giovedì 9 febbraio 2017

La gente e le priorità

Credo che la maggior parte delle ansie in questo studio siano causate dal fatto che le mie colleghe non sono capaci di mettere in ordine di priorità i vari compiti che devono svolgere nel corso della giornata.

Esempio 1
Arriva la praticante (che non è più praticante da un anno, ma vabè) e mi dice "Fashionista mi ha detto di preparare delle cartelline eleganti per presentare questi documenti al cliente, non abbiamo le stesse cartelline che abbiamo usato l'ultima volta?".
No, tesoro, non le abbiamo perchè quelle cartelline le aveva comprate apposta la mia collega alla cartoleria qui sotto, se magari me l'aveste detto prima ci saremmo organizzate per fare l'acquisto, io oggi pomeriggio sono qui da sola e col cazzo che mollo tutto quello che ho da fare per comprare due-dico-due cartelline per la tua bella faccina.
"Non abbiamo qualcosa di simile da poter usare?" ehnnò bbella, ehnnò, ci sono le cartelline del tribunale ma sono appunto predisposte per il deposito in tribunale con prestampati sopra i campi da compilare tipo 'tribunale', 'rg', etc etc.
"Eh ma Fashionista mi ha detto di fare una presentazione carina, non voglio metterle nelle cartellette di plastica... bla bla... sbidiguda supercazzola prematurata". Sìsì, tutto molto bello ma non è un problema mio.
Alla fine per non averla intorno tutto il pomeriggio con questa solfa, ho risolto di mettere insieme i documenti con una costolina di plastica e mettere davanti un foglio di plastica trasparente e dietro un cartoncino colorato per 'fare scena'.
Dopo avermi tenuta in ballo un'ora per questa cosa, alla fine mi dice "Ah comunque mancano due documenti che ci arriveranno non so quando, perciò per ora li tengo di là io così".
Quindi tu mi stai dicendo che mi hai smaronato i maroni con la storia delle cartelline e poi non ti servono nell'immediato futuro? In parole povere mi hai sottratto del tempo, che io avrei potuto dedicare a preparare il materiale da depositare domani in tribunale, per una cosa assolutamente rimandabile?
Sì. Ah, ecco.

Esempio 2
Qualche settimana fa Fashionista irrompe nella sala caffè appena dopo pranzo urlando "Dov'è il panettone avanzato da Natale che me lo voglio mangiare? Oggi ne ho bisogno!", e le ragazze che corrono a destra e sinistra, aprono tutti gli armadi, per cercare il panettone perduto.
Poi vengono da me, che mi facevo i fatti miei alla scrivania
"Avete nascosto il panettone che era rimasto?"
"Sì, gli abbiamo cambiato di posto, perchè?"
"Fashionista vorrebbe mangiarlo"
"Mi spiace ma l'abbiamo comprato da mangiare a San Biagio, e lo apriremo tutte insieme a San Biagio"
"Sì ma... è che lei lo vuole proprio adesso"
"E quindi? Lo tiriamo fuori quando ci siamo tutti così lo mangiamo insieme"
e resta lì impalata a guardarmi nervosamente perchè non sa come dire a Fashionista che no, il panettone non glielo do.
Ok, questa non è proprio una questione di priorità ma queste ragazze dovrebbero capire che se 'il capo' chiede una cosa non è detto che questa sia urgente - a meno che non sia diversamente specificato e a meno che non sia FAJ in persona - nè va per forza accontentato in tutti i modi solo per fare bella figura.

So che esistono situazioni e posti di lavoro dove è impensabile dire di no al proprio capo, ma vi assicuro che qui non è per niente così. A questa gente bisogna mettere un freno, altrimenti si prendono tutto il braccio.
Sono come dei bambini viziati che vengono abbandonati qui in studio da genitori che, pur di non sentirli piangere, gli farebbero fare tutto ciò che vogliono ed il compito mio e delle mie colleghe (in realtà sono solo io che ultimamente li bastono un pochino) è quello di educarli a stare al mondo.

E' un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo.

venerdì 2 settembre 2016

Quando toccare il fondo non é mai abbastanza

Ho parlato ormai diverse volte di Cicí.
Diciamo che, piú o meno, vi siete tutti fatti un'idea del tipo di persona che è.

