice.
Manca il fascicolo di parte da ridepositare insieme alla conclusionale. Cioè ma questi fanno le cose a pezzi? Bisogna ricordargli sempre tutto! La Strega tira su il telefono e chiama, rammentando a chi di dovere del fascicolo, dall'altra parte arrivano tanti "Sìsìsì cerrrrrto"; chiude la telefonata, raccatta le sue cose e se ne va.

Dopo 10 minuti telefonano a me da Torino. I geni, sempre loro.
Torinese: "Guarda che noi non ce l'abbiamo il fascicolo di parte"
Io: "Sicuri? Ve l'ha mandato la mia collega, se lo ricorda benissimo. E poi ve li mandiamo sempre"
T: "No no, qui noi non abbiamo niente. Vedi tu"
*ma vedo io cosa?? cosa?? semmai vedo di spaccarti la faccia, brutta imbecille*
Io: "Non so che dirti, qui non ce l'abbiamo"
T: "Sicura? Non è che vi è rimasto in pratica? A noi avete mandato solo le fotocopie"
*per puro scazzo apro la pratica e, come prima e-mail, vedo una di CDC che ci chiedeva espressamente il fascicolo + annotazione della Strega con data dell'invio a Torino*
Io: "Dalla pratica mi risulta che sia stato richiesto da CDC, quindi suppongo sia stato inviato alla sua attenzione"
T: "Ah, quindi dici che magari lei ne sa qualcosa?"
No.
Scusa.
Ma tu perchè mi hai chiamata?
Roba che ti sei guardata attorno spaesata, non hai visto nulla che assomigliasse ad un fascicolo di parte, e hai telefonato qui pretendendo che lo stronzo di turno ti risolvesse il problema?
Chiedere prima a qualcuno no, vero? Troppo semplice!

mercoledì 19 settembre 2012

Con la C, senza H

Ho un nome strano.
Non tanto, diciamo quanto basta per mandare in crisi la maggior parte della gente.
O almeno la maggior parte della gente con un cervello piccolo, piccolo.

Ho passato quasi tutta la vita ad odiare il mio nome e chiedermi come mai i miei genitori fossero così sadici da non volermi dare un nome normale. Che ne so, cose come: Giulia, Alessandra, Silvia, etc...
E invece no.
Pazienza.
Ultimamente sto iniziando ad apprezzarlo parecchio perchè è originale. Anzi, addirittura mi dà fastidio quando mi dicono "Sai, ho conosciuto un'altra che si chiama come te", questo nome sta diventando troppo mainstream.

Di solito mi trovo davanti a persone che non sanno come si scrive. Quindi ormai il mio cavallo di battaglia è "con la C, senza H". Poi ci sono comunque persone che continuano a chiamarmi, in mia presenza, sbagliando il nome. Magari lo ripetono pure più volte, assolutamente convinti. Una volta non correggevo mai perchè mi dispiaceva metterli in imbarazzo puntualizzando lo sbaglio; adesso invece me ne sbatto e lo faccio notare a tutti con aria infastidita. Eccheccazzo!
In secondo luogo mi chiedono sempre se sono italiana.
Sì, sono italiana.
Sì, anche i miei genitori sono italiani.
Qualche sera fa ho conosciuto un tizio parecchio fastidioso che insisteva nel dire che il mio non è un nome italiano e che secondo lui dovevo essere di origine albanese ("Sìsì, sembri albanese", ma ammazzati direi anche) o comunque dell'est.

Quindi niente, con questo post ci tenevo ad informare chiunque passi di qui anche solo per caso che tenermi un simposio sull'origine del mio nome, piuttosto che sulla sua grafia o pronuncia, perchè non avete altri argomenti di conversazione più interessanti di certo non fa salire la mia stima nei vostri confronti.
Anzi.
Perciò evitate, che almeno non peggiorate la vostra posizione.

lunedì 17 settembre 2012

Weekend di sorprese #3

La seconda e la prima parte. Questa è l'ultima, giuro.

Da vera rompicoglioni apro gli occhi alle 8:30 la mattina di domenica e inizio a girare per la stanza fingendo di fare cose finchè non sveglio anche Adra. Quindi lo investo con un fiume di parole, costringendolo ad alzarsi per la disperazione.
Sì, lo so che sono rompicoglioni. Mai negato.

