HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per settembre 30, 2011
Yours
Il sangue pulsa dentro le tempie, illustra reticoli multidimensionali dove trovo ogni occorrenza delle tue presenze. Finalizzo le distanze, osservo ipnotico il mosaico delle realtà, e sento ora nitido che scorre il tuo sangue dentro le mie tempie.
Rifrazioni
Giro lo sguardo verso le fronde e scorgo un florilegio frattale, continue rifrazioni che segmentano la percezione distribuendola su ogni continuum matematicamente accertabile.
∂| ThrillerMagazine | 85. I segreti di Malapunta
Un’intervista che sviscera i segreti di Malapunta, l’ultimo romanzo di Danilo Arona/Morgan Perdinka, rivelando anche quanto è profonda in Danilo la tecnica di creare falsi testi di riferimento fino al capolavoro assoluto: creare un avatar scrittore alternativo. Su ThrillerMagazine.it.
“Malapunta” scava nel profondo e crea davvero sensazioni inquietanti durante la lettura: qual è il segreto del suo autore?
La sincerità. Non esiste altro se non mettersi in gioco al 100%. Tutta la storia d’amore tra Nico e Gabry è la mia storia con Fabiana, mia moglie da trent’anni. Ovvio, esclusa la parte dell’incidente e delle sue conseguenze. Ed esclusa quella iniziale, in cui l’infermiera Gabry prende l’iniziativa con il paziente Marcalli. Ma la parte dell’incidente esiste perennemente come fantasma quotidiano. Lo insegnano Stephen King in letteratura e Paul Virilio nella saggistica: viviamo 24 ore al giorno nel terrore dell’incidente, quale che sia. Chi lo nega, mente a sé stesso. La società di oggi è una società “panica”, dalla borsa alle catastrofi. Ma sto scantonando, scusa. Tornando al segreto (di Pulcinella), confermo: per scavare nel profondo ed entrare in connessione con chi ti legge, devi scendere nel tuo profondo e tirar fuori le “Cose” che non si vogliono vedere. Questo per me è l’orrore. O l’horror, virando in letteratura.
Antonella Ruggiero / Subsonica – Per un’ora d’amore
So, il genere di questa song non è proprio quello proposto solitamente qui, eppure c’è qualcosa nella musica che è dissonante: echi dei Matia Bazar dei primi ’80, scurissimi e innovativi; Subsonica magistrali e innovativi anche loro. Insomma, definirei il brano powerwave, trascinante nell’intrigante ritornello tutt’altro che melodico.

L’idea è nata su twitter, parlando con Claudia Vago (
