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lunedì 12 agosto 2013

Siamo sempre le ultime a scendere dall'aereo (pat-pat sulla spalla)

"#cugina Lurker Lucy, vedi anche tu quello che vedo io?"

Una cabina d'aereo.
Una cabina d'aereo ormai vuota, la gente che sciama goffamente fuori.

Gente con camicie fiorate, orrendi panama comprati senza l'insindacabile giudizio di una persona onesta e sulla pelle il colore della settimana a Rodi.

In fondo due bionde con lo chignon, divisa surrealista gialla-blu disegnata da un pazzo e sorriso da arancia meccanica che salutano meccanicamente come arance. Arance irlandesi.

(Sì, ho ceduto e ho prenotato di nuovo con i bastardi del coltellino da parmigiano, f*ttuto [quinto emendamento]!)

"vedo, sì."
"non capisco perché va a sempre finire così."
"che c'abbiamo scritto in fronte, 'imbecilli'?"
"a questo punto forse."
"ti rendi conto che siamo sempre le ultime a scendere dall'aereo?"
"ma che cazzo, sempre"
"le ultime a scendere dall'aereo, io mi sarei anche stufata"
"ma cazzo."

L'ultima coppia di bergamaschi ci passa davanti con la caratteristica fretta di chi sta per perdere l'ultimo taxi a Parigi e invece fra due metri si ritrova guarda te ad aspettare per ore la valigia al nastro trasportatore di Malpensa peraltro dietro di me - valigia che nel frattempo si trova a Formentera con un cocktail nella tasca laterale, sia chiaro.

"io mi son rotta di questa cosa"
"dobbiamo smetterla di far passare tutti"
"ma, e come si fa?"
"boh."
"ci deve pur essere un mo..."

Io intanto faccio facepalm e tiriamo giù faticosamente i nostri trolley dalle cappelliere numero 14 e 97, dopo aver occupato per tutto il viaggio i posti 1 e 65.

Poco prima un tipo spagnolo seduto di fianco a me al posto finestrino aveva vinto la palma d'oro a Cannes come miglior attore neorealista, dato che anche se subito dopo l'atterraggio il corridoio si era riempito di gente in piedi che ravanava disperata nelle cappelliere quando l'aereo era tipo ancora sulla pista, lui ha avuto anche il coraggio di farmi pat-pat sulla spalla, farmi alzare e sussurrarmi tutto piccato "schiusmi, ai mast go", "ma ai mast go dove che non si passa e l'aereo non è neanche fottutamente fermo, stramaledetto deficiente mpf."

(non serve sottolineare che né la logica né l'mpf l'hanno fermato, dato che prima mi pesta i piedi, poi si butta nella fila di gente al centro della cabina con il grande risultato di rimanere bloccato lì 25 minuti con un trolley in bilico sulla testa e il gomito nella mia bocca, e meno male che avevo i jeans se no mi inseminava).

"dici che c'è?"
"un modo per smettere di essere sempre così gentili?"
"sì e nel frattempo ecco, si fottano! Siamo le ultime di nuovo, hai visto?! Di nuovo, ma cazzo!"
"porca paletta"
"odio questa cosa!"
"dai scendiamo."
"sì, scendiamo."
"ehi gʊdˈbaɪ g3ːls!"
"sì, goodbye Lenin"
"ciao."
"baaaai!"
"bai tu e il tuo coltellino del parmigia..."
"scendiamo."


Comunque, nella prossima puntata FUF (Fenomenologia dell'Utonto Facebook) avremo i Grandi Filosofi della Vita (GDF), i cit. (sottoinsieme dei precedenti, segnalato da Zicchi Ztardust olim Mike che se avesse ancora un blog magari io anche ti linkerei), la spmamma (segnalata da JaneDoe e odiata circa da tutti oltre che da La Folie, che l'ammazzerebbe con un bastone) e l'insopportabile Metereologo Wannabe (MW, segnalato da Gama).

Gli altri (siete fantastici!) nella prossima prossima puntata.

(Che magari esce prima di questa, non lo so perché dipende se domani trenitalia funziona e da cosa ho voglia di scrivere fra Casalpusterlengo e Melegnano.)

Detto questo, riparto per il paese del formaggio e delle banche in compagnia della solita adorabile #cugina Lurker Lucy.

Perdonate queste continue assenze, ma è stato un anno pesante e le ferie ad un certo punto sono proprio il punto.
VVB e se avete dei vecchi franchi svizzeri da cambiare sappiate che loro non sono come noi, loro li prendono fino al 2020.
Smack.

lunedì 2 gennaio 2012

L'ltm vlt

Dato che non ho sonno prendo spunto dallo scoto Valeren e vi racconto la mia vacanza demenziale in Irlanda del 2006.

Uno dei viaggi più assurdi mai vissuti - sì, più delle caffeinomani stronze, della deficiente isterica, del tour operator che non sa leggere le cartine e del film di Mel Brooks di quest'anno.


giugno

Dopo mesi di consultazioni inutili appuriamo che gli unici che si vogliono sparare una vacanza senza mare, umida e culturale siamo io e l'amico Sabo.

Gli altri non pervenuti.

Dato che pare brutto andare in 2, così, senza secondi fini, faccio la mia cazzata storica, ovvero penso a qualcuno che conosco da portare con noi.

La scelta cade inevitabilmente su Killer (poi vi spiego), uomo, bianco, giovane, faccia da bravo ragazzo, moro, occhiali, sugoso e adorabile accento modenese, iscritto a musicologia, il mio tipo insomma, che incontro in treno ogni santo giorno per andare in università.