Va a finire che si parla ancora per parecchio. Del lavoro, gli amici, le vacanze, i sogni nel cassetto, quelli invece che sono volati via e delle rispettive famiglie. Chiacchiere tra persone che si conoscono da sempre, anche se in realtà è solo la seconda volta che ci vediamo. La sensazione era quella di essere con vecchi amici, come quando sto con Hikaru o Kiki.

Prenoto un tavolo per due al Martini Bar di Dolce & Gabbana. Quello sotto lo studio dove di solito vado quando decidono di offrirmi il pranzo, ma è una vita che mi prometto di portarci qualcuno a pranzo e quale occasione migliore? Il posto è bellissimo, si mangia da dio e fa sempre la sua scena.
Effettivamente pranzando nella corte interna sembra di stare in Sicilia, in un paese in riva al mare, senza il rumore del traffico e con una leggera brezza estiva. Invece siamo in Corso Venezia, a due passi dal mio ufficio e con un'afa che raggiunge livelli record.

E alla fine glielo dico.
Che la mia filosofia di vita è "ognuno fa quel che vuole"; che la vita è una sola e dovendo scegliere tra essere triste e felice preferisco la seconda; che sorrido sempre e non ho voglia di paranoie e rotture di palle; che ho fottutamente paura di morire perchè ho un sacco di cose da fare e dopo questa vita c'è semplicemente il nulla. E lui è fottutamente d'accordo con me.
Non so, mi stupisco sempre quando trovo persone che appoggiano le mie filosofie di vita. A volte mi sento un po' un alieno.

Dopo tutti questi discorsi filosofici si è fatta una certa ora, quindi lo accompagno in stazione a prendere il treno. Ed è qui che lo abbraccio, perchè ho passato due giorni bellissimi, per dirgli grazie di essersi fatto tutto questo sbattimento per rivedere una persona con cui aveva parlato solo 10 minuti due anni fa.
Ed è qui che mi ha baciata.


Oh, cazzo.
Sono nella merda.

venerdì 14 settembre 2012

People from Ibiza come from wonderland

Sono stata via una settimana eppure mi pare che sia passato un mese.
In sostanza per me l'estate è appena iniziata, mi sembra talmente surreale il fatto che lunedì andrò di nuovo in studio e la mia vita riprenderà esattamente da dove l'avevo interrotta.

Penso che non mi basterà l'intero blog per raccontarvi sul serio la mia vacanza ibizenca. Ma ci proverò.
Secondo i nostri calcoli abbiamo conosciuto circa 38 esseri di sesso maschile e 2 di sesso femminile. Vi lascio tirare le somme su questa considerazione.

Comunque, ci sono successe tante sfighe.
1) Mi è venuto il ciclo esattamente il momento in cui sono atterrata ad Ibiza, che culo;
2) E' venuto il ciclo anche alla mia amica;
3) Abbiamo conosciuto quasi solo italiani;
4) Alla mia amica hanno rubato la borsa con i soldi, documenti e cellulare;
5) Il mio bancomat internazionale (sottolineo: internazionale) ha deciso che in Spagna non vuole saperne di farmi prelevare agli sportelli, quindi siamo rimaste senza soldi;
6) Mi sono ammalata.

Non ci siamo fatte demoralizzare da queste cose: the show must go on!
Appena salite sull'aereo abbiamo stabilito il piano d'azione, le regole erano le seguenti:
- Mai rivelare nomi veri [failed]
- Mai lasciare il numero di telefono [failed]
- Mai uscire con la stessa persona più di due volte [failed]
- Assegnare un punteggio ad ogni conquista con bonus e malus preventivamente stabiliti [inutile dire che su questo abbiamo barato tantissimo, ma è comunque finita in parità]

La gente ad Ibiza impazzisce. Dicono che abbia uno strano magnetismo, che fa passare la fame, sfasa i ritmi vitali e te ne fa sentire una sviscerata mancanza quando torni a casa. Credevo fosse una cazzata, invece mi sa che avevano ragione: mi manca Ibiza! Ovviamente non per le discoteche, anche perchè sapete che non mi piace quel genere di musica. C'erano Tiesto, Skrillex, David Guetta e Sasha ma non li abbiamo proprio considerati; volevamo vedere l'Amnesia, il Pacha, il The Space, il Privilege e l'Ushuaia invece è già tanto se siamo state all'Amnesia ed all'Ushuaia.

