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Posts Tagged ‘amore’

È a partire dal fatto di cronaca riguardante quella mamma che ha distrutto capolavori, patrimonio dell’umanita, per corpire il figlio ladro.

Le mie riflessioni qui sulle LNM Tutti a scuola (di responsabilità)

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Don Mauro parlò

Interessanti citazioni sparse di un discorso amoroso

“Non si tratta di amare le difficoltà e gli ostacoli, ma di amare anche nelle difficoltà e tra gli ostacoli.

Patire l’amore dell’altro, patire l’altro per amore…non a caso si parla di ‘passione d’amore.

L’amore tutto sopporta, cioè porta da sotto, come in braccio, prendendo con sé l’altro, in modo che la sua vita sia sollevata e protetta da ogni inciampo.

Il frutto dell’amore non è raccolto tutto e subito, ma è atteso. E poiché l’attesa suppone il “non ancor’ della pienezza, l’amore si nutre di speranza.

Il tempo tra il seme gettato e l’albero dispiegato è il tempo in cui l’amore prende il nome di speranza

L’amore che tutto crede vive di speranza.

L’amore si offre gratuitamente, senza puntare all’immediato tornaconto. Nessuno è escluso dal raggio dell’amore.

Mentre l’odio suscita litigi, l’amore ricopre ogni colpa (Pro 10,12)

L’amore più è forte e più è debole, più vuole il bene dell’altro e più patisce le sue vicende tormentate. È un rischio da correre.

Sostenere significa coprire, proteggere, difendere, riparare

La preoccupazione per una perdita a fianco alla gioia per un ritrovamento: è il movimento dell’amore, che per un verso rifugge dal peccato, ma non dal peccatore.

Se mai si debba correre il rischio di perdersi non sarà per allontanarsi dalla relazione d’amore ma per ritrovarla”

E per concludere

Il più bello dei mari è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
Il più bello dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

(Nazim Hikmet)

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20130228-115818.jpg“Ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta, tutti vogliono tutto per poi accorgersi che è niente, noi non faremo come l’altra gente….”

Probabile che per molti non è proprio edificante fare le pulizie di casa, nell’unico giorno libero dal lavoro, ascoltando a volume alto Renato Zero.

Ma una riflessione ascoltando “I Migliori anni della nostra vita” ci sta tutta.
Arrivati a 50 anni non dico che i migliori siano passati, ma una buona parte direi proprio di si.

Il fatto è che finché non ci si ferma a riflettere difficilmente si riesce a vedere con una giuste luce tutto il mondo intorno a noi.
È come quando ti capitano delle tue foto di qualche tempo fa e ti accorgi magari di quanto eri magra lì, pur avendo coscienza che a quel tempo avresti detto lo stesso di un’altra foto di ancora prima.

Siamo bravissimi ad accorgerci di tutto ciò che di bello abbiano nella vita sempre un filino in ritardo per poterne godere appieno.

Ieri ho partecipato al funerale di un ragazzo (42 anni trattasi di ragazzo) papà da pochissimi anni e mio compagno di giochi dell’infanzia che non vedevo da oltre 35 anni!
Di preciso non so bene cosa sia successo (o meglio lo so visto l’amore che si respirava nonostante mancasse l’aria dalla tanta gente presente, posti in piedi), ma sono uscita da quella chiesa più ricca e molto più cosciente di quanto amore possiamo dare e riceverne dagli altri, anche se in realtà non riusciamo ad esserne consapevoli fino in fondo.

È questa inconsapevolezza che mi spaventa!

Una cosa mi sono detta ieri rientrando in casa, nel caos di casa….
Anche io voglio amare così!

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Quando l’amore supera tutto!

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Lettera agli Efesini 4,26

Questo è sempre stato uno di quegli insegnamenti biblici che mi hanno accompagnato come amica, come compagna e come moglie.

Come amica qualche volta ho fallito, ma la difficoltà oggettiva di non vivere insieme ha creato uno spazio che in alcuni casi ha fatto la differenza.

Come moglie sono stata più coerente. Ho sempre cercato di rispondere a questo insegnamento e, pur non avendo avuto scontri così incolmabili i nostri occhi (miei e di Maurizio) si sono chiusi tutte le notti sempre con la quiete nel cuore.

Ma il problema è cominciato a sorgere quando sono diventata madre. Non subito naturalmente, ma con i primi scontri con i figli adolescenti devo dire che è stata dura rimanere fedeli a questo insegnamento.

Quando capitano alcuni scontri mi sforzo e faccio fatica ma alla  fine cerco di dare sempre la buonanotte con un sorriso. Ma il ribollire dentro non mi fa poi dormire sonni tranquilli.

E’ anche capitato però, raramente per fortuna, che non riuscissi poi a fingere così tanto e quindi quel “buonanotte” non c’è stato. Inutile sperare che possa arrivare per primo dai figli!

