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Archivio per gennaio 29, 2016

27/01/2016 – Intervista con Emanuele Pilia (Il Granello Di Sale) by FinestrAperta | Mixcloud


Radiointervista a Emmanuele “Peja” Pilia su temi transumani e sociali, lunga e articolata sui temi scottanti di queste settimane, non ultime le polemiche sul FamilyDay. Su MixCloud.

Il sangue e l’impero | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com una recensione al mio romanzo covincitore del Premio Urania 2014. L’impero restaurato.

Razionalismo e antiumanesimo nell’epistolario lovecraftiano | Centro Studi La Runa


orrore-della-realtàSu CentroStudiLaRuna un bellissimo saggio che riguarda HPLovecraft. Ne estrapolo un significativo brano, Manifesto di un pensiero che condivido quasi completamente:

Nell’opera lovecraftiana, il netto rifiuto di un uomo inteso quale misura di tutte le cose e di un universo modellato intorno ad un entità caratterizzata in siffatto modo va a coniugarsi con una Weltanschauung nella quale l’umanità non è che un fragile stato intermedio, sospeso tra istanze più antiche e per nulla amichevoli verso di essa. Il processo di cosmicizzazione perpetuato dal razionalismo occidentale non è che mera fantasia, innanzi alla constatazione che vi sono forze che abitano tanto i freddi spazi siderali quanto le viscere della terra che non hanno la minima cura delle concezioni universalistiche antropocentriche. Le pretese umane, troppo umane, di porre l’uomo come causa, al contempo efficiente e finale, del cosmo intero vanno a scontrarsi e a naufragare innanzi alla certezza glaciale che, come il nostro autore ebbe a scrivere a Rheinhart Kleiner nel 1921, “la vita non ha un significato o un principio guida – l’uomo non è altro che un microscopico frammento in quel cosmico ammasso di materia che è il luogo d’elezione di capricciose, incontrollabili forze naturali”. Se la scienza moderna assume la regolarità dei fenomeni quale suo momento costitutivo, al fine di garantirsi capacità predittive, questa velleità viene messa al bando da Lovecraft, secondo il quale se “talvolta ci è possibile prevedere, a partire dal nostro stato presente, ciò che presumibilmente sarà di noi”, il successo di siffatta profezia non può che essere casuale ed episodico, in quanto “le vere cause all’opera sono nelle mani di forze che non conosciamo”. La regolarizzazione del corso naturale e cosmico in schemi creati ad hoc – nobile menzogna, comunque e in ogni caso necessaria all’esistenza di un uomo che non potrebbe nemmeno tollerare l’apertura di una prospettiva più ampia – si estingue, laddove lo sguardo si sposti ad un milieu più vasto.

I cieli di Lovecraft si popolano, allora, di quegli esseri “cosmicamente indifferenti” che, nella migliore delle ipotesi, non hanno la minima considerazione dell’uomo e dei suoi aneliti di controllo e misurazione di tutti gli enti. A partire da ciò, il netto rifiuto di aderire ai dettami mitologici di un Cristianesimo il quale non farebbe che edulcorare, attraverso la fondazione teologica di un Dio benevolo ed attento alle preoccupazioni umanoidi, il carattere ignoto e uneimlich, perturbante, connaturato all’esistenza in quanto tale. Ciò non significa, ben inteso, che il Cristianesimo debba venire messo al bando dalle società: esso è pur sempre necessario all’ordinamento vigente, al fine di proteggere le illusioni delle masse – le quali, come direbbe un Filippo Burzio, hanno “sete di miracoli” – dalla percezione della loro assoluta insignificanza, in un contesto più esteso.