Fatta questa premessa, potrete facilmente intuire che cosa ho pensato quando ieri, durante quella che avrebbe dovuto essere la mia pausa pranzo, si è presentata lamentando un forte mal di testa.
È sempre la vecchia storia di chi grida "al lupo, al lupo": ingigantisce sempre tutto e le piace cosí tanto fare la vittima che quando poi succede qualcosa, tendiamo tutti a sottovalutare.
Era effettivamente rossa in viso e aveva delle macchie rosse sul petto e sulle mani, che lei aveva dichiarato essere molto simili ai sintomi della sua reazione allergica per i mirtilli. Peccato che per pranzo aveva mangiato tonno e riso, quindi non sapevamo proprio che dire.

Dopo un po' di indecisione (noi le avevamo consigliato di andare a casa e prendere qualcosa o di andare a sdraiarsi sul divanetto nella stanza del capo per vedere se passava), ci comunica che intende andare al pronto soccorso e si mette a chiamare suo marito per dirgli di raggiungerla.
Ci chiede un taxi.
Io suggerisco timidamente di chiamare l'ambulanza, ma mi pareva talmente esagerato che l'ho detto senza convinzione, e del resto lei non mi ha nemmeno considerata perchè è piú che evidente che per lei conto meno di zero.
Quindi le chiamo il taxi e ci offriamo di accompagnarla giú, ma lei ci dice che non è necessario.

Francamente, con tutto quello che avevo da fare, mi sono poi dimenticata completamente dell'accaduto (e, ammetto, ultimamente mi sta molto sulle scatole il suo egocentrismo quindi non mi sono neanche preoccupata di aggiornarmi sul suo stato di salute).
Stamattina vengo a sapere che è arrivata al pronto soccorso in shock anafilattico causato da del tonno avariato.

Ovviamente mi spiace sapere che, alla fine, si trattava di una cosa davvero grave e non montata come la maggior parte delle cose che ci racconta, ma al momento nessuno si era accorto che stava cosí male.
Mi sta meno bene, comunque, il fatto che stamattina si sia lamentata perchè nessuna l'ha accompagnata in pronto soccorso, che lei poteva morire sul taxi e noi non ci siamo scomodate, lei è qua a Milano senza la sua famiglia e insomma non è questo il modo di fare.

Deve solo ringraziare che non c'ero mentre sciorinava tutte queste stronzate perchè sarebbe stato davvero il momento in cui l'avrei mandata a cagare per direttissima.
Ha chiamato persino Faj per fargli sapere che noi siamo delle cretine che non hanno neanche chiamato l'ambulanza.

Va da sè che, dopo questa, qualsiasi minimo di buoni rapporti che potevano esserci tra me e lei verranno immediatamente tagliati.

Per il resto... Boh, sono triste e delusa.
È chiaro che tutti in studio riconoscono che lei ha torto e noi ragione, ma pensate che domani, quando tornerà al lavoro, qualcosa cambierà nei suoi confronti?
Indovinate a chi toccherà la parte della stronza?

Ma fa nulla.
Preferisco passare da stronza piuttosto che piegarmi a chiedere scusa o a fingere che questa bautade non sia mai successa.
Se poi il risultato è che Cicí non mi chiederà mai piú nulla che esula l'ambito lavorativo, tutto sommato non è una prospettiva cosí brutta.

mercoledì 18 maggio 2016

RIP my Nexus 5, you will be missed

Mi è morto il telefono.
Così, a caso.
Ieri si spegneva senza nessuna ragione (no, non avevo scaricato nuove e strane app nè avevo fatto aggiornamenti), e ad un certo punto si è spento e non ne ha più voluto sapere di riaccendersi.

Siccome il telefono è stato acquistato dal Google Store (l'unico modo per avere quel telefono, in verità), tra l'altro da mio fratello che me l'aveva regalato al compleanno, ho dovuto intanto capire a chi dovevo rivolgermi per la garanzia.
Da quanto ho capito, ne risponde direttamente Google oppure anche LG ma pare che la procedura sia più macchinosa ed in ogni caso non mi è ben chiaro se ci siano dei punti di assistenza in cui poter andare fisicamente o se in entrambi i casi si fa tutto online.

Ho contattato l'assistenza Google tramite questa pagina, dove ho trovato una guida per la risoluzione del problema (ben fatta, per carità, ma quando il problema è hardware non è che ci sia molto da fare), e successivamente ti porta ad una pagina dove inserire il tuo numero di telefono per essere ricontattato da "un esperto di hardware" - giuro che c'era scritto così.

