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Siamo viola, siamo arancioni
rossi, gialli, siamo bianchi
verdi ed anche blu, noi siamo neri.
Noi siamo l’indaco, l’oro ed il cristallo
I nostri colori son quelli della Luce
Nei nostri zaini solo un raggio di sole
perchè siam pensieri diversi
altri ed estranei.
Noi respiriamo noi viviamo
noi siamo altro dal vostro sistema
siamo altro, diverso, che voi non siete
Diversi da ogni vostra divisione
noi riusciamo a sognare
noi riusciamo a cantare
I colori dell’iride…l’arcobaleno
ed oltre
noi portiamo le bandiere della luce
le nostre armi son raggi di sole
La nostra anima è d’Acqua
il nostro cuore è Fuoco
il nostro sangue salverà la Terra.
Ed il pensiero è l’Aria ed il respiro
È lo scorrere
È l’andare del tempo che passa
È la vita e la morte
È l’amore del sempre e del mai
Nella gioia e nel dolore
È il senso del vuoto e del pieno
mancanza, possesso, distacco
È il venire degli anni.
È la mente.
É maya, la nebbia
come l’acqua che passa e che muore
come il seme…come il sole e la luna
quell’addio sussurato e la lacrima
l’aperta campagna ed un albero
son le anime grandi
che non sempre hanno il corpo dell’uomo
È la grande lezione della mia impermanenza
l’attenzione che aspetta sopita
che venga il momento del grande rinnovo
mancanza, ma niente paura
ogni giorno stupito io m’accorgo
davvero che nulla mi occorre
che nulla mi manca
che ho avuto soltanto fortuna
che non sono restato mai solo
eppure son gli anni in cui sembra
che tutto e che tutti
sian lì per mancare…
saluto l’amica, saluto il compagno di viaggio
saluto quel pezzo di strada
Ho pregato per riuscire a far silenzio
le parole mi hanno fatto solo male
questo dono che poi è maledizione
Cosa serve riempir l’aria di parole?
Son più vere quando siano tante e belle
Vuota forma dentro a vuota architettura
molto meglio il silenzio e la scrittura.
Vorrei fare questo voto di silenzio
per donarlo a chi ho ferito , camminando.
Nel silenzio, noi si riesce anche a sentire.
È l’ascolto seme di benedizione
Nel silenzio, noi si riesce ad osservare
quante volte me lo hanno ripetuto.
Ho pregato, non è detto che io riesca
la parola spesso incombe e mi comanda
Così, spesso, parla il nostro volador.
Ego entra, ego sta in mezzo alla piazza
nel silenzio lui non riesce a dominare
asservito come resta all’ascoltare.
Quando poi io son riuscito nell’ascolto
ho sentito nella voce dei Maestri
del cammino d’ogni anima nel karma.
Vorrei, il mio, oggi entrasse nel silenzio
non parole che si parlino da sole
non rumori, di risposte senza senso
Come dirti, d’affetto
conquistato…così
mano a mano
trasformando passione
in amore sincero
come dirti del senso…
della profonda fiducia
come poi raccontarti
di quell’ammirazione
di quel senso di stima
sono frasi già dette
complimenti già fatti
retorica in fondo
nel passare degli anni
io poi che le odio
parole già dette
io poi che ci sputo
su frasi già fatte
Io ti voglio narrare dell’anime
del loro incontrarsi
io ti voglio narrare del tempo
che passa e degli anni
che noi condividiamo
io ti voglio parlare di strade…
Non ti voglio annoiare
Voglio farti sognare
Mi si perdoni gente
per tutti i miei perchè
sembrano quelli d’un uomo non cresciuto
che sia rimasto fermo in quella fase
d’infinite domande
che attendono, sornione, le risposte…
fosse d’un Angelo oppure un Dio Minore
Io chiedo a voi
perchè dell’uomo il meglio
sia sempre teso contro la Dea Natura
chiedo perchè cambiar per voi
sia sempre in peggio
perchè chiediate mano ferma e polso duro
perchè vogliate regole e prigioni.
Perchè per voi pensare cambiamento
sia sempre durezza…stato di polizia
maggior controllo
Perchè accettiate voi
l’unico mondo d’altri scelto
distorto a descrizione e improprio uso
Non osando più ed affatto
d’ immaginarne un altro
che non sia del Mostro Pragma
dominio e territorio
Emendamento d’un unico racconto
preparato
Io chiedo a voi
perchè voi releghiate
in terre definite d’utopia
tutto quello che discute del potere
quel che lo mette in dubbio
in discussione
Io chiedo a voi
perchè voi non sogniate
o releghiate al peggio la speranza
in luoghi senza uscita
senza nessun costrutto…
dov’essa muore
senza una prospettiva e senza amore
senza alla fine aver nulla prodotto
Io mi domando dove sia il mio, vostro coraggio
quella forza d’avere del mondo una visione
che sia diversa da quella del racconto
che ogni giorno ci viene, ripetuto
dove siano finiti quei ragazzi che cantando
dell’amore affrontavano la vita
e il mondo nuovo?