Ezra Pound, il poeta fascista | La poesia e lo spirito


Su La_Poesia_e_lo_Spirito un interessante articolo per un poeta che conosco soltanto di nome e che ora vorrei approfondire in modo serio: Ezra Pound. Ecco perché:

È anche il “grande fabbro” della poesia moderna, poeta “imagista”, che sposa le idee filosofiche di Hulme e spoglia i versi da ogni sovrastruttura retorica e sentimentale; l’ideatore di una nuova poesia fondata essenzialmente sull’elemento visivo. E poi sarà tante altre cose: il poeta della speranza di un rinascimento culturale americano, che pubblica i sonetti di Cavalcanti e fa conferenze a Londra sul poeta fiorentino stilnovista; il poeta “vorticista”, che esplora la complessità psichica dell’immagine poetica, ne complica l’espressione cercando effetti di simultaneità e di spazialità, (siamo nell’epoca delle innovazioni dell’arte, di Braque, Picasso, Matisse, Kandisnsky, Marinetti, etc) . L’immagine – dirà Pound – non è un’idea, è un nodo, un grappolo radiante, un vortice. Ed ecco il “Vorticismo “ che , diversamente dall’ imagismo, che è statico, è il movimento racchiuso nell’immagine stessa . “Voi mi parlate di Marinetti? Ma Marinetti è solo un cadavere!”.

Immaginate – scrive Montale – come si possa radiografare il pensiero di un condannato a morte dieci minuti prima dell’esecuzione capitale, e supponete che il condannato sia un uomo della statura di Pound e avrete i Canti Pisani: un poema che è una fulminea ricapitolazione del mondo senza alcun legame di tempo e di spazio. Migliaia di personaggi, fitto intarsio di citazioni in ogni lingua, ideogrammi cinesi, allusioni a tutto ciò che per cinquant’anni ha alimentato , nella storia, nella filosofia, nella medicina, nell’economia o nell’arte il pensiero moderno , non senza salti vertiginosi nel mondo del mito e della preistoria . Poesia – pittura a spicchi , ai limiti del non figurativo , mosaico fatto a pezzi e poi ricomposto senza che le tessere siano per nulla accostate. Chiuso nella death row, Pound afferra spicchi di fotogrammi , spiragli di esistenza, pezzi di cielo , zaffate e suoni improvvisi, un gatto che attraversa il rettangolo del suo campo visivo, una piccola cavalletta verde senza una zampina. ”Le cose belle sono difficili da capire veramente”. Prova a capire la difficile bellezza dell’erba che cresce sotto la tenda infernale della morte, la bellezza del gesto pietoso, o delle nuvole, o della polvere sul fondo d’una vasca, la bellezza della propria sofferenza: Ciò che sai amare rimane, /il resto è scoria.
È tutto qui il simbolo dei canti pisani ed è anche il simbolo di come la poesia vinca ogni barriera ideologica. E anche quando verrà internato nel manicomio criminale di Saint Elizabeth, Pound non smetterà di essere ombelico del mondo dell’arte; come davanti ad un Prometeo incatenato sfileranno in quella stanza artisti, giornalisti, critici, amici di tutto il mondo.

Recensione: “Saga del Dio Enki – Oro” di Stefania Casamichele | AndromedaAndromeda


Non conoscevo quest’autrice, questo volume, questa saga incipiente. Ma ha premesse folgoranti per me che ho basato la saga dell’Impero connettivo anche sulle suggestioni sumere, di Zecharia Sitchin e dei Nephilim. Parlo di Saga del Dio Enki – Oro, scritto da Stefania Casamichele, recensita su AndromedaSF.

Il comandante Ea e la sua squadra approdano sul settimo pianeta alla ricerca esasperata dell’oro per la salvezza dell’ecosistema di Nibiru. La scriba Ensubsar viene prelevato, stordito e presentato al cospetto del Dio Enki affinché trascriva le sue parole per i posteri. La giovane Adel sogna, in un giorno di pioggia, un misterioso personaggio che l’accompagnerà per il resto della sua vita. Dopo il grande successo de ” Il pianeta degli Dei” il professor Sitchin è stato invitato ad una trasmissione televisiva per esporre le sue originali teorie creazionistiche. Quattro personaggi, quattro storie avvincenti ambientate in epoche diverse, condurranno il lettore in un viaggio spazio- temporale per giungere sino alla creazione del Lulu, un ibrido creato attraverso un intervento di ingegneria genetica per dispensare gli Antichi Astronauti dal faticoso lavoro di estrazione dell’oro.

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