Ci credete se vi dico che mi hanno richiamata in 20 secondi netti? Mi hanno fatto le domande di rito (è caduto? è stato immerso nel liquido? cose così) e poi mi hanno spiegato che l'avrebbero sostituito con un altro telefono 'refurbished' [stessa cosa che fa la Apple, btw], mi hanno chiesto i dati di spedizione per il telefono e spiegato la procedura per la restituzione del mio vecchio Nexus defunto.
Le cose che mi hanno colpita sono due:
1- mi allungano la garanzia di altri due anni
2- ho due settimane di tempo dall'arrivo del telefono nuovo per riconsegnare il mio vecchio, in modo tale da verificare che sia tutto a posto
3- (sì, ok, erano tre le cose in realtà xD) tutto questo è, ovviamente, gratuito

Avevo pure pensato di cambiare telefono, inizialmente; mi sarei comprata un OnePlusX, ma non mi andava di spendere 300+€ quando avevo ancora un telefono in garanzia.
Mi scoccia che, dopo neanche due anni, il telefono si sia sminchiato completamente senza motivo... ma l'assistenza è stata così precisa e puntuale che ci passerò tranquillamente sopra.

L'unica nota triste di tutto questo è che grazie alle mie paranoie sulla privacy avevo disattivato la sincronizzazione con il Drive, quindi non ho modo di recuperare i dati salvati sul telefono (le foto, nella fattispecie).

venerdì 15 aprile 2016

Vorrei cantare, ma ormai non ho più voce

Sono stufa.
Si capisce, vero?

A volte vorrei fuggire da tutto e da tutti, perchè mi sembra di essere costantemente circondata da imbecilli. Dicono cose senza nessun senso, fanno cose completamente a caso e soprattutto rompono i coglioni a me.

Casa è diventata anche un ufficio, e l'ufficio è diventato un po' casa. Capita, quando inizi a farti consegnare la spesa da Amazon Prime in ufficio (perchè sei pigra) ed acquisti solo beni di prima necessità per superare i momenti di sconforto - tipo yogurt per la merenda, crackers per lo spuntino di metà mattina, buste di affettato per quando il pranzo non è stato sufficiente, etc etc; e quando giocare a WoW quattro sere a settimana, prima per i raid e poi per le challenge, cominci a sentirlo pesante quasi come un lavoro allora capita che casa si trasforma in una succursale dell'ufficio (sto al pc a sgobbare, in pratica).

Nel frattempo, qui dentro sento gente fare discorsi tipo "Ommioddio ieri ho visto un arabo con una borsa in quel negozio e sono scappata via perchè avevo paura".
Questo è uno dei tanti esempi. Vi risparmio gli altri, perchè sono cose al limite della scemenza, e vorrei illudermi che almeno voi non siate costretti a subirvi personaggi del genere ogni giorno.
Ah, e naturalmente l'evergreen "Vi faccio vedere questo video di mio figlio che fa versi a caso/ butta cose a terra/ pigia tasti a caso sul lettore dvd". Wow. Interessantissimo, vero?
Dev'essere davvero triste la vita di queste persone, e mi dispiace per loro se non hanno altre cose da raccontare a parte la cacca del figlio o le loro fobie razziste, il problema sorge quando rendono tristi pure le mie giornate chè sono costretta a sentire certe stronzate.
Tutto il giorno. Tutti i giorni.

Ora.
Il grosso dilemma che mi attanaglia è: a contatto con un ambiente del genere, rischio di diventare anche io così?
Nel caso, sparatemi in testa. Come con gli zombie, sì.

giovedì 25 febbraio 2016

Cose a caso che devo dire per sfogarmi

Sto attraversando un periodo di sfiga intensa. In realtà le sfighe non sono mie, o almeno non direttamente, ma finiscono per affliggermi in un modo o nell'altro comunque.

Venerdì 5 febbraio è morto mio nonno paterno. La cosa in sè non mi avrebbe toccata più di tanto se non fosse che, come probabilmente ogni famiglia, nascondiamo anche noi scheletri nell'armadio.
Sono banalmente quelle cose che fanno male da ricordare o che sono rimaste irrisolte e con gli anni abbiamo preferito nascondere sotto lo zerbino piuttosto che affrontarle per paura che ci esplodessero in faccia.
Ed ora sono qui, in bella vista, e non le puoi più ignorare.
Long story short: lui è morto causa trascuratezza (5 fratelli, due dei quali sono lì tutti i giorni a mollare figli e chiedere cose e nessuno che si sia accorto che quell'uomo vomitava sangue da due giorni ma vabè), era pieno di soldi fino al buco del culo, la famiglia di mio padre fa sostanzialmente schifo ed ora assisteremo allo sciacallaggio - e siccome mio padre è di fatto un po' coglione non prenderà un euro e dovrà anche ringraziare.

