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NeXT Hyper ObscureArchivio per gennaio 18, 2025
Damāvand – As long as you come to my garden | Neural
[Letto su Neural]
Il Colore Del Melograno, seconda opera del regista sovietico Sergei Parajanov, è un film di fine anni sessanta, adesso sicuramente da annoverare fra i cult di quella stagione, quando in URSS era ancor più complicato essere artisti fuori dalle grazie del regime ed era Breznev in prima persona ad occuparsi del dissenso. Il lungometraggio racconta la vita di Sayat Nova, poeta armeno settecentesco, cadenzata da una serie di episodi, statici come quadri e con una narrazione che è ridotta all’essenziale, seppure rivelatrice – tramite sequenze ipnotiche e un abuso di simbolismo – di quanto la vita fosse a quei tempi sacrale. Siamo al cospetto d’immaginari piuttosto onirici – sono gli stessi anni de Il Paese Incantato di Alejandro Jodorowsky e del cinema surrealista per intenderci – e Damāvand, ovvero Gianluca Ceccarini (elettronica, oggetti elettroacustici, tar) e Alessandro Ciccarelli (elettronica, oggetti elettroacustici, trombone, cornetta, tromba, tuba, flicorno) proprio a questo s’ispirano, ripercorrendo del film la struttura ad episodi, dipanata in sei brani, ricchi di eteree suