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domenica 18 gennaio 2026

il parco macchine

 


In questo post si entra in casa, o meglio dentro la borsa, con relativa e inevitabile violazione della privacy della famiglia di fotocamere che vive con me, ma non tutti i pixel vengono per nuocere...

La fotografia è un hobby (o un lavoro) costoso e impegnativo non c'è alcun dubbio, ma le soddisfazioni sono sempre garantite, qualunque siano le capacità tecniche dell'umano dietro al mirino. Tuttavia se non si è parenti di Bezos o di Bill Gates bisogna far ruotare le macchine e le ottiche e affidarsi a prodotti usati per potersi evolvere senza cedere qualche rene. Ci sono vari siti che permettono la compravendita di prodotti usati (e il rene ringrazia) come RCE Foto, Ollo store o altri. Con il moto perpetuo di ottiche e fotocamere usate, oltre a trarne giovamento la tasca, ne beneficia anche il pianeta e, oltretutto, si mettono a disposizione di chi non si può permettere l'acquisto di un prodotto nuovo, o anche di chi è alle prime armi, della buona attrezzatura ripulita e revisionata a costi accessibili.
Il parco macchine cambia, si evolve e spesso si alleggerisce. Nella foto di famiglia qui sopra un pezzo ci ha lasciato (la Nikon Zf) per poter ottimizzare il corredo di ottiche Fujifilm e Leica. Eh si, purtroppo se non si è milionari bisogna fare delle scelte e tre sistemi diversi sono troppi, forse lo sono anche due, ma per ora si riesce a farli convivere, un pò a fatica a dire il vero, ma ancora si può fare.
I corpi con obiettivi intercambiabili sopravvissuti all'epurazione sono la vecchia e affidabile Fujifilm XT 5 e il carro armato tedesco Leica SL3. Le altre due sorelle che completano il quartetto sono rimaste lì a svolgere il proprio lavoro indisturbate: la compatta full frame da 60MP Leica Q3 e la APS-C da 40MP Fujifilm X100VI, con le loro ottiche fisse e pochissime necessità di arricchimento (se non l'aggiornamento periodico del firmware o qualche piccolo accessorio). Lo stesso non si può dire per le macchine con ottica intercambiabile che richiedono, appunto, un parco obiettivi adeguato a seconda delle esigenze.
La favolosa SL3 (full frame da 60MP) finora è quella che non si è potuta giovare di un corredo di vetri adeguato soprattutto perché le lenti Leica costano veramente tanto. Per ora si deve accontentare di un solo obiettivo Leica (l'APO Summicron SL 35mm f/2 ASPH) preso di seconda mano e di due Panasonic Lumix S, il 50mm f/1.8 e il 100mm Macro f/2.8. In mancanza di donazioni penso che questo parco ottiche rimarrà invariato per un bel pezzo.
Diverso è il discorso per la Fujifilm XT 5 perché, grazie a prezzi più abbordabili e un panorama vastissimo di ottiche originali e non, ha usufruito nel tempo di numerosi e frequenti cambi di obiettivi usati e/o nuovi.
Per ora sono presenti nella borsa l'insostituibile Fujifilm XF 23mm f/1.4 R LM WR, l'XF 16-55mm f/2.8 R LM WR II, l'XF 70-300mm f/4-5.6 R LM OIS WR, l'XF 30mm f/2.8 R LM WR Macro e l'XF 100-400mm f/4.5-5.6 R LM OIS WR per quanto riguarda le ottiche originali. Per quelle di terze parti c'è a disposizione il divertentissimo (se la qualità dell'immagine non è tra le vostre priorità) Sigma 16-300mm f/3.5-6.7 DC OS C e due ottimi Viltrox: l'AF 75mm f/1.2 Pro e il 27mm f/1.2 Pro. Devo dire che una parte di questi obiettivi (soprattutto i due pur eccellenti Viltrox e forse anche il Sigma) sono destinati al mercato dell'usato per poter sfamare le vacche magre, ma questo è un altro discorso. L'obiettivo della vendita degli obiettivi è oltre quello di nutrire le succitate vacche anche quello di ottimizzare il corredo, alleggerire lo zaino ed evitare sovrapposizioni di focali.
Devo ammettere che è sempre un pò doloroso lasciare andar via dei componenti della famiglia che hanno dato delle soddisfazioni. Mi è successo in passato con il Tamron 18-300mm o con lXF 55-200mm, con il recente abbandono della Nikon Zf e sopratutto con la vecchia Leica Q, forse il miglior pezzo che è andato via. Un po' meno per le Fujifilm XT1 e poi XT3 perché sono state sostituite degnamente dalla XT 5, ancora meno per le Fuji X100T e poi X100V perché la X100VI è a dir poco fantastica. Come non mi è affatto dispiaciuto - a suo tempo - l'abbandono dell'ottima XE 4, dopo anni di onorato servizio. Invece la Leica Q (presa anche quella di seconda o terza mano, non ricordo bene) pur non avendo la qualità strabiliante della Q3 aveva una personalità e un marchio inconfondibile negli scatti che a mio modesto parere non ha paragoni con nessun'altra macchina. Pazienza.
Per quanto riguarda le lenti che sono già in fila per il check-in alle partenze, i due Viltrox sono veramente ottimi sia come costruzione sia come qualità di immagine e definizione: non sbagliano un colpo. Tuttavia non hanno la personalità delle lenti Fuji e per giunta si trovano in una fascia di focali già occupata dagli zoom della Fuji (il 16-55mm e il 70-300mm), perciò li saluterò senza patemi d'animo. Diverso è il discorso del Sigma 16-300mm perché se è vero che anche qui le focali sono tutte coperte da obiettivi di qualità ben superiore (il 23mm, il succitato 16-55 e il sorprendente 70-300mm) è comodissimo da portare appresso come unico obiettivo, è leggero, piccolo ed estremamente versatile, andando a coprire un range di focali incredibile dai 16mm ai 300mm appunto (24-450mm equivalenti in formato full frame). Sarà dura separarsene, anche se non ha la qualità di immagine dei Fujifilm e la differenza tra questo e l'altrettanto piccolo e leggero (anche se carente dal lato grandangolo) XF 70-300mm o ancora di più con il 100-400mm, sono notevoli. Il Sigma abbinato ai 40MP della XT 5 non è il massimo per qualità dei file ottenuti (forse è più adatto a una fotocamera da 20-24 MP) le immagini sono spesso impastate e poco definite e l'AF non è sempre precisissimo, soprattutto se il soggetto è molto distante o molto piccolo. Si comporta molto meglio con i soggetti più grandi e più vicini e va ancora meglio alle focali più corte o in modalità macro a 70mm. Resta il fatto che uno prende questo tipo di obiettivo per avere tutte le focali insieme a disposizione e soprattutto per poter utilizzare i 300mm (450mm equivalenti in formato full frame) altrimenti si acquisterebbe uno zoom più corto e classico come il 16-55mm. In questo caso i 300mm sono da riservare a casi estremi o solo per sfizio. Eppure, nonostante questi piccoli - che sembrerebbero grandi, ma in fondo non lo sono - problemi, è sicuramente la lente più divertente e piacevole da usare che io abbia mai avuto.
Arrivati a questo punto in molti si chiederanno il perché di questo fiume di parole inutili sui cazzi propri. Ebbene, me lo sto chiedendo anche io.






