Tutto prelude bene: io Sabo e Killer usciamo un po' di volte affinchè i due si conoscano; ridiamo fino alle 2,30 di notte scrivendo mail ai bed & breakfast in dubbio inglese, giochiamo a fare gli itinerari con le cartine negli irish pubs che neanche harry potter e gli altri due, e Killer dimostra di amare le isole britanniche anche più di noi.

Sono felice.

agosto, giorno -1

Dato che partiamo da Orio al Serio penso bene di ospitare Sabo e Killer per una notte nella mia casa di montagna gota nelle valli gote.

Nel tragitto per venire in terra gota Killer, alla guida, sboccia l'auto contro un palo.
Comunque i due riescono a raggiungere casa mia.

Dopo che mia nonna ha raccontato loro ogni singolo dettaglio della dinastia #cognomestranissimo giochiamo a Casa dei fantasmi e andiamo a letto.

notte 1, ore 2.56

Sabo dorme nel matrimoniale con Killer.

"oddio."
"..."
"oddio!"
"... gh..."
"chiudete. chiudete. chiudete! chiudeteee! CHIUDEEETE!"
"ma cos..."
"vi preeego, chiudete! Oddio, nnoooo!"
"ma che cavolo... Killer! Svegliati!"
"chiudet... Ah. Oh. Un incubo."
"eh, sì! Ma stai bene?"
"sì sì, tutto bene. Scusa. Notte. Ciao."
"...ciao."

giorno 1

Partiamo.
Sull'aereo io e Sabo siamo vicini ad una milanese bionda.
(Non capisco perchè nelle mie vacanze c'entrino sempre milanesi bionde.)

Mentre un nugolo di bambini urla come maiali sgozzati ad ogni fottuta vibrazione della carlinga io e Sabo come sempre indugiamo su certi discorsi.

"piove, con tuoni. Lampi. Vento. Piccioni. Eliche. Morte. Fulmini. Faraday."
"moriremo"
"sì. Se no, questa è l'ultima volta che salgo su un aereo, ok? L'ultima volta, c****!"
"moriremo"
"hai sentito?"
"moriremo"
"Sabo, hai sentito? Credo che ci sia qualcosa nel reattore di de..."
"moriremo"
"cazzo, l'ultima volta, ok?"
"passami il tavor"
"moriremo?"
"sì."
"avete finito?"
"non proprio"
"allora passami focus."

Arriviamo a Shannon e noleggiamo l'auto.
Guardiamo con sufficienza il noleggiatore che ci raccomanda di non graffiare nemmeno un millimetro della carrozzeria ("cosa vuoi che succeda...!").
Tuttavia Killer fa l'unica cosa intelligente della vacanza, ovvero le fotografie alla macchina.

notte 1

L'ultima notte felice.
Ci addormentiamo alle 5 dopo esserci raccontati in dettaglio tutte le nostre esperienze / fantasie / perversioni sessuali (io solo le prime 2, opero differenti ripartizioni di categoria).

Ridendo come facoceri e beccandoci anche le bussate alla porta degli altri avventori dell'hotel.

Tre imbecilli.

giorno 2

Quando ci svegliamo ci ritroviamo praticamente a Motta Baluffi in novembre.
Se non conoscete Motta Baluffi guardate la cartina e datevi una risposta.

Colazione. A me e a Sabo basta sentire il suono di avvio di windows xp da una postazione internet per percepire l'aria di casa.
Ma io e Sabo siamo malati.

Andiamo alle Cliffs of Moher e sul sentiero di ritorno Sabo si innamora ripetutamente di almeno 4 arpiste che suonano e cantano in abito verde e capelli rossi come tante piccole Loreene McKennitt.
Io essendo etero non potevo.

giorno 3

Giriamo nel Connemara.
C'è qualcosa di strano; io e Sabo, le persone più diplomatiche e accomodanti dell'emisfero, conserviamo intatto il nostro cinismo demenziale, mentre diviene sempre più evidente che Killer parla più con gli autoctoni che con noi.

In uno slancio di fiducia dopo il palo dell'andata Sabo fa guidare Killer.
Mi viene la nausea.
Killer striscia la fiancata contro un muretto.
Killer sbatte uno specchietto contro un muro.
Ho la nausea.

giorno 4

Bed & breakfast de-li-zio-so, padrona di casa uguale a Kathy Bates in "Insieme per caso".

Colazione irlandese, Killer per spirito di contraddizione fa l'esterofilo magnificando le virtù del sanguinaccio mentre io e Sabo imploriamo the, ma il mattino dopo mi risulta che fosse lui quello che non riusciva più a uscire dal bagno.

Comunque, la cosa importante è che più o meno a questo punto Killer ha smesso di parlare.

Non sto scherzando, non ci rivolge proprio più la parola.

Mai capito perchè, dal 2006 a oggi.
Vabbè che il cinismo demenziale mio e di Sabo dopo un po' snerva, ma vi assicuro che non è normale. Non con noi.

notte 4

"oh."
"..."
"..."
"oo-ooh!"
"..."
"...gh"
"un'ape, mioddio! Un'ape, vai via vai via vai viaaaaah"
"ma cosa..."
"ma che ca..."
"APEEE! Vai viaaaa! Vi prego, apriteapriteapriteapri..."
"Killer, svegliati! E' un incubo!"
"un'ap... Eh? Uh. Oh. Scusate. Notte. Ciao."
"...notte"
"...ciao"
"..."
"..."

giorno 6

Attraversiamo l'isola verso est per andare a Dublino.

Da qualche parte a sud di Clonmacnoise nel sentire alla radio "I don't feel like dancin'" Killer pronuncia le *uniche* parole della giornata.

Scissor sisters.

Poi niente, basta.

Scissor sisters.

Galway-Dublino, 208,4 km.

Scissor sisters.

Comunque, dopo aver doppiato il cd degli ABBA e tentato senza alcun frutto di instaurare una primitiva conversazione con Killer arriviamo a Dublino, sotto una pioggia battente.
E in effetti mi sono sbagliata, perchè Killer qualche parola per noi ancora ce l'ha.

"dove siamo?"
"ma qui non usano i cartelli, cazzo?"
"e adesso dove vado? Destra o sinistra?"
"a naso sinistra. Killer, tu che dici?"
"..."
"ti spiace aiutarci, scusa?"
"...nls"
"eh?"
"nn l s"
"eh??"
"non-lo-so."
"ah. Nemmeno io. Vabbè, prova a sinistra"
"ok. ... No, forse abbiamo sbagliato"
"...già. Scusa"
"non preoccuparti Trantor, neanche io lo sape..."
"era di là"
"SI'. grazie per averlo fatto notare."
"prg"
"... vabbè, e ora? Prima o seconda uscita?"
"boh, forse prima?"
"vai, al limite torniamo indietro. Killer?"
"..."
"Killer??"
"nls"
"guarda che al bed & breakfast ci dobbiamo arrivare tutti e 3, mica solo io e Sabo"
"..."
"[v@&£$%/o.] prendi la prima uscita cazzo"
"ok"
"..."
"no, forse no"
"abbiam sbaglia..."
"era la seconda"
"senti, ma v%&$@&çu..."
"Trantor non preoccuparti, la prossima volta guida Killer e noi stiamo dietro con i ferrero rocher, ok?"
"..."

Dopo aver chiesto indicazioni ad un autoctono con un enorme brufolo sul naso arriviamo al B&B, immerso in un capo da golf.

L'unico momento di risveglio del Killer è di fronte al dispenser nella doccia ("ehi ma qui sì che sono dei grandi, mitico, il dispenser!").

giorno 7

Killer si alza alle 7 smanettando con 10 sacchetti di plastica del cazzo facendo alle 7 un fottuto rumore, alle 7.
Io e Sabo rimaniamo a letto immobili finchè questo mentecatto non va giù a fare colazione da solo.

In compenso il gestore del B&B continua a chiederci se vogliamo giocare a golf, anche se il prato somiglia più ad un letto di aghe sporche (ma noi non gliel'abbiamo mica detto).

ore 10.00
"bene, andiamo in centro a Dublino?"
"yeah!"
"..."
"Killer, tu vieni con noi?"
"n"
"ok. Alle 18 in hotel?"
"s"
"ok."
"ok."

giorno 8

Visitiamo gli ipogei.
Sabo ha una telecamera e non troviamo niente di meglio da fare se non scenette idiote con dialoghi surreali in cui (come se ce ne fosse bisogno) imitiamo Alberto Angela.
I filmati sono tuttora nella casa in centro storico di Sabo, e nessuno ha mai avuto il coraggio di rivederli.

notte 8

"..."
"..."
"..."
"...ma cosa..."
"mm"
"..."
"...ma che stai face... Levami subito le mani dal collo!"
"...eh? uh. oh. ah. Scusa. Era un incubo"
"eh cazzo ho visto!"
"ma che sta succedendo?"
"mi metteva le mani addosso!"
"incb"
"ok, adesso però dormiamo, ok?
"ok."
"k."

giorno 9

Kildare.
Cercando di mangiare in un posto decente ci infiliamo al Rinuccini's restaurant, certi di essere moolto furbi.

Scopriamo quasi subito che l'acqua costa 4 euro a bottiglietta e il piatto che costa meno è un antipasto del cazzo composto da 6 olive. Rapporto qualità prezzo imbarazzante.

La clausola è che è obbligatorio ordinare primo, secondo e contorno.

Tre deficienti.

Killer ordina giulivo l'arrosto, io e Sabo contiamo i soldi nel portafoglio e invecchiamo di 5 anni.

Dato che non veniamo già abbastanza guardati male dalla clientela chic, all'arrivo dei coltelli per la carne Killer tira fuori la macchina fotografica e si mette a fotografarli.
Col flash.
Esclamando continuamente "ah ma questo è meraviglioso!", e rallegrandosi della cosa col cameriere.

Da qui il nomignolo, ovviamente.

giorno 10

Kilkenny.
Ci imboschiamo in una festa paesana, dove Sabo come è ovvio perde gli occhiali da vista (e si innamora della 43esima irlandese).

giorno 11

Nella Rocca di Cashel ho la seconda sindrome di Stendhal della vacanza (indovinate qual era la prima), e la milionesima della mia vita.
Forse c'entrava il fatto che quello era il secondo giorno di sole.

giorno 12

Ritorno.
Esattamente quello che serviva a me e Sabo, ossia l'attentato dei liquidi esplosivi sul volo di Londra.
Dopo che al metal detector mi trovano e requisiscono un coltellino svizzero a me ignoto sepolto nelle pieghe dello zaino dal '92 (complimenti a Orio al Serio, veramente), peraltro guardandomi con una tale espressione di compatimento da farmi desiderare di tornare a casa in canoa, riusciamo a salire sull'aereo.

