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Posts Tagged ‘ira’

Lettera agli Efesini 4,26

Questo è sempre stato uno di quegli insegnamenti biblici che mi hanno accompagnato come amica, come compagna e come moglie.

Come amica qualche volta ho fallito, ma la difficoltà oggettiva di non vivere insieme ha creato uno spazio che in alcuni casi ha fatto la differenza.

Come moglie sono stata più coerente. Ho sempre cercato di rispondere a questo insegnamento e, pur non avendo avuto scontri così incolmabili i nostri occhi (miei e di Maurizio) si sono chiusi tutte le notti sempre con la quiete nel cuore.

Ma il problema è cominciato a sorgere quando sono diventata madre. Non subito naturalmente, ma con i primi scontri con i figli adolescenti devo dire che è stata dura rimanere fedeli a questo insegnamento.

Quando capitano alcuni scontri mi sforzo e faccio fatica ma alla  fine cerco di dare sempre la buonanotte con un sorriso. Ma il ribollire dentro non mi fa poi dormire sonni tranquilli.

E’ anche capitato però, raramente per fortuna, che non riuscissi poi a fingere così tanto e quindi quel “buonanotte” non c’è stato. Inutile sperare che possa arrivare per primo dai figli!

Non sono stata poi così male, peggio molto peggio quando quel buonanotte dato non  era sincero al 100%.  Questo non vuol dire che io non creda ciecamente in questo insegnamento, ma che non sempre si può essere all’altezza di ogni occasione, non sono infallibile e anche questi episodi mi aiutano ad accettarmi con le mie imperfezioni.

E trovo comunque che sia molto più attinente in un rapporto di coppia che in un rapporto con i figli dove a volte una notte intera di “riflessione” può essere d’aiuto nel cominciare il nuovo giorno con un nuovo e più sincero sorriso!

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Un’interessante discusione in un forum mi ha fatto riflettere sulla permalosità legata alla percezione di sé.

Indubbiamente sento di poter affermare di essere cresciuta un po’ “repressa” credo per il 90% da me stessa e dal dover fare sempre la cosa giusta. Quindi la mia permalosità era legata sempre alla percezione distorta che gli altri avevano di me, o meglio alla percezione che io davo per distorta.

Quando ho cominciato a dare peso e a valutare questa percezione degli altri, a cui io davo una valenza sempre negativa, ho cominciato a capire meglio, prima me stessa e poi anche gli altri e le cose hanno cominciato ad andare per il verso giusto.

Sento di non essere più “permalosa” come una volta, riesco a valutare ciò che mi si dice dal punto di vista di chi può farmi capire qualcosa in più su di me, certamente questo è proporzionato alla stima che ho dell’altro.

Ho acquisito più sicurezza (perché poi in fondo stava tutto là, l’idea di compiacere sempre era una questioni di autostima) e ho cominciato a parlare davvero per me stessa e per le cose in cui credo.

La forma che mi contraddistingue e per la quale ormai tutti mi conoscono, ossia la pacatezza, mi è rimasta, ma credo che sia una qualità innata. Ora appunto la ritengo una qualità perché riesco ad essere me stessa e a dire ciò che penso sempre, anche se con connotazione “pacata”, prima era solo “forma”, che poi alla fine mi portava a scattare in maniera sproporzionata, perché accumulo interiore (non visibile agli altri naturalmente).

E’ stato un duro lavoro su me stessa e lungo nel tempo, cominciato con l’arrivo dei figli ma soprattutto con il crescere insieme a loro ma non nego che gli ultimi due anni di partecipazione attiva in un forum di donne molto intelligenti ne abbia tratto i frutti migliori.

E il raccoglierli anche dal punto di vista esterno (editoriale e di blog premiato) indubbiamente mi incoraggia a continuare a percorrere questa strada, perché ancora ne ho da fare.

Perché il patologico non è solo nello scatto di ira sproporzionato ma anche nella sproporzionata remissività, diciamo che mi trovo nel mezzo di questo cammin………..con una luce in fondo a guidarmi che ORA vedo.

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