Al lavoro nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, sto catalogando dei noiosissimi fascicoli tutti uguali.
io: "#capa, allora questi 78 fascicoli vanno siglati tutti, giusto?"
"giusto"
"inizio da 0001/a, 0001/b e quando arrivo alla z ricomincio da 0001/aa, giusto?"
"esatto. È un po' noioso, ma qualcuno deve pur farlo"
"ahah certo, figurati, lo faccio volentieri. [battuta] Il rischio in questi casi è più che altro quello di sbagliarsi con l'alfabeto! [/battuta]"
"... ahah. Beh, oddio, a me non capita."
"..."
"sai perché a me non capita mai?"
"..."
"perché da piccola avevo un libro con l'alfabeto, e tutte le lettere erano disegnate con degli animaletti intorno che vi si abbarbicavano."
"..."
"ho imparato così l'alfabeto. E l'ho imparato bene. Sapevo anche dove stavano le W e le J, lo sapevo già allora. Era un libro fatto molto bene. Gli animaletti erano buffissimi! Per cui adesso non mi sbaglio mai."
"però..."
"sì però capisco che chi non ha avuto quel libro faccia fatica. Era uno splendido metodo per allenare la memoria visiva. Non tutti hanno avuto la fortuna di averlo. Me lo comprarono i miei genitori, e trovo che fosse uno splendido strumento educativo."
"..."
"sono stata fortunata ad averlo, no tutti l'hanno avuto purtroppo. Per cui capisco che si faccia fatica."
"..."
"ce lo dovrei avere ancora in canti..."
"era una battuta"
"..."
"non è che mi sbaglio davvero"
"... aaaah eh, kf."
"..."
"..."
"."
esce
rumore di ventilatori nell'altra sala
facepalm (e napalm, anche)
bonus.
bonus 2 per riprendersi dal primo.
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lunedì 12 settembre 2016
venerdì 19 febbraio 2016
"Is it a star?" "It "is" a star, very good!"
Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra #utonta.
"buongiorno, mi dica"
"eee sono venuta per i libri."
Mi guardo intorno.
Siamo in una biblioteca.
Indico con un vasto gesto le sale intorno a noi.
"siamo in una biblioteca, esattamente quali libri intende?"
[basita & scocciata] "eeeh ma come, avevamo parlato per telefonoh!!"
"dunque. Sa se aveva parlato con me?"
"no."
"ecco, infatti siamo in 4 colleghe e turniamo continuamente. Se vuole gentilmente dirmi A QUALI LIBRI si sta riferendo magari ricostruisco la cosa"
"gne."
Vi risparmio il resto.
Buongiorno a tutti dalla biblioteca specializzata in lettura della mente e parapsicologia.
Che fare in questi casi? Come sempre, aprire il tubo e guardare Bill Murray.
"buongiorno, mi dica"
"eee sono venuta per i libri."
Mi guardo intorno.
Siamo in una biblioteca.
Indico con un vasto gesto le sale intorno a noi.
"siamo in una biblioteca, esattamente quali libri intende?"
[basita & scocciata] "eeeh ma come, avevamo parlato per telefonoh!!"
"dunque. Sa se aveva parlato con me?"
"no."
"ecco, infatti siamo in 4 colleghe e turniamo continuamente. Se vuole gentilmente dirmi A QUALI LIBRI si sta riferendo magari ricostruisco la cosa"
"gne."
Vi risparmio il resto.
Buongiorno a tutti dalla biblioteca specializzata in lettura della mente e parapsicologia.
Che fare in questi casi? Come sempre, aprire il tubo e guardare Bill Murray.
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domenica 23 agosto 2015
PEM! Orchi catarrosi e pleonasmi (fully booked su Orione)
Voilà il consueto appuntamento di cronaca delle vacanze in vacanza, quasi in diretta.
Quasi nel senso che ho scritto tutto in diretta, con Zicchi che prendeva in giro inglesi stupidi ridendo sguaiatamente, ma pubblico ora.
Quest'anno non siamo più quelli con lo zaino Invicta da poveretti tredicenni appena venuti su dal mare: no, ci siamo evoluti e abbiamo addirittura comprato zaini per le reflex un minimo decenti - roba funzionale per me, roba da giornalista californiano del '79 per Zicchi.
Siamo comunque sempre gli stessi, per cui la Bella_Figura™ alla reception dell'hotel 5 stelle di Quinta do Lago nella quale parcheggiamo giulivi credendo che sia il proprio Il Nostro Hotel prenotato a suo tempo con booking, fissiamo la n. 1 gilf rifattissima che ne esce alla disperata ricerca di assomigliare a tutti i costi a questo, ci facciamo scaricare un trolley-povero / povero-trolley proletario dal bellboy rosso tutto sussiegoso con trespolino d'oro cinquestelle annesso, ma senza riuscire ad impedire che Egli apra il bagagliaio e così veda - veda, nella fattispecie, n. 1 paio di jeans di Zicchi buttati a cazzo, n. 2 teli mare intrisi di sabbia della spiaggia libera, n. 1 sporte della conad locale ("pingo doce", che tenerezza) contenente n. 3 rifiuti in vetro e un elegante ombrellone siffatto -, gli lasciamo dunque l'auto - una prestigiosa Opel-qualcosa, forgiata a Mordor - sgomenti per i n. 47 scontrini foglietti biglietti e pezzi di cartine ivi ovunque disseminati, entriamo in reception e cogliamo l'occasione per fornire con grande classe la nostra interpretazione de La Famosa Scena (ma proprio con tipo gli #occhi di 0.29, tipo proprio tipo - La Seconda Famosa Scena non ha mai avuto luogo - ma solo per ora), comunico il mio #cognomestranissimo per il check-in sapendo sotto sotto già la risposta e con un straordinario pantone di #colore in faccia, allorché le n. 2 fenicottere fighe e bilingui dietro il banco forniscono a loro volta una memorabile loro versione de La Famosa Scena, purtuttavia (dopo) ridendo allo sciogliersi dell'equivoco (comunque dopo) e gentilmente spiegandoci la topografia del luogo, e del come e del perché il nostro Vero Hotel sia da tutt'altra parte, allora ridiamo anche noi ahahah, ohoho, #bellescene #lavitaèbella e allora usciamo, ma la Opel-qualcosa è sparita nelle mani dell'ornitorinco vestito di rosso, allora mi ravvio i capelli sporchi di mare constatando che sono proprio sporchi di mare mentre Zicchi indossa, sorprendentemente (grazie Murphy), una t-shirt la cui parola chiave sembra essere "mafia" e tutto questo mentre passano, a frotte, sedicenni inglesi troie,* dopodiché l'ornitorinco ritorna e da capo riapre il bagagliaio e di nuovo teli sporchi e jeans e scontrini del cazzo e ricarichiamo il povero-trolley and then we leave, ridendo come scemi e facendo fatica a mettere le marce, e tutto questo perché abbiamo ho fottutamente sbagliato a inserire l'indirizzo del nostro Vero Hotel nel navigatore (capiteci, se si sta giocando fanaticamente a "se fosse" in macchina ascoltando gli Who è questo che succede, soprattutto se entrambi gli hotel si chiamano qualcosa-Quinta do Lago in via Quinta do Lago a Quinta do Lago - ma non voglio che mi di dica grazie), bene, tutto questo non ce lo siamo risparmiato.
Cosa non si fa per vincere al Sundance.
Per la cronaca eravamo in Algarve, non sui bastioni di Orione (era tutto pieno).
Tutto splendido eh, tranne uno schifo di posto di plastica tamarra Miami-style-but-unfortunately-without-Dexter e feudo del (quando non fanno i comici) popolo più stupido della Terra, gli inglesi - look at this (who needs Dario Argento?) especially at 6.46 - per la risata, 4.55 - per la milf/gilf don't miss boobs at 3.10 e un esemplare da safari at 8.18 - i.e. la città di Albufeira.
Descritta dalla guida del Touring F.N.A. (FOTTUTAMENTE - NON - AGGIORNATO) come "caratteristico e colorato paesino di pescatori in cui il tempo sembra essersi fermato" - FUCK YOU - si trattava invece di questa roba:
Sembra bello, in realtà è così:
Con un'elegante figura retorica vi risparmio inoltre l'abusivismo edilizio.
Ma ora vi dico esattamente cosa abbiamo visto, oltre ad una città che è disposta a svendersi fino a questo punto (un documentario fedele dell'Albufeira experience, ma solo se si può ricorrere velocemente al valium, è qui: https://www.youtube.com/watch?v=Agdn7fqw9vk)
Ma il peggio avviene nei ristoranti, avvistando tipicamente:
- n. 1 coppia con milf a fianco a noi che sta mangiando cose ininterrottamente da 5 ore (nazionalità: inglese)
- n. 1 Panterona (nazionalità: n.p.) con tuta aderente integrale leopardata (tuta aderente integrale leopardata. Pensateci)
- n. 1 Donna Michelin (nazionalità: n.p.) che si è travestita da lattina di 33 cl con un tubino rosso attillato che reca la scritta "coca cola" (...pensateci)
- n. 6439 sedicenni troiette* per acro (nazionalità: inglese)
- n. 2 tizie molto brutte (nazionalità: francese) che si credono Audrey H. o la Callas solo perché francesi (sì lo so che la Callas ecc. ecc., ma il fatto è che andrebbe detto a loro) e che in un fottuto cazzo di locale turistico in cui abbiamo cenato anche noi, il nostro secondo grande fail (anche se dovevate vedere gli altri, in confronto a questo il nostro era stellato), 'ste tizie insomma prendono dei dolci pacchianissimi tipo la fetta di torta con panna a 8 strati delle fiabe, e tutte furbe la fotografano emettendo vagiti come farebbe un lemure del Borneo di fronte a scorte di cibo illimitate, ma senza quello stile.
Uno dei loro compagni, un tizio con la maglia a righe che assomiglia a Where's Wally ma grasso, fotografa il mezzo limone con il gelato dentro, il Grande Must da Pizzeria Emiliana Mediocre (PEM!) anno '94/'95, uno squisito dessert che - ne deduciamo - non è ancora stato importato a Parigi, come il bidet.
Il medesimo tizio ama inoltre fotografare ogni singolo abitante del tavolo da ore, probabilmente con il solo scopo di atteggiarsi da artista (ehi ha la maglia a righe! La Maglia A Righe, un Picasso, ehi un artista! Presto! Correte!).
- n. tendente a infinito, ad un numero infinito di rilevazioni, di idioti (nazionalità: inglese) che si fanno fotografare con un pupazzo di hello kitty, una cosa se possibile più kitsch dell'indimenticabile pupazzo a forma di saliera dell'Expo (foto di google - foto di #cugina lurker Lucy, ben più meritevole, a fondamentale corollario):
In giro:
- n. 1 gruppetto che suona dal vivo e il cantante (nazionalità: n.p.) è vestito completamente da banana (...), banana la quale tenta continuamente di far cantare ai passanti il karaoke
- n. 92 locali autodefinitisi "club" con fuori gigantesche foto di fighe che troieggiano con in mano bicchieri di cocktail e droga dello stupro e ridono contentissimissime solo che poi dentro ci sono solo coppie di cinquantenni pingui (nazionalità: inglese) e famigliole con 1-3 piccoli futuri hooligans al guinzaglio che mangiano hamburger (segnalo il sempre valido documentario)
In piscina in hotel:
- n. 1 tizia (nazionalità: inglese) che alle ore 18.30 ordina da sola una caraffa (una caraffa. Da sola. Pensateci) di sangria e se la versa nel bicchiere della pepsi, e comincia quasi subito a tirare fuori la frutta dalla caraffa masticandola rumorosamente
- n. 56 buffi Pleonastici (nazionalità: inglese) con il cappellino recante bandiera inglese.
A colazione in hotel, l'orrore:
- n. 1 esemplare di Tipica Cicciona Inglese Immensa la quale ci incrocia fra le brioches e il tavolo delle marmellatine con sul piatto una montagna di bacon (... una montagna di bacon) (pensateci)
- infinita gente orribile, tutti obesi (so che è pleonastico, ma non ce la faccio)
- n. 1 ORCO CATARROSO di sesso (?) femminile (?) con la voce roca (nazionalità: nordica non identificata) la (preferirei usare il neutro) quale continua a tirare rumorosamente su col naso procedendo il tipico rumore di cavitazione di un sommergibile classe tifone, o se volete una somma di rumori tipici di uno di quegli orchi là del Signore degli anelli. Tipo questo.
Poi disgraziatamente parla pure, e sembra un turco rauco che borbotta oscenità finniche, alternativamente tirando su col naso e tirando su il catarro.
Di fronte, uno stereotipo nordico di coda bionda ormai sulla strada dell'obesità, tutta raffinatina, che ascolta l'Orco Catarroso senza apparentemente esser disturbata dai catarri e moccioli vari - in the meanwhile io e Zicchi vomitiamo dentro la brodaglia localmente definita "cappuccino".**
Detto tutto ciò l'Algarve è stupendo, se si evitano, nell'ordine, guide del Touring F.N.A., Albufeira (IL MALE) e altri feudi inglesi del cazzo.
Proximae: Gibilterra, aka il regno del brutto.
________________________________________
(* non che lo si possa dimostrare in questa sede)
(** non che il sapore registri significativi cambiamenti)
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mercoledì 22 aprile 2015
Svilupparsi in verticale AKA Vecchioli del cazzo
Non ci posso credere. Tutto appena successo, vi scrivo in diretta con #collegaG che ride accartocciata dietro il monitor della #biblioteca dei pazzi di conservatorio.
In pratica devo catalogare un volume, cerco sul catalogo nazionale per vedere chi ce l'ha, trovo un record poco chiaro posseduto da 7 biblioteche (spoiler: solo 2 su 7 rispondono al telefono, le altre da sito risultano aperte ma epic fail).
Decido quindi di chiamarle andando in ordine finché non trovo qualcuno che può confrontare al telefono il frontespizio con me.
