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NeXT Hyper ObscureArchivio per gennaio 13, 2025
Dino Ignani. 80’s Dark Rome | Museo di Roma in Trastevere
…quello che più mi manca, del periodo musicale alternative degli eighties italiani, è quel senso di creativo impreciso che pervadeva la gran parte delle band, e degli artisti giovani e innovativi; ora è tutto molto più professionale, preordinato, creativo a volte sì ma freddo, studiato, un’altra epoca insomma…
Un fisico italiano risolve il paradosso dei viaggi nel tempo – Fisica e Matematica – Ansa.it
Su Ansa un articolo che parla dei paradossi temporali e delle sue incongruenze che, almeno teoricamente, sembrano dissolversi; e voi, cosa ne pensate?
I viaggi nel tempo potrebbero essere possibili, almeno in teoria: il giovane fisico italiano Lorenzo Gavassino dell’americana Vanderbilt University, ispirato dalle ricerche di Carlo Rovelli, ha infatti trovato un modo per superare uno degli ostacoli più celebri, il cosiddetto ‘paradosso del nonno’, secondo il quale i viaggi nel tempo non sarebbero fattibili perché una persona che tornasse nel passato e uccidesse un proprio antenato non potrebbe nascere.
La soluzione a questo rompicapo si ottiene mettendo insieme la relatività generale con la meccanica quantistica e la termodinamica, come dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Classical and Quantum Gravity.
Secondo Gavassino, il paradosso deriva dal fatto che diamo per scontato che le leggi della termodinamica (che governano l’energia, il calore e l’entropia, cioè il disordine) funzionino sempre allo stesso modo, mentre ciò potrebbe non accadere quando lo spazio-tempo curva in prossimità di un buco nero, creando le condizioni potenziali per un loop temporale. In questa situazione, dimostra lo studio, sorgerebbero fluttuazioni quantistiche in grado di cancellare l’entropia…
Istantanee complesse
Mostrami istantanee complesse in cui ricercare i costrutti logici di una fisica quantistica in fondo ai buchi neri.
È il flusso
Dettagli armonici in un compendio di povere esaltazioni mnemoniche: è il flusso, baby, lascialo filtrare.
Hallucigenia – antologia di fantasy surrealista e psichedelico | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la recensione a Hallucigenia – antologia di fantasy surrealista e psichedelico, di Aa.Vv. a cura di Andrea Berneschi con nomi prestigiosi all’interno; un estratto:
Siamo dunque catapultati in un caleidoscopio di immagini, ambientazioni, mondi, personaggi… stranianti. Da una parte, il bello delle antologie; dall’altra, c’è sempre il rischio di perdersi un po’, se tutto ciò che vediamo è necessariamente bizzarro e disorientante. Forse il pericolo più grande è quello di anestetizzare il lettore, sottoposto stile “cura Ludovico” di Arancia Meccanica a una carrellata per forza di cose stroboscopico-fantastica. Il dosaggio generale dell’ingrediente potrebbe sembrare insistente e ridondante, specie se poi scenari simili si rincorrono in diversi autori. Basta scrivere al “tempo presente” per dare freschezza e nuova veste agli stilemi consolidati del genere? Chi lo sa… Non semplicissimo è appassionarsi al ritmo ripetuto, all’apparenza schematico, di diverse storie dal simile copione. Altre volte lo stile di scrittura è così ricercato da essere potenzialmente frastornante. Altre ancora si gioca con l’ironia sugli stereotipi del fantastico… diciamo “peccato”, si poteva magari osare qualche considerazione più significativa, che provasse a incidere sulla psiche del lettore con maggiore consistenza. Nello scorrere della lettura, certo si segnalano idee accattivanti, ambientazioni ben definite, strutture narrative che ispirano a proseguire… insomma, diversi buoni elementi.
Nello scorrere della lettura, si può magari sentire la mancanza di una visione generale che chiuda tutti gli elementi sopracitati in un recinto dalla forma fruibile, piuttosto che, magari, un ordine apparentemente casuale di presentazione. Si ha come l’impressione di trovarsi a un convegno, nel quale uno per uno gli autori sono chiamati a parlare di fronte a una platea amica, di cui conoscono gusti e declinazioni; più che costruire o demolire qualcosa, con magari una tensione contraddittoria sulle cui risultanti macerie sia possibile anche solo provare a edificare qualcosa… le tensioni sembrano “a salve”; gli affondi, non con l’intenzione di ferire. Il clima conclusivo, amicale, condiviso; più che pacifico, disarmato.

