Non mi ricordavo di quanto fosse efficace con i piccoli. Anche mia figlia grande mi ha fatto i complimenti!
Allora ogni mattina sveglio yuyu almeno mezzora prima di quello che servirebbe perché giochiamo scherziamo e così ha il tempo di svegliarsi bene e metabolizzare il fatto di andare a scuola.
Stamattina per una serie di motivi non ho avuto tempo, l’ho svegliato all’ultimo con risultati pessimi dovuti proprio alla fretta, pianti di sonno e nessuna voglia di andare a scuola.
Ha cominciato a fare ‘capricci’ a non finire, boicottandomi in tutto (dal lavarsi al vestirsi). Una fatica!!!
Quando è intervenuta mia figlia grande pensando di darmi una mano ‘ricattondolo’ con la promessa di comprargli un giochino se avesse fatto il bravo, ho capito che dovevo intervenire anche se significava perdere del tempo.
Mi sono accovacciata alla sua altezza e ho cominciato con feedback di rimando stile ascolto attivo aggiungendo di mio
– Non vuoi proprio andare a scuola.
Hai ragione (e qui ha smesso di piangere).
Si hai proprio ragione oggi non vuoi proprio andare a scuola a giocare con gli amichetti, a disegnare, non vuoi andare a comprare la merendina quando usciamo e neanche andare a salutare mary (la giornalaia amica) dopo. Si meglio rimanere –
A questo punto mi guardava a occhi spalancati ci ha pensato e mi ha detto per mantenere comunque il punto da vero testardo:
– mamma allora un pochino stiamo a casa poi andiamo così non ti licenziano va bene?-
Valentina è uscita dal letto (è influenzata) e mi ha detto
– oh brava mamma!!!-
Da quel momento in poi è filato tutto liscio!!!
Il problema non è la validità di questa tacnica, ma la nostra capacità nell’attuarla al momento giusto!
Io mi scordo, ho poco tempo, ho il nervoso che prende il sopravvento, sono stanca……
Mi rendo conto che se fosse una abitudine non sarebbe poi così difficile ogni volta praticarlo appunto perché interiorizzato.
Mi sforzerò per renderla non una tecnica ma una abitudine!!
Il problema è sempre la pratica che supera la buona teoria!
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