Ciliegina sulla torta, il giorno prima mia madre era finita al pronto soccorso perchè si era tagliata la vena di un polso mentre sfilettava della carne al lavoro. Le hanno dato dei punti e messa in malattia.
Fin qui tutto bene se non fosse che la settimana dopo aveva in programma un'operazione al cuore per "tappare un buco" (non so quale sia il gergo esatto, ma di fatto aveva un buchino che continuava a far passare il sangue anche quando non avrebbe dovuto passare) per porre finalmente fine ai suoi episodi ischemici, l'ultimo dei quali avuto a novembre ed in cui ha rischiato di restarci. E niente, aveva paura che il taglio le facesse saltare tutto, invece poi alla fine è andato tutto bene ed ora è a casa in post-operatorio fino alla fine del mese.
Diciamo che alla fine tutto si è risolto per il meglio, ma insomma questi sono i momenti in cui ti rendi improvvisamente conto che i tuoi genitori non sono immortali, che stanno diventando vecchi e che ti tocca cominciare a pensare che prima o poi non ci saranno più.

Come se non bastasse, lunedì scorso sono stata al matrimonio della stronza amica di Coshuk.
Cioè, vabbè, se si sposa pure gente come lei vuol dire che c'è speranza per tutti. La odio con ogni cellula del mio corpo, odio l'ipocrisia dell'invitarmi al suo matrimonio come se io fossi una persona che non poteva mancare. E sia chiaro, ci sono andata soltanto per non lasciare da solo Coshuk (visto che lui non se lo sarebbe perso per nulla al mondo), almeno non poteva fare le scenette con il suo amichetto del cuore. Puah!

Per ultimo, e forse così chiudiamo il circolo delle sfighe di questo periodo, mi sono presa un'influenza pazzesca che continua ad attanagliarmi nonostante io sia rimasta pure a letto per due giorni di fila.

Quindi niente, volevo lamentarmi degli idioti che incontro tutti i giorni ed invece oggi mi lamento del mio quotidiano. Poi passa, solo che... che palle!

lunedì 14 dicembre 2015

Ah, i cavalli si chiamavano Cappuccino e Caffelatte

Mio nonno è morto, ormai, sette anni fa.
Sette.
Sembrano tantissimi, detto così.
A me sembra sempre che sia successo l'anno scorso.

Tutte le volte che se ne parla, la frase è sempre la stessa "Ha fatto il segno della croce ed ha chiuso gli occhi". Io non c'ero, ça va sans dire.

Per anni ho creduto che fosse lui a far tribulare mia nonna, che lei perdesse la pazienza perchè lui la faceva disperare; con il tempo invece ho capito che in tutti questi anni lui non ha fatto altro che sopportarla e, anzi, teneva a freno la psicosi di mia nonna.
"Non ce la faccio più", disse con il fiato corto a mia madre qualche giorno prima di morire, quando era stato beccato a gironzolare appena fuori dal cortile di casa, che si reggeva al muro per lo sforzo.
Non parlava della malattia: non sopportava più mia nonna.

Il nonno è sempre stato un uomo buono e, nonostante tutto quello che abbiamo combinato io e mio fratello (dal piazzargli mollette per il bucato sul naso e sulle orecchie quando dormiva, a cacciarlo dalla stanza quando da grandi volevamo fare le nostre cose senza seccature - perchè a 16 anni non ci pensi che quelli sono gli ultimi anni che puoi goderti in sua compagnia), mai una volta ci ha trattati male.
Una volta, avrò avuto 11 o 12 anni e avevo fatto sicuramente una cosa molto stupida (che ora non ricordo), mi disse "Sei stupida!". Allora ci rimasi malissimo, se mi avesse tirato uno schiaffo mi avrebbe fatto meno male. A ripensarci ora mi viene da sorridere perchè quel "sei stupida" è il massimo a cui sia mai arrivato, non sono nemmeno mai stata sgridata da mio nonno a parte quella volta lì. Neanche quando, facendo gli stupidi in bicicletta io e mio fratello, lo facemmo cascare a terra e sbucciare gomiti e ginocchia ci disse niente.

