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Posts Tagged ‘libri’

20130703-113730.jpgNon so se vi ho detto che con la figlia n. 4 eravamo d’accordo a riordinare tutta la sua scrivania appena finiti gli esami di ex Terza Media.

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20130523-100330.jpgRingrazio Federica Sole della redazione delle LNM per questa bella intervista che mi ha fatto. Mi ha dato l’occasione per rispolverare quella buona teoria che troppo spesso dimentichiamo. Ha letto il mio libro e ne ha tratto alcune domande che hanno richiesto tutta la mia concentrazione per rispondere nel miglior modo possibile.

Il libro è attualmente fuori produzione. Il contratto con la Red è concluso, pertanto, non si trova in nessuna libreria, ma sto lavorando per poterlo rieditare e sto pensando anche ad una versione ebook. Per ora accontentatevi di qualche contenuto, presto, spero, di ripubblicarlo per condividere con chi vorrà questo fantastico viaggio che è crescere con i figli adolescenti.

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Il Magazine dove settimanalmente invio i miei articoli LNM promuove, in occasione della giornata mondiale del libro il 23 aprile, un contest per grandi e per piccini: Quel libro che… parla di me e Disegnami un libro.
Naturalmente il logo è una mia creazione!!!
Partecipate numerosi sia su tw con hashtag #quellibroche sia su FB nella pagina dedicate alle lenuovemamme e ricordate che i libri aiutano a crescere!

Qui i dettagli del contest

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Vorrei ragionare con voi nel cercare di individuare, e forse più occhi diversi aiuterebbe in questa ricerca, il momento esatto in cui intervenire affinché non ci sia poi quel cambiamento repentino che porta i nostri figli a non essere più quel che sembravano promettere.

Mi spiego sono sempre stata fiera del figlio numero 2 per la sua attitudine a divorare libri, di tutti i generi, di tutti gli spessori fin da piccolo.
Poi ad un certo punto zac la rottura ed ora basta, non è più un lettore incallito. Devo essere onesta gli è rimasta una capacità di lettura nel senso che se DEVE per forza leggere un libro scolastico lo fa con facilità, ma non ha più quella spinta autonoma a prenderne uno e iniziarlo a leggere.

E così per il figlio numero 3, aveva una predisposizione a tutto ciò che era scoprire, montare. Ricordo ore perse ad assemblare pezzetti minuscoli per costruire un veliero, un aereo, o una nave pirata, un vero amante del modellismo.

E poi zac… Finita la meticolosità e l’arte della pazienza!

Mi domando ci sarà un punto in cui poter intervenire prima che sia troppo tardi?

O devo rassegnarmi al fatto che anche questo figlio numero 5, maschio anch’esso, perda nel tempo questa gioia nell’esplorare, costruire, con quell’arte della pazienza così fondamentale in un tempo in cui cogliere l’attimo fuggente sia la sola via di uscita?

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di Maurizio Coletti

Manualetto per genitori preoccupati. Antigone Edizioni

Il libro si rivolge ai genitori di preadolescenti e adolescenti, spesso preoccupati perché temono o già sanno che il figlio o la figlia assume droghe. Oggi sono molto in voga i “test”.

Ma affidandosi a strumenti del genere per sapere se un ragazzo si drog, a che prezzo si arriva?

In queste situazioni, almeno inizialmente, è in gioco soprattutto la relazione con il figlio. E come recuperare una fiducia incrinata dall’imposizione di un test che dovrebbe “scoprire la verità” su un ragazzo che mente ai genitori? La lettura di queste pagine aiuterà padri e madri a riflettere più serenamente sul problema e ad affrontarlo in modo più consapevole ed efficace.

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Per riconoscere e reagire nel modo più appropriato a luoghi comuni, false credenze, consigli non richiesti, percorsi presentati come obbligati, relativi a gravidanza, cura del neonato, educazione dei bambini.

Cosetta Matteoni

 

Appena uscirà lo comprerò perché so già che sarà una lettura interessante, piacevole, ironica.

Lo comprerò non perché avrò bisogno di questi consigli (ho superato ormai questa fase) ma perché a scriverlo è una amica di forum che è una garanzia di qualità!!!

In bocca al lupo Cos!!!!!

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Romanzo di Alice Banfi

Alice cresce nell’amore e nel caos di una famiglia ‘diversa’. Il suo sogno di bambina è diventare pittrice. Col tempo il sogno di Alice si trasforma  in rabbia, che riversa per lo più su se stessa, sul suo corpo con l’alcool, l’anoressia, picchiandosi e infliggendosi tagli sempre più profondi.

Arriva il primo di una lunga serie di ricoveri in reparti psichiatrici.

“Quello che loro mi dicevano era che la mia malattia era una malattia genetica, scritta nel mio dna, dalla quale non si poteva guarire.

Quando ero in SPDC, combattevo con tutte le mie forze per trovare un’altra via di fuga, che non si limitasse alla finestra lasciata aperta per sbaglio dall’inserviente o a sgattaiolare dal passavivande della cucina.

La mia arte era sicuramente il modo migliore per scappare, per protestare, per farmi sentire ed anche per coinvolgere gli alti sofferenti come me.Passavo giornate intere a dipingere quel corridoio e le persone a me care che lo abitavano.

Addobbavo la mia stanza con fiori, pigne, disegni e figure.

Una volta feci un meraviglioso collage, ci misi tre giorni e tre notti e lo appesi… percorreva tutto il perimetro della mia stanza come una tappezzeria, vennero tutti a vederlo, e sprigionava gioia. Venne anche il primario a vederlo… e a ordinare di toglierlo; queste cose, disse, in ospedale non si fanno. La mia opera fu distrutta…….”

Un libro che consiglio di leggere non solo perché è a lieto fine ma perché è un racconto sincero e (auto)ironico. Insieme ad Alice rideremo e piangeremo e forse capiremo un qualcosa in più su quello che noi chiamiamo “diversità”, perché davvero c’è da domandarsi “chi è il vero matto in questa storia?”

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“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.

 

Quest’uomo è un grande: Carlos Gonzales!

Consiglio vivamente questa lettura che si pone nell’ottica di stare dalla parte del bambino.

Gonzales smentisce e critica qualsiasi metodo contro-natura, rifiuta di vedere il bambino come un piccolo tiranno, capriccioso e manipolatore, al contrario lo considera un essere dipendente, indifeso ma soprattutto BUONO che deve essere cresciuto nella sicurezza dell’affetto, del contatto fisico, dell’abbraccio.

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Di Paolo Crepet.  L’ho letto. Me lo ha regalato un amico dopo aver saputo delle avventure di mio figlio Giugiu, pensando di farmi un favore.

Ho capito che questo amico è molto digiuno di questi tipi di lettura. Lo ringrazio ugualmente.

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