Abbiamo fatto people watching in spiaggia, per strada e nei locali; abbiamo parlato di cose volgari per la maggior parte del tempo; ho pensato un po' a Coshuk, ma solo poco. Giuro.
Nei prossimi post ci sarà il racconto esteso delle mie vacanze.

mercoledì 12 settembre 2012

Coshuk #2


Se sono qui a scrivere un secondo post a tema "Coshuk", penso avrete capito già il motivo.
O forse no, a dire il vero non l'ho capito bene nemmeno io.

In realtà sono giorni che tento di scrivere, ed intanto io e lui siamo usciti altre volte. Siamo a quota... bè, parecchie. Qualcuno direbbe che stiamo mettendo le basi per qualcosa di serio. Io preferisco starmene zitta, più per scaramanzia che per altro.

I miei pensieri ultimamente si rincorrono, c'è un bel casino nella mia testa!

L'altra sera, quando mi ha riaccompagnata a casa, pioveva. Ha parcheggiato e chiuso i finestrini perchè "entrava la pioggia". Allora ho aperto la portiera e mi sono lanciata sotto la pioggia, così, perchè era da parecchio che non mi sentivo tanto leggera.
E lui, naturalmente, mi ha seguita; all'inizio con un fare un po' incerto perchè mi sa che l'ho preso alla sprovvista. Poi ha riso e mi ha dato della matta, chè me ne stavo lì con le braccia spalancate guardando in su e non riuscivo a tenermi in equilibrio.
E ridevo. Io rido sempre.
Mi ha abbracciata ed ho visto un luccichio strano nei suoi occhi.
Quella luce di quando senti di aver trovato una persona complementare. Almeno credo.
O forse ci vuoi sperare con tutto il cuore.

Quindi adesso è tutta una girandola di pensieri, qui dentro.
Ma poi, sono facilmente riassumibili in:
- ho paura di buttarmi a capofitto in un'altra storia sull'onda di questo entusiasmo iniziale senza esserne convinta al 100%
- usciamo solo da un mese, give me a break
- ho bisogno di una vacanza rilassante per pensare solo a me stessa, senza il pensiero fisso di qualcuno a casa che mi aspetta

Però com'è che non riesco a fare a meno di pensare a lui?


PS: Tra l'altro questo post è vecchio e stra-vecchio. Tant'è, così era come mi sentivo un mese fa ormai.

lunedì 10 settembre 2012

Tutto apposto a Ferragosto

E così, come dicevo, sono riuscita a passarmi il Ferragosto al mare.
Non avete idea della tristezza che si provi a passare agosto a Milano. E' semplicemente orribile: negozi e locali chiusi, città semi-deserta, e ti senti l'unico cretino che sta andando a lavorare.
Bè, quelli di voi che sono del milanese ne sanno qualcosa, a dire il vero.

Siamo arrivate a Marina di Massa martedì verso le 16 e siamo andate direttamente in spiaggia. L'idea era di prendere un po' di sole e farci un bagno.
Seh, come no. Ci siamo addormentate pacificamente sulla spiaggia dopo tre minuti netti! Smetterla di fare tardi la sera potrebbe essere una buona idea. Comunque.

A Ferragosto in realtà speravo di fare serata alcolica danzante e un pranzo tranquillo, invece è stato praticamente il contrario.
Ci hanno portate a pranzo con vecchi che io non avevo mai visto e per fortuna abbiamo trovato una coppia molto simpatica sulla trentina che ci ha praticamente adottate. Vino a fiumi, buon cibo e ho perso il conto degli ammazzacaffè che mi hanno costretta a bere (sì, costretta!).
Sull'onda dell'allegria causata dal vino abbiamo passato il resto del pomeriggio - chè quando ci siamo alzati da tavola erano le 16 passate - in piscina a giocare a schiaccia sette.
Penso che nel mio delirio alcolico io fossi incredibilmente più brava del normale perchè non mi sono beccata pallonate in faccia nè mi hanno insultata per la mia mancanza di coordinazione mano-occhio.

