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Posts Tagged ‘matematica’

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Barba e capelli bianca, occhiali sulla punta del naso, sorriso ambiguo sotto i baffi, le mani dietro la schiena e il registro sotto al braccio.

Così entrava il professore di matematica alle scuole medie.
Come varcava la soglia canticchiando il motivetto della campana noi tutte alunne, con l’immancabile grembiule nero, ci alzavamo in piedi in segno di rispetto come si soleva fare in quell’epoca.
Rispetto e terrore insieme.

Quattro quadernini a quadretti rigorosamente numerati pagina per pagina, guai a strapparne una!
Due per la bella e due per la brutta, anch’essi numerati.
Poi c’erano i compiti in classe, divisi per fila e gara di velocità, chi arrivava prima, ed aveva fatto tutto giusto un bel 9, 8 alla seconda e poi tutti 7 se il compito era giusto.

Facevo a gara con l’altra brava della classe, purtroppo però anche sua cocca. Se arrivavo seconda un 8 non me lo levava nessuno, ma se era lei ad arrivare seconda, non si sa perché, rimediava il solito bel 9.

Oggi tutto questo sembra davvero lontano nel tempo e naturalmente non potrebbe mai funzionare nelle nostre scuole, ma è grazie a lui se ho questa capacità di velocizzare il pensiero e renderlo operativo in breve tempo.
Grazie prof.

Ma il vero terrore era sua moglie la prof di italiano e latino, lei si che mi ha reso la vita difficile! Averceli tutti e due nella stessa sezione non era mica cosa da poco.
Il loro nome risuonava in tutto l’istituto incutando terrore tra i corridoi.

Ancora oggi a distanza di 38 anni i loro nomi vengono pronunciati spalancando gli occhi con l’espressione tipica di chi ha ancora vivo il ricordo di quando varcavano la soglia della classe e fermavano il tempo con il loro sguardo, che minaccioso ti faceva salire il cuore in gola e farlo scendere di nuovo al suo posto solo al suono della campanella, quella vera.

I mitici professori Roxas.

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Tutto nasce dal ricevimento di un professore di matematica a cui avevo intenzione di andare.

Giugiu, a mio giudizio (e già parto male lo so), non mi sembra dedicare tempo allo studio, non il giusto tempo proprio DEL tempo, almeno quando è a casa è solo davanti al computer!

Finché non parlo con i prof devo fidarmi di quello che mi dice (praticamente niente).

E così avevo intenzione di cominciare da quello di matematica, ma Giugiu mi dice che oggi è assente, infatti lui uscirà un’ora prima.

Che ho fatto? Ho voluto accertarmene di persona e, siccome ero in giro a quell’ora, ho fatto un salto a scuola ed effettivamente il professore non c’è.

Quanta fiducia ho in mio figlio?  sicera, sincera, sincera…………….ZERO!

Purtroppo le tante bugie accumulate in questi ultimi due anni hanno fatto crollare in me quella certezza che deriva appunto dalla fiducia reciproca che ho sempre avuto con i miei figli.

Non tollero le bugie, soprattutto quelle inutili!!!!

Sapete cosa dicono gli esperti? Che le bugie sono una forma di creatività e che chi la possiede ha una marcia in più.

Ed io rispondo come l’illustre professore della trasmissione di Radio 2 SEI UNO ZERO (610): e sticazzi!!!!

Comunque ho deciso che quest’anno non lo tartasserò più di tanto (se mi riuscirà perché per me è moooolto difficile) e che forse è ora che si assuma le sue responsabilità.

Negli ultimi due anni la nostra “insistenza”, il nostro stargli “addosso” ha fatto si che uscisse dall’anno scolastico sempre bene (un debito in storia al primo anno, promosso lo scorso anno).

Ma questo “esserci” è stato davvero costruttivo/formativo per lui?

Forse una bella musata al muro potrebbe esserlo molto di più.

Giuro con Giugiu tutto e il contrario di tutto è possibile!!!

Santa pazienza!

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Puoi contorcerti quanto ti pare nel trovare soluzioni possibili che aiutino i tuoi figli, che tanto per loro è sempre niente!

Prima di cominciare la scuola ho proposto a Gianluca, su consiglio della prof che cambierà, un po’ di ripasso di matematica con una professoressa in pensione amica di mia suocera.

Telefonate, appuntamenti, orario tutto servito su un piatto d’argento e il suo commento:

– eh si be mica devo essere contento per forza, mi butti giù dal letto mica per propormi una vacanza!!!!-

Non ci ho visto più e gliene ho cantate 4 e che diamine!!!!!

Oltretutto costano anche queste lezioni.

Niente non capisce, e mi rendo conto che non posso pretendere a tutti i costi che lo faccia, almeno finché continuerò a cercare in tutti i modi di aiutarlo. Non cerco di mettermi al posto suo per risolvergli tutti i problemi, ma certo non lo lascio solo a sbatterci il muso!

A volte meriterebbe davvero di essere lasciato in balia di se stesso, forse riuscirebbe a capire!

Ma non me la sento, mamma chioccia? Forse, ma è troppo instabile ancora per poterlo fare.

E’ che, pur riconoscendo che forse sarebbe la soluzione migliore, temo che alla fine, sul piatto della bilancia, rischierebbe di più, in tutti i sensi, con l’angoscia poi dei sensi di colpa.

E’ che a volte mi sento proprio stretta in una morsa! E quando ho provato la via alternativa di “vediamo che fa” alla fine ho perso sempre io!

Non ce la faccio proprio a non intervenire! Anche questo è un mio limite e devo imparare a conviverci!

E’ che la pratica supera sempre la teoria!

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