Roba da tutti i giorni, ci si mette un minuto a far tanto, niente di che.
Alzo il telefono, ma prima vorrei che sapeste che, per la prima volta da quando questo blog esiste, farò NOMI PRECISI.
Mi sono rotta i coglioni di coprire della gente che non se lo merita, e soprattutto non voglio privarvi per alcun motivo del divertimento di giocare anche voi al medesimo esperimentoh!
Per cui, oltre al mio gruppo sanguigno (A+), potrete disporre finalmente di luoghi, nomi, numeri civici, numeri di telefono e mail! Finalmente fatti, non parole!
Ma andiamo con ordine.
#1
Questa la pregevole conversazione:
"EH PRONTO."
"... pronto, parlo con la Biblioteca?"
[già scocciato] "beh, la Biblioteca dell'Associazione [scandisce perché sono scema] MAESTRO LIPIZER, sì"
"ah, ecco. Buongiorno, chiamo dalla #biblioteca dei pazzi di conservatorio di #città senza fiume, vorrei cortesemente confrontare un volume che sto catalogando con l'esemplare in vostro possesso, questione di pochi secondi, posso parlare con lei?"
"no no no no no guardi signorina, noi qui mica abbiamo frontespizi scansionati immagini sul computer foto e roba simile blablabl"
"no ma guardi, che c'entrano le foto, devo solo confrontare il frontespizio in diretta. Se va a scaffale un attimo e prende in mano il li..."
"senta ma noi qui siamo in una situazione particolare come tutte le biblioteche eh! Sa i tagli sa il governo sa la crisi e poi la biblioteca del [scandisce] MA-E-STRO LI-PI-ZER è tutta sviluppata in verticale per 4-5 metri proprio in alto eh quindi io come faccio signorina mica posso fare tutto qui servono giovani e poi mica abbiamo scale con rotelleeee ma scherziamo! Senta signorina, se mai lei ci scrive e prima o poi noi le rispondiamo. Ecco."
"scusi, ma io come potevo sape..."
"no, ma blablablablanche se noi qui facciamo cose abbiamo concorsi concerti cose mica possiamo stare lì a fare tutto in biblioteca [...?] signorina qui poi la biblioteca si sviluppa in verticaleeee [ama molto quest'aspetto della questione, ndr] e ci vogliono giovani, giovani, giovani!, io sa quanti anni ho?! E vorrebbe che io andassi su dalle scale che mica hanno le rotelle ahaha!!! Ma scherziamo e bl..."
"CHIAMO QUALCUN ALTRO, nessun problema."
"no ma ci scriva! Ci scriva!! Ci scriva e dopo che abbiamo fatto tutte le cose che ci sono adesso forse poi nei prossimi tempi avrà una rispo"
"no, grazie. Buongiorno."
"...4-5 metri e mica ci sono rotelle sulle sca..."
clic.
Non ho esagerato neanche una virgola, anzi forse ne ho pure dimenticate.
Provate, registrate poi mi dite.
Ma veniamo al
#2
Questa la pregevole conversazione:
"seee prooondooo Carafa."
"ehm buongiorno, parlo con la biblioteca Pilati?"
"ecché, Carafa, seee!"
"eh, ok. Dunque, chiamo dalla #biblioteca dei pazzi eccetera, vorrei cortesemente confrontare un volume che sto catalogando con l'esemplare in vostro possesso, questione di pochi secondi, posso parlare con lei?"
"eh?"
"VORREI CONFRONTA..."
[scocciato-ironico come solo certi napoletani misogini sanno essere] "signorì, ascolti. Io sono un ragazzo, un ragazzo che tanto tempo fa aveva 80 anni."
"..." [silenzio, probabilmente aspetta che io rida]
"un ragazzo, che ama andare al mare."
"..."
"amo andare al mare ed è ddallà chevvengo proprio adesso"
"..."
[con sufficienza] "chiami di mattina, eh signorì? Di mattina, alle 10, di mattina, eh?"
"sì, ho capito. Solo che sul sito gli orari dicevano mercoledì ore 15-19."
"eccheccivuol fare, mica devo fare io codesto lavoro, e io qui sono solo signorì"
"ah ma certo. Vabbè, ok."
"di mattina"
"sì ho capito. Salve."
"sal..."
clic.
Allora avete capito?
Quando siete giù di forma, quando piove, quando vi hanno rubato la bici, quando ammazzereste colleghi, clienti o utonti con un bastone componete lo 0481547863 oppure lo 0815513691, magari di mercoledì pomeriggio, così si spera che i turni là (ammesso che conoscano il concetto) siano gli stessi, interloquendo così:
"buongiorno, chiamo dalla biblioteca musicale di X, vorrei cortesemente confrontare un volume che sto catalogando con l'esemplare in vostro possesso, posso parlare con lei?"
LE RISATE!
In pratica devo catalogare un volume, cerco sul catalogo nazionale per vedere chi ce l'ha, trovo un record poco chiaro posseduto da 7 biblioteche (spoiler: solo 2 su 7 rispondono al telefono, le altre da sito risultano aperte ma epic fail).
Decido quindi di chiamarle andando in ordine finché non trovo qualcuno che può confrontare al telefono il frontespizio con me.
Roba da tutti i giorni, ci si mette un minuto a far tanto, niente di che.
Alzo il telefono, ma prima vorrei che sapeste che, per la prima volta da quando questo blog esiste, farò NOMI PRECISI.
Mi sono rotta i coglioni di coprire della gente che non se lo merita, e soprattutto non voglio privarvi per alcun motivo del divertimento di giocare anche voi al medesimo esperimentoh!
Per cui, oltre al mio gruppo sanguigno (A+), potrete disporre finalmente di luoghi, nomi, numeri civici, numeri di telefono e mail! Finalmente fatti, non parole!
Ma andiamo con ordine.
#1
Questa la pregevole conversazione:
"EH PRONTO."
"... pronto, parlo con la Biblioteca?"
[già scocciato] "beh, la Biblioteca dell'Associazione [scandisce perché sono scema] MAESTRO LIPIZER, sì"
"ah, ecco. Buongiorno, chiamo dalla #biblioteca dei pazzi di conservatorio di #città senza fiume, vorrei cortesemente confrontare un volume che sto catalogando con l'esemplare in vostro possesso, questione di pochi secondi, posso parlare con lei?"
"no no no no no guardi signorina, noi qui mica abbiamo frontespizi scansionati immagini sul computer foto e roba simile blablabl"
"no ma guardi, che c'entrano le foto, devo solo confrontare il frontespizio in diretta. Se va a scaffale un attimo e prende in mano il li..."
"senta ma noi qui siamo in una situazione particolare come tutte le biblioteche eh! Sa i tagli sa il governo sa la crisi e poi la biblioteca del [scandisce] MA-E-STRO LI-PI-ZER è tutta sviluppata in verticale per 4-5 metri proprio in alto eh quindi io come faccio signorina mica posso fare tutto qui servono giovani e poi mica abbiamo scale con rotelleeee ma scherziamo! Senta signorina, se mai lei ci scrive e prima o poi noi le rispondiamo. Ecco."
"scusi, ma io come potevo sape..."
"no, ma blablablablanche se noi qui facciamo cose abbiamo concorsi concerti cose mica possiamo stare lì a fare tutto in biblioteca [...?] signorina qui poi la biblioteca si sviluppa in verticaleeee [ama molto quest'aspetto della questione, ndr] e ci vogliono giovani, giovani, giovani!, io sa quanti anni ho?! E vorrebbe che io andassi su dalle scale che mica hanno le rotelle ahaha!!! Ma scherziamo e bl..."
"CHIAMO QUALCUN ALTRO, nessun problema."
"no ma ci scriva! Ci scriva!! Ci scriva e dopo che abbiamo fatto tutte le cose che ci sono adesso forse poi nei prossimi tempi avrà una rispo"
"no, grazie. Buongiorno."
"...4-5 metri e mica ci sono rotelle sulle sca..."
clic.
Non ho esagerato neanche una virgola, anzi forse ne ho pure dimenticate.
Provate, registrate poi mi dite.
Ma veniamo al
#2
Questa la pregevole conversazione:
"seee prooondooo Carafa."
"ehm buongiorno, parlo con la biblioteca Pilati?"
"ecché, Carafa, seee!"
"eh, ok. Dunque, chiamo dalla #biblioteca dei pazzi eccetera, vorrei cortesemente confrontare un volume che sto catalogando con l'esemplare in vostro possesso, questione di pochi secondi, posso parlare con lei?"
"eh?"
"VORREI CONFRONTA..."
[scocciato-ironico come solo certi napoletani misogini sanno essere] "signorì, ascolti. Io sono un ragazzo, un ragazzo che tanto tempo fa aveva 80 anni."
"..." [silenzio, probabilmente aspetta che io rida]
"un ragazzo, che ama andare al mare."
"..."
"amo andare al mare ed è ddallà chevvengo proprio adesso"
"..."
[con sufficienza] "chiami di mattina, eh signorì? Di mattina, alle 10, di mattina, eh?"
"sì, ho capito. Solo che sul sito gli orari dicevano mercoledì ore 15-19."
"eccheccivuol fare, mica devo fare io codesto lavoro, e io qui sono solo signorì"
"ah ma certo. Vabbè, ok."
"di mattina"
"sì ho capito. Salve."
"sal..."
clic.
Allora avete capito?
Quando siete giù di forma, quando piove, quando vi hanno rubato la bici, quando ammazzereste colleghi, clienti o utonti con un bastone componete lo 0481547863 oppure lo 0815513691, magari di mercoledì pomeriggio, così si spera che i turni là (ammesso che conoscano il concetto) siano gli stessi, interloquendo così:
"buongiorno, chiamo dalla biblioteca musicale di X, vorrei cortesemente confrontare un volume che sto catalogando con l'esemplare in vostro possesso, posso parlare con lei?"
LE RISATE!
giovedì 2 aprile 2015
Ma Che Cazzo di Logica! aka gioco a premi come premio di gioco a rebus
Evviva amici,
ecco la prima puntata del nuovo gioco Ma Che Cazzo di Logica!
Molto bene, perché coincide benissimo con il premio richiesto da Autumn (vincitrice dell'eccellente contest Risolvere Rebus Dell'Ottocento - RRdO), ossia un post qualunque contro anziani in fila dal dottore.
Dunque, proprio l'altro giorno vado dal mio medico di paese, niente di che, bravo eh, vecchio stampo, una volta povero cadde in una piscina vuota, si sbaglia a fare i certificati, mette giù male il telefono il venerdì ore 9 e se ne accorge il martedì ore 16, prescrive antibiotici senza fermenti, se tieni acceso un cellulare in ambulatorio non funziona l'ethernet e non riesce a inviare i certificati all'INPS per cui se li scrive tutti la sera sbagliando le date, insomma tutto normale.
Entro in sala d'attesa, ci sono solo due tizi, un tamarro e una lei.
Lei anziana non è, ma dato che stronza sì mi auguro che Autumn non si offenda e accetti il premio comunque.
Sono le 18.30.
Da signorina per bene chiedo educatamente "chi è l'ultimo delle visite?", perché il dottore riceve visite sempre tranne al minuto 00 di ogni ora, quando chiama le ricette.
Il tizio farfuglia, La Stronza (capelli bianchi, circa 60 anni, fiero portamento à la suora laica) ritiene invece più opportuno un tono didascalico, indicando prima Tizio e poi se stessa scandendo bene le parole "LUI VI-SI-TA, IO RI-CET-TA", ed è subito giungla con Cita che insegna a Jane a pronunciare "BA-NA-NA" senza strozzarsi con una liana, e infatti già qui visto il tono sarebbe da vaffanculo, ma comunque.
Comunque faccio "anche io visita" e mi siedo.
La Stronza è tutta visibilmente appuntita, probabilmente incazzatissima perché entrando non ho riconosciuto subito come logico che lei non potesse che avere una RI-CET-TA e il tamarro invece U-NA-VI-SI-TA.
Passano 10 minuti ed entra Terzo Tizio, un cingalese cordiale.
Terzo Tizio chiede educatamente "chi è l'ultimo?" e La Stronza risponde tutta affettata, come se il cingalese fosse il papa, "gentilissimo, buonasera, salve caro, c'è il #tamarro e poi ci sono io", peraltro parlandomi sopra.
Ora, dato che il turno de La Stronza con LA-RI-CET-TA viene alle 19 mi sembra ovvio far notare che "beh, le ricette le chiama alle 19, prima ci sono le visite e l'ultima sono i..."
"sì, ma io entro prima.", detto con tono così tagliente, definitivo e incazzato che seriamente, mi ha lasciata senza parole.
La guardo a bocca aperta facendo "ma come", lei incrocia le braccia e guarda di là senza più rivolgermi la parola.
Vaffanculo, ma comunque andiamo avanti.
Sono le 18.42. Il tipo che era dentro da un eone esce ed entra Tamarro.
Alle 18.47 (13 minuti prima de LE RI-CET-TE, ndr) esce anche Tamarro.
La Stronza scatta in piedi e, melliflua, invita con cortesia inaudita Terzo Tizio ad entrare, il quale tutto giulivo sorride cordiale e fa per passarmi davanti:
"scusate, ma anche io ho la visita ed ero prima di lui"
La Stronza, anche lei senza parole per il mio illogico e ingiustificato affronto, mi getta secchiate di uranio impoverito in faccia senza emettere suoni, mentre quel giandlone del mio dottore, intuendo la grandissima #rottura di cazzo che sta per affrontare, pensa bene di tagliare la testa alla giustizia urlando "ECCO ADESSO CHIAMO LE RICETTE".
Alle 18.47.
Con intorno 6milioni di cartelli in cui campeggiano titoli quali "LE RICETTE SONO ALLE 16, 17, 18, 19 SENZA ECCEZIONI", "I PAZIENTI CHE DESIDERANO UNA RICETTA SONO INVITATI A NON PASSARE DAVANTI AGLI ALTRI", "NON SI FANNO ECCEZIONI PER LE RICETTE", "NUOVE REGOLE PER LE RICETTE!!!", "SI PREGA DI LEGGERE LE DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE RICETTE", eccetera.