"Sabo, ci mettiamo qui?"
"sì, vicino alle ali, è più sicuro in caso di..."
"NO!"
"eh?"
"ancora voi!"
"ma chi..."
"nnoo, vi prego, non ricominciate!"
"ehi ma è la signora bionda dell'andata! Salve signora, come st..."
"NON RICOMINCIATE!"
"ehm, ok"

Dopo 35 minuti siamo ancora lì fermi sulla pista.
Killer si è seduto nella stiva pur di non stare con noi, comunque ad un certo punto ci voltiamo e vediamo tutti i bagagli del nostro e di altri 2 aerei sparsi sulla pista, con gli addetti che giocano a shangai.
Bello vedere tutti i passeggeri che si buttano sul fianco della cabina urlando dai finestrini di prendere la valigia verde e lasciare giù quella rossa.
Ovviamente in italiano.

lunedì 22 agosto 2011

La struttura atomica del Sulcis Iglesiente


Come sapete, uno scienziato dei materiali che conosco dal liceo (Dave), un medico specialista (Sofi) e un area manager di una nota azienda di deforestazione (...so che potrebbe essere inteso molto male, comunque è sempre Pipes) mi hanno accompagnata in Sardegna per le agognate ferie.

Sì, il livello delle put***ate ha veramente superato ogni massimo storico.
Quest'anno si noti comunque la stranissima assenza di casi umani, il che non solo è anomalo, ma è anche decisamente inquietante.
C'è sempre un caso umano, nelle mie vacanze con gli amici.
Se ne deduce che forse lo siamo stati tutti e 4.
Contemporaneamente.
Comunque.


Giorno -3

Pipes si prepara per partire per S. Antioco da solo, in nave.
E' evidente che diversamente da noi altri 3 Pipes ha potuto scegliersi le ferie.
Gli portiamo dunque le nostre valigie per evitare di portarle in aereo quando arriveremo; lunghi e angosciati sms tra me e Sofi relativamente a questioni di vitale importanza (le scarpe).
Contrariamente ad ogni aspettativa la mia valigia risulta essere la più piccola, un piccolo innocente trolley quasi con le misure da bagaglio a mano Ryanair.
Il piccolo innocente trolley viene fotografato e inviato a Sofi come monito.


Giorno 1

Pipes è già là, noi altri 3 invece dopo aver lavorato fino alle 18.00 raggiungiamo l'aeroporto di Verona, diretti a Cagliari.

Alle 20 tutti i bar dell'aeroporto stanno progressivamente chiudendo.
Non afferriamo la strategia commerciale.

L'aeroporto è popolato solo da noi e dai passeggeri del volo per Tel Aviv, tutti bruttissimi.
(Non so perchè, comunque è vero.)

Ci facciamo riconoscere immediatamente.
Comandante dell'aereo: "Signori passeggeri, grazie per aver scelto la nostra compagnia [del c****]! E yeah, partiremo con un'ora di ritardo!"
Dave: "E STICAZZI!"
Applauso generale.

A forza di parlare di tragiche morti a bordo di aeromobili che si inabissano nel Tirreno si è creato il vuoto intorno ai nostri posti.

O forse potrebbe essere stato per le domande morbose mie e di Dave a Sofi sulle autopsie praticate sui feti, ma la verità non si è mai saputa.

Comunque mentre sorvoliamo l'Elba si sente un forte odore di bruciato.
Le hostess percorrono la cabina con sguardi interrogativi tirando su col naso; dopo 5 minuti arriva anche il comandante, pure lui percorre la cabina con sguardi interrogativi tirando sul col naso.
"moriremo"
"lo sapevo, lo sapevo"
"...un attimo. Fatemi ragionare. Una lì, una là, una qui, quel tizio in uniforme lì... ma allora... scusate, ma chi sta guidando?!"
"non dovevi dirmelo, cazzo!"
"e ora moriremo, cazzo!"

Ad libitum.


Giorno 2

Grazie ad un fo*t**o maestrale passiamo la giornata in spiaggia completamente ricoperti di sabbia mista a crema protezione 30.

La casa che abbiamo affittato è deliziosa, in compenso l'ossessione per la raccolta differenziata sta a S. Antioco come l'ossessione per le rotonde sta alle terre emiliane.

Dopo lunghe ed estenuanti discussioni sulla struttura atomica dei vasetti di yoghurt appuriamo che avevo ragione io, e cioè che vanno nella plastica.


Giorno 3

Bellissimo avere come vicini di casa al piano di sopra un carpentiere di Cremona che passa le ferie a segare mensole e a trapanare (no, non la moglie), ed il loro c**** di bambino del c**** che alle 8 antimeridiane inizia a fare corsette podistiche proprio sopra la camera mia e di Sofi, veramente molto bello.

Bellissimo anche impiegare 25 minuti per capire quale bidoncino mettere fuori per la raccolta differenziata porta a porta, discutere un'ultima volta della struttura atomica dei cartoni della pizza, tornare a casa e trovare il bidoncino ancora pieno perchè non abbiamo fatto il nodo al sacchetto.

Lunghe ed estenuanti discussioni sul ceto di appartenenza di Pipes, su chi guadagna di meno di noi 4 (non io, nonostante sia l'umanista del gruppo), su quanto Pipes spenda in media all'anno nella compravendita di auto d'epoca.


Giorno 4

Appuriamo che una nostra amica, #Coincidenza, si trova negli stessi giorni in vacanza vicino a noi, dato che ha un moroso sardo.
Dopo 17 secondi di indulgenza il moroso sardo viene immediatamente ribattezzato #BoringSardu, o se volete #Briosky, viste e considerate le ondate di allegria che trasmette.

