HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per ottobre 7, 2022
Pronto a estendersi
Così brevi, nel computo solipsistico, i mesi che ci legano al periodo successivo; ed è per questo che ogni momento si estende breve e vicino fino alle radici di un nuovo periodo, sempre più rapido, sempre più pronto a estinguersi.
Il tuo ruolo
Ed ecco che hai rimosso ogni rimando al tuo intimo motivo di esistenza, lasciandoti nudo di fronte agli eventi e spiazzato dentro il tuo stesso ruolo.
È uscito il volume contenente il Premio Kipple + ShortKipple 2022 | KippleBlog
[Letto su KippleBlog]
Kipple Officina Libraria presenta in un unico volume i Premi Kipple e ShortKipple 2022: Andrea Cattaneo si è aggiudicato il “Kipple” col romanzo Non è che un soffio, in appendice al volume Alice Cervia e Stefano Spataro, vincitori dello “Short” con i racconti Colori clandestini e Progetto per una sostituzione completa delle arcate dentarie. Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook su www.kipple.it, nelle librerie e nei principali store online; la copertina è di Ksenja Laginja.
SINOSSI
Quanti volti può possedere una città? E una metropoli? E un agglomerato immenso come Parigi?
Andrea Cattaneo si aggiudica il Premio Kipple 2022 e ci racconta accadimenti che possono avvenire in due Parigi simili, la seconda distopica rispetto a quella usuale che conosciamo, e questi eventi s’intrecciano nell’una e nell’altra capitale francese, uscendo ed entrando nell’uno e nell’altro mondo speculare con una facilità inaspettata, dove un giallo si trasforma in noir per trasformarsi in un affare fantascientifico.
Chiudono il volume due piccole perle: i racconti vincitori del Premio Short Kipple 2022, Alice Cervia e Stefano Spataro, attraverso una particolare sensibilità poetica e una tensione verso il genere SF dispensano emozioni e rare interiorità, essenze che avvolgono e rendono unico questo volume.
ESTRATTO Premio Kipple
La polizia arriva all’alba, con tutta calma.
Apro la porta e mi ritrovo davanti un nero con la faccia incazzata alto più di due metri e una nana che sembra uscita da una lobotomia.
— Signor Moreau — cinguetta la nana. — Sono l’agente Fournier e lui è il mio collega Petit. Come possiamo esserle utili?
— C’è un cadavere nel mio bagno — dico sforzandomi nel rimanere calmo. — Accomodatevi, è di là.
— Un cadavere? — L’agente Petit sfiora il calcio della pistola.
— Facciamo prima se lo vedete con i vostri occhi. Non saprei come descriverlo.
Si guardano dubbiosi, ma alla fine la nana mi sorride: — Ci faccia strada.
— Prego — dico. — Da questa parte. — Mi seguono in silenzio. — Ecco. È nella vasca.
Petit guarda schifato nella vasca e dice: — Mmmm.
— Posso guardare anch’io? — domanda l’agente Fournier, poi aggiunge: — Sa, sono un po’ impressionabile. Con il lavoro che faccio è proprio un bel problema.
— Vieni a dare un’occhiata — la invita il collega scocciato.
Lo raggiunge ed esamina la vasca. Vederli all’opera è sconfortante, sembrano usciti da un numero dei Les Charlots.
Chi era l’uomo nella sua vasca?
Perché era lì?
Cosa voleva da me?
Com’era entrato?
Cosa l’ha liquefatto a quel modo?
— Ci vuole raccontare quello che è successo? — dice Petit, una vena gli pulsa in fronte, lo sto distraendo dall’attività di repressione del crimine.
— Ieri notte sono rincasato dal lavoro e ho trovato un uomo nella vasca da bagno, era imbavagliato e legato.
— Continui…
— Quando ho provato a liberarlo…
— Quando ha provato a liberarlo?
— Si è liquefatto.
— Capisco — dice il poliziotto trattenendo un sorrisetto. — E questa poltiglia nera è quello che rimane dell’uomo?
— No, è petrolio, ho scoperto un pozzo nel cesso. Che fortuna, eh?
La nana ritardata ridacchia.
— Lei conosceva quell’uomo? — domanda Petit.
— In un certo senso sì.
— In che senso? — interviene Fournier, il suo unico neurone deve essersi attivato.
— Non so se mi crederete…
— Siamo qui per aiutarla — mi sollecita lei comprensiva. — Parli pure senza timore.
— Quell’uomo era identico a me. Un clone forse, non so.
I poliziotti si scambiano occhiate dubbiose.
Petit s’inginocchia accanto alla vasca, tocca il liquido nero sul fondo e lo valuta sfregando i polpastrelli, lo annusa, prende una penna dal taschino della camicia e la usa per raccoglie il vestito che ha otturato lo scarico.