E mentre era lì a letto, invece che farsi il segno della croce, avrei voluto chiedergli se ricordava quando ci portava a vedere i cavalli alla morosina, che io gli avevo dato anche dei nomi e mi portava tutti i giorni a salutarli perchè sapeva che adoro i cavalli; e quando mi accompagnava a scuola e mi veniva sempre a prendere, mica come mio padre che ogni tanto mi dimenticava da qualche parte, no, lui scordava altre cose ma di me si ricordava sempre; quando io e mio fratello eravamo a casa da soli veniva sempre su fischiettando con la scusa di guardare fuori dalla finestra per 'controllare i vicini', e noi sempre a sbuffare.
Se tu ora fossi ancora qui continueresti a guardare fuori da quella finestra fischiettando ed io, comunque, non ti vedrei più ma ti inviterei anche nella casa in cui vivo a farti vedere che terrazzo grande che abbiamo - noi il balcone non l'abbiamo mai avuto e ci è sempre sembrata una 'roba da sciuri'. E me lo diresti, mi diresti che mi sono sistemata da 'sciura', e chiederesti continuamente di me a mamma e papà come hai fatto quando stavo a Venezia solo che allora non tornavo quasi mai a casa e tu ci stavi male.

Non me lo hai mai rinfacciato.

martedì 24 novembre 2015

Non c'è niente al mondo capace di togliermi il sonno

Ho una collega che dice che fa fatica a dormire di notte per l'ansia che le viene quando pensa a tutte le cose urgenti che ha sulla scrivania ancora da espletare.
Io ho una scrivania sommersa dalle pratiche, che a loro volta hanno pure colonizzato una mensola denominata "mensola del trib.", eppure le mie 7 ore di sonno a notte me le sparo sempre senza problemi.

Cicì dice che non riesce a dormire perchè ha paura degli attentati, ha paura di andare in giro per il centro, ha paura di prendere la metro, ha paura degli "arabi" che incontra per la strada.
Io mi ripeto che non voglio vivere la mia vita nel terrore e non mi faccio togliere il sonno nemmeno da questo.

Ho paura degli scontri diretti con le persone, mi monta un'ansia dentro quando devo sostenere le mie posizioni (più che legittime, aggiungerei) davanti a persone a cui credevo non avrei mai dovuto spiegare le cose ovvie - tipo che se non vieni alla mia festa di compleanno senza neanche avvisarmi magari poi io mi offendo, ed è inutile che mi dici "vediamoci venerdì sera per chiarire", tanto ormai mi avete già delusa e questa è una cosa che non potrò mai cancellare.
Neanche questo, però, riesce a tenermi sveglia di notte.

C'è una cosa, un pensiero, che mi blocca il respiro, che mi fa sudare freddo e tremare dalla paura. Un pensiero che mi causa delle fitte al petto, degli attacchi di panico fortissimi.
Ho una paura folle del momento in cui dovrò chiudere gli occhi e non riaprirli mai più. Non sono credente e quindi sono convinta che non ci sia nulla dopo la morte quindi... insomma, non riesco a concepire che un giorno non esisterò più, non vedrò più le persone che amo e che ho amato, che non potrò più mangiare, bere, godere delle cose belle che questo mondo offre.
E' una cosa che non ho mai detto a nessuno perchè suppongo che tutti abbiano paura della morte. Io però ne ho proprio un terrore viscerale.
Questo pensiero rispunta ad intervalli di qualche mese, sempre appena prima di addormentarmi e, in effetti, mi tiene sveglia per un po'. Giusto il tempo di sudare freddo, tremare, trattenere le lacrime, poi riesco a distogliere la mente ed allora riesco ad addormentarmi.

In definitiva, nemmeno il mio terrore più grande è capace di togliermi il sonno.
Questo, comunque, non significa che io non abbia preoccupazioni.

Oggi sono triste.
Sono passati due giorni dal mio compleanno, ed in verità volevo essere qui a dirvi di quanto sono stata felice della torta



dei regali meravigliosi ed azzeccatissimi che gli amici mi hanno fatto



di quanto è stato bello passare un sabato sera in compagnia delle uniche persone che posso definire amiche


Invece sono triste.
Sono triste perchè tre persone che consideravo amiche hanno ben pensato di non presentarsi alla mia festa senza nemmeno avvisarmi e senza neanche chiedermi successivamente scusa. Ed alle mie richieste di spiegazione hanno risposto che non pensavano ci sarei rimasta così male, che non è stato fatto in mala fede ma non se la sentivano di venire perchè non erano dell'umore di festeggiare e che insomma ora dovrei anche smetterla di rinfacciarglielo perchè si sentono già abbastanza in colpa.
Vabbè.
Contro la stupidità umana neanche gli dei, proprio.

Devo davvero smetterla di dare a gente così il potere di ferirmi.