Non sono stata poi così male, peggio molto peggio quando quel buonanotte dato non  era sincero al 100%.  Questo non vuol dire che io non creda ciecamente in questo insegnamento, ma che non sempre si può essere all’altezza di ogni occasione, non sono infallibile e anche questi episodi mi aiutano ad accettarmi con le mie imperfezioni.

E trovo comunque che sia molto più attinente in un rapporto di coppia che in un rapporto con i figli dove a volte una notte intera di “riflessione” può essere d’aiuto nel cominciare il nuovo giorno con un nuovo e più sincero sorriso!

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…..citava un vecchio slogan pubblicitario!!

Il punto in questione riguarda la vacanza studio della prossima estate.

V.: – Quest’anno mamma non mi iscrivere perché non partirò! –

Mi domando perché togliersi una opportunità di viaggiare, di conoscere, di parlare un’altra lingua, di divertirsi, per la paura di ritrovarsi qualche problemino con il fidanzato.

La fiducia, il saper contare sull’altro è un fatto serio, non lo metto indubbio, ma non capisco perché la maggioranza di questi adolescenti ne è privo.

Non credo c’entri l’età, io alla sua ero già strafidanzata con M. e non ci siamo mai posti questioni del genere. L’amore che si provava l’uno per l’altro non era messo in discussione. E per tre anni lui è andato a lavorare a Londra, d’estate, come cameriere per imparare la lingua per ben due mesi!!!

Non esistevano neanche i cellulari si telefonava dalle cabine (perché da casa era troppo costoso) racimolando gettoni e non tutti i giorni naturalmente!!! Ci si dava appuntamento telefonico e si aspettava!

Mai pensato che fossero occasioni per fare altro, o meglio le occasioni c’erano sempre  e comunque, ma bastava arginarle in tempo per trasformarle in opportunità di amicizia!!! Ancora oggi M. sente amici e amiche conosciute in quegli anni, oggi molto più di ieri grazie alle teconologie internet!

Il rischio era contemplato, ma in questo modo si cresceva “forti” e felici senza rimpianti e senza la paura, insita in chi “rinuncia”, di rinfacciare un domani .

Mi sfugge qualcosa nei ragazzi di oggi preoccupati di instaurare rapporti morbosi, tu ed io, io e tu, esclusivi, e non solo in amore, o almeno è quello che vedo nei miei figli.

Lo so pretendo troppo è questo il problema. Ma mi dispiace vederla soffrire e questo suo amore (il primo grande amore, me ne rendo conto) non può avere “futuro” se non cambiano il loro modo di viversi (e se dovesse avere futuro con queste modalità sarebbe un tormento!!!)

Perché me ne preoccupo allora?

La risposta è ovvia, perché sono la sua mamma!

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Romanzo di Alice Banfi

Alice cresce nell’amore e nel caos di una famiglia ‘diversa’. Il suo sogno di bambina è diventare pittrice. Col tempo il sogno di Alice si trasforma  in rabbia, che riversa per lo più su se stessa, sul suo corpo con l’alcool, l’anoressia, picchiandosi e infliggendosi tagli sempre più profondi.

Arriva il primo di una lunga serie di ricoveri in reparti psichiatrici.

“Quello che loro mi dicevano era che la mia malattia era una malattia genetica, scritta nel mio dna, dalla quale non si poteva guarire.

Quando ero in SPDC, combattevo con tutte le mie forze per trovare un’altra via di fuga, che non si limitasse alla finestra lasciata aperta per sbaglio dall’inserviente o a sgattaiolare dal passavivande della cucina.

La mia arte era sicuramente il modo migliore per scappare, per protestare, per farmi sentire ed anche per coinvolgere gli alti sofferenti come me.Passavo giornate intere a dipingere quel corridoio e le persone a me care che lo abitavano.

Addobbavo la mia stanza con fiori, pigne, disegni e figure.

Una volta feci un meraviglioso collage, ci misi tre giorni e tre notti e lo appesi… percorreva tutto il perimetro della mia stanza come una tappezzeria, vennero tutti a vederlo, e sprigionava gioia. Venne anche il primario a vederlo… e a ordinare di toglierlo; queste cose, disse, in ospedale non si fanno. La mia opera fu distrutta…….”

Un libro che consiglio di leggere non solo perché è a lieto fine ma perché è un racconto sincero e (auto)ironico. Insieme ad Alice rideremo e piangeremo e forse capiremo un qualcosa in più su quello che noi chiamiamo “diversità”, perché davvero c’è da domandarsi “chi è il vero matto in questa storia?”

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… a conferma che poi tanto duri non si è, ma lo si vorrebbe far credere!

Anche Dede è entrato nel pieno dell’adolescenza ed anche per lui è arrivata la prima sofferenza in amore, e di conseguenza, i primi fallimenti a scuola.