Disarmata, indico la strada col braccio e dico sarcastica "ma prego, si accomodi!"; La Stronza corricchia in ambulatorio trionfante con in mano quella cazzo di RI-CET-TA e con gli stessi scrupoli umanitari di Henry Kissinger, mentre io torno a sedermi paonazza, Terzo Tizio è tornato a fischiettare beato leggendo Famiglia Cristiana, e la giustizia è morta.
Ora, ecco miei cari che viene il gioco!
- Se siete di indole democratico-elettiva o ingegneri o tutte queste cose insieme sistemate in ordine decrescente di probabilità le ipotesi sottostanti, senza dimenticarne nessuna e incolonnandole bene in ordine, grazie.
- Se siete di indole matematico-fisico-filosofica o avete subito anche voi Una Stronza in sala d'attesa o se comunque leggete Asimov fornite altre ipotesi. Logiche, per favore, tranne RBone che va benissimo sempre e comunque.
- Se in questo momento siete in coda in ambulatorio guardatevi intorno, registrate tutto e raccontate al mondo la vostra tragica storia. Qui da me, possibilmente.
- Se siete La Stronza vaffanculo.
IPOTESI
ipotesi 1)
La Stronza si è offesa perché desiderava essere l'unica donna alfa della sala d'attesa
ipotesi 2)
La Stronza si è offesa perché avevo la borsa del portatile, il che nel raffinato e insondabilmente complesso meccanismo neurale della Nostra equivale con certezza univoca a "RAP-PRE-SEN-TAN-TE FAR-MA-CEU-TI-CA DEL CAZ-ZO"
ipotesi 3)
La Stronza si è offesa perché nella stessa stanza con me rischiava il contagio (la mia perniciosa influenza, cazzo!), mentre era ovvio che Tamarro stava benissimo e il Cingalese proprio veramente chissene, bisogna essere gentili con le persone di colore!
ipotesi 4)
La Stronza si è offesa perché affetta dalla sindrome di Asperger nei minuti dispari e da disturbo bipolare in quelli pari
ipotesi 5)
La Stronza si è offesa perché è Henry Kissinger
ipotesi 6)
La Stronza si è offesa perché per il principio di indeterminazione di Heisenberg la sua RI-CET-TA era alle 19 ma nello stesso momento alle 18.47 era anche più importante della mia VI-SI-TA
ipotesi 7)
La Stronza si è offesa perché alle 5 il gatto fufi è stato ucciso da un picchio di nome Schrödi
ipotesi 8)
La Stronza si è offesa perché è stronza
ipotesi 9)
mbuto.
ecco la prima puntata del nuovo gioco Ma Che Cazzo di Logica!
Molto bene, perché coincide benissimo con il premio richiesto da Autumn (vincitrice dell'eccellente contest Risolvere Rebus Dell'Ottocento - RRdO), ossia un post qualunque contro anziani in fila dal dottore.
Dunque, proprio l'altro giorno vado dal mio medico di paese, niente di che, bravo eh, vecchio stampo, una volta povero cadde in una piscina vuota, si sbaglia a fare i certificati, mette giù male il telefono il venerdì ore 9 e se ne accorge il martedì ore 16, prescrive antibiotici senza fermenti, se tieni acceso un cellulare in ambulatorio non funziona l'ethernet e non riesce a inviare i certificati all'INPS per cui se li scrive tutti la sera sbagliando le date, insomma tutto normale.
Entro in sala d'attesa, ci sono solo due tizi, un tamarro e una lei.
Lei anziana non è, ma dato che stronza sì mi auguro che Autumn non si offenda e accetti il premio comunque.
Sono le 18.30.
Da signorina per bene chiedo educatamente "chi è l'ultimo delle visite?", perché il dottore riceve visite sempre tranne al minuto 00 di ogni ora, quando chiama le ricette.
Il tizio farfuglia, La Stronza (capelli bianchi, circa 60 anni, fiero portamento à la suora laica) ritiene invece più opportuno un tono didascalico, indicando prima Tizio e poi se stessa scandendo bene le parole "LUI VI-SI-TA, IO RI-CET-TA", ed è subito giungla con Cita che insegna a Jane a pronunciare "BA-NA-NA" senza strozzarsi con una liana, e infatti già qui visto il tono sarebbe da vaffanculo, ma comunque.
Comunque faccio "anche io visita" e mi siedo.
La Stronza è tutta visibilmente appuntita, probabilmente incazzatissima perché entrando non ho riconosciuto subito come logico che lei non potesse che avere una RI-CET-TA e il tamarro invece U-NA-VI-SI-TA.
Passano 10 minuti ed entra Terzo Tizio, un cingalese cordiale.
Terzo Tizio chiede educatamente "chi è l'ultimo?" e La Stronza risponde tutta affettata, come se il cingalese fosse il papa, "gentilissimo, buonasera, salve caro, c'è il #tamarro e poi ci sono io", peraltro parlandomi sopra.
Ora, dato che il turno de La Stronza con LA-RI-CET-TA viene alle 19 mi sembra ovvio far notare che "beh, le ricette le chiama alle 19, prima ci sono le visite e l'ultima sono i..."
"sì, ma io entro prima.", detto con tono così tagliente, definitivo e incazzato che seriamente, mi ha lasciata senza parole.
La guardo a bocca aperta facendo "ma come", lei incrocia le braccia e guarda di là senza più rivolgermi la parola.
Vaffanculo, ma comunque andiamo avanti.
Sono le 18.42. Il tipo che era dentro da un eone esce ed entra Tamarro.
Alle 18.47 (13 minuti prima de LE RI-CET-TE, ndr) esce anche Tamarro.
La Stronza scatta in piedi e, melliflua, invita con cortesia inaudita Terzo Tizio ad entrare, il quale tutto giulivo sorride cordiale e fa per passarmi davanti:
"scusate, ma anche io ho la visita ed ero prima di lui"
La Stronza, anche lei senza parole per il mio illogico e ingiustificato affronto, mi getta secchiate di uranio impoverito in faccia senza emettere suoni, mentre quel giandlone del mio dottore, intuendo la grandissima #rottura di cazzo che sta per affrontare, pensa bene di tagliare la testa alla giustizia urlando "ECCO ADESSO CHIAMO LE RICETTE".
Alle 18.47.
Con intorno 6milioni di cartelli in cui campeggiano titoli quali "LE RICETTE SONO ALLE 16, 17, 18, 19 SENZA ECCEZIONI", "I PAZIENTI CHE DESIDERANO UNA RICETTA SONO INVITATI A NON PASSARE DAVANTI AGLI ALTRI", "NON SI FANNO ECCEZIONI PER LE RICETTE", "NUOVE REGOLE PER LE RICETTE!!!", "SI PREGA DI LEGGERE LE DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE RICETTE", eccetera.
Disarmata, indico la strada col braccio e dico sarcastica "ma prego, si accomodi!"; La Stronza corricchia in ambulatorio trionfante con in mano quella cazzo di RI-CET-TA e con gli stessi scrupoli umanitari di Henry Kissinger, mentre io torno a sedermi paonazza, Terzo Tizio è tornato a fischiettare beato leggendo Famiglia Cristiana, e la giustizia è morta.
Ora, ecco miei cari che viene il gioco!
- Se siete di indole democratico-elettiva o ingegneri o tutte queste cose insieme sistemate in ordine decrescente di probabilità le ipotesi sottostanti, senza dimenticarne nessuna e incolonnandole bene in ordine, grazie.
- Se siete di indole matematico-fisico-filosofica o avete subito anche voi Una Stronza in sala d'attesa o se comunque leggete Asimov fornite altre ipotesi. Logiche, per favore, tranne RBone che va benissimo sempre e comunque.
- Se in questo momento siete in coda in ambulatorio guardatevi intorno, registrate tutto e raccontate al mondo la vostra tragica storia. Qui da me, possibilmente.
- Se siete La Stronza vaffanculo.
IPOTESI
ipotesi 1)
La Stronza si è offesa perché desiderava essere l'unica donna alfa della sala d'attesa
ipotesi 2)
La Stronza si è offesa perché avevo la borsa del portatile, il che nel raffinato e insondabilmente complesso meccanismo neurale della Nostra equivale con certezza univoca a "RAP-PRE-SEN-TAN-TE FAR-MA-CEU-TI-CA DEL CAZ-ZO"
ipotesi 3)
La Stronza si è offesa perché nella stessa stanza con me rischiava il contagio (la mia perniciosa influenza, cazzo!), mentre era ovvio che Tamarro stava benissimo e il Cingalese proprio veramente chissene, bisogna essere gentili con le persone di colore!
ipotesi 4)
La Stronza si è offesa perché affetta dalla sindrome di Asperger nei minuti dispari e da disturbo bipolare in quelli pari
ipotesi 5)
La Stronza si è offesa perché è Henry Kissinger
ipotesi 6)
La Stronza si è offesa perché per il principio di indeterminazione di Heisenberg la sua RI-CET-TA era alle 19 ma nello stesso momento alle 18.47 era anche più importante della mia VI-SI-TA
ipotesi 7)
La Stronza si è offesa perché alle 5 il gatto fufi è stato ucciso da un picchio di nome Schrödi
ipotesi 8)
La Stronza si è offesa perché è stronza
ipotesi 9)
mbuto.
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giovedì 24 luglio 2014
30
E' un fatto.
A parte questi mesi di problemi di salute, non gravi ma che hanno prosciugato tutte le mie energie mentali residue fino a farmi sembrare scema, è un fatto che non io riesca più a fare certe cose.
Una di queste è girare in città con un gruppo di conoscenti fra cui amici e amici di amici e sconosciuti e amici di sconosciuti amici di sconosciuti, e tutti ridono carichi smart e fighissimi parlando del più e del meno con sconosciuti amici di sconosciuti appena conosciuti con sempre qualcosa da dire e qualcosa di cui ridere davvero tantissimo, ma io no.
Prendiamone atto.
Non sono certo asociale ma o sono i 30 anni, o è proprio che sono individualista.
Forse entrambe, chissà in quale ordine.
Gente che ancora prende in giro la mia laurea, gente che mi presenta agli amici di amici di sconosciuti amici di amici come quella che si occupa di inutili anticaglie del cazzo (musicologia, in un posto come l'Italia), neanche chiedessi il sussidio di disoccupazione pesando su tutti questi ingegneri, bancari, avvocati, segretari, geometri infermieri meccanici e promotori finanziari, loro sì che si guadagnano da vivere con cose utili eh.
No, ho un indeterminato vinto grazie alla mia inutile laurea di anticaglie dimenticabili ma suvvia, non vorrai mica paragonarti ad un medico che cura il cancro o a chi sa di che colore sono i soldi, brutta cattiva!
Forse entrambe, chissà in quale ordine.
Gente che ancora prende in giro la mia laurea, gente che mi presenta agli amici di amici di sconosciuti amici di amici come quella che si occupa di inutili anticaglie del cazzo (musicologia, in un posto come l'Italia), neanche chiedessi il sussidio di disoccupazione pesando su tutti questi ingegneri, bancari, avvocati, segretari, geometri infermieri meccanici e promotori finanziari, loro sì che si guadagnano da vivere con cose utili eh.
No, ho un indeterminato vinto grazie alla mia inutile laurea di anticaglie dimenticabili ma suvvia, non vorrai mica paragonarti ad un medico che cura il cancro o a chi sa di che colore sono i soldi, brutta cattiva!
Nel frattempo, oltre a mancarmi tanto (voi, dico, e anche la me che c'era prima), in biblioteca una utonta ticinese dopo aver fatto adeguatamente pesare l'accento ticinese ci ha chiesto 6 volte se la carta bianca su cui aveva stampato un biglietto aereo fosse veramente bianca.
E sì, era bianca.
True story.
(ah strano, non era musicologa; credo appartenesse all'insieme di ingegneri venditori professionisti avvocati elettricisti promotori finanziari e notai che fanno muovere la nazione, ma vi prometto che un giorno ce ne faremo una ragione, miei cari, abbiate fiducia).
E sì, era bianca.
True story.
(ah strano, non era musicologa; credo appartenesse all'insieme di ingegneri venditori professionisti avvocati elettricisti promotori finanziari e notai che fanno muovere la nazione, ma vi prometto che un giorno ce ne faremo una ragione, miei cari, abbiate fiducia).
Poi con il mio coro di pazzi, quello degli sparaventose, siamo andati in trasferta nel Sud profondo per un concerto importante ospiti in un covo di fanatici religiosi, cose che noi umani proprio anche no, credetemi.
Là sono ancora convinti che noi emiliani andiamo al mare sull'Adriatico, che non siamo programmati per mangiare piccante e che adorare la reliquia di una trota serva a qualcosa.
Ad un certo punto in centro storico di #città di fanatici religiosi abbiamo visto un water, così, lasciato lì, per strada, gratis.
Poi #coristaGionni ha pestato un topo morto.
In quest'ordine.
Ma soprattutto #coristaMax è tornato dall'Australia.
Al primo concerto col coro ha distrutto parte di un crocefisso ottocentesco con una sbarra di 2 metri e mezzo presa dal portone di ingresso della chiesa.
So che sembra non avere senso, invece ce l'aveva eccome.
Il raggio divino in legno dorato crollato dall'aureola del cristo è stato furtivamente riallocato da coristi che ridevano come personaggi di Helzapoppin ("tanto faceva schifo comunque, è tutto marcio"). Fra questi l'immancabile #coristaVigileF, che ve lo dico a fare.
Al primo concerto col coro ha distrutto parte di un crocefisso ottocentesco con una sbarra di 2 metri e mezzo presa dal portone di ingresso della chiesa.
So che sembra non avere senso, invece ce l'aveva eccome.