Un saluto all'ultima vittima del turn over (eh, si sa: il numero degli stranieri permessi nel nostro campionato è limitato) la splendida Nikon Zf che ha dovuto lasciare casa per rimpinguare la cassa vuota. Una macchina fantastica ma per quanto mi riguarda con il menu Nikon non ho mai avuto un grande feeling e tra le cinque macchine rimaste ho dovuto sacrificare lei, purtroppo. In ogni caso, per quanto mi riguarda, preferisco i menù, i controlli, le simulazioni pellicola (o i Leica Looks) e anche il risultato finale, ovvero le immagini ottenute, di Fujifilm e Leica. È una questione di gusti personali. Bye.





mercoledì 7 gennaio 2026

Le migliori macchine fotografiche del 2025

 


Nel 2025 sono uscite poche macchine interessanti rispetto al recente e recentissimo passato (vedi: Le migliori fotocamere del 2023 - Le migliori fotocamere del 2024). Tuttavia non ho alcun dubbio su quella che deve essere incoronata come migliore fotocamera dell'anno: la Fujifilm GFX100RF è il gingillo tecnologico più innovativo e interessante dell'anno. La prima compatta medio formato (o large format secondo la nomenclatura di casa Fuji) mai prodotta. 102MP e un'ottica fissa 35mm f/4 che corrisponde a un 28mm nel formato FF. Fujifilm, l'evoluzione della specie: GFX 100RF e X...
Per il resto c'è stata una bella infornata di obiettivi soprattutto da parte di Sigma (su tutti il divertentissimo e unico sinora 16-300mm f/3.5-6.7 DC OS Contemporary o ancora l'altrettanto innovativo 20-200mm f/3.5-6.3) ma anche da Panasonic per quanto riguarda il solo attacco L Mount (il Lumix S 24-60mm f/2.8 e il Lumix S 100-500 f/5-7.1) e tanti altri sia da parte dei grandi marchi (Canon, Sony e Nikon) e sia da Tamron o dagli emergenti cinesi Viltrox, Laowa, TT Artisan, 7 Artisan e via dicendo.
Poi sono uscite anche altre macchine interessanti: su tutte spicca sempre in casa Fujifilm la nuova XE 5 che ha fatto fare un bel salto di qualità alla serie con un bel pò di innovazioni, a cominciare dal'IBIS per proseguire con il sensore da 40MP e per finire con l'innovativa rotella di controllo per accedere subito alle mitiche simulazioni pellicola di Fuji.
C'è anche da segnalare qualche novità stuzzicante in casa Leica come la versione safari della M11P, probabilmente la fotocamera più bella di sempre, o la versione sempre della M11 con mirino elettronico (la Leica M EV1). Comunque per le novità vere e proprie sia in casa Leica sia per quanto riguarda Fujifilm bisognerà attendere lo svolgimento del 2026. Nella casa tedesca sono previste la M12 e una nuova SL che si porrebbe a metà strada tra la SL3 (60MP) e la SL3-S (24MP) con un sensore da 44 megapixel. Da Fuji, invece, si attendono per l'anno prossimo l'attesissima X Pro 4 e la XT 6.



