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NeXT Hyper ObscureArchivio per novembre 9, 2024
Emptyset – ash | Neural
[Letto su Neural]
James Ginzburg e Paul Purgas, in arte “Emptyset”, segnano con Ash la cinquantesima uscita per l’etichetta Subtext (fondata da Ginzberg). È una sorta di ritorno alle origini dell’etichetta: il duo ha registrato l’album nel 2023 a Bristol, la città in cui Subtext è stata fondata. Gli Emptyset sfruttano tecniche di registrazione spazializzate, controlli dinamici e una serie di macchine analogiche, dando vita a strutture compositive polimorfiche, sintetiche e scultoree, riecheggiando la cultura del sound system che è stata al centro di tutto ciò che è emerso da Bristol a partire dagli anni Novanta. Tuttavia, l’approccio degli Emptyset non cerca soluzioni facili: si tratta di un suono duro e sperimentale, pieno di distorsioni ritmiche e feedback, il tutto condito da impulsi industriali e sovrapposizioni rumorose e dubby. Insomma, il lavoro del duo si evolve verso orizzonti più astratti e concettuali, senza mai staccarsi del tutto dalle proprie origini, influenzate da un rapporto più ritmico con la musica. I cinque brani presentati superano a malapena i sedici minuti. La sensazione d’ascolto è di estrema compattezza e densità, di pressione, turbolenza e materialità, fin dalla traccia d’apertura, “flint”, che punge attraverso una progressione di battiti primordiali, saturando lo spazio mentale dell’ascoltatore e trasportandolo in una sfera di percezione senza tempo. ‘Flame’ è caratterizzata da forti tremori industriali ondeggianti e colpi incessanti, mentre in ‘ember’ il feedback spicca mentre gli inviluppi diventano più fratturati – questo è nel DNA di chi si cimenta con le basse frequenze, esperienza acquisita nei warehouse party e nei rave. In “cinder” è evidente un senso di smembramento e di scissione degli elementi in gioco, così come nella title track, “ash”, dove il processo continua con un beat scuro e teso. Infine, “rise” è una produzione potente e altrettanto coinvolgente di tutto ciò che la precede. Gli Emptyset ricordano il brutalismo di una certa architettura inglese grigia degli anni Settanta con i loro suoni freddi e concreti, ma affascinanti e stratificati. È un ascolto difficile in alcuni punti, stridente e minaccioso, ma decisamente fisico – si muove tra beat e avanguardia in modo appassionato e unico.
WHERE WE FOUND A LOOOOOT RABBITS IN A TATTOO LAB | Komplex

Cosa accade nella piscina? Mariano Equizzi lo svela guardando dallo spioncino dell’intelligenza artificiale…
Ombres Blanches, the fog of electromagnetic waves | Neural
[Letto su Neural]
Diversi artisti hanno manifestato la presenza fisica di reti invisibili, come la dolorosa Costraint City di Gordan Savicic nel 2007. Da allora, le reti wireless si sono ampliate in termini di portata, potenza e dati trasmessi. In Ombres Blanches, il collettivo “Lab212” si è concentrato su un ampio spettro di onde radio (250kHz – 6GHz) su cui avviene la maggior parte delle nostre comunicazioni (telefonia mobile 2G/3G/4G/5G), radio FM, televisione ecc.) A seconda dei valori rilevati, una pompa genera una nebbia la cui densità è proporzionale all’intensità delle onde circostanti. Si crea così uno scenario suggestivo in cui le bolle d’acqua travolgono come i flussi di dati le onde.