LA QUARTA
Premio Kipple: Serge Moreau è uno scrittore di gialli di Parigi, che soffre di depressione; la moglie Sélène lo ha lasciato per un architetto e ha provato più volte a suicidarsi. Improvvisamente vede il suo clone sciogliersi nel suo bagno. Alex, una ragazzina, entra in casa sua dicendo di provenire da un universo parallelo: un universo specchio dove i doppelgänger hanno le orecchie a punta, vivono vite leggermente diverse in una Parigi distopica. Alex confessa di essere la figlia del suo doppio, aggiungendo che il caso è passato come suicidio; lo convince a trasferirsi nel mondo parallelo per indagare.
Il suo doppelgänger è molto diverso da lui, è un poeta di successo, con un carattere perverso. Serge capisce che aveva molti nemici e che c’erano molte persone che lo avrebbero voluto morto: come scoprire, quindi, in quale verità si è cacciato, mentre si dipana una detective story ambientata in due universi paralleli, tra la Francia che tutti conosciamo e un’altra ucronica? Due verità saranno sufficienti per capire cosa è esattamente successo?
I Premi ShortKipple hanno affascinato la redazione con la seguente motivazione: “Due racconti ai margini del genere, lì dove la poesia e l’interiorità esistono in punta di lettere ed emozioni”.
GLI AUTORI
Andrea Cattaneo è nato a Lodi, dove vive, nel 1979. Ha scritto per diversi magazine e collabora con il quotidiano “Il Cittadino”. È stato due volte finalista al Premio Urania, ha pubblicato il romanzo di fantascienza “Uomini e lupi” (Delos Digital, 2019), “Loser” (Linee infinite, 2016), un romanzo per ragazzi, e diversi racconti su riviste e antologie di vari editori (l’ultima antologia a cui ha partecipato è “Terre Leggendarie” di Watson Edizioni, 2022). L’autore è raggiungibile su www.andreacattaneo.eu.
Alice Cervia è nata in Toscana nel 1984. Laureata in Scienze Politiche, lavora come video production manager freelance. Ha pubblicato racconti brevi su «Rivista Blam», «Coye», «Piegàmi», «Bomarscé», «la nuova carne», «Rivista Pastrengo», «Tits’n’Tales», «Cedro Mag» e «Spore».
Stefano Spataro, classe 1985, è laureato in Storia, ricercatore e musicista. Ha pubblicato racconti sulle antologie Novocarnomicon (Industria Tipografica Novocarnista), Prisma vol. 2 (Moscabianca) e sulle riviste online «Crapula Club», «Split», «D-Zine» e «la nuova carne». Nel 2019 ha pubblicato il suo primo romanzo, Attis, Sogni dal terzo pianeta (Prospero Editore). È tra i fondatori delle edizioni la nuova carne. Nel 2021 crea la fanzine digitale «Silicio».
LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.
Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.
Andrea Cattaneo, Non è che un soffio & Alice Cervia, Colori clandestini e Stefano Spataro, Progetto per una sostituzione completa delle arcate dentarie
Copertina di Ksenja Laginja
Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 184 – 15.00€ – ISBN 978-88-21179-68-2
Formato ePub – Pag. 204 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-69-9
Link:
- su Kipple Officina Libraria: https://bit.ly/3CF7YZb
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I dimensionali
Restii alla compressione ideologica, li trovi accovacciati in nicchie frattalizzate ad attendere l’evolversi asincrono degli eventi.
La nostra recensione di “Il giardino del n.19” di Edgar Jepson | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la recensione a Il Giardino del n. 19 di Edgar Jepson, edito da Dagon Press. Si tratta di un romanzo amato da Crowley e che ha risvolti weird intensi; vi lascio a un estratto della rece di Cesare Buttaboni.
Il libro fu pubblicato nel 1910 in omaggio ad Arthur Machen, molto amico dello scrittore, quasi fosse una sorta di risposta a Il grande dio Pan. Ora Dagon Press lo rende finalmente disponibile in italiano nella collana I Magri Notturni.
A leggerlo oggi, Il giardino del n. 19 mantiene il suo fascino oscuro e sulfureo e, secondo l’esperto di narrativa soprannaturale John Pelan, con quest’opera Jepson raggiunge la stessa potenza espressiva di Machen e Blackwood. E, anche se Jepson non possiede né lo stile letterario del primo né la capacità di creare una genuina atmosfera soprannaturale del secondo, bisogna ammettere che l’affermazione di Pelan non è lontana dal vero. A tratti, nel romanzo si respira la stessa tensione del citato Il grande dio Pan.
Il protagonista John Plowden, un giovane avvocato, acquista un’abitazione al numero 20 di Walden Road, in una zona periferica di Londra. Qui, crede, potrà finalmente vivere in pace. Ma la sua tranquillità viene messa a dura prova da rumori spaventosi provenienti dal vicino giardino del numero 19. Ha inizio così una serie di avvenimenti inquietanti che lo portano a fare la conoscenza del signor Woodfell e di sua figlia Pamela. Su tutto, aleggia una terrificante statua di Pan.