Il raggio divino in legno dorato crollato dall'aureola del cristo è stato furtivamente riallocato da coristi che ridevano come personaggi di Helzapoppin ("tanto faceva schifo comunque, è tutto marcio"). Fra questi l'immancabile #coristaVigileF, che ve lo dico a fare.
Comunque è stato un incidente, o forse Freud.
Nessuno ne ha più saputo niente.
Ricordo a questo proposito che una freccetta a ventosa riposa tuttora all'interno di una piccola edicola scultorea raffigurante Sant'Antonio da Padova in una augusta chiesa del centro.
Eccellente, direbbe il signor Burns.
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sabato 26 ottobre 2013
La ztl di Gotham City ora è salva!, aka Fenomenologia dell'Utonto Facebook #4
Bene, è giunta l'ora di continuare con la dolorosa ma necessaria disamina sull'utonto facebook.
So che vorreste evitare questi tristi momenti, ma dobbiamo, capite?
Dobbiamo.
Qui le puntate precedenti.
(Segnalate altri casi, miei fidi, e possibilmente prima sparate a vista, così siam tranquilli.)
Quelli che mettono nomecognomephotography in ogni foto (aka Prisencolinensinainciusol, segnalati da Fabio13) fanno tenerezza.
Caaari, loro.
Piiccoli!
Oh! <3
Sì perché sapete, tutti quando facciamo foto carine e poi le mettiamo su facebook scriviamo il nome in filigrana, ma certo.
Solo che loro, oh, che tesori. Oppalalai, adorabili loro, cuuuccioli!
Ma picci, tutti impegnati lì a mettere la filigrana nomecognomephotography come scolaretti di terza elementare, caari!
Anche perché certo, non vorrete mica rovinare tutto svelando che non è che se scrivono "PierferdinandoCaccamoPhotography" invece di "foto di Pierferdinando Caccamo" la foto è più figa e sembra di Getty, eh?
Ma vergognatevi, bbrrutti kattivi!
Via, sciò, e a letto senza cena!
So che vorreste evitare questi tristi momenti, ma dobbiamo, capite?
Dobbiamo.
Qui le puntate precedenti.
(Segnalate altri casi, miei fidi, e possibilmente prima sparate a vista, così siam tranquilli.)
I gattari
Sì, certo, i gatti sono tesori.
I cani sono meglio perché sono tesorissimi, ma comunque certo che sono tesori anche i gatti.
Sì, certo.
Piacciono anche a me, i gatti.
Sì, una due tre foto le faccio sempre anch'io, ai gatti.
Bellissimi, i gatti.
Grazie per i gatti, sono belli i gatti.
Meno male che esistono, certo.
Sì.
Però ecco, c'è un limite.
I gattari, e potrei tranquillamente piantarla di usare il maschile e rivolgermi solo ad un nugolo di fighe decerebrate, passano il tempo osannando gatti scattando foto, condividendo foto, creando vignette, condividendo vignette alla frequenza di 6458953 elementi al minuto, insomma il tutto con questo buffissimo tono con cui si esaltano i gatti nel contempo adulandoli come se a non farlo loro si offendessero e boh, tipo minacciassero di rifiutare il cibo - il gatto intanto è uscito dal balcone a trombarsi una.
Insomma prima compaiono condivisioni ossessive di ironicissime vignette tipo questa, un vero graffiante capolavoro di satira ("non scordare di perdere pelo ovunque!", e tutte le bambine dell'asilo riunite intorno al libro cartonato giù a ridere, eheheh uhuhu yeeee!), o magari questa (sì, la protagonista è una donna, guarda te); poi ecco le foto di gatti sorpresi a fare cose che solo voi umani, solo voi umani nel senso che essendo gatti le hanno fatte per caso - come questa, dove l'imbarazzante didascalia è BUONGIORNO A-MICI... =^.^= !!!!! <3, oppure questa, drammatico esempio di come un ignaro discendente del leone venga piegato agli oscuri bisogni della setta PAG-GATTO - o magari questa, dove dopo un diabete e un picco iperglicemico sorprendete gente (aka donne) commentare buongiorno tenerezza <3, dai torna a fare la nanna che hai gli occhietti che ti si chiudono da soli, smaaak tesssoro pucci pucci pù (esatto, gente che a km di distanza attraverso un social network con sede in California mentre tecnicamente è al lavoro percependo uno stipendio parla con un gatto che sembra stia lavorando al computer esattamente come loro che sono davanti al computer [oooh!] ma che - il gatto - è stato messo lì apposta da qualcuno che nel frattempo è uscito a chiavarsi una, il gatto non lo so).
COROLLARIO
Un corollario interessante della gattara su facebook è poi la gattara da smartphone.
Ella per prima cosa si compra uno smartphone, poi installa whatsapp, successivamente vi individua dopo mesi che non vi sente ed è allora che - prima ancora di dire ciao - inizia a inviarvi foto di gatti sugli alberi, gatti nella lavatrice, gatti in un tombino, gatti con golfini, gatti a Nuova Delhi, gatti sulla neve, gatti nel water, gatti con gatti, gatti dentro i cestini dell'uva (ce li han messi, non è che ci vanno da soli), gatti messi in modo da far sembrare che facciano gesti umani quando in realtà stanno [omissis].
Guardate, non è grave, solo che dopo 7 foto di gatti e nessun come va cancellate il numero.
______________
I nomecognomephotography aka Prisencolinensinainciusol
Sì, certo, i gatti sono tesori.
I cani sono meglio perché sono tesorissimi, ma comunque certo che sono tesori anche i gatti.
Sì, certo.
Piacciono anche a me, i gatti.
Sì, una due tre foto le faccio sempre anch'io, ai gatti.
Bellissimi, i gatti.
Grazie per i gatti, sono belli i gatti.
Meno male che esistono, certo.
Sì.
Però ecco, c'è un limite.
I gattari, e potrei tranquillamente piantarla di usare il maschile e rivolgermi solo ad un nugolo di fighe decerebrate, passano il tempo osannando gatti scattando foto, condividendo foto, creando vignette, condividendo vignette alla frequenza di 6458953 elementi al minuto, insomma il tutto con questo buffissimo tono con cui si esaltano i gatti nel contempo adulandoli come se a non farlo loro si offendessero e boh, tipo minacciassero di rifiutare il cibo - il gatto intanto è uscito dal balcone a trombarsi una.
Insomma prima compaiono condivisioni ossessive di ironicissime vignette tipo questa, un vero graffiante capolavoro di satira ("non scordare di perdere pelo ovunque!", e tutte le bambine dell'asilo riunite intorno al libro cartonato giù a ridere, eheheh uhuhu yeeee!), o magari questa (sì, la protagonista è una donna, guarda te); poi ecco le foto di gatti sorpresi a fare cose che solo voi umani, solo voi umani nel senso che essendo gatti le hanno fatte per caso - come questa, dove l'imbarazzante didascalia è BUONGIORNO A-MICI... =^.^= !!!!! <3, oppure questa, drammatico esempio di come un ignaro discendente del leone venga piegato agli oscuri bisogni della setta PAG-GATTO - o magari questa, dove dopo un diabete e un picco iperglicemico sorprendete gente (aka donne) commentare buongiorno tenerezza <3, dai torna a fare la nanna che hai gli occhietti che ti si chiudono da soli, smaaak tesssoro pucci pucci pù (esatto, gente che a km di distanza attraverso un social network con sede in California mentre tecnicamente è al lavoro percependo uno stipendio parla con un gatto che sembra stia lavorando al computer esattamente come loro che sono davanti al computer [oooh!] ma che - il gatto - è stato messo lì apposta da qualcuno che nel frattempo è uscito a chiavarsi una, il gatto non lo so).
COROLLARIO
Un corollario interessante della gattara su facebook è poi la gattara da smartphone.
Ella per prima cosa si compra uno smartphone, poi installa whatsapp, successivamente vi individua dopo mesi che non vi sente ed è allora che - prima ancora di dire ciao - inizia a inviarvi foto di gatti sugli alberi, gatti nella lavatrice, gatti in un tombino, gatti con golfini, gatti a Nuova Delhi, gatti sulla neve, gatti nel water, gatti con gatti, gatti dentro i cestini dell'uva (ce li han messi, non è che ci vanno da soli), gatti messi in modo da far sembrare che facciano gesti umani quando in realtà stanno [omissis].
Guardate, non è grave, solo che dopo 7 foto di gatti e nessun come va cancellate il numero.
______________
I nomecognomephotography aka Prisencolinensinainciusol
Quelli che mettono nomecognomephotography in ogni foto (aka Prisencolinensinainciusol, segnalati da Fabio13) fanno tenerezza.
Caaari, loro.
Piiccoli!
Oh! <3
Sì perché sapete, tutti quando facciamo foto carine e poi le mettiamo su facebook scriviamo il nome in filigrana, ma certo.
Solo che loro, oh, che tesori. Oppalalai, adorabili loro, cuuuccioli!
Ma picci, tutti impegnati lì a mettere la filigrana nomecognomephotography come scolaretti di terza elementare, caari!
Anche perché certo, non vorrete mica rovinare tutto svelando che non è che se scrivono "PierferdinandoCaccamoPhotography" invece di "foto di Pierferdinando Caccamo" la foto è più figa e sembra di Getty, eh?
Ma vergognatevi, bbrrutti kattivi!
Via, sciò, e a letto senza cena!
______________
Quelli che paventano la perdita di privacy impegnati stile Watergate
Quelli che paventano la perdita di privacy impegnati stile Watergate, che d'ora in poi chiameremo amichevolmente I Watergate, sono i nuovi paladini della libertà di stampa, delle libertà civili, del diritto di opinione, dei diritti dei tonni del Baltico e della ztl di Gotham City.
I Watergate innanzitutto vennero con voi, in quanto amici comuni, in una ridente gita fuori porta a cui voi faceste varie fotografie.
Fotografie di amici che fanno gli stupidi e anche no, cose piuttosto comuni, al grido di "mettiamole su facebook!".
Dato che i vostri amici sono tutti su facebook e è da circa il '74 che venite subissato da messaggi quali "metti le foto su faceboooook" ebbene, un bel giorno mettete le foto su facebook.
Tempo 24 ore ed è allora che scatta il bat-segnale de I Watergate!, i quali vi scrivono immediatamente una lunga mail dall'oggetto NO NOSTRE FOTO SU FACEBOOK.
Buffo, perché I Watergate sono su facebook. Comunque.
Ad ogni modo seguono 45 righe di "nononono facebook è cattivo", "sai che facebook tiene in memoria le foto e non le cancellano più dai loro server per milioni di anni??!?!", "dovresti iniziare a pensare alle conseguenze di azioni come queblablablabla", "brrr, Instagram!", "moriremo", "vogliamo comunque le foto", "uffi".
Certo che è buffo, perché I Watergate sono su facebook. Comunque.
Fumando un maalox cancellate quelle stramaledette foto e rispondete alla gentile bat-email de I Watergate, scusandovi per il disguido a causa del quale Zuckerberg, finalmente in possesso della foto di Lei de I Watergate con un cappello blu mentre indica Lui de I Watergate facendo una boccaccia davanti ad una pizza, si arricchirà oltre ogni immaginazione sterminando i pacifici Na'vi e chiudendo il centro storico di Cirò Marina, e chiedendo come quindi inviare queste *cazzo di foto*, proponendo - ad esempio - dropbox:
"dropbox"
"nunununu ma scherzi?! Gneeee preferiremmo non usare dropbox, non mi fido :P" [giuro]
"e allora cosa"
"chiavetta, porta il computer il giorno x"
"ma fottiti il giorno x non ci sono. ciao."
"mpf."
Ta-nanananà!
La ztl di Gotham City ora è salva!
Quelli che paventano la perdita di privacy impegnati stile Watergate, che d'ora in poi chiameremo amichevolmente I Watergate, sono i nuovi paladini della libertà di stampa, delle libertà civili, del diritto di opinione, dei diritti dei tonni del Baltico e della ztl di Gotham City.
I Watergate innanzitutto vennero con voi, in quanto amici comuni, in una ridente gita fuori porta a cui voi faceste varie fotografie.
Fotografie di amici che fanno gli stupidi e anche no, cose piuttosto comuni, al grido di "mettiamole su facebook!".
Dato che i vostri amici sono tutti su facebook e è da circa il '74 che venite subissato da messaggi quali "metti le foto su faceboooook" ebbene, un bel giorno mettete le foto su facebook.
Tempo 24 ore ed è allora che scatta il bat-segnale de I Watergate!, i quali vi scrivono immediatamente una lunga mail dall'oggetto NO NOSTRE FOTO SU FACEBOOK.
Buffo, perché I Watergate sono su facebook. Comunque.
Ad ogni modo seguono 45 righe di "nononono facebook è cattivo", "sai che facebook tiene in memoria le foto e non le cancellano più dai loro server per milioni di anni??!?!", "dovresti iniziare a pensare alle conseguenze di azioni come queblablablabla", "brrr, Instagram!", "moriremo", "vogliamo comunque le foto", "uffi".
Certo che è buffo, perché I Watergate sono su facebook. Comunque.
Fumando un maalox cancellate quelle stramaledette foto e rispondete alla gentile bat-email de I Watergate, scusandovi per il disguido a causa del quale Zuckerberg, finalmente in possesso della foto di Lei de I Watergate con un cappello blu mentre indica Lui de I Watergate facendo una boccaccia davanti ad una pizza, si arricchirà oltre ogni immaginazione sterminando i pacifici Na'vi e chiudendo il centro storico di Cirò Marina, e chiedendo come quindi inviare queste *cazzo di foto*, proponendo - ad esempio - dropbox:
"dropbox"
"nunununu ma scherzi?! Gneeee preferiremmo non usare dropbox, non mi fido :P" [giuro]
"e allora cosa"
"chiavetta, porta il computer il giorno x"
"
"mpf."
Ta-nanananà!
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sabato 14 settembre 2013
FUF #3 (il giorno della Grande Ironia Femminile)
Continuano le disamine sulla gente che popola facebook senza autocancellarsi inavvertitamente (Fenomenologie dell'Utonto Facebook).
