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Poesia non vuol regolamento
Voce del cuore…non ama restrizione
E’ il frizzo della vita…essa è creazione
Fluir di sangue…silenzio…annullamento
E’ l’ascoltar di cose…è l’esser cosa
Vita e respiro dell’anima del mondo
Genova, Firenze, Roma…
Puerto Alegre…e Bombay
Mille più mille città che hanno parlato…
Cosa hanno detto al vostro…
al nostro cuore
A quella parte di voi che scalda dentro.
Ed il canto e l’urlo e la preghiera
D’un milione…e più
di menti illuminate
Ha fatto l’onda nell’anima del mondo…
Come una vibrazione…
Un lampo di energia ci ha scossi
Dire non basta più
Pensare, ritenere non è più sufficiente
Ora è motivazione vera,
questa è teoria
In strada ora si scrive nella storia
Un fatto nuovo,
alfin buona novella
Da mille e mille gole si è spiegata
Se al vostro orecchio ancora non è giunta
Senz’altro vostra anima ne è scossa
Questo paese non è nato razzista…dicono gli esperti…e forse è vero. Sebbene questo ci sviluppi qualche dubbio e che alcune stranezze già insite nella nostra emigrazione, fra l’altro, possano far pensare che ne avesse, invece, le potenzialità. Gli italo-americani sono fra le etnie maggiormente caratterizzate in questo senso negli States. Tanto da ispirare serial e film…Eppure, pare, non siamo nati razzisti, non ostante queste avvisaglie e la promulgazione delle leggi razziali, sotto il fascismo, questo paese non è nato razzista…pare..anzi ha spesso subito il razzismo. Non dimentichiamo i cartelli svizzeri e belgi “vietato l’ingresso agli italiani e ai cani”. Non dimentichiamo i nostri minatori nelle miniere di carbone, non dimentichiamo che noi eravamo i mangia spaghetti, gli sporcaccioni…quelli da evitare, che potevano costituire un problema in un matrimonio misto.
Un’alteriore avvisaglia di una natura diversa da quella enunciata doveva essere ravvisata nella reazione, tutta interna alla migrazione dal sud…terroni anche loro…sporchi e baraccati, rumorosi, ladri e mafiosi. Come può essere che un paese non razzista riesca ad essere xenofobo persino con sè stesso? Ma questo paese per gli esperti non è nato razzista
Pur avendo subito, pur avendo dovuto nascondere i mostri figli sino a qualche anno fa nelle civilissima svizzera, perché clandestini. Bene non ostante tutto questo oggi sembriamo aver dimenticato.
Non mi stupisce che il signor B. con i sui giannizzeri in camicia verde facciano quello che fanno. Mi stupisce e mi umilia che lo facciano con l’appoggio popolare. Mi umilia che gli italiani…una serie di persone che sono simili a me, diano loro la possibilità di dire…”Noi ascoltiamo il popolo”…
Sebbene come dicevamo questo paese non sia nato razzista…forse. Rischia di divenire una vergogna del mondo , però ripensandoci siamo gli stessi che hanno riempito le piazze ai discorsi deliranti del duce, gli stessi che hanno accettato, senza ribellarsi neanche tanto, le sue leggi razziali più sopra citate…gli stessi che hanno, relativamente, metabolizzato, normalizzandoli i fatti drammatici avvenuti nel mare di Sicilia, gli stessi che bruciano gli accampamenti Rom, gli stessi che in maggioranza tengono comportamenti sinceramente imbarazzanti nei confronti degli extra-comunitari…i medesimi che anche oggi brillano per leggi razziali…bhè allora forse siamo sempre stati razzisti, allora forse è vero che questi signori parlano e capiscono la gente…e allora forse sono io che sono irrimediabilmente fuori tempo e fuori luogo.



