“Ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta, tutti vogliono tutto per poi accorgersi che è niente, noi non faremo come l’altra gente….”
Probabile che per molti non è proprio edificante fare le pulizie di casa, nell’unico giorno libero dal lavoro, ascoltando a volume alto Renato Zero.
Ma una riflessione ascoltando “I Migliori anni della nostra vita” ci sta tutta.
Arrivati a 50 anni non dico che i migliori siano passati, ma una buona parte direi proprio di si.
Il fatto è che finché non ci si ferma a riflettere difficilmente si riesce a vedere con una giuste luce tutto il mondo intorno a noi.
È come quando ti capitano delle tue foto di qualche tempo fa e ti accorgi magari di quanto eri magra lì, pur avendo coscienza che a quel tempo avresti detto lo stesso di un’altra foto di ancora prima.
Siamo bravissimi ad accorgerci di tutto ciò che di bello abbiano nella vita sempre un filino in ritardo per poterne godere appieno.
Ieri ho partecipato al funerale di un ragazzo (42 anni trattasi di ragazzo) papà da pochissimi anni e mio compagno di giochi dell’infanzia che non vedevo da oltre 35 anni!
Di preciso non so bene cosa sia successo (o meglio lo so visto l’amore che si respirava nonostante mancasse l’aria dalla tanta gente presente, posti in piedi), ma sono uscita da quella chiesa più ricca e molto più cosciente di quanto amore possiamo dare e riceverne dagli altri, anche se in realtà non riusciamo ad esserne consapevoli fino in fondo.
È questa inconsapevolezza che mi spaventa!
Una cosa mi sono detta ieri rientrando in casa, nel caos di casa….
Anche io voglio amare così!


“Molti vivono la vita così come dice il De Mello:




