Lettera agli Efesini 4,26
Questo è sempre stato uno di quegli insegnamenti biblici che mi hanno accompagnato come amica, come compagna e come moglie.
Come amica qualche volta ho fallito, ma la difficoltà oggettiva di non vivere insieme ha creato uno spazio che in alcuni casi ha fatto la differenza.
Come moglie sono stata più coerente. Ho sempre cercato di rispondere a questo insegnamento e, pur non avendo avuto scontri così incolmabili i nostri occhi (miei e di Maurizio) si sono chiusi tutte le notti sempre con la quiete nel cuore.
Ma il problema è cominciato a sorgere quando sono diventata madre. Non subito naturalmente, ma con i primi scontri con i figli adolescenti devo dire che è stata dura rimanere fedeli a questo insegnamento.
Quando capitano alcuni scontri mi sforzo e faccio fatica ma alla fine cerco di dare sempre la buonanotte con un sorriso. Ma il ribollire dentro non mi fa poi dormire sonni tranquilli.
E’ anche capitato però, raramente per fortuna, che non riuscissi poi a fingere così tanto e quindi quel “buonanotte” non c’è stato. Inutile sperare che possa arrivare per primo dai figli!
Non sono stata poi così male, peggio molto peggio quando quel buonanotte dato non era sincero al 100%. Questo non vuol dire che io non creda ciecamente in questo insegnamento, ma che non sempre si può essere all’altezza di ogni occasione, non sono infallibile e anche questi episodi mi aiutano ad accettarmi con le mie imperfezioni.
E trovo comunque che sia molto più attinente in un rapporto di coppia che in un rapporto con i figli dove a volte una notte intera di “riflessione” può essere d’aiuto nel cominciare il nuovo giorno con un nuovo e più sincero sorriso!
YUYU, 3 anni l’11 settembre, ha SEMPRE dormito nel nostro lettone, fatto poppate notturne fino a 6 mesi fa, anche 3/4 volte per notte, con il biberon.




