HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per agosto 7, 2011
Sacrifice
Lo sguardo è come un respiro e spazia lungo l’arco dell’entropia, qui, nello spazio profondo; assorbo ogni gradiente di buio, lo vivo, mi lascio ingoiare da entità di energia che mi ordinano azioni inenarrabili e truci, verso me stesso. Io sono quel nero.
Inhuman code
La determinazione di uno stato mentale si riflette oltre le stesse parole: è una cadenza empatica, trasuda da ogni testo scritto, è comprensibile da chi percepisce il codice inumano.
La pesatura dell’anima, recensione
[Letto su KippleBlog]
Ancora una recensione alla Pesatura dell’anima, di Clelia Farris, vincitrice dell’ultimo Premio Kipple, che testimonia l’alto interessa che si è coagulato attorno a quest’opera; stavolta a recensire il romanzo è Giampietro Stocco sul suo blog, The ucronicles:
Quello che disorienta un lettore come me e’ paradossalmente il pregio maggiore di questo romanzo, ciò che, guarda caso, lo allontana di più dalle saghe storiche di Monaldi e Sorti e dalla narrativa quasi psichedelica di Stephenson (anche se la narrativa di Clelia alle volte può risultare più che lisergica): l’assenza totale di infodump: scelta benedetta, ma non sempre. In questo caso l’ambientazione risulta vaga, non riesco a comprendere il perche’ delle nuove tecnologie, capisco solo dopo attenta rilettura cosa sia questo benedetto Serdab, non mi e’ chiarissimo alla fine, e questo è però un male non proprio da poco, il perche’ dell’intera vicenda. Ovvio, può essere anche colpa mia, mi posso essere distratto in qualche momento topico, magari proprio mentre cristavo contro l’avarizia narrativa dell’autrice. Ecco, Clelia, come al solito sei stata un po’ avara: qualche spiegazione in piu’, un glossario meno enigmatico ce lo avresti potuto concedere; uno stile un po’ meno chiuso su se stesso mi avrebbe personalmente aiutato, anche perche’, giuro, l’attacco lo avevo giudicato ottimo, mi ero quasi emozionato. Poi però l’emozione ha lasciato spazio al disappunto.
Olistico
Un senso olistico che non è di condivisione ma che potrei definire come intessuto. Essere parte della trama, la trama stessa che vive ed è senziente.
Difficoltà
La distesa onirica è un passaggio di pura trascendenza carnale. Mi sento di discendere da lì e poi, mi vedo proiettarmi verso la difficoltà disincarnata.


