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lunedì 15 febbraio 2016

Video recensione di "La Maschera della Morte Rossa" di Edgar Allan Poe

Ormai mi ci sono messo di impegno, a pubblicare quasi un post al mese...


Oggi è la volta del settimo episodio di Un libro in due , la rubrica a due voci ideata insieme a Romina Tamerici (che, come al solito, ne ha già parlato sul suo blog), una sorta di sit-com letteraria in cui recensiamo, in maniera un po’ diversa da quella a cui magari siete abituati, libri letti da entrambi.

In questo caso, il libro, per essere precisi il racconto, non l'abbiamo nemmeno letto! Ne abbiamo ascoltato ben due audio letture: l'una, integrale, di Ménéstrandise Audiolibri e l'altra, trasposta in forma di monologo teatrale, di Giancarlo Giannini. Abbiamo poi letto una graphic novel firmata Rocchi-Dell'Olio ed edita da Kleiner Flug, che in qualche modo non si limita a sommare uno strato visuale alle terrificanti atmosfere di Poe, ma utilizza alcuni elementi del racconto originale per costruirci qualcosa di ben diverso nei toni e nella struttura narrativa, nel bene e nel male. La graphic novel era quella che ho mostrato la scorsa volta per le votazioni, per cui mi scuserete se abbiamo sforato un pochino, ma in fondo, se ci seguite, non dovrebbe stupirvi.

Però, il vostro parere ci interessa! Vi sarete accorti che abbiamo iniziato a contenerci, tagliando qua e là per ottenere dei video che forse censurano alcuni dei nostri momenti più simpatici, ma allo stesso tempo dovrebbero risultare molto più dinamici e comprensibili. Insomma, diteci se stiamo percorrendo la strada giusta.

Infine, chiedo scusa a Italo Calvino. Chi vuole sapere il motivo dovrà guardarsi il video.

Vi lascio quindi alla nostra video recensione, ricordandovi che è possibile esprimere un voto qui, sotto il post di Romina o su Youtube, sul libro che vorreste vedere da noi recensito tra due mesi esatti. Ce ne sono di tosti!

Buona visione!


mercoledì 7 novembre 2012

Coincidenze, stupore e strane sinergie in quel di Lucca

Le mie scarse doti di fotoritocco...
Primo, la delusione di dover aspettare fino al 2013 per la seconda parte di Mardi-Gras Delleceneri (di cui parlerò prossimamente). Poi, la notizia che due fumetti sbarcheranno sul grande schermo: Universal War One di Bajram e quel Locke & Key che invero non ho ancora letto, ma di cui tutti parlano bene. La lettura di Ferro Sette e l'incontro fortuito con il suo autore a uno stand altrimenti anonimo.
La scoperta che esistono manga per ogni stagione, in cui i protagonisti giapponesi hanno tratti asiatici e capelli decenti. Che esistono gekiga, una letteratura - oddio, si può dire? - seria e senza effetti speciali, rivolta a un pubblico adulto.
Resto bloccato in una stazione per un disguido e mi trovo a discorrere con uno scrittore di professione, uno che con i suoi libri riesce a viverci ma che non ritiene la scrittura un lavoro. "Un lavoro non è" dice, forse perché la vede come una passione? E ancora, chi dice che il lavoro debba essere un susseguirsi di monotonia e sofferenza? Chi fa un lavoro che gli piace è da considerarsi choosy?
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