Poi ci siamo cambiate e siamo uscite a fare un aperitivo con alcuni ragazzi che hanno casa lì e che la mia amica conosce da sempre. Insomma, nulla di eclatante.
Ho bevuto tre sbagliati.
Tre.
E poi secondo voi poteva mancare il giro di cocktail offerto dal proprietario del locale in cui eravamo state l'ultima volta?

Io sono la regina delle idee stupide, lo sapete. Specialmente quando non sono sobria.
Così arriviamo alla spiaggia di fronte a casa e inizio a togliermi scarpe e vestiti. La mia amica mi ha guardata sconvolta e si è rifiutata di seguirmi in acqua; uno dei ragazzi che era con noi ha colto la palla al balzo ed è entrato in acqua con me.
Oh, la biancheria intima ce l'avevamo addosso. Giuro!
Dopo cinque minuti che sono in acqua
Tizio: "Ahi! Mi sa che mi ha punto una medusa!"
Io: "Ah... Ecco cosa potrebbe essere il pizzico che sento sulla coscia da un po'. Oh cazzo"
Esco e mi trovo quattro lunghi segni rossi stampati sulla coscia. Ma che culo, vero?
Alla fine della serata, ormai alle 3, mi butto a letto ancora piena di salsedine. Fa nulla.
Il giorno dopo la sveglia era alle 9 per prendere il treno delle 11 e scapicollarsi in studio a coprire il pomeriggio. Non ve lo dico in che stato ero: la centralinista non mi ha detto nulla ma ho letto la pietà nei suoi occhi.

E' stato un Ferragosto alternativo.
Con il senno di poi sono qui a giurare e spergiurare che non berrò mai più in vita mia. Ma questo lo dico sempre, sono brava a non seguire i miei consigli.

lunedì 3 settembre 2012

IBIZA!

Ho sfrantumato le palle a chiunque con questa storia.
Ebbene sì: sono partita per Ibiza!

Che da una parte sono in un periodo di folli idee tipo "andiamo ad Ibiza a fare le 7 del mattino tutti i giorni in discoteca, wooh" oppure "bella, andiamo ad Amsterdam a spaccarci di fumo". Ma non ho fatto i conti con la pensionata che risiede in me, quella che mi impedisce di comportarmi da ragazzina di 16 anni.
Bè, comunque per certe cose non ho più l'età.

Ho bisogno di staccare la spina, ultimamente ero diventata il fantasma di me stessa. Ho bisogno di costringermi a pensare, di stare un po' per i fatti miei a fare i conti con quel che voglio fare nella mia vita. Di capire chi e SE voglio qualcuno accanto a me, ancora. Io e la mia amica A, entrambe cotte e stracotte per qualcuno, abbiamo deciso di rendere tabù i loro nomi per questa settimana.
Vietato pensarci.
E visti i risvolti della mia faccenda (ovvero che è sparito dalla circolazione senza darmi nessuna spiegazione) penso sia solo un bene per la mia sanità mentale. Un amico mi ha detto "Vedi di tornare senza la tua poker face". Ci proverò. Devo tornare la cazzona che ero prima di tutto questo.

Penserò alla mia nuova vita. Dall'anno prossimo inizio la ricerca di una casa in affitto, è tempo di spiccare il volo e iniziare ad arrangiarmi. Penserò all'America, alla concreta possibilità di un lavoro sulla east coast presso uno degli studi legali d'oltre oceano con cui siamo soliti collaborare e con cui FAJ ha ottimi rapporti.

Ma io sono una quaquaraquà. Dico, dico, e poi alla fine non faccio mai.
Questa è una buona occasione per pensarci seriamente, a cosa fare della mia vita da quando rientrerò a casa.

Anche il blog si prende una pausa di una settimana, anche perchè senza accesso ad internet non avrò modo di leggere i vostri blog nè i vostri commenti. Ho spostato tutti i post programmati, riprenderanno la normale pubblicazione dal 10 settembre. Intanto vi ringrazio per il sostegno ed i consigli che mi avete dato in queste settimane. Davvero, grazie! Questo deve servirmi da lezione per non perdere così la testa di nuovo.
Per nessuno.
Mai.

Prometto di fare foto e documentare le mie "avventure"! Pics or it didn't happen.
Avrò tanto materiale per quando tornerò ;)


Se tornerò...