Perché quando si entra in un vortice negativo, tutto va in quella direzione e non abbiamo la forza di opporci e alla fine si crolla.

Un tuffo al cuore quando ho scoperto che a piangere di nascosto fuori al balcone era proprio lui!

Penso che sia il primo abbraccio sincero che mi da da quando è diventato “grande”.

Un cucciolo in piena crisi perché l’amore non va, perché non ha avuto il coraggio di dirmi dei brutti voti, perché si sente sbagliato e vorrebbe cominciare tutto da capo!

Un abbraccio che mi ha sciolto il cuore e mi ha ridato il mio Dede, quello del “è mio dovere, mamma, dirti sempre di no“!

Certo ora c’è da pensare a recuperare a scuola, c’è da rafforzare almeno questo lato di lui che possa ridargli un po’ di fiducia persa, ma l’importante è stato fare un passo verso di noi, e di conseguenza verso se stesso.

Inutile pensare di potercela fare da soli, quando non ci si riesce si DEVE chiedere, altro che dovere di dire sempre NO!

Intanto è ridiventato, in pochi minuti, il solito “duro” del No a prescindere, ma la debolezza che ha mostrato sono certa sia un primo passo verso la sua rinascita.

Ti sono vicina cucciolo mio e ogni giorno ti accetto così come sei, burbero e scontroso fuori ma tanto, tanto sensibile e bisognoso di carezze dentro!

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Dede 13 anni a novembre, il lord di casa quello del NO a prescindere.
Quest’ultimo anno è cresciuto molto, ha assunto proprio atteggiamenti da “ragazzo”, è cresciuto in altezza, ha cambiato voce, e gli sono anche spuntati dei baffetti stile hitleriani sotto il naso!
Qualche mese fa ho provato a dirgli che forse era bene che li togliesse, ma ho subito capito, dalla sua risposta, che era inutile provare a convincerlo né tanto meno insistere, il suo NO era a prescindere appunto!!!!!
Ci ha provato poi la sorella…………..e pure Giugiuil fratello maggiore, che ha cominciato a farsi la barba alla sua età!!!!
Del resto se non sono un problema estetico per lui che problema c’è?

Ieri è tornato dal campo scout, con il fratello e la sorella piccola (è finita la pacchia per intenderci!), tutti sporchi, lerci, con le mani callose di chi ha costruito sopraelevate e cucine da campo, montato e smontato tende, ma con il sorriso stampato sul viso di chi ha vissuto una bella e avventurosa vacanza.
Il suo sorriso era particolarmente luminoso, e pensare che non voleva partire!
Dopo aver fatto una doccia in un vero bagno, è il momento che più apprezzano le piccole cose della vita, mi chiede: “mamma mi aiuti vorrei togliermi i baffi”
Colpo al cuore……………….si è innamorato anche lui!

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E’ appena tornata Vale dal viaggio studio, dell’INPDAP, dall’Irlanda per la precisione da Limerick.

Erano mesi che non la vedevo così felice!

Sono esperienze formative comunque, cominciano a muoversi da soli, anche se magari lo studio dell’inglese passa in secondo piano.

Quanto sarebbe piaciuto a me fare queste esperienze! Altri tempi, altri genitori!

Per adesso mi godo la sua ritrovata serenità, la domanda semmai che mi pongo è “quanto durerà?”

Un passo per volta, per ora mi ritrovo ospite in casa, dopo appena 3 giorni dal rientro, il suo boyfriend napoletano conosciuto lì (mi piace e sembra davvero OK).

Che pazienza………………ma quanto sono carini e teneri!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Non ho mai avuto paura di ricevere il dono dei figli….ho cominciato tardi altrimenti forse avrei anche il sesto….e il settimo…e l’ottavo…… (sto esagerando….però se penso alla migliore amica di mia figlia che è la 4° di 11 fratelli….il mio 5 è veramente “poco”!! Però a 7 ci sarei arrivata avendo avuto due aborti spontanei!!).
Non so chi diceva che l’amore  non si divide ma si moltiplica… ecco posso affermare con certezza che a me si è quintuplicato!!!
Il cuore è uno spazio che non si divide in pezzetti e più si è e più piccolo è lo spazio ricoperto, ma al contrario e questo vale per tutti gli affetti, familiari e di amicizia vera!

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Due/tre anni fa, con mio marito ci siamo posti il “problema” del sesso. Ossia come iniziare a spiegare ai nostri figli maggiori (12 e 13 anni allora) qualcosa sul tema e soprattutto come fare per farsi ascoltare.

Abbiamo pensato che fosse prematuro cominciare a parlarne noi senza che loro ce lo chiedessero. Nello stesso tempo volevamo dare loro qualche utile informazione.

Abbiamo sempre pensato che l’esempio d’amore in famiglia, vissuto tra noi genitori, fosse il vero nucleo importante ed esaustivo per far capire il vero significato della parola Amore.

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