#BoringSardu si segnala per essere moderatamente cortese, decisamente scostante con #Coincidenza, dare ordini maschilisti a #Coincidenza, non sembrare affatto il moroso di #Coincidenza, essere sardo di costa ma non sapere un cazzo di venti, essere moderatamente rude, lasciar portare ombrellone zaino e sacca a #Coincidenza mentre lui arriva con in mano un sacchetto di fagolosi, commercialista.


Giorno 5

In spiaggia.
I nostri sguardi vengono catturati da una figa ed un figo assurdi che prendono il sole davanti a noi.
#FigaeFigoAssurdi notano quasi subito la nostra meravigliosa borsa frigo e ci chiedono se possiamo tenere al fresco per loro un notevole piatto di macedonia appena comprato.
Ovviamente rispondiamo sì, chi guardando le bocce di lei, chi immaginandosi lui... vabbè.
#FigaeFigoAssurdi spariscono nella boscaglia per circa 5 ore (non sto scherzando). Poi tornano. E noi staremmo anche andando via, per esempio.

"ehm, #FigaeFigoAssurdi, volete per caso la vostra frutta [che sta facendo la muffa nel nostro frigo da 5 ore]?"
#Figo: "eh? no no guarda, no. tienila lì."
"ah."
"..."
"...ma cosa..."
"ma veramente...!"
"ehm, no, in effetti avete ragione. Dammela. Oppure no, dai, mangiatela voi, ok?"


Tornati dalla spiaggia.
Si fulmina la lampadina del bagno.
L'unica, lampadina del bagno.
Dopo aver svitato tutte le appliques della casa appuriamo che nessuna lampadina ha lo stesso filetto della lampadina del bagno.
Dopo lunghe ed estenuanti discussioni sulla struttura atomica della lampadina del bagno qualcuno rompe la tendina della doccia.


Giorno 6

#Coincidenza e #BoringSardu ci invitano in una spiaggia meravigliosa, a soli 45 minuti di macchina da casa nostra percorrendo un'agile e stupenda strada interna.

Buffo che i 45 minuti si siano in realtà rivelati 130 e la stupenda strada interna una specie di mulattiera per il Falzarego di km 98, ma dopotutto qualcuno l'aveva detto che lo spazio-tempo è una dimensione relativa.

#BoringSardu ci fa sentire educatamente idioti per aver fatto la strada sbagliata seguendo l'iPhone, e ci propone dunque la vera, agile e stupenda strada panoramica per tornare a casa questa volta sì, in 45 minuti.
 
Buffo che i 45 minuti si siano in realtà rivelati 120 e la stupenda strada panoramica una specie di mulattiera costiera di km 89, ma dopotutto qualcuno l'aveva intuito che #BoringSardu è un discendente dei fenici come io lo sono di Topolino.


Giorno 7

Il proprietario della casa non sembra apprezzare più i nostri continui angosciati sms per informarci sulla direzione odierna del vento sardo.
Cogliamo un po' di sarcasmo nella sua ultima risposta.
O forse è perchè ogni volta che chiamiamo è perchè abbiamo rotto qualcosa.

La sera usciamo.
Dopo lunghe ed estenuanti discussioni sulla sicurezza delle centrali nucleari in Italia e la situazione del PD sempre in Italia appuriamo che è meglio ordinare la zuppa di cozze.


Giorno 8

Andiamo in spiaggia con #BoringSardu e #Coincidenza.
Dopo lunghe ed estenuanti discussioni sull'inutilità della guerra e su quanto vorremmo smantellati tutti i corpi militari della Terra ci presentano l'amico di #BoringSardu, militare volontario appena tornato dall'Afghanistan.
Yeah.

A cena.
Mentre l'olio delle mozzarelle in carrozza sta sfrigolando finisce una delle bombole di metano.
Dopo lunghe ed estenuanti eccetera il carpentiere di Cremona ci elemosina una chiave inglese, immediatamente sbolognata nelle mani dell'area manager che vende motoseghe.


Giorno 9

"ragazzi, dove ho messo le chiavi di casa, c****?"
"Pipes, forse sono al solito posto"
"...ah, già. eccole."
"partiamo, adesso?"
"no. c****, e le chiavi della Passat?"
"ma se ci hai appena aperto tu"
"..."
"forse in ca..."
"sì. eccole."
"partiamo, adesso?"
"eh ho capito, un attimo!"
"non per rompere i maroni, ma ti sei messo la maglia al contrario"
"... ah. Vacca boia."
"partiamo, adesso?"
"un attimo, un attimo"
"ho bisogno di ferie"


Facciamo la spesa al conad.
Stazioniamo per ore davanti al reparto acque minerali, adiacente alle casse, nel tentativo di trovarci tutti d'accordo sull'acqua da prendere.

"ti dico che le uniche sane sono quelle di montagna"
"ti prego, non prendere la ferrarelle, tutto ma non la ferrarelle!"
"la S. Anna? Guarda la temperatura alla sorge..."
"ma hai visto che residuo fisso ha?!"
"che palle, prendiamo quella che costa meno e amen"
"basta che non sia leggermente frizzante"
"e con questo cosa vorresti dire, scusa!?"
"...l'acqua Lete?"
"ehi ma lo sai che ogni volta che penso all'acqua Lete mi viene in mente For..."
"RAGAZZI PRENDIAMO QUESTA CAZZO DI ACQUA E ANDIAMO A CASA"


Torniamo a casa e scopriamo che io e Sofi abbiamo lasciato completamente spalancata la finestra al piano terra della nostra camera.
E non è che il cancello della casa si chiuda, dato che è solo appoggiato.

