HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Maggio 4, 2024
Eventualità
La difficoltà di essere se stessi di fronte al proliferare frattale, mentre le verità collassano e possono non essere nemmeno verità.
Rimangono le sfumature
Lo shock delle rivelazioni ha il suono delle paratie rese in paranoie. Alla fine, restano da ascoltare solo le sfumature.
Give My Remains to Broadway – What The Cost Is
Di corsa, di fretta, ad ascoltare il buio che corre intorno, dentro.
Grazie a Matteo Scarfò e Andrea Lupia
Desidero ringraziare pubblicamente Matteo Scarfò per la sua competente presentazione di ieri sera al Teatro Flavio di Roma, dove ha illustrato il mio raccoltone di romanzi Psiconauti dimensionali con domande assolutamente pertinenti e oltremodo intelligenti; mi sono sentito molto a mio agio anche grazie alle splendide letture di Andrea Lupia dei brani che Matteo ha scelto, viaggi indietro nella percezione delle mie cose, nei mood e nelle trascendenze che hanno animato un percorso della mia vita.
Grazie, davvero col cuore.
Giovanni Lami – Monumento Fiume | Neural
[Letto su Neural]
Sono il risultato di molteplici field recording raccolte durante un progetto di residenza svoltosi nel Comune di Cotignola, in provincia di Ravenna, le due tracce presentate da Giovanni Lami che vanno ad arricchire il catalogo della Kohlhaas, etichetta italiana guidata da Marco Segabinazzi che spazia dall’improvvisazione radicale all’elettroacustica, dalla poesia sonora alla composizione contemporanea. Se il nome dell’etichetta ci riporta all’omonimo romanzo di Heinrich von Kleist (e solo in seconda battuta al derivativo monologo che ha segnato a fine anni ottanta la nascita del teatro di narrazione italiano), il titolo Monumento Fiume è invece un’altrettanta elegante costruzione testuale, un ossimoro che riflette il carattere sia statico che dinamico delle due composizioni, pervase da un flusso emotivo vibrante, caratterizzato dall’utilizzo di più tecniche. Rumori di natura o in ambienti antropici, voci ed emergenze auditive delle più disparate sono catturati dai microfoni e piccoli suoni sono enfatizzati: l’intento è quello di rendere la complessità del paesaggio, di restituire al territorio e al paese un patrimonio che non a tutti è dato riconoscere nel suo segreto manifestarsi. Le composizioni – che in principio hanno preso le forme di un’installazione negli spazi della Chiesa del Pio Suffragio – s’imprimono fluenti e assai dettagliate, seppure negli intenti di Lami sia predominante una concezione del suono come pratica sociale e mezzo di comunicazione, predisponendo in pratica una costituente mappa sonora che dia l’avvio per un vero e proprio archivio destinato ai posteri e ad uso di tutta la comunità locale. A finalizzare la qualità delle registrazioni – al mastering – è intervenuto Giuseppe Ielasi, un altro sound designer e compositore elettroacustico di provata esperienza anche nel campo della post-produzione audio. Il suo tocco ha aggiunto ulteriore equilibrio e coerenza a suoni già potentemente distinti e musicali, giustapposti con gran cura e voglia di raccontare ogni aspetto particolare, proprio e caratteristico delle superfici risonanti oggetto delle catture auditive. I materiali raccolti non danno l’idea d’essere tutti completamente grezzi, ma questo non è dato saperlo con esattezza, né l’autore a riguardo ha ritenuto di dover specificare alcunché. Serpeggiano come delle arie minimali, in alcuni passi di tipo ritmico e in altri dalle modulazioni maggiormente melodiche, frutto comunque di una gran padronanza nel creare passaggi musicalmente significativi.

