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Archive for the ‘preadolescenza’ Category

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Più i figli crescono e più la condivisione dellle regole diventa l’elemento centrale che sta alla base di una buona convivenza.
Una sana partecipazione collaborativa tra i vari membri della famiglia è uno tra gli obiettivi che ci dobbiamo porre come educatori.
In casa nostra a grandi linee, funziona nel modo seguente:
– per prima cosa si indice una ‘riunione di famiglia’, in cui si espone quello che si ritiene essere il problema (nel nostro caso, per esempio, troppo tempo speso davanti al computer);
– si mettono in comune le motivazioni che hanno portato alla riflessione (e quindi si evidenzia il fatto che siamo sempre nervosi, comunichiamo sempre meno, il rendimento scolastico è, in generale, scarso);
– si evidenziano gli obiettivi che si ritiene opportuno raggiungere (meno nervosismo, migliore cimunicazione e migliori risultati scolastici);
– si chiede aiuto a tutti, proponendo di contribuire con delle idee, per stabilire nuove refole condivise, e il metodo giusto oer mantenerle (autoregolamentare l’uso del computer con un tempo stabilito, per esempio scandito da una sveglia…).

Non è affatto scontato che quello che si stabilisce venga poi rispettato, ma l’occasione che ne scaturisce diventa comunque un momento di condivisione forte che fa crescere la famiglia.

articolo pubblocato su lenuovemamme.it

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Qualche pensiero sul tema del futuro degli adolescenti, delle loro emozioni, paure, speranze ecc. diviso in più post perché di cose in effetti da dire sono molte.
Cominciamo con il primo qui nella mia rubrica sul Magazine LNM

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20130802-135832.jpgUna riflessione che ho già fatto in passato. In qualche modo rispolvero quelle sensazioni e senza entrare nello specifico di una religione piuttosto che un’altra, ripropongo la solita domanda: è possibile credere in un Dio, per un ragazzo di oggi?
Non che sia una domandona intendiamoci, ma alla luce dell’evento della GMG appena conclusosi è tornato molto di moda. Un contributo notevole lo si deve a questo papa, che ha ridato vita ad un evento che la mia generazione ricorda come esclusivo di Giovanni Paolo II.
Un papa si strada mi verrebbe da dire. E, citando un sacerdote incontrato su tw Pascual Chavez, se papa Giovanni Paolo II riempì di giovani le piazze, Benedetto XVI illuminò le loro menti col suo magistero, Papa Francesco li invia al mondo.

Qui le mie riflessioni sulla ribrica LNM

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20130717-233321.jpgEd anche quest’anno alle prese con la preparazione degli zaini. Solo due, fortunatamente dal punto di vista pratico, peccato non quattro zaini come una volta, dal punto di vista delle opportunità. Mi spiego, fino a due anni fa la metà di luglio in casa era un caos: quattro zaini, quattro divise, quattro gavette, posate, borracce, sacchi a pelo, ecc. ecc. ecc. tutto moltiplicato per i quattro figli. Una cambogia, come direbbero Latte e i suoi Derivati (Lillo&Greg)! E poi un via vai di squadriglie, di capi scout, di lupetti per casa per preparare il materiale comune.

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20130419-104841.jpgIl passaggio dalla pre all’ – adolescenza della figlia n. 4 mi sta portando all’esaurimento. Si perché questa è la fase che comunemente io chiamo da ‘bimbominkia’. Per esorcizzare il momento (che comunque è sempre meno innocuo della piena adolescenza) ne ho scritto sulla rubrica delle LNM

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Fatti di cronaca legati al ‘bullismo’ ultimamente si moltiplicano coinvolgendo adolescenti di varia età ed estrazione sociale. Il ‘bullo’ ha una connotazione ben precisa e non dipende sempre dal degrado in cui vive. È un fenomeno in crescita legato anche al mondo dei social.
Facebook diventa il luogo delle prese in giro, di umiliazioni, di video postati su youtube, in una parola parliamo del fenomeno del CYBERBULLING.

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20130305-094320.jpgOggi si festeggia la piccola di casa!
Cosa augurare ad una figlia che si affaccia al mondo? 13 anni! Possiamo dire che finalmente anche per lei inizia il bellissimo periodo chiamato adolescenza EVVIVA!!!
Solo oggi esulto però

Auguri amore mio che tu possa realizzare tutti i sogni quelli più profondi, quelli che sapranno renderti davvero felice!
Mamma

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20130222-143910.jpgTutta colpa dei genitori…che volete me la canto e me la suono da sola.

Il mio nuovo articolo su LE NUOVE MAMME

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20130224-010347.jpgSiamo giunti anche con la figlia n. 4 al momento fatidico della scelta della scuola superiore.
Siamo in giro per Open Day e presentazioni varie.

Ha le idee confuse la ragazza come succede spesso alla loro età, considerando che poi stando un anno avanti deve ancora compiere 13 anni, direi che la sua confusione ci sta tutta.

Come intervenire al meglio?
Ne parlo QUI tanto come si fa si sbaglia e questa è davvero l’unica verità!

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L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re, diceva mia nonna!
Oggi “voglio, voglio” sembra essere il grido disperato di tutti gli adolescenti, o quanto meno almeno dei miei figli.
Voglio il motorino, voglio iphone5, voglio le hogan…..
Voglio accompagnato poi da ‘tutto e subito’.

La colpa, se così vogliamo definirla, non è solo dei tempi che viviamo, una fetta bella grossa di percentuale è di noi genitori, che cercando di evitare frustrazioni, secondo il nostro punto di vista, riccoriamo spesso al ‘prevenire meglio che curare’, crescendo così figli senza misura, per poi incolparli di ciò quando ormai sono intrappolati in questa spirale senza uscita.

Perché se il prevenire meglio che curare ha una sua funzionalità in un certo periodo della vita dei nostri figli, e in dosi parsimoniose, nel momento in cui raggiungono l’adolescenza, se perpetuato in maniera sistematica, diventa deleterio, e al contempo difficile da uscirne per i meccanismi vissuti fino ad allora.

Per cui poi lo scontro diventa inevitabile, e non sempre ci è possibile vincere nonostante le ragioni dalla nostra parte.
E così comincia il tira e molla, dove a turno tira il genitore una volta e la volta dopo il figlio, il che non significa far passare il tutto come acqua fresca sotto i ponti, ma certamente significa ricominciare, se non da capo direi quasi!

Se poi come in questo momento, la crisi che incombe sulle famiglie ci mette non i bastoni ma montagne di sassi sotto le ruote…

Se invece si ha la fortuna di avere figli che hanno raggiunto un certo grado di maturità allora si apre un dialogo anche costruttivo, ma dove ancora si è lontani dal capire come realmente funziona la vita, c’è da faticare e molto, in attesa di quella tanto sospirata maturità che tarda sempre più a venire!

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Non c’entra niente il titolo ma è stata la prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver saputo delle tre materie che il mio terzogenito dovrà riparare a settembre.
Due erano? Latine e arte? E perché allora non anche disegno?
Disegno lo voglio ripetere che sia chiaro.

Ma il punto non è questo. Il discorso verte su in intero anno sofferto dietro a lui, alla sua fragilità mascherata da arroganza con cui destreggiarsi cercando di anticipare, difficile, per evitare conflitti con il resto della famiglia.

Uno stillicidio che non saprei neanche raccontare.
In tutto ciò il rischio di una ri-bocciatura al primo anno, che ad un certo punto per noi era una certezza.

Le nostre forze si son concentrate su di lui.
In una famiglia numerosa, più volte mi è capitato di ripetere che i bisogni di uno non coincidono necessariamente con quelli dell’altro, e ogni figlio ha momenti di vita borderline, legata anche all’età, in cui la soglia di attenzione di un genitore deve elevarsi.

Ma in tutto ciò non ho fatto i conti con le personalità e i caratteri di tutti. Si perché il grande, che sembrava finalmente aver preso la direzione giusta senza infamia e senza lode, parlo sempre dal punto di vista scolastico, avendo preso anche lui un bello schiaffo in 3 liceo, ha invece drasticamente subito uno stop
di nuovo e mai avrei immaginato a dover pensare a lui nuovamente come ripetente.
È molto maturato in questi anni, ha passato la fase che sta vivendo il fratello quindicenne, è affettuoso, disponibile……ma….. C’è sempre questo ma legato alla scuola che per lui è davvero un ostacolo da superare.

Certo ha diciottanni potrebbe anche lasciar perdere lo studio, ma non è il suo caso, e non perché sono sua madre che lo dico, ma proprio perché si avverte chiaramente la presenza di un ostacolo che lo rende poco fiducioso su questo versante, intaccando profondamente la sfera dell’autostima.
E comunque è lui che vuole continuare, del resto gli mancano due anni al diploma e non posso pensare di avallare una scelta che non condivido come LA soluzione migliore per lui.
La soluzione migliore è abbattere questo muro che si è innalzato da solo, perché gli aprirebbe finalmente quella strada che lo renderebbe finalmente libero, di percorrerla di corsa, a passo d’uomo o perché no, saltellando.

È questo che mi interessa non il diploma, certo è importante e ne sono consapevole, ma molto di più che lui superi se stesso e le sue paure di non farcela.

Prima o poi cresceranno e tutti troveranno la loro strada, l’importante è non guardare in cielo gli asini che volano!


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In campo educativo che significa essere equi?
Essere equi, per quel che mi riguarda, non vuol dire dare tanto ad un figlio quanto all’altro, essere equi per me è dare a ciascuno ciò che necessita in quel momento e non sempre è uguale per età e per figlio.
Ecco allora la diversità come la intendo io.
Ogni figlio è diverso e ogni figlio matura diversamente.
E tutto ciò non dipende neanche dal sesso.
Le variabili sono tante, tra le tante c’è il tempo che passa e i cambiamenti che facciamo noi crescendo insieme a loro.

Sono consapevole che i 5 anni di yuyu non hanno niente a che vedere con quelli di V. 14 anni fa!!!

I figli stessi hanno ruoli diversi in famiglia i primogeniti sono tali e ricoprono un ruolo ricco di oneri e onori (è lui/lei che ci ha resi per primi genitori!!).
Ci sono poi i figli intermedi, che riuniscono i vantaggi e gli svantaggi di non essere i primi né i piccoli, poi ci sono i “piccoli” quelli che lottano meno e hanno l’affetto di tutti!!

Quelli che si richiede a noi genitori è di valorizzare le differenze evitando per quanto possibile competizioni tra loro.

Valorizzare le identità di ciascuno basando il tutto sugli aspetti positivi piuttosto che quelli negativi e ognuno avrà i suoi.
Per cui diversità e non differenze sapendo già in partenza che non sempre ci riusciremo ma anche questo fa parte della vita, non possiamo essere sempre super genitori in ogni occasione, e mostrarsi “deboli” anche ai loro occhi non è poi così negativo!

Io credo che ognuno abbia la sua storia unica e irripetibile.
Porsi domande mettersi in discussione confrontarsi ecc ecc. ci aiuta a creare giorno per giorno la nostra storia.

Questo crescere insieme ai figli al loro fianco e non davanti perché genitori a segnare il passo, inevitabilmente ci farà sbagliare.

La differenza forse con il nostro passato di figli sta nel fatto che siamo più consapevoli che gli errori fanno parte di noi e non serve ‘vergognarsene’ e nasconderli agli occhi dei figli.

Dobbiamo imparare (e lo dico per prima a me) a trasformare gli errori in opportunità di crescita e a rendersi conto che non tutti gli ‘sbagli’ dei nostri figli dipendono poi da noi!

Il periodo dell’adolescenza ci farà tremare in tutte le nostre certezze e indubbiamente una dose di fortuna va contemplata.

Non sempre saremo all’altezza di ogni situazione ma è la nostra storia unica e irripetibile e MAI paragonabile con nessun altra.

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Come ogni anno il regalo di Natale più ‘corposo’ che riceviamo è un biglietto di auguri da parte della scuola dei figli. Un biglietto che ha un nome ben preciso che oggi nascondiamo dietro altri nomignoli (pagellino, scheda di valutazione…) ma che anticamente chiamavamo PAGELLA.

Non ci sono molti commenti da fare se il secondo voto più bello (sto parlando del quindicenne ripetente) è il 6 in condotta. Non sto parlando del sito e di tutto ciò che ruota intorno al 6incondotta internettiano, parlo proprio di un 6 stampato nella colonna del comportamento.

Tralasciamo il 3 in latino o il 4 in italiano. Vogliamo parlare del 5 in educazione fisica?

No io voglio soffermarmi al 6 in condotta dovuto ad atteggiamento in classe come se fosse ‘al bar sotto casa’ testuali parole di una prof.

Vogliamo anche parlare del fatto che non vuole essere aiutato?
– Scialla mamma sarò promosso.-
Peccato che lo disse anche l’anno scorso!

Sono davvero amareggiata e delusa. Delusa di me stessa che ancora ci credo, che ancora spero. La questione dolente è che davvero ben poco possiamo fare se loro non riescono a sintonizzarsi sull’unico impegno che li dovrebbe riguardare.

Costringerli? Rinchiuderli? Punirli? Non posso dire di aver provato proprio tutto tutto, ci sono cose che non condivido che forse farebbero la differenza.
Ma continuo a credere che educare sia qualcosa di molto più complesso che punire sul momento e magari ottenere anche qualcosa, ma a che prezzo?

Ancora una volta mi armerò di pazienza, la guerra non è proprio nelle mie corde, spero solo che sulla lunga distanza faccia la differenza, perché ora di forze per combattere sul campo non ne ho più.

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