Ora voi direte, ma mica fanno qualcosa di male, no?
Ma infatti no, chi dice qualcosa.
Sono contro il cancro, no?
Perché, c'è qualcuno che non lo è?
E infatti siam qua apposta.
__________
Q-FS #2
__________
I Bizantini delle Notizie (aka i Giornalisti della Domenica, aka Oh no, more lemmings!)(Gli altri non compaiono perché nel frattempo si sono salvati).
Nella prossima puntata!
Quelli che ti Aggiungono a Gruppi del Cazzo (GAG-c), Quelli che Paventano la Perdita di Privacy stile Watergate (Q-PPP-W) ed il relativo sottoinsieme Giulia&Michele: Coloro Che Ti Avvisano Di Quanto E' Cattivo Facebook E Sono Su Facebook, i Kriptici, i Taggatori Folli.
(Mi pagano).
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sabato 13 luglio 2013
Le mani nei capelli, Linux nello smalto
Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.
Con l'estate in biblioteca tutto si screma, come con il setaccio della crusca.
Gli utonti normali stanno a casa a bere tamarindo, gli altri escono a frotte come lumacotti arancioni e vengono tutti giulivi qui da noi, boh.
#1 Utonta ALTGR
Donna, bianca, 21 anni esatti (ho guardato l'anagrafica), musicista, doppio mento, studentessa in #grandeConservatorio e contemporaneamente studentessa in erasmus alla Sorbona, sveglia, simpatica, sorriso cordiale.
"ciao, posso aiutarti?"
"ciao! Sì vorrei connettermi a internet dalla postazione pubblica"
"certo, accomodati."
"grazie!"
"prego, grazie a te!"
":-)"
3 minuti e 15 secondi.
"ehm, scusa."
"dimmi."
"c'è un problema."
"dimmi."
"devo inviare questa mail, ma sulla tastiera non c'è la chiocciola."
Silenzio.
Pale di ventilatore sullo sfondo.
Raccolgo le forze.
"devi premere alt gr e poi questo tasto, vedi? Vedi che lì la chiocciola c'è?"
"aaah ma pensa! Grazie! Che gentile! Non lo sapevo!"
"ma figurati :)"
"grazie ancora! E' incredibile!"
"...ok. Mi stai dicendo che studi in #grandeConservatorio, hai una borsa di studio erasmus a Parigi fai la musicista e con tutti i cazzo di curricula che avrai dovuto mandare a destra e a manca e tesi al relatore e richieste borsa di studio all'estero e facebook e tastiere qwerty di ogni tipo a Parigi a Venezia a casa tua a Casablanca e ti ho visto nella borsa un netbook e sti infiniti cazzi e tu stessa comunque hai una. cazzo. di casella. gmail! non avevi mai imparato a fare la chiocchiola? A casa hai un Mac?"
"sì."
"ecco."
Sorvolo sul fatto che anche io al momento ho un Mac ma so come si fa la chiocciola.
Difficile avere scambi col mondo altrimenti, vien da dire, ma voi tutti siete consci ormai che a sapere certe cose siamo rimasti in 15.
Ma ora vi prego, raccogliete le forze voi.
#2 Utonta Nommelodammelo (colei di cui sopra al punto 4)
Donna, 25 anni, gnocca, parlantina sciolta (come avere in biblioteca su un divanetto Woody Allen sbronzo, solo senza battute), tremendi e ripetuti sforzi per sembrare intelligente.
ore 14.03
"ma Trantoooor, tesoro, sai che voglio imparare a suonare strumenti antichiiii??"
"ah, bene, dai.Ma non studiavi canto Quale?"
"non lo sooo! Ma secondo te è più facile l'arpa o il violinoooo??"
"..."
"..."
"non funziona così,ho smesso di fare queste domande all'asilo e se andassimo a controllare probabilmente si scoprirebbe che non le ho nemmeno mai fatte e comunque non sopporto quel fottuto doppio punto interrogativo quando parli, darling sai, ogni strumento è difficile."
"ahahah!"
"ahahah un cazzo."
"ah ok beh niente allora ciao."
"ciao."
ore 16.00
"ciao tesore"
collegaT.: "ciao, Nommelodammelo."
"mi metto qui al picì per aprire questo fail uord!"
"ok."
"ok."
"..."
"..."
"..."
"..."
"non si apreeeee"
"ma sei sicura?"
"ma che estesione ha? Forse è un .docx che openo..."
"ERRETIEFFE"
"...ah. Strano, dovrebbe essere universa..."
"non si apreeeee!"
Silenzio.
CollegaT si alza.
CollegaT guarda il fail.
Doppio clic.
Il fail si apre.
Silenzio.
Facepalm.
ore 16.42
"ragazzeeee sono di nuovo quaaa"
collegaT: "ciao"
"ciao."
"hai bisogno?"
"nonnò. Mi metto qui al picì pubblico per aprire un fail dalla chiavetta, ihihihi!"
"ihihihi un cazzo"
"ok"
"ochei."
"..."
"..."
"..."
"..."
"ma dov'è?"
"dov'è cosa"
"la chiave."
"ma l'hai inserita?"
"sì."
"beh, allora ci dev'e..."
"che è 'sta roba??"
"Linux. Vedi, apro qui. Ecco l'elenco risorse del compu..."
"NON C'E'"
"invece c'è. E' lì."
"ma non c'èèè"
"santo cielo, 'Toshiba 2 gigabyte periferica USB' sembra lei"
"ah ochei"
"ecco"
"ihihihi!"
"no, proprio un cazzo."
[Facepalm.]
ore 18.27
"careee rieccomi!"
collegaT: "oh, ciao"
"ciao."
"hai bisogno?"
"nonnò. Mi metto qui al picì per aprire un altro fail dalla chiavetta che mi serve per BLABLABLABLA graduatoria di BLABLABLABLA e allora lui mi BLABLABLA ma sembro pedofila secondo voi?, no perché BLABLABLABLA lenzuola di mia madre BLA, ihihihi!"
"piantala immediatamente ah ma dai, interessante"
"m-m"
"BLABLABLABLA"
"m-m"
"ammazzami sono sconvolta"
"BLABLABLABLA"
"m-m"
"[facepalm.]"
"BLA. Uh si è fatto tardi, adesso lavoro"
"ah dai, bene. Buon lavoro."
"ocche... Ehi ma non la vede!"
"chi. cosa."
"Linus! La chiavetta!"
"senti, devi aprirla come ho f*ottutamente fatto io pri..."
"non la vedeeeeee"
Silenzio.
CollegaT si alza.
CollegaT guarda le risorse del computer.
CollegaT guarda Nommelodammelo.
"in effetti non c'è."
"ma se la vedeva un'ora fa"
"ma cosa diavolo..."
"che cazzo..."
"AAAH! Forse è perché l'ho lasciata nella mia trousse e si è aperto tutto lo smalto e un sacco di smalto è finito dentro la chiavetta? Può essere? Può essere che sia quello??"
"fai tu."
"[facepalm.]"
Poi ho smesso di segnarle.
Con l'estate in biblioteca tutto si screma, come con il setaccio della crusca.
Gli utonti normali stanno a casa a bere tamarindo, gli altri escono a frotte come lumacotti arancioni e vengono tutti giulivi qui da noi, boh.
#1 Utonta ALTGR
Donna, bianca, 21 anni esatti (ho guardato l'anagrafica), musicista, doppio mento, studentessa in #grandeConservatorio e contemporaneamente studentessa in erasmus alla Sorbona, sveglia, simpatica, sorriso cordiale.
"ciao, posso aiutarti?"
"ciao! Sì vorrei connettermi a internet dalla postazione pubblica"
"certo, accomodati."
"grazie!"
"prego, grazie a te!"
":-)"
3 minuti e 15 secondi.
"ehm, scusa."
"dimmi."
"c'è un problema."
"dimmi."
"devo inviare questa mail, ma sulla tastiera non c'è la chiocciola."
Silenzio.
Pale di ventilatore sullo sfondo.
Raccolgo le forze.
"devi premere alt gr e poi questo tasto, vedi? Vedi che lì la chiocciola c'è?"
"aaah ma pensa! Grazie! Che gentile! Non lo sapevo!"
"ma figurati :)"
"grazie ancora! E' incredibile!"
"...
"sì."
"ecco."
Sorvolo sul fatto che anche io al momento ho un Mac ma so come si fa la chiocciola.
Difficile avere scambi col mondo altrimenti, vien da dire, ma voi tutti siete consci ormai che a sapere certe cose siamo rimasti in 15.
Ma ora vi prego, raccogliete le forze voi.
#2 Utonta Nommelodammelo (colei di cui sopra al punto 4)
Donna, 25 anni, gnocca, parlantina sciolta (come avere in biblioteca su un divanetto Woody Allen sbronzo, solo senza battute), tremendi e ripetuti sforzi per sembrare intelligente.
ore 14.03
"ma Trantoooor, tesoro, sai che voglio imparare a suonare strumenti antichiiii??"
"ah, bene, dai.
"non lo sooo! Ma secondo te è più facile l'arpa o il violinoooo??"
"..."
"..."
"non funziona così,
"ahahah!"
"ahahah un cazzo."
"ah ok beh niente allora ciao."
"ciao."
ore 16.00
"ciao tesore"
collegaT.: "ciao, Nommelodammelo."
"mi metto qui al picì per aprire questo fail uord!"
"ok."
"ok."
"..."
"..."
"..."
"..."
"non si apreeeee"
"ma sei sicura?"
"ma che estesione ha? Forse è un .docx che openo..."
"ERRETIEFFE"
"...ah. Strano, dovrebbe essere universa..."
"non si apreeeee!"
Silenzio.
CollegaT si alza.
CollegaT guarda il fail.
Doppio clic.
Il fail si apre.
Silenzio.
Facepalm.
ore 16.42
"ragazzeeee sono di nuovo quaaa"
collegaT: "ciao"
"ciao."
"hai bisogno?"
"nonnò. Mi metto qui al picì pubblico per aprire un fail dalla chiavetta, ihihihi!"
"
"ok"
"ochei."
"..."
"..."
"..."
"..."
"ma dov'è?"
"dov'è cosa"
"la chiave."
"ma l'hai inserita?"
"sì."
"beh, allora ci dev'e..."
"che è 'sta roba??"
"Linux. Vedi, apro qui. Ecco l'elenco risorse del compu..."
"NON C'E'"
"invece c'è. E' lì."
"ma non c'èèè"
"santo cielo, 'Toshiba 2 gigabyte periferica USB' sembra lei"
"ah ochei"
"ecco"
"ihihihi!"
"no, proprio un cazzo."
[Facepalm.]
ore 18.27
"careee rieccomi!"
collegaT: "oh, ciao"
"ciao."
"hai bisogno?"
"nonnò. Mi metto qui al picì per aprire un altro fail dalla chiavetta che mi serve per BLABLABLABLA graduatoria di BLABLABLABLA e allora lui mi BLABLABLA ma sembro pedofila secondo voi?, no perché BLABLABLABLA lenzuola di mia madre BLA, ihihihi!"
"
"m-m"
"BLABLABLABLA"
"m-m"
"
"BLABLABLABLA"
"m-m"
"[facepalm.]"
"BLA. Uh si è fatto tardi, adesso lavoro"
"ah dai, bene. Buon lavoro."
"ocche... Ehi ma non la vede!"
"chi. cosa."
"Linus! La chiavetta!"
"senti, devi aprirla come ho f*ottutamente fatto io pri..."
"non la vedeeeeee"
Silenzio.
CollegaT si alza.
CollegaT guarda le risorse del computer.
CollegaT guarda Nommelodammelo.
"in effetti non c'è."
"ma se la vedeva un'ora fa"
"ma cosa diavolo..."
"che cazzo..."
"AAAH! Forse è perché l'ho lasciata nella mia trousse e si è aperto tutto lo smalto e un sacco di smalto è finito dentro la chiavetta? Può essere? Può essere che sia quello??"
"fai tu."
"[facepalm.]"
Poi ho smesso di segnarle.
venerdì 15 marzo 2013
pspspspblgnzzs-blh. (Quelli che 3)
"..."
"..."
"..."
"pff."
"..."
"..."
"..."
"burp."
"..."
"ooocccchei."
"..."
"dun-da-duum"
"..."
"pa-ppa-paaa, dunque allora. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto..."
"..."
"sedici, diciassette, diciotto..."
"..."
"centoquarantacinque, centoquarantasei, centoquarantasette, centoquarantotto, centoquarantano..."
"..."
"pf."
"..."
"ptptpth!"
"..."
"uffaaa. Cic, cic, cic, fattoooh"
"..."
"..."
"..."
"AH MA CAZZO!"
"ehi senti, c'è qualche problema?"
"...hm. Eh? Ah! No, no. Scusa, è che parlo da sola"
"ho visto."
"non ti dà fastidio, vero?"
"mah, [#cazzata diplomatica]"
"uh ok, scusa."
"figurati, tranquilla."
"..."
"..."
"..."
"..."
"pspspspsbglzz."
"eh?"
"mm? Ah no niente! Scusa, son sempre io. Sai, parlo da sola. Eh eh."
"eh eh un cazzo sì, ho visto."
"scusa"
"no, è che sto cercando di lavorare"
"..."
"anche io potrei leggere e contare ad alta voce e dire 'cic cic' ogni volta che clicco il mouse stile gioco a prendere il the con le mie amichette di sei anni all'asilo e le tazzine di plastica, ma sorprendentemente non lo faccio"
"...ok."
"ok."
"ok."
"ok?"
"ok, ok. ... bzbzbzbzfhmngl."
"eh?"
"niente."
Spero che la presente trattazione di Quelli Che Parlano Da Soli (QCPDS), ossia di Le Colleghe Donne Che Rompono Il Cazzo Parlando Da Sole In Ufficio (LCD-CRIC-PD-SIU) sia stata sufficientemente esaustiva.