"ma che c****..."
"ehm."
"ragazze, ma siete fonate!"
"ma io ero ero convintissima di averla chiusa, la finestra!"
"sì, è che forse io l'ho riaperta"
"questo è evidente, santo cielo!"
"TU piuttosto ricordati che stanotte hai lasciato la Passat completamente aperta."
"...già."
"...ecco."
"non per rompere i maroni, ma qualcuno l'aveva poi presa, l'acqua?"
"io no, stavo pagando"
"io no, stavo prendendo le sporte"
"io no, stavo... ehm, no"
"geni."


Giorno 10

L'ultimo giorno.
Teatrino dell'assurdo che da solo valeva tutto il viaggio, anche a costo di venirci senza gli amici.
In spiaggia c'è un fo*t*to maestrale.
Improvvisamente vediamo arrivare dal mare un puntino colorato a velocità supersonica, diretto verso la nostra spiaggia.
Il kitesurfer (uno strafigo biondo) raggiunge in 7,4 secondi la spiaggia e si mette a chiedere un cellulare perchè si è perso e non riesce più a tornare indietro a causa del fo***tissimo maestrale sardo.

#BoringSardu, da esperto discendente fenicio, vuole rendersi subito utile, mentre #Coincidenza lo guarda con gli occhi di bambi.

#kitesurfer: "ecco fatto, telefonato. Ora verranno i miei amici in gommone a prendermi, così torno a casa"
#BoringSardu: "ottimo, ottimo" [in realtà non è stato di alcuna utilità, ndr]
Arriva il gommone.
#gommone: "dai salta su che ti portiamo a casa!"
#kitesurfer: "insomma ma non potete venire a riva?!"
#gommone: "ma no, ci incagliamo, no? Devi solo fare 5 metri nell'acqua"
#kitesurfer: "ah, no no no, fa lo stesso, tornate indietro. Io torno in autostop."
#gommone: "ma... ci hai chiamati tu..."
#kitesurfer: "no no no, la mia vela ha un buco (?) e poi torno in autostop. Ciao."
#BoringSardu: "ma come in autstop, quelli lì sono venuti apposta per te, se poi se ne vanno come farai a torn.."
#kitesurfer, serissimo: "vabbè, posso sempre scrivere SOS sulla sabbia, no?"
[raccoglie la tavola e se ne va da solo verso la statale]
#BoringSardu: "..."
[risate colossali di tutta la spiaggia]


Giorno 11

Torniamo a casa.
Non è normale arrivare all'imbarco di Olbia in perfetto anticipo, andare a mangiare un panino, perdersi dietro lunghe ed estenuanti discussioni su qualcosa, tornare all'enorme parcheggio e scoprire con orrore che la nostra Passat è rimasta l'unica non ancora imbarcata sul traghetto, in mezzo all'ilarità sguaiata dei parcheggiatori.

lunedì 11 maggio 2009

Sarebbe stato più immediato passare dal Kansas, ma se lo dice laCernia...

Cronaca fedele della vacanza Grecia 2007

Come tutte le vacanze assurde che Trantor condivide abitualmente con Sabo, Pipes e altri, anche quella a Skiathos del 2007 merita di essere raccontata.
Come al solito, il limite della normalità e della decenza viene ampiamente valicato.

180 giorni prima
I nostri, dopo una attenta riflessione di durata mesi 2, dopo aver preso in considerazione i pro e contro di una vacanza in paesi temperati, mediterranei, arabi, ex sovietici, privi di pub, privi di spiagge, popolati da koala, popolati da zanzare, popolati da francesi e il più possibile "non di tendenza", raggiungono un accordo sulla meta del viaggio, ovvero la ridente Skiathos, nelle ridenti isole Sporadi.

179 giorni prima
Skiathos è già diventato per tutti Skiantos e le Sporadi ve lo immaginate da voi.

I nostri sono costituiti da Trantor, Pipes, Sabo, Patty e la già nota al grande pubblico Panzer (impiegate alla Maxmara), Cinzia (un'amica di Trantor), Maddy e Simo (due amiche di Panzer), e il moroso di Panzer (già tristemente noto sotto la dicitura "moroso-ameba").

132 giorni prima
Ci si affida incautamente ad una agenzia di viaggi, la Touring, gestita da un certo Benedetto insieme alla Cernia, una simpatica aiutante dalla prontezza intellettuale di un termosifone.

Dopo 7 ore di attesa, per raggiungere Skiantos tal Benedetto propone ai nostri un agile percorso turistico, così composto:

- viaggio in auto Reggio Emilia - Malpensa
- volo Malpensa - Atene
- pernottamento ad Atene in (pare) hotel a 4 stelle in centro (o-oooooh)
- trasferimento di durata ore 6 per il porto di non-mi-ricordo tramite comodo pullman greco
- allegro viaggio in traghetto di durata ore 4 per quel di Skiantos
- arrivo.

Obiettiamo che però mancano il tour sulla torre Eiffel e un saluto a tua zia in Sudamerica, ma a quanto pare non ci sono più posti in aereo diretti all'aeroporto di Skiantos né modi più veloci di raggiungere l'isola.

4 giorni prima di partire
Dopo misteriose resistenze, Benedetto consegna ai nostri i biglietti aerei.
Per caso, per ridere, mentre si è tutti insieme a cena Trantor apre i biglietti.
Gaudio e simpatia nel constatare che Benedetto mi ha prenotato il biglietto usando a caso un nome assurdo (tipo "Renata Marsichetti" al posto di quello vero che, per esempio, potrebbe essere "Silvia Marsichetti").
Dopo una litigata furiosa, l'unica cosa che otteniamo da benedictus è "avrete sicuramente sbagliato voi a dirmi il nome (!), la penale ve la anticipo ma poi voi dovete ridarmela".


