(Audio in fondo al post)
«Volete offendere Roberto Maroni? Chiamate subito in diretta. Il
primo che chiama vince la possibilità di offendere Roberto Maroni.
Stiamo scherzando? No, siamo serissimi». È durissima, su Radio Padania
Libera, la reazione di Sammy Varin, conduttore di punta dell’emittente
di Via Bellerio, alla lunga intervista rilasciata da Roberto Maroni al
Foglio, intervista
nella quale il presidente uscente della Regione Lombardia, che si
definisce “leninista convinto”, oltre a ribadire una certa distanza
politica e culturale dall’attuale leadership leghista, accusa Matteo
Salvini di metodi stalinisti.
«Che cosa rimane di decine di anni insieme? Che cosa rimane delle
interviste a Radio Padania, in diretta, una volta alla settimana? Che
cosa rimane di promesse e battaglie comuni?», chiede Varin. Che
aggiunge: «Noi ti salutiamo e ringraziamo, Roberto Maroni, perché se te
ne vai siamo molto contenti. Fuori dai maroni».
Gli ascoltatori rinnovano stima e fiducia in Salvini, si dicono
delusi, traditi, rattristati («Maroni ci pianta in asso proprio adesso,
sul più bello, dopo che abbiamo fatto i banchetti per l’autonomia?»), ma
non sembrano raccogliere l’appello dello speaker. Una militante, anzi,
invita a «non parlare male di Maroni, non facciamo sempre queste cose,
in Lega, che quando qualcuno non è d’accordo ne parliamo male, cerchiamo
di essere uniti». Ma Varin la schernisce: «Perdonami, tu sei la sorella
di Roberto Maroni?». Una seconda ascoltatrice insiste: «Salvini sta
andando avanti tanto bene, quindi basta, smettiamola con questo dir
male dei leghisti, basta con questa storia dei tradimenti». Sammy Varin
la interrompe: «Ti censuriamo volentieri perché Maroni non è leghista,
ok? Maroni, in questo momento, non è più leghista, non sta parlando da
leghista. Nessuno sta parlando male di Roberto Maroni, noi stiamo
soltanto dicendo che siamo molto rattristati dalla scelta di Maroni di
sputtanare la politica che fino a ieri aveva sostenuto o aveva fatto
finta di sostenere».
«Oggi siamo arrabbiati con Maroni, poi domani dimentichiamo tutto,
ci mancherebbe altro, si va avanti, la Lega è la Lega», spiega Varin,
«però fa male, soprattutto a noi che crediamo in questo progetto e che a
questo progetto lavoriamo, quasi sempre gratis, vedere una persona, che
non ha certamente lavorato gratis in questi anni, che non ha mai dato
neanche un euro a sostegno di Radio Padania Libera, tradire in questo
modo». E ancora: «Io voglio bene a Roberto Maroni, così come voglio bene
a tutti coloro che sono stati in Lega, però l’ho visto più volte nelle
varie manifestazioni e sono sempre rimasto male che mai una volta sia
venuto al gazebo di Radio Padania e abbia scelto di aiutare la radio,
magari semplicemente acquistando un cd. L’ultima volta si è avvicinato,
ci ha salutato, ha preso in mano uno dei tanti cd, l’ha guardato e l’ha
riposto sul tavolo».
«Questo è il giorno dell’ira, da domani ci baciamo, ci riabbracciamo
tutti quanti, siamo tutto fratelli», rassicura, di nuovo, Varin. Che però, subito, ci ripensa: «Col cacchio, io con questa gente
non voglio più averci a che fare». Poi, prima di collegarsi con la
conferenza stampa di Attilio Fontana, l’ex sindaco leghista di Varese
candidato alla Presidenza della Regione Lombardia per il centrodestra
(«Lega e alleati si uniscono intorno ad Attilio Fontana, visto che
Maroni si è fatto la cacca addosso»), una pesantissima insinuazione
finale: «Roberto Maroni ha un po’ sputato addosso a questa Lega dove ha
militato per anni, e dispiace, perché uno dice: “Ma come, era
leghista...”. A quanto pare, o non lo è mai stato o, forse, è stato
comprato da qualcuno. Forse, eh».
Qui sotto, alcuni estratti della trasmissione.
(per il blog dell'Espresso)