Migliore fotocamera del 2025:

Fujifilm GFX100RF

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Fujifilm X E5

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Leica M11 P Safari Edition

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Leica M EV1 (nera) e la Leica M11 (in questo caso grigia)

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venerdì 12 dicembre 2025

La Leica SL3 e un paio di lenti Panasonic

 Con la Leica SL3 al collo bisogna decidere che lente abbinare senza necessariamente dover donare un rene. Sino ad ora avevo a disposizione solo un obiettivo Leica (il Leica APO Summicron SL 35mm f/2 ASPH, preso ovviamente di seconda mano) ma per quanto il fantastico vetro Made in Germany dia risultati eccezionali -  a dir poco - era pur sempre solo a gestire tutti gli scatti con la SL3 ed è appunto un 35mm, che pur prestandosi a mille usi, ha a disposizione solo e sempre quella focale. Quindi mi sono deciso a provare un paio di lenti Panasonic L-Mount dal prezzo decisamente più abbordabile rispetto alle Leica e dai pesi e ingombri molto più light. Ho optato per far compagnia al Leica APO 35mm il Panasonic Lumix S 100mm f/2.8 Macro e il Panasonic Lumix S 50mm f/1.8, due lenti piccole e leggere, praticamente identiche, ma con compiti molto diversi. Sono ambedue molto "plasticose" rispetto al massiccio metallo tedesco del succitato 35mm ma il collo e la schiena stanno già ringraziando. Per intenderci il 50mm e il 100mm di Pana pesano circa 300 gr ciascuno, cioè tutti e due insieme pesano meno del Leica (580 gr contro 720 gr). Per quanto riguarda la prova sul campo, una volta alleggerita la schiena e il portafoglio, il 50mm è divertentissimo, molto definito e preciso per quanto riguarda il sistema di auto focus della Leica, e si usa senza troppi pensieri. Il piccolo 100mm Macro è il più minuscolo e leggero tra i Macro e tra i 100mm in ambito Full Frame, ma come quasi tutti gli obiettivi macro è un pò più complicato da gestire in AF  e bisognerebbe optare quasi sempre per il fuoco manuale. Rispetto al cinquantino, che ha solo il tasto AF-MF, il macro oltre allo stesso commutatore del primo possiede anche un secondo comando con la possibilità di passare dalla modalità Full (ovvero tutto il range di messa a fuoco) a quella da 50cm all'infinito solo per ritratti e scatti e distanza, alla modalità macro vera e propria ovvero con fuoco da 20,4 cm sino a 50 cm. Come dicevo il fuoco automatico con il minuscolo macro è un pò complicato e bisogna prenderci un pò la mano, lo stesso obiettivo impiega un pò di tempo per mettere a fuoco anche in modalità Full, non è cosi veloce come il fratello minore da 50mm, ma anche qui dopo averci preso un pò di confidenza la situazione migliora parecchio. Ovviamente il confronto con il Leica non è possibile, però c'è da dire che tutti e i due piccoli ed economici Panasonic sono ben definiti e ricchi di dettaglio e regalano scatti molto piacevoli, nitidi e dall'ottimo bokeh. Sono ambedue tropicalizzati e ben costruiti e, nonostante la leggerezza e la plastica, danno una bella impressione di solidità.


Per completare il corredo SL  mancherebbe anche un bel teleobiettivo, come ad esempio il Sigma 60-600mm o il Sigma 150-600mm, un grandangolo più spinto come il 18mm f/1.8 sempre della serie S di Panasonic e un tuttofare che potrebbe essere il 24-70mm Art di Sigma o il Panasonic S Pro sempre 24-70mm o ancora meglio il più economico Panasonic S 24-60 f/2.8. Tuttavia oltre a questi mancherebbe anche il denaro, ma questa è un'altra storia.

In attesa che Viltrox, entrata da poco nella famiglia L-Mount, sforni qualche obiettivo più economico e di pari qualità rispetto a quelli che produce per l'X-Mount di Fuji nel formato APSC.

Qui sotto c'è qualche scatto di prova con il 50mm:


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E qui qualche prova con il 100mm Macro, un pò a caso come sempre:


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alla prossima...