HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per settembre 23, 2023
Collassi da impersonare
Sorprese aperte lungo la linea occipitale del destino, quello che crei ogni istante dirimendo i collassi quantici che impersoni.
Proseguono i lavori per l’Atlante – NAZIONE OSCURA CAOTICA
[Letto su NazioneOscura’s blog]
La notizia è ufficiale: i lavori per la compilazione di un non meglio specificato “Atlante” proseguono ormai da un anno e mezzo. La notizia l’ha data ieri la Gazzetta Ufficiale di Trantor, dove si può leggere: ”Celebriamo questo ventesimo numero annuale della Gazzetta di Trantor (ricordiamo, i primi 10 numeri usciti anche in versione cartacea, oltre che in digitale in formato PDF) che fa della Nazione Oscura Caotica una delle più longeve e attive micronazioni del panorama mondiale: la sua presenza costante sul web dal 2010 (non in un forum, ma in un blog pubblico) e la notizia della sua fondazione nel 2004 su una testata giornalista regolare (Fantascienza.com) lo rende uno degli esperimenti più concreti, longevi e interessanti, […] nel 2022 è cominciata la compilazione di una serie di schede che descrivono in modo particolare centinaia di micronazioni di una certa importanza a livello mediatico, nonché un elenco il più esaustivo possibile di migliaia di realtà riconducibili al fenomeno del micronazionalismo, compreso quello finzionario.
Il lavoro, come si può intuire, è immenso, e probabilmente impossibile da comprendere nella sua interezza ma, rispetto a ciò che si può reperire adesso, nella saggistica micropatrologica e nelle liste enciclopediche, potrebbe essere lo strumento più completo mai realizzato per conoscere questo mondo.
Il lavoro è a buon punto, ma si prevede non possa essere pronto prima del 2025 (anno 125), purtroppo le indiscrezioni possibili sono poche, anche a causa della regolarità dei diritti e non possiamo parlarne almeno fino al prossimo numero, tra un anno, quando l’Atlante sarà a un punto tale da poter avere delle notizie più certe.
Certamente il ventennale della NOC sarà l’occasione di rilancio di un’operazione – come spesso ribadito – concettuale, di tipo parodistico, satirico-politico e artistico con pochi eguali al mondo (nonostante la quantità enorme di progetti, soprattutto velleitari, brevi e abortiti).”
Misture psichiche surreali
Un dischiudersi di istanze ideali in contesti ieratici di puro albume psichico.
Un Caddie Renversé dans l’Herbe – Nighturns | Neural
[Letto su Neural]
In Nighturns, ultima fatica discografica a firma Un Caddie Renversé dans l’Herbe, moniker di Bilal Dídac P. Lagarriga, la combinazione di strumenti africani – come il balaphon, la mbira e la kalimba – assieme all’utilizzo di voci trovate e di strumenti tradizionali classici, ottiene il risultato d’un amalgama potente, assai coinvolgente e passionale. L’insieme d’influenze che fanno capolino nel progetto è piuttosto vario ed i suoni vengono mixati ed editati per mezzo di computer e software, con i quali è decisamente più pratico e immediato mettere a confronto catture auditive di qualità differente, che sono frutto della ricognizione in luoghi particolari e facendo esperienza di culture e pratiche sociali decisamente esotiche e circoscritte. Sono field recording casuali oppure cercate in contesti precisi a determinare la grana delle differenti composizioni, che coltivano anche una sapienza strumentale fatta d’accuratezza, sensibilità e amore per un fluire molto vivido e organico. È “una musica fatta da sé” dice il maestro brasiliano che vive a Barcellona, facendoci sovvenire involontariamente la massima burroughsiana, per la quale l’autore è colui “che si trova sul posto”, un luogo – fisico e anche mentale – dove è possibile cambiare l’ordine degli elementi non mutando sostanzialmente l’essenza delle cose, che in questo caso non sono nient’altro che semplici suoni, pura energia vibrazionale che viene catturata e detournata per ascolti più strutturati e coerenti. Lagarriga non è nuovo nell’utilizzo di strumenti etnici e di strutture ritmiche di taglio primitivista che vengono combinati con appena un poco di elettronica, tecniche utilizzate anche in Like A Packed Cupboard But Quite…, album del 2004 pubblicato sempre su Dekorder. La memoria per Lagarriga è allo stesso tempo una dis-memoria, una musica perduta e poi ritrovata, una deriva notturna attraverso le strade sabbiose e poco illuminate dell’Africa occidentale, oppure attuata recuperando vecchie registrazioni, per esempio di poesie devozionali recitate dagli alunni di una scuola coranica o di trasmissioni di una stazione radiofonica araba. L’impressione complessiva che si ricava all’ascolto, con percussioni sicuramente intricate e suggestive, i canti rituali e i suoni organici – tutte espressioni alquanto intense e ridondanti – è quella tuttavia d’un minimalismo decostruente, un po’ magico ma ancora con un’impronta decisamente concettuale e combinatoria.