Sì sì.

giorno 1
In ogni caso, partiamo.
I primi segni di squilibrio li manifestano ovviamente Sabo e Trantor sull'aereo, sviscerando il consueto argomento "morti schifose a bordo di strutture aeromobili nonostante l'avessimo detto che non avremmo più volato che c**** è quel rumore aaaaaaaaa!!!"

Arriviamo ad Atene incolumi. Ci aspetta l'hotel “la mirage”, che si rivela una ciofeca indecorosa con le finestre rivolte su questo e questo.

giorno 2


Colazione in hotel.


Nel tavolo accanto ai nostri un tizio grasso e schifoso mangia a bocca aperta e beve biascicando che neanche un grosso formichiere col muso impiastricciato di miele.

Lo so che non mangiano miele, comunque durante il viaggio in pullman di durata ore 6 in mezzo al nulla desertico ci viene quasi il dubbio che benedictus possa essere un idiota, ma l’argomento non viene approfondito.


Dopo il viaggio in traghetto, il cui unico evento saliente consiste nell’incontro con questo, arriviamo a Skiantos.


La casa che abbiamo prenotato ha – anzi non ha - tutta una serie di optional che non corrispondono affatto a quelli proclamati da benedictus (e per i quali quindi avremmo teoricamente già pagato), ma la cosa passa in secondo piano di fronte al proprietario della casa, un greco uguale a Danny de Vito che si ostina a fornire compulsivamente a chiunque le indicazioni navali per Skopelos, in un inglese pari a quello che usavamo noi a 3 anni.



Notte 2


La densità di zanzare è pari alla densità di italiani sull’isola.


Alle 3 di notte, dopo attente riflessioni e varie esclamazioni di carattere epistemologico, Sabo e Pipes risolvono di tenere la camera da letto chiusa, preservando all’interno 43 gradi celsius e una densità di Off e altri pesticidi pari al numero di italiani presenti in Irlanda in agosto.


Giorno 3


ore 9.00


Veniamo fregati dal noleggiatore di jeep.



ore 18.30


“excuse me Sir, is it possible to have the air conditioni...”


“exta mani, exta mani!!”


“yes, but we have already paid for the air conditioning, as you see from this e-mail...”


“exta, exta, exta maniiiii! No eir condiscionin uidaut mani!!”


“yes, BUT...”


“no no no no no no no, extaaaa maniii!”


“sì vabbè, ho capit...”


“do iu uont tu go tu Skopelos? Uel, if iu uant to go to Skopelos teik de fist uey den raigt den left den de second striit, den iu teik the boat and d...”


“no no thanks, we don't go to Skopelos, we just want the air cond...”


“yes bat if iu uont to go to Skopelos iu mast teik the boat end den de...”


“ABBIAM CAPITO, NO ENNE O, GRAZIE”





Giorno 4


La pratica di sfidarsi ossessivamente a “sarabanda” con gli ipod causa i primi caratteristici sintomi da stato comatoso.




Giorno 5


A parte il fatto che Panzer urla al posto di emettere suoni civili, si verificano le prime tensioni nel gruppo, come ormai è nostra prerogativa.


Cinzia e Pipes raggiungono l'apice della tensione buttandosi addosso rispettivamente, in una escalation di violenza, una patatina, un po' d'acqua spricciata con le dita, un bicchiere d'acqua. I due vengono divisi mentre cercano di rovesciarsi addosso una bottiglia da un litro.




Sera 6


Mentre rincasiamo, nella veranda di casa nostra c'è un uomo seduto tranquillamente su di una sedia che si gode la frescura.


L'uomo è completamente nudo.




Giorno 7


Ci imboschiamo in una festa tradizionale ortodossa, in uno dei monasteri dell'isola.


Trantor perde 35 minuti della sua vita nel tentativo di fotografare un pavone.


Ci si accalora in una discussione accademica sulla storia dell'impero bizantino.


Effettivamente, questo non era mai successo.




Giorno 8


Nel cercare parcheggio selvaggio nella pineta Panzer inveisce come un'ossessa contro un povero cristo che ha messo il motorino un po' male, salvo poi scoprire che il tizio era italiano.


Ci vergogniamo.




Sera 9


Veniamo fregati da un ristorante che ci fa aspettare un'ora e mezza per mangiare gli antipasti e poi comunque il pesce fa schifo.




Cinzia incontra un'amica appena arrivata a Skiantos:




“Hai fatto buon viaggio?”


“Sì, sono partita da Bologna e col volo diretto in 2 ore e mezza ero qui” (!)


“Ma scusa, come hai fatto a trovare posto? Era tutto occupato da mesi! Non hai fatto volo per Atene, hotel, pullman, nave...?”


“Veramente era pieno di posti liberi”




Giorno 10


Un idiota col quad fa una figura di ….. davanti a tutta la spiaggia e si impasta in una salita di sabbia con 45 gradi di pendenza.


L'aneddoto, particolarmente buffo, verrà rispolverato da Sabo e Pipes con una frequenza di 13 racconti al giorno.




Giorno 11


Riaffrontiamo con estrema gioia il viaggio di ritorno, e soprattutto l'hotel “la mirage”, mentre divampano vari incendi.


Benedictus viene ormai considerato definitivamente un idiota.


Sera 11


Veniamo fregati da un tassista di Atene.

mercoledì 10 dicembre 2008

democrazia

"amore, cosa andiamo a vedere stasera?"
"non so, leggi i titoli"
"uhm... allora, bolt - un eroe a quattro zampe. dev'essere un cartone"
"no no no, già ne abbiamo visto uno l'altra volta..."
"la coniglietta di casa"
"..."
"la fidanzata di papà... bleah, ma è con boldi!"
"però almeno fa ridere..."
"lascia stare! ...andiamo avanti, max payne"
"... no"
"nessuna verità ... beh, questo forse"
"sì, forse"
"never back down... no, mi fa schifo"
"no no infatti"
"passengers - mistero ad alta quota...
"dai!! sì sì, questo!
"NO ti prego, ho paura, è triste, ci sono gli aerei che cadono, nooo!... fammi finire la lista almeno... saw V, MAPERCARITA'!"
"... perchè scusa?"
"ma scherzi?! è un horror, io non vado a vedere gli horror!... solo un padre... italiano? naaaa"
"..."
"torno a vivere da solo. umpf, c'è gerry calà... piuttosto sto a casa a guardare porta a porta"
"però almeno fa ridere..."
"lascia stare! ...andiamo avanti, twilight"
"no, non mi ispira. ok, allora passengers!!!"
"cooosa?! no, io ho paura, c'è un disastro aereo, ti prego ti prego ti prego nnnnoooo!"
"Trantor, l'ultima volta l'hai scelto tu, questa volta lo scelgo io!"
"ma era Kung Fu Panda, era fantastico, non puoi dire che non ti è piaciuto!!"
"passengers"
"dai amore, sei sicuro? e se dopo ho paura? se l'aereo cade e muoiono tutti? se è triste?"
"passengers"
"...ok... sigh..."

Ok ok, Trantor ha dei gusti un po' difficili, ma se c'era un film per lei da non andare a vedere era questo, uno di quelli tristi, malinconici, dove esci dal cinema avendo barattato 8 euro per avere in compenso 29 minuti di vita in meno [investiti, siccome c'è la crisi, per cercare parcheggio], 56 giorni di vita cardiaca in meno grazie alla trama psicologica del film, il trucco sciolto grazie alle scene strappalacrime dove il protagonista muore e soprattutto l'intima certezza di non voler prendere mai più un aereo fin che campi.

mercoledì 3 settembre 2008

Lufthansa. There's no better way to go mad

Simpatico, il sito Lufthansa.
Se vorrete prenotare un volo per un'altra persona non residente in Italia, tipo quello che ha dovuto fare Trantor oggi per un organista tedesco ospite in Italia per un concerto pagandogli lei il volo,

1 - scoprirete che il prezzo del volo, lo stesso, cambia di molto (da 309 a 412 euro) a seconda che capitiate sulla Home internazionale o sulla Home italiana
2 - desisterete al tentativo di comprendere siffatta assurdità e tenterete di prenotare semplicemente il volo che costa meno
3 - al bivio "sono registrato" - "prenoto senza registrarmi" sceglierete serafici la seconda che hai detto, nella pia e giovanile illusione di evitarvi vagonate di newsletter in tedesco
4 - compilerete ridenti il form con i dati del volo e dell'organista tedesco, ma arriverete al campo "nazione di residenza", e non potrete cambiare in nessun modo la selezione automatica già fissata su Italia
5 - già un po' incazz***, cercherete nelle faq il motivo di cotanta stranezza, e
6 - scoprirete che le faq di lufthansa sono organizzate alla c***o, e che comunque non c'è traccia di quel che vi serve
7 - imprecherete mentalmente e riproverete, increduli (non è possibile, deve funzionareeeaourg), a rifare tutto da capo
8 - al terzo tentativo desisterete prendendo a sberle il portatile e vi iscriverete al sito umiliati
9 - rifarete tutto da capo, ricerca di voli orari prezzi bla bla bla, al bivio sceglierete cum gaudio "sono registrato", riproverete a inserire i dati del passeggero e TA-DAAHNN! Tutto uguale al punto 4
10 - bestemmierete
11 - riproverete altre due volte, poi stremati cercherete il numero del call center
12 - apprenderete della tariffa del simpatico 199 eccetera, quindi imprecherete urlando contro chi c**** ha inventato l'aereo e i suoi derivati
13 - telefonerete; dopo 3 minuti di musichetta del c**** ed una prolissa spiegazione la signorina vi rimanderà ad un secondo 199
14 - telefonerete; dopo 3 minuti di musichetta del c**** ed una prolissa spiegazione la signorina vi rimanderà ad un terzo 199
15 - piangendo nervosamente, parlerete per 8 minuti con una signorina dall'accento spagnolo che vi considererà immancabilmente un cerebroleso al suo primo incontro col computer
16 - vi consiglieranno semplicemente di accedere dalla Home tedesca, e poi di fare il login
17 - siccome la risposta è dentro di te ma è sbagliata, non funzionerà e allora vi consiglieranno la seguente "agilissima e user-friendly pratica":
18 - creare un account non a vostro nome ma a quello del passeggero (oo-hooo?!)...
....sì, ma partendo dalla Home tedesca (aaaah!), e purtuttavia inserire i dati della vostra carta di credito (mmmmh...), poi sloggarsi, riloggarsi, imprecare a piena voce contro tutto il popolo tedesco, ricercare il volo, inserire orario prezzo bla bla bla, al bivio cliccare su "sono registrato" in tedesco, inserire i benedetti dati dell'organista tedesco, c**** e  
a c q u i s t a r e.

19 - complimenti! ora saprete a memoria numero di telefono domicilio e data di nascita dell'organista tedesco e soprattutto questi popolerà i vostri sogni.