Riunione dei genitori al liceo per parlare con il preside dell’occupazione e cosa fare.
Non mi sono scandalizzata mai così tanto come in questa occasione.
“sono 4 delinquenti”
“se fosse mio figlio lo avrei mandato già in ospedale”
“sgombero forzato”
“non hanno nessua regola ma che razza di genitori hanno”
“mio figlio l’ho educato al rispetto”
“ascoltarli?……a sprangate bisognerebbe prenderli”
Questi alcuni interventi di genitori, giustamente arrabbiati per il prolungarsi di questa farsa, ma assolutamente inqualificabili nei contenuti e nei modi.
Io che mi batto fino allo sfinimento a favore del dialogo, dell’ascolto, del trasformare qualsiasi evento, anche negativo, in motivo di crescita, di comprensione, di ragionamento di parlare, parlare, parlare………..
queste affermazioni sono pugnalate a sangue freddo nel profondo della mia anima, che ama questi ragazzi, perché davvero in questi casi li sento tutti figli miei e se anche mio figlio Giugiu non ha partecipato attivamente al prolungarsi dell’occupazione, dopo che il permesso che avevano avuto (fino a sabato) è stato disatteso, io non riesco a vedere in loro nessun “mostro”, ma solo ragazzi pieni di ormoni allo sbando che cercano la loro strada percorrendo anche vie inaccettabili, illegali e “stupide”, non capendo che il diritto allo studio passa principalmente dall’evitare di impedirlo.
Grazie a Dio alla fine i genitori di buon senso hanno prevalso e, dando fiducia al rappresentante degli studenti (aggredito verbalmente dai soggetti sopra citati) hanno votato sulla fiducia il loro auto-sgombero, domani mattina alle ore 8.00.
Spero davvero che i ragazzi non si incaponiscano (la tentazione è forte) e domani mattina lascino la scuola per dar modo a chi di dovere di disinfestare e giovedì riprendere il normale svolgimento delle lezioni.
Io sono fiduciosa in loro e profondamente sconfortata per tutti quegli adulti che dovrebbero essere un esempio positivo, perchè sono assolutamente convinta che la via del dialogo e non quella delle regole, sia la via migliore da percorrere, perché un sano dialogo ha la possibilità di far condividere anche delle regole che comunque necessitano, ma non il contrario.