Dove siete finiti voi
se c’eravate
figli del nuovo
fratelli miei d’un tempo
amici della strada
che mai è successo del nobile
pensiero che ha segnato
lo scorrere degli anni
voi che mi definite
voi che chiamate me
poeta e pazzo
voi che mi liquidate
sognatore
Siam fatti d’acqua…sì, d’acqua e di sale
siamo anime bagnate
intrisi dell’essenza della vita
noi abbiam maree, la luna ci influenza
nuotando ed è dall’acqua che noi veniamo al mondo
noi siam come bicchieri d’acqua e sale.
L’acqua racchiude tutta la nostra storia
l’acqua che è madre…che è memoria.
Quante ripetizioni servono
a noi per far poesia
d’una parola che già da sola canta
Acqua
che già da sola scorre.
Venditori clemenza e assoluzioni
voi spacciatori di preci e sacrifici
Voi che svendete Dio in confenzioni dono
Voi, venditori d’anime
voi mercanti
senza vergogna, senza conoscenza
voi che svendete il tempo e la memoria
voi fate merce di tutto ciò ch’è sacro
quel ch’è a disposizione
quel ch’è di tutti… di sora acqua che
a voi non appartiene
che non è cosa, che non è merce
ma essenza della vita.
Voi che riconoscete solo l’oro
voi che adoperate Dio per compiacervi
d’essere padroni d’ogni cosa vi circondi
Voi vestiti d’oro, voi mercanti nel tempio
pirati, ladri…mentitori, voi gonfi di potere
voi superbi.
La soluzione sta scritta nella ruga d’un sorriso
dietro la coda dell’occhio
nell’immagine che vedi nello specchio
è là, dietro alla linea dell’orizzonte
facile, accessibile eppure aliena
semplice, come il cambiare il mondo
La soluzione, amico, compagno mio, fratello
sta in un punto di vista, nel come guardi
sta nelle tue premesse, in quel che non potresti…
in quel che ti giustifichi nel fare
La soluzione è sempre nell’amore
tutto in quel termine abusato…
vuota parola, nenia senza senso
che crea tanto fastidio in chi l’ascolti
Sta, sempre lì, in quello che non fai
che tu non vedi, che è troppo evidente
che è sempre là, davanti a te
disteso
Talmente semplice che proprio non puoi farlo
La soluzione se io te la racconto, tu mi sorridi
e poi mi liquidi, col gesto tuo, molle d’una mano
dicendomi…utopia
sogno di un pazzo, ingenuità, follia
Ci sono molte persone
che ne han proprio bisogno
s’inventano ogni giorno d’esser normali
ad ogni alba sanno alzare un muro
ad ogni sera erigere un contrafforte
sono persone che stanno in gruppi chiusi
riempion le piazze di giacche e di cravatte
escono alla Domenica ora di messa
costruttori di scalini, società di muratori
per loro la barriera è fatta arte
per loro il clan…il gruppo è una cultura
per loro l’orda…non è affatto vergogna
Normale e Bianco per lor fa razza e pregio
sempre cercando la bandiera e la fila
Ed hanno regole per controllar l’immagine
decidendo da soli come farne descrizione
si inventan parametri, fanno misurazioni
modulandone i diritti
stabilendone doveri
sono gli stessi dei campi di cotone
sono gli stessi dei campi di sterminio
loro di razza hanno persino i cani
Misuran l’anima partendo dall’aspetto
e l’uguaglianza in base ad un colore
san costruire prigioni e manicomi
son quelli della rupe
son gli spartani
Loro, la spada, loro con la croce
loro con i confini
Loro…i normali
L’Anima mi impedisce il rimandare
Nel dirvi tutto quel che c’è da dire
Ed il narrarlo è di per sé fortuna e grazia
forse follia
L’ultimo baluardo, s’è frantumato e s’è caduto
andato…
Via! Come l’acqua scorre
Diamoci dunque un sì
Basta la negazione, diamoci un’occasione
Ci ho perso il sonno io, dietro a quest’intuizione
Gli anni passati contro, nel negare
nell’impedire all’anima il fluire…eppure sapevamo
L’ abbiam scoperto noi questo pensiero
Ma lo impedimmo uguale
Ed ancor oggi
noi ci vietiamo coi nostri no, l’andare
Basta negare
Non ne possiamo più, noi abbiam già dato
da oggi noi impariamo ad assentire
Ed è importante, anche per darci grazia
che il nostro cuore soffre del negare
Inseguiamo l’amore,
perché le regole ed i libri
sono sicuramente d’uomini,
mentre dell’amore è la voce di Dio
Un sogno è intessuto di nulla
e per questo può volare
percorrendo il cielo, sino all’alba
arrendendosi
alla realtà del giorno sino a cadere
diventando terra
per poi riaprirsi al sole
con petali di nulla
Eterno! Il tentativo di raggiungere.
Senza lasciare nulla all’ intentato.
Volando nuovamente su ali di farfalla
intorno al comprendere
come falene
impazzite alla luce
arrampicandoci, sempre,
alla ricerca di Dio
roteando parole, come mantiglia
davanti agli occhi del potere
mentre il rosso avvampa,
nell’assurdo ricordo dello loro stessa paura
Ed è l’amore…amore mio
che nei tuoi occhi appare
restituendo al cuore il senso del colore
quante parole ascolto io
che riempiono di noia la mia esistenza
ripetitive frasi, in ripetitivi racconti
storie non nuove d’uomini invecchiati