Nel senso che io sono esausta.
(ne ho una proprio davanti, prendetelo come reportage del National geographic in diretta.)
"..."
"..."
"pff."
"..."
"..."
"..."
"burp."
"..."
"ooocccchei."
"..."
"dun-da-duum"
"..."
"pa-ppa-paaa, dunque allora. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto..."
"..."
"sedici, diciassette, diciotto..."
"..."
"centoquarantacinque, centoquarantasei, centoquarantasette, centoquarantotto, centoquarantano..."
"..."
"pf."
"..."
"ptptpth!"
"..."
"uffaaa. Cic, cic, cic, fattoooh"
"..."
"..."
"..."
"AH MA CAZZO!"
"ehi senti, c'è qualche problema?"
"...hm. Eh? Ah! No, no. Scusa, è che parlo da sola"
"ho visto."
"non ti dà fastidio, vero?"
"mah, [#cazzata diplomatica]"
"uh ok, scusa."
"figurati, tranquilla."
"..."
"..."
"..."
"..."
"pspspspsbglzz."
"eh?"
"mm? Ah no niente! Scusa, son sempre io. Sai, parlo da sola. Eh eh."
"
"scusa"
"no, è che sto cercando di lavorare"
"..."
"anche io potrei leggere e contare ad alta voce e dire 'cic cic' ogni volta che clicco il mouse stile gioco a prendere il the con le mie amichette di sei anni all'asilo e le tazzine di plastica, ma sorprendentemente non lo faccio"
"...ok."
"ok."
"ok."
"ok?"
"ok, ok. ... bzbzbzbzfhmngl."
"eh?"
"niente."
Spero che la presente trattazione di Quelli Che Parlano Da Soli (QCPDS), ossia di Le Colleghe Donne Che Rompono Il Cazzo Parlando Da Sole In Ufficio (LCD-CRIC-PD-SIU) sia stata sufficientemente esaustiva.
Nel senso che io sono esausta.
(ne ho una proprio davanti, prendetelo come reportage del National geographic in diretta.)
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martedì 12 marzo 2013
Google it or not (Quelli che 2)
Quelli che non googlano (QCNG)
Di Quelli che non googlano (QCNG) è pieno il mondo.
La capa di tutti loro, tipo un tavolo dei migliori QCNG con lei che accarezza il gatto, è mia cugina FB, #Folle e Bellissima, che pure possiede uno smartphone un portatile e una chiavetta internet e canta in tutto il mondo, nel senso di canta in tutto il mondo, e che - mi piace ricordarlo - è pazza.
Mia cugina FB l'altr'anno a Los Angeles ha vinto l'oscar di Quelli che non googlano (Miglior Interpretazione), ed è pure stata nominata migliore QCNG al Sundance per il Migliore Mancato Google Indipendente dell'anno.
Non c'è bisogno che dica che, essendo completamente pazza, è l'unica persona al mondo che voleva virulentemente convincermi che da musicista la mail non le servisse affatto (affatto! gne.) e che il portatile si avvicinasse più ad un inutile orpello da bimbominkia.
Lo stesso ha fatto con internet (di cui oggi è mezza dipendente), lo smartphone (di cui oggi è mezza dipendente), un sito cinese su cui acquistiamo abiti (di cui oggi è mezza dipendente) e la pagina facebook (su cui posta regolarmente articoli del Fatto e inni ai pandistelle).
Scene tipo, realmente accadute (e ricorrenti, cazzo).
#1
io: "FB, come va il tuo smartphone della samsung?"
cugina #Folle e Bellissima: "mm, non ti ringrazierò mai abbastanza; pensa che non lo volevo!"
"ricordo. Non volevi nemmeno l'email e il portatile, né internet né facebook né Light in the box e ora sei contenta"
"già. Solo una cosa"
"cosa?"
"sai, è una menata andare in negozio per aggiornarlo."
"scusa?"
"per aggiornarlo devo per forza andare in negozio."
"impossibile"
"in negozio mi han detto che dovevo andare da loro, e lasciare il cellulare qualche giorno, e che non c'è altro modo."
"e tu credi a quelli del negozio? Senti, ma l'hai googlato?"
"ti dico che è così"
"e io ti dico che se fosse così la samsung avrebbe chiuso. L'hai googlato o no?"
"no."
"vediamo. [prendo il telefono] [google] 'aggiornare samsung galaxy'. Fatto, scarichi questo software e segui le istruzioni. 2,6 secondi."
"..."
#2
"pronto Trantor?"
"oh ciao #ex & #organizzatore di concerti"
"ciao. Tutto bene? Mi devi aiutare, #importante tizio della fondazione #sticazzi è qui con me e per la sua rassegna di cinema dovrebbe sapere quale film dei primi del '900 contiene una colonna sonora di improvvisazioni organistiche e chi suonava"
"ma io chi sono, il Morandini?"
"tu sei bravissima in queste cose. Dai ti prego!"
"non lisciarmi. ... [apro google, cerco] ...ok, fatto. Il film è #film, tempo di ricerca 1 minuto e 7 secondi, bastava andare sull'imdb"
"ECCEZIONALE"
"eccezionale un cazzo. Dì a quelli della fondazione #sticazzi che se con tutti i soldi che hanno non sono in grado di aprire google e usarlo forse avranno problemi anche a prendere l'autobus"
"ehm ok, grazie, ciao"
"ciao."
clic.
[googlate boh, sifone. O pizzini di Kleiber, vedrete.]
Di Quelli che non googlano (QCNG) è pieno il mondo.
La capa di tutti loro, tipo un tavolo dei migliori QCNG con lei che accarezza il gatto, è mia cugina FB, #Folle e Bellissima, che pure possiede uno smartphone un portatile e una chiavetta internet e canta in tutto il mondo, nel senso di canta in tutto il mondo, e che - mi piace ricordarlo - è pazza.
Mia cugina FB l'altr'anno a Los Angeles ha vinto l'oscar di Quelli che non googlano (Miglior Interpretazione), ed è pure stata nominata migliore QCNG al Sundance per il Migliore Mancato Google Indipendente dell'anno.
Non c'è bisogno che dica che, essendo completamente pazza, è l'unica persona al mondo che voleva virulentemente convincermi che da musicista la mail non le servisse affatto (affatto! gne.) e che il portatile si avvicinasse più ad un inutile orpello da bimbominkia.
Lo stesso ha fatto con internet (di cui oggi è mezza dipendente), lo smartphone (di cui oggi è mezza dipendente), un sito cinese su cui acquistiamo abiti (di cui oggi è mezza dipendente) e la pagina facebook (su cui posta regolarmente articoli del Fatto e inni ai pandistelle).
Scene tipo, realmente accadute (e ricorrenti, cazzo).
#1
io: "FB, come va il tuo smartphone della samsung?"
cugina #Folle e Bellissima: "mm, non ti ringrazierò mai abbastanza; pensa che non lo volevo!"
"ricordo. Non volevi nemmeno l'email e il portatile, né internet né facebook né Light in the box e ora sei contenta"
"già. Solo una cosa"
"cosa?"
"sai, è una menata andare in negozio per aggiornarlo."
"scusa?"
"per aggiornarlo devo per forza andare in negozio."
"impossibile"
"in negozio mi han detto che dovevo andare da loro, e lasciare il cellulare qualche giorno, e che non c'è altro modo."
"e tu credi a quelli del negozio? Senti, ma l'hai googlato?"
"ti dico che è così"
"e io ti dico che se fosse così la samsung avrebbe chiuso. L'hai googlato o no?"
"no."
"vediamo. [prendo il telefono] [google] 'aggiornare samsung galaxy'. Fatto, scarichi questo software e segui le istruzioni. 2,6 secondi."
"..."
#2
"pronto Trantor?"
"oh ciao #ex & #organizzatore di concerti"
"ciao. Tutto bene? Mi devi aiutare, #importante tizio della fondazione #sticazzi è qui con me e per la sua rassegna di cinema dovrebbe sapere quale film dei primi del '900 contiene una colonna sonora di improvvisazioni organistiche e chi suonava"
"ma io chi sono, il Morandini?"
"tu sei bravissima in queste cose. Dai ti prego!"
"non lisciarmi. ... [apro google, cerco] ...ok, fatto. Il film è #film, tempo di ricerca 1 minuto e 7 secondi, bastava andare sull'imdb"
"ECCEZIONALE"
"eccezionale un cazzo. Dì a quelli della fondazione #sticazzi che se con tutti i soldi che hanno non sono in grado di aprire google e usarlo forse avranno problemi anche a prendere l'autobus"
"ehm ok, grazie, ciao"
"ciao."
clic.
[googlate boh, sifone. O pizzini di Kleiber, vedrete.]
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sabato 9 marzo 2013
La Tavola! La Tavola! La Tavola! (Quelli che 1)
Da oggi inauguro la nuova serie di "Quelli che".
E' tutta gente che ha rotto il cazzo, ovviamente.
Quelli che la sede vacante (QCSV)
Quelli che la sede vacante (QCSV) è tutta gente che innanzitutto va in chiesa per motivi diversi dai miei, e lì amen, solo che poi entra in biblioteca con sguardo estatico a metà fra l'esaltazione e lo sgomento, ignorando del tutto quello che state loro dicendo e soprattutto agitandosi come Zelig sul balcone del papa.
Inutile dire che da qualche tempo a questa parte i QCSV stanno astutamente spammando facebook con infinite varianti di stati quali "ehi figata, il 12 marzo appuntamento con la storiaaa!!", oppure "Sedes Vacans. 20.01. Sedes Vacans. Sedes Vacans. 20.01. Sedes Vacans. 20.01. Sedes Vacans. 20.01. 20.01, Sedes Va" eccetera, fino a che non li rimuoverete dagli aggiornamenti e non telefonerete per comunicare che comunque le maiuscole non erano necessarie.
Sta di fatto che il QCSV entra in biblioteca e quasi subito si mette a ripetere frasi a tema più o meno con la stessa frequenza con cui i topi nell'armadietto urlano "La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola!".
(E' misterioso come una biblioteca emiliana per giunta di conservatorio si mostri improvvisamente gremita di tanti fanatici religiosi, comunque io e le colleghe abbiamo imparato a sopravvivere.)
Situazione tipo in biblioteca, entra #utonto QCSV.
#1
"ciao #utonto, ben trova..."
"ehi da domani è sede vacante!"
"prego?"
"da domani la sede è va-can-te, care signorine"
#collegaG: "cara signorina lo dici a tua sorella"
"sede vacante, e quindi?"
"la sede è vacanteeeee"
"ma parli del governo?"
[guarda oltre voi, verso Alpha Centauri] "SIAMO SENZA PAPA"
"ma tu sai anche solo vagamente quanto me ne frega?"
"sedesvacans sedesvacans sedesva..."
"senti, ma volevi un libro o cosa?"
"...edesva... eh? Ah. No, è che cioè, insomma. Volevo rinnovare un prestito, ecco."
"toh, pensavo fosse una bibbia di Gutenberg"
"no, è uno spartito per corno"
"che delusione."
"amen."
#2
"oh ciao #utonto QCSV, ben trova..."
[guarda oltre voi, verso Dio] "siamo in sede vacante"
"..."
#collegaG: "..."
"senza di lui, evento di IMPORTANZA STORICA"
"..."
"ma volevi un libro?"
"la cristianità tutta è ora senza direzione"
"..."
"sai, ora che mi ci fai pensare hai un prestito scaduto"
"possiamo solo pregare e affidarci alla santa luce del santo conclave!"
"..."
"..."
"siamo senza capo, senza guida, senza faro, senza luce, senza men..."
"beh credo andrò a fare il caffè"
"uh ho lasciato di sotto lo sciroppo d'acero!"
"non potrei più vivere senza, mioddio"
"corri!"
"ah già che ci sei, vuoi cortesemente informare il mondo che mentre sono giù a fare la moka la sede della mia scrivania è vacante?"
"torna presto, mi sento senza direzione senza di te"
"resisti"
"e non scappare ad Avignone col camerlengo come martedì scorso, ok?"
"AHAHA"
"AHAHA"
"..."
#3
"ah ciao #utonto QCSV, ben trova..."
[guarda oltre voi, verso le collocazioni MUS 780.4 C-18] "il conclave! Il 12!"
"avete rotto il cazzo, tutti quanti"
"guarda che ti sbagli, il 12 iniziano le finali PTC di snooker"
"no, il 12 inizia il conclave"
"no, iniziano le finali PTC di snooker."
"sei sicu..."
"sì."
Decisamente la nuova eresia per la Chiesa è l'indifferenza.
O la guardia di finanza.
E' tutta gente che ha rotto il cazzo, ovviamente.
Quelli che la sede vacante (QCSV)
Quelli che la sede vacante (QCSV) è tutta gente che innanzitutto va in chiesa per motivi diversi dai miei, e lì amen, solo che poi entra in biblioteca con sguardo estatico a metà fra l'esaltazione e lo sgomento, ignorando del tutto quello che state loro dicendo e soprattutto agitandosi come Zelig sul balcone del papa.
Inutile dire che da qualche tempo a questa parte i QCSV stanno astutamente spammando facebook con infinite varianti di stati quali "ehi figata, il 12 marzo appuntamento con la storiaaa!!", oppure "Sedes Vacans. 20.01. Sedes Vacans. Sedes Vacans. 20.01. Sedes Vacans. 20.01. Sedes Vacans. 20.01. 20.01, Sedes Va" eccetera, fino a che non li rimuoverete dagli aggiornamenti e non telefonerete per comunicare che comunque le maiuscole non erano necessarie.
Sta di fatto che il QCSV entra in biblioteca e quasi subito si mette a ripetere frasi a tema più o meno con la stessa frequenza con cui i topi nell'armadietto urlano "La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola! La tavola!".
(E' misterioso come una biblioteca emiliana per giunta di conservatorio si mostri improvvisamente gremita di tanti fanatici religiosi, comunque io e le colleghe abbiamo imparato a sopravvivere.)
Situazione tipo in biblioteca, entra #utonto QCSV.
#1
"ciao #utonto, ben trova..."
"ehi da domani è sede vacante!"
"prego?"
"da domani la sede è va-can-te, care signorine"
#collegaG: "cara signorina lo dici a tua sorella"
"sede vacante, e quindi?"
"la sede è vacanteeeee"
"ma parli del governo?"
[guarda oltre voi, verso Alpha Centauri] "SIAMO SENZA PAPA"
"ma tu sai anche solo vagamente quanto me ne frega?"
"sedesvacans sedesvacans sedesva..."
"senti, ma volevi un libro o cosa?"
"...edesva... eh? Ah. No, è che cioè, insomma. Volevo rinnovare un prestito, ecco."
"toh, pensavo fosse una bibbia di Gutenberg"
"no, è uno spartito per corno"
"che delusione."
"amen."
#2
"oh ciao #utonto QCSV, ben trova..."
[guarda oltre voi, verso Dio] "siamo in sede vacante"
"..."
#collegaG: "..."
"senza di lui, evento di IMPORTANZA STORICA"
"..."
"ma volevi un libro?"
"la cristianità tutta è ora senza direzione"
"..."
"sai, ora che mi ci fai pensare hai un prestito scaduto"
"possiamo solo pregare e affidarci alla santa luce del santo conclave!"
"..."
"..."
"siamo senza capo, senza guida, senza faro, senza luce, senza men..."
"beh credo andrò a fare il caffè"
"uh ho lasciato di sotto lo sciroppo d'acero!"
"non potrei più vivere senza, mioddio"
"corri!"
"ah già che ci sei, vuoi cortesemente informare il mondo che mentre sono giù a fare la moka la sede della mia scrivania è vacante?"
"torna presto, mi sento senza direzione senza di te"
"resisti"
"e non scappare ad Avignone col camerlengo come martedì scorso, ok?"
"AHAHA"
"AHAHA"
"..."
#3
"ah ciao #utonto QCSV, ben trova..."
[guarda oltre voi, verso le collocazioni MUS 780.4 C-18] "il conclave! Il 12!"
"avete rotto il cazzo, tutti quanti"
"guarda che ti sbagli, il 12 iniziano le finali PTC di snooker"
"no, il 12 inizia il conclave"
"no, iniziano le finali PTC di snooker."
"sei sicu..."
"sì."
Decisamente la nuova eresia per la Chiesa è l'indifferenza.
O la guardia di finanza.
mercoledì 13 febbraio 2013
L'effetto Ken Burns (nuove vette di ineffabile variatio)
Carissimi frateli e sorele,
oggi impariamo a conoscere una simpaticissima categoria di persone affette da un oscuro e pernicioso morbo, ingiustamente dimenticato dal mondo accademico e purtroppo ancora troppo poco oggetto di adeguata sensibilizzazione nei laboratori di chimica farmaceutica.
Le persone affette da Morbo di Ken Burns manifestano una serie di buffi sintomi pressoché invariabili, se non fosse per l'eccezione di una squisita e compiaciuta variatio di stampo ciceroniano.
Il fattore scatenante del Morbo - poiché il paziente non sa di esserne affetto, pur essendone portatore fin dalla tenera età di 16 mesi - consiste in VOI CON LA MACCHINA FOTOGRAFICA.
E' soprendente constatare - e qui è necessario citare i pioneristici e contestati studi di Fromm, Becken e Bauer, tenacemente sostenuti solo dalla parte pavese del cenacolo accademico e addirittura avversati dal Gruppo di Flare negli anni '50 durante la celebre Conferenza di Parigi, episodio poi passato alla cronaca per il misterioso ritrovamento di Flare, Rockwell e Kelby sbronzi a Montmartre - è dunque soprendente constatare come il vedere VOI CON LA MACCHINA FOTOGRAFICA scateni la fenomenologia sintomatica del Morbo di Ken Burns con una tempestività tale da, francamente, rompere immediatamente i coglioni.
Riconoscerete la persona affetta dal Morbo - segnatamente: una donna - perché, non appena scorgerà VOI CON LA MACCHINA FOTOGRAFICA, il paziente presenterà la seguente violenta reazione esantematica:
1) [scrollio di spalle e corsa subitanea dietro a un acero] "NONONONO non fotografarmi non fotografarmi non fotografarmi, uffi!"
2) [risata di scherno misto a superiorità] "ahahah ma perché hai portato il cannone?! AHAHAH" [si è ad un concerto, ndr]
3) [risata di scherno misto a onesta incredulità e indice accusatorio puntato contro la reflex] "beh e quella?"
4) [tono offeso] "se provi a fotografarmi ti ammazzo"
5) [tono acido da strega dei fumetti ormai inscopabile] "le foto non le metterai mica su feisbuk, eeeh?!"
6) [tono da figa di legno misto a estremo fastidio] "gnee uffi, basta con queste maledette foto!" [non vi ha mai visto, ndr]
e così via.
Il decorso della malattia è tragico.
Voi ve ne fottete e vi limitate a cambiare il grandangolo 18-55 con un 55-200 molto nitido, mentre i pazienti intorno a voi - la quasi totalità delle persone - esplorano nuove vette di ineffabile variatio.
Una volta concluse le vostre foto, sapientemente eseguite evitando di inquadrare quei pazienti che hanno minacciato di eliminarvi con un bastone e rispettando le ultime volontà degli affetti dal Morbo, le scaricate sul computer, le sistemate, e le mostrate dunque al mondo.
Ed è allora che il Morbo entra nella sua devastante fase finale; riconoscerete immediatamente i sintomi seguenti, tanto violenti da maniferstarsi addirittura per mail, su whatsapp o per sms:
- "eh ciao. Ho visto le [53464] foto che hai fatto. Quindi me le mandi per mail tutte in alta definizione entro domani? Grazie."
- "cazzo come sono venuta bene, mettimele su dropbox ORA!"
- "ehm. Sai, oltre a quella cosa che mi devi dare su chiavetta... Ecco. Tipo. Cioè, nel senso. Quelle foto. No vabbè ma se non vuoi niente, eh. Però tipo. Le foto. Cioè. Le foto." [ad libitum]
- [gente che per i prossimi 34 anni userà le vostre foto come profilo facebook spacciandole per sue, possibilmente dimenticandosi come vi chiamate e rimuovendovi dagli amici]
- "l'ho sempre detto che sei bravina a fare foto, insomma sì, bravina; sei migliorata, via. Tipo, domani ci vediamo e puoi passarmele"
- "la tua foto che mi hai fatto è già sul sito del mio coroooooooooooooo!!!!!"
- "umpf. Non male, quella foto. Beh, se non fosse che mio marito le fa meglio sarebbe quasi da avere. Dico quasi, non è che la voglio. No no, non le voglio. No, no. Non mi serve. ... Dico, sbaglio o non avevi mica flickr, tu?"
L'unica soluzione è scattare.
Continuare a scattare, per la vostra sanità mentale.
Usarli come cavie, esercizi, sfide di bilanciamento del bianco o di fuoco manuale, come per gli animali dei safari.
Sì, dopotutto sono animali.
Tanti piccoli opossum, malati.
Poveracci.
[Ah ricordate, Valeren è immune.]
oggi impariamo a conoscere una simpaticissima categoria di persone affette da un oscuro e pernicioso morbo, ingiustamente dimenticato dal mondo accademico e purtroppo ancora troppo poco oggetto di adeguata sensibilizzazione nei laboratori di chimica farmaceutica.
Le persone affette da Morbo di Ken Burns manifestano una serie di buffi sintomi pressoché invariabili, se non fosse per l'eccezione di una squisita e compiaciuta variatio di stampo ciceroniano.
Il fattore scatenante del Morbo - poiché il paziente non sa di esserne affetto, pur essendone portatore fin dalla tenera età di 16 mesi - consiste in VOI CON LA MACCHINA FOTOGRAFICA.
E' soprendente constatare - e qui è necessario citare i pioneristici e contestati studi di Fromm, Becken e Bauer, tenacemente sostenuti solo dalla parte pavese del cenacolo accademico e addirittura avversati dal Gruppo di Flare negli anni '50 durante la celebre Conferenza di Parigi, episodio poi passato alla cronaca per il misterioso ritrovamento di Flare, Rockwell e Kelby sbronzi a Montmartre - è dunque soprendente constatare come il vedere VOI CON LA MACCHINA FOTOGRAFICA scateni la fenomenologia sintomatica del Morbo di Ken Burns con una tempestività tale da, francamente, rompere immediatamente i coglioni.
Riconoscerete la persona affetta dal Morbo - segnatamente: una donna - perché, non appena scorgerà VOI CON LA MACCHINA FOTOGRAFICA, il paziente presenterà la seguente violenta reazione esantematica:
1) [scrollio di spalle e corsa subitanea dietro a un acero] "NONONONO non fotografarmi non fotografarmi non fotografarmi, uffi!"
2) [risata di scherno misto a superiorità] "ahahah ma perché hai portato il cannone?! AHAHAH" [si è ad un concerto, ndr]
3) [risata di scherno misto a onesta incredulità e indice accusatorio puntato contro la reflex] "beh e quella?"
4) [tono offeso] "se provi a fotografarmi ti ammazzo"
5) [tono acido da strega dei fumetti ormai inscopabile] "le foto non le metterai mica su feisbuk, eeeh?!"
6) [tono da figa di legno misto a estremo fastidio] "gnee uffi, basta con queste maledette foto!" [non vi ha mai visto, ndr]
e così via.
Il decorso della malattia è tragico.
Voi ve ne fottete e vi limitate a cambiare il grandangolo 18-55 con un 55-200 molto nitido, mentre i pazienti intorno a voi - la quasi totalità delle persone - esplorano nuove vette di ineffabile variatio.
Una volta concluse le vostre foto, sapientemente eseguite evitando di inquadrare quei pazienti che hanno minacciato di eliminarvi con un bastone e rispettando le ultime volontà degli affetti dal Morbo, le scaricate sul computer, le sistemate, e le mostrate dunque al mondo.
Ed è allora che il Morbo entra nella sua devastante fase finale; riconoscerete immediatamente i sintomi seguenti, tanto violenti da maniferstarsi addirittura per mail, su whatsapp o per sms:
- "eh ciao. Ho visto le [53464] foto che hai fatto. Quindi me le mandi per mail tutte in alta definizione entro domani? Grazie."
- "cazzo come sono venuta bene, mettimele su dropbox ORA!"
- "ehm. Sai, oltre a quella cosa che mi devi dare su chiavetta... Ecco. Tipo. Cioè, nel senso. Quelle foto. No vabbè ma se non vuoi niente, eh. Però tipo. Le foto. Cioè. Le foto." [ad libitum]
- [gente che per i prossimi 34 anni userà le vostre foto come profilo facebook spacciandole per sue, possibilmente dimenticandosi come vi chiamate e rimuovendovi dagli amici]
- "l'ho sempre detto che sei bravina a fare foto, insomma sì, bravina; sei migliorata, via. Tipo, domani ci vediamo e puoi passarmele"
- "la tua foto che mi hai fatto è già sul sito del mio coroooooooooooooo!!!!!"
- "umpf. Non male, quella foto. Beh, se non fosse che mio marito le fa meglio sarebbe quasi da avere. Dico quasi, non è che la voglio. No no, non le voglio. No, no. Non mi serve. ... Dico, sbaglio o non avevi mica flickr, tu?"
L'unica soluzione è scattare.
Continuare a scattare, per la vostra sanità mentale.
Usarli come cavie, esercizi, sfide di bilanciamento del bianco o di fuoco manuale, come per gli animali dei safari.
Sì, dopotutto sono animali.
Tanti piccoli opossum, malati.
Poveracci.
[Ah ricordate, Valeren è immune.]
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venerdì 11 gennaio 2013
COMPLOTTO! aka Biblioteche come noi
Utonti polemico-dietrologi del venerdì
#1
Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra utonto M-SCUD-CS.
Uomo, bianco, melomane, 65 anni, in pensione, cappello da vecio in testa.
"ecco il suo libro, signor M-SCUD-CS"
"ci rivediamo il 7, allora."
"esatto signor #Melomane Sospettoso Come Un Dingo Che Sputa (M-SCUD-CS), arrivederla il 7!"
"sgrunt."
"prego?"
"e quindi fino al 7 gennaio avete chiuso. Eh."
"sì, è esatto, da domani 23 dicembre al 6 genna…"
[si mette il cappello e borbotta] "che roba. Che roba. Eh, il 7, dice lei. Che roba, che roba!"
"ma che problema c'è?"
[scocciatissimo] "eh però la biblioteca comunale è aperta, scusi!"
"… la biblioteca comunale ha i suoi orari, noi i nostri"
[indignato] "ma loro tengono aperto!"
"sta cercando di insinuare che loro lavorano e noi no quando lei è in pensione da 15 anni? E' questo che sta dicendo?"
"voi dovreste tenere aperto, cara la mia signorina."
"mi rendo conto che la cosa non si riveli chiara a sufficienza nonostante l'utenza di in media quindicenni che viene qui a fare i compiti trascini faticosamente misteriose custodie a forma di contrabbasso (oppure bare, non si è mai capito) e tutto questo accade mentre di là una ignota orchestra di fiati stia suonando dalle fottute 14.30 la sigla dell'Eurovisione, ma nonostante a lei possa sembrare tutto perfettamente normale questa è una biblioteca di conservatorio, caro signore. Si situa dentro il conservatorio, dipende dal conservatorio, e il conservatorio (ma solo fino a quando lei non ci fornirà una sosprendente ed epocale prova di confutazione filosofica, ovviamente) è una scuola. Io credo di ricordare con sufficiente lucidità che tutte le scuole chiudano, per le vacanze di Natale, ma sa, sono passati solo 10 anni, potrei dopotutto aver perso parte della mia infallibile obiett questa è una f*ttuta scuola."
"sì ma blblblbl-blo, blblbl-blo, blblblblblbl-blo, sgrunf, che roba!, umpf e blablabla blabl…"
[borbotta indignato]
[brandisce l'ombrello]
[esce]
[fade out]
[titoli]
#2
Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra Utonto COMPLOTTO! (UC!).
Uomo, bianco, sposato, caucasico, 40 anni, grado di scantataggine con le apparecchiature elettroniche inferiore a Tesla ma superiore al mio tappeto dell'Ikea (6/10), apparentemente dotato di un livello di intelligenza pari alla mangusta, in realtà più simile a un panda nato male.
"…ecco a lei COMPLOTTO!, il suo libro su Beethoven!"
"bene! Che bello. Per un mese è mio, giusto? Oh poi certo, sarebbe bello anche averlo in formato elettronico. Sul kindle, tipo."
"eh già!"
[ammicca] "…ma voi non li avete qui, immagino. [risatina complice] eh eh eh!"
"… eh? No, no. [ma wtf?!] Il conservatorio già ha pochi fondi in genera…"
"no ma dico. Nel senso. Voi non li avete, qui. [occhiolino]"
"ma che dia…"
"io vi ho capiti, sa. Voi non li guardate certo di buon occhio, eh…!"
"... mi perdoni, ma non capisco"
[esasperato] "è chiaro, state cercando di boicottarli!"
"ma chi, i libri in formato elettronico?!"
[orgasmo] "SÌ!"
"…"
"…"
"…no."
[trionfante] "ma sì, ma sì! Voi, voi delle biblioteche avete paura che l'elettronico vi rubi il lavoro! Per questo le biblioteche come voi non l…"
"VERAMENTE E' PIENO DI BIBLIOTECHE CHE PRESTANO CONTINUAMENTE LIBRI ELETTRONICI E PERFINO KINDLE ATTRAVERSO UNA PIATTAFORMA ONLINE SPECIFICAMENTE DEDICATA CHE ORA LE APPUNTO CON GRAZIA SU QUESTO ADORABILE BIGLIETTINO"
"…"
"…"
"…"
"si informi, se le interessa. Ecco"
"…"
"prima di tutto questo, dico."
"…"
"informarsi prima di pensare ad un complotto oscurantista di matrice repubblicana, dico."
"e allora perché voi non…"
"questa è una biblioteca di conservatorio"
"…h"
"non abbiamo 50 sfumature di vomito, non abbiamo Maigret, non abbiamo Mazzantini, non abbiamo Topolino, non abbiamo soldi. E' più chiaro, adesso?"
"ehm sì. Coff. A tra un mese, coff."
"a tra un mese"
"ehm, sì"
"sì."
[tossisce]
[silenzio]
[rumore di pioggia sullo sfondo]
[tossisce]
[esce]
[dissolvenza]
[oscar]
[bonus*]
giovedì 6 dicembre 2012
Il CRC (e della città delle arance) (e gioco a premi)
Insomma c'è questo tizio, il CRC (Conferenziere Rompi C* - apprezzerete il fatto che la seconda C è intercambiabile, a seconda delle vostre inclinazioni del giorno), che l'altra settimana è venuto nella biblioteca dei pazzi di conservatorio per tenere una conferenza di musicologia che prevedeva l'uso di un clavicembalo.
Innanzitutto, quindi, il CRC è un clavicembalista, il che lo qualifica immediatamente come un esemplare a cui non dare confidenza - come certi roditori.
In secondo luogo e disgraziatamente il CRC è anche prefetto di #sticazzi, il che gli conferisce immediatamente quella adorabile patina di burocrazia, colletto bianco e abitudine a disporre degli altri come vuole che imparerete a riconoscere al primo sguardo.
Ad esempio, è uno dei pochi uomini al mondo che portano i pince-nez e l'orologio da taschino convinti che questo contribuisca ad aumentare la propria intelligenza.
5 giorni prima della conferenza, ore 11.23
Questo essere rovinoso entra dunque in biblioteca 5 giorni prima della conferenza, e per prima cosa spegne tutti i termo della sala centrale, cosa che approssima la temperatura già di 19 gradi al punto di solidificazione dell'acqua.
"Trantor, #collegaF, ho spento tutti i termo!", esclama giulivo aggiustandosi i pince-nez sul naso e apprestandosi ad accordare il suo f*ttuto clavicembalo.
"..."
"io..."
"che..."
"ma che ca..."
"...sa, non ricordo che lei ce l'abbia chiesto"
"il calore scorda il clavicembalo."
"la biblioteca non è casa sua"
"il calore rovina il clavicembalo, dovreste saperlo"
"lo sappiamo, ma qui ci sono gli utenti, anche piccoli, e questa è pur sempre una bibliote..."
"non mi interessa."
giorno della conferenza, ore 12.34, comunione dei beni
"oh, ho giusto sete."
"le vado a pre..."
[indica la mia bottiglietta già aperta sulla mia scrivania] "dammi quell'acqua lì."
"dottore, questa è mia. Le vado subito a prendere una bottiglia nuova, apposta per i relato..."
"no, voglio questa."
"...questa è mia ed è già aperta, gliene vado a prendere una nuo..."
"insomma, si può sapere perché non posso bere questa?!"
"... scherza, vero?"
"sono il prefetto di #sticazzi e sono serissimo. Io voglio bere quest'acqua qui, è già qui è comoda è già aperta io ho sete e adesso io berrò que..."
"no, adesso io le vado a prendere una bottiglia sua,maledetto burocrate del cazzo"
"m..."
"magari ho l'herpes."
"..."
un'ora prima della conferenza, dibattito di logica razionale
Io, #capo bibliotecario, #collegaT e #collegaF ci accorgiamo che il portatile con cui il CRC proietterà le sue inutili immagini non funziona.
Mentre ci industriamo in ogni modo per risolvere il problema lui si avvicina scocciatissimo:
"eeee scusate, ma io starei cercando di accordare il clavicembalo"
"e noi stiamo cercando di farle funzionare il pc."
[sarcasmo] "gradirei molto se poteste non parlare"
"dobbiamo pur conferire tra noi in qualche modo"
[disprezzo] "accordare un cembalo non è facile, care signore"
#capo: "ne siamo perfettamente al corrente"
[indignados] "io sono il prefetto di #sticazzi!"
"e questa è una biblioteca."
"umpf"
"umpf"
"umpf"
"umpf"
"umpf"
durante la conferenza, mentre spiega
"...ecco, chiedo all'aiutante Trantor di far partire le mieridicole slides, la 4"
"certo, dottore, ecco"
"...ecco, ma così no, se si potesse ingrandire... no, non così, troppo. No nemmeno, uff, troppo poco. E comunque è la slide sbagliata, avevo detto 3!... Ah non avevo detto 3? La 4? Beh comunque non si legge niente, magnifichi! ...Sì ok. No, ancora troppo piccola. Anzi no, apra la 5. La 5, la 5! Sì, ma riduca, signorina, se no chi legge, solo lei?, e blablablab..."
Tutto questo ovviamente davanti a tutti, compiendo ogni sforzo possibile per far sembrare errori o lentezze mie errori suoi, o forse per mascherare il fatto che non è capace di gestire la visualizzazione a schermo intero di office (e il trackpad, ovviamente).
Il quadro si completa ulteriormente sapendo che il CRC è un misogino conservatore fondamentalista cattolico, convintissimo che le donne debbano stare a casa sottomesse a fare figli invece di andare a lavorare, nel senso che dovrebbero proprio stare a casa sottomesse a fare figli invece di andare a lavorare.
Poi però le slides gliele dovevo far partire io.
Successivamente, per rinfrancarmi un po', sono in effetti andata via qualche giorno, per cui scusate se sono sparita.
Ero in quella città in cui, se a dicembre c'è la luce radente del pomeriggio, il vento e un albero di arance non decidi mai se c'è caldo o freddo, e il cielo sembra sempre quello di Toledo.
Niente di più commovente di così.
Gli alberi di arance in mezzo a quella città, dico.
Ah, chi indovina il numero di fotografie che ho fatto approssimato alla decina vince l'invio per mail di una foto ritraente il CRC, e lo sapete che in queste cose non scherzo affatto!
Innanzitutto, quindi, il CRC è un clavicembalista, il che lo qualifica immediatamente come un esemplare a cui non dare confidenza - come certi roditori.
In secondo luogo e disgraziatamente il CRC è anche prefetto di #sticazzi, il che gli conferisce immediatamente quella adorabile patina di burocrazia, colletto bianco e abitudine a disporre degli altri come vuole che imparerete a riconoscere al primo sguardo.
Ad esempio, è uno dei pochi uomini al mondo che portano i pince-nez e l'orologio da taschino convinti che questo contribuisca ad aumentare la propria intelligenza.
5 giorni prima della conferenza, ore 11.23
Questo essere rovinoso entra dunque in biblioteca 5 giorni prima della conferenza, e per prima cosa spegne tutti i termo della sala centrale, cosa che approssima la temperatura già di 19 gradi al punto di solidificazione dell'acqua.
"Trantor, #collegaF, ho spento tutti i termo!", esclama giulivo aggiustandosi i pince-nez sul naso e apprestandosi ad accordare il suo f*ttuto clavicembalo.
"..."
"io..."
"che..."
"ma che ca..."
"...sa, non ricordo che lei ce l'abbia chiesto"
"il calore scorda il clavicembalo."
"la biblioteca non è casa sua"
"il calore rovina il clavicembalo, dovreste saperlo"
"lo sappiamo, ma qui ci sono gli utenti, anche piccoli, e questa è pur sempre una bibliote..."
"non mi interessa."
A parte.
#collegaF: "ma tu ti rendi conto!"
"riaccendiamoli subito"
"mentre non guarda"
"mentre non guarda"
"che razza di idiota"
"lui e quel cazzo di orologio da taschino"
"che si f*! Ho riacceso."
"brava."
"oh, ho giusto sete."
"le vado a pre..."
[indica la mia bottiglietta già aperta sulla mia scrivania] "dammi quell'acqua lì."
"dottore, questa è mia. Le vado subito a prendere una bottiglia nuova, apposta per i relato..."
"no, voglio questa."
"...questa è mia ed è già aperta, gliene vado a prendere una nuo..."
"insomma, si può sapere perché non posso bere questa?!"
"... scherza, vero?"
"sono il prefetto di #sticazzi e sono serissimo. Io voglio bere quest'acqua qui, è già qui è comoda è già aperta io ho sete e adesso io berrò que..."
"no, adesso io le vado a prendere una bottiglia sua,
"m..."
"magari ho l'herpes."
"..."
A parte.
"Trantor, ma si voleva bere l'acqua della tua bottiglietta?!"
"a tutti i costi"
"che ** *** [unire i puntini da 1 a 20]"
"la prossima volta riempio la borsa di fazzoletti usati e gli faccio rovistare dentro"
"AHAHAHA"
"AHAHAHA"
un'ora prima della conferenza, dibattito di logica razionale
Io, #capo bibliotecario, #collegaT e #collegaF ci accorgiamo che il portatile con cui il CRC proietterà le sue inutili immagini non funziona.
Mentre ci industriamo in ogni modo per risolvere il problema lui si avvicina scocciatissimo:
"eeee scusate, ma io starei cercando di accordare il clavicembalo"
"e noi stiamo cercando di farle funzionare il pc."
[sarcasmo] "gradirei molto se poteste non parlare"
"dobbiamo pur conferire tra noi in qualche modo"
[disprezzo] "accordare un cembalo non è facile, care signore"
#capo: "ne siamo perfettamente al corrente"
[indignados] "io sono il prefetto di #sticazzi!"
"e questa è una biblioteca."
"umpf"
"umpf"
"umpf"
"umpf"
"umpf"
A parte.
"che stronzo."
durante la conferenza, mentre spiega
"...ecco, chiedo all'aiutante Trantor di far partire le mie
"certo, dottore, ecco"
"...ecco, ma così no, se si potesse ingrandire... no, non così, troppo. No nemmeno, uff, troppo poco. E comunque è la slide sbagliata, avevo detto 3!... Ah non avevo detto 3? La 4? Beh comunque non si legge niente, magnifichi! ...Sì ok. No, ancora troppo piccola. Anzi no, apra la 5. La 5, la 5! Sì, ma riduca, signorina, se no chi legge, solo lei?, e blablablab..."
Tutto questo ovviamente davanti a tutti, compiendo ogni sforzo possibile per far sembrare errori o lentezze mie errori suoi, o forse per mascherare il fatto che non è capace di gestire la visualizzazione a schermo intero di office (e il trackpad, ovviamente).
A parte.
"che maleducato"
"ti ha proprio trattata a pesci in faccia, e davanti al pubblico"
"già. E vuole pure che andiamo a cena con lui, ma che si f*!"
"è solo perché così può fare lo splendido facendosi vedere con tante ragazze"
"avete notato che ci ha fatto installare tutta l'amplificazione e poi non ha usato il microfono?"
"tutto 'sto casino e poi se n'è uscito con 'faccio senza, non mi piace la mia voce'"
"l'avrei strozzato"
"devo andare in ferie"
Il quadro si completa ulteriormente sapendo che il CRC è un misogino conservatore fondamentalista cattolico, convintissimo che le donne debbano stare a casa sottomesse a fare figli invece di andare a lavorare, nel senso che dovrebbero proprio stare a casa sottomesse a fare figli invece di andare a lavorare.
Poi però le slides gliele dovevo far partire io.
Successivamente, per rinfrancarmi un po', sono in effetti andata via qualche giorno, per cui scusate se sono sparita.
Ero in quella città in cui, se a dicembre c'è la luce radente del pomeriggio, il vento e un albero di arance non decidi mai se c'è caldo o freddo, e il cielo sembra sempre quello di Toledo.
Niente di più commovente di così.
Gli alberi di arance in mezzo a quella città, dico.
Ah, chi indovina il numero di fotografie che ho fatto approssimato alla decina vince l'invio per mail di una foto ritraente il CRC, e lo sapete che in queste cose non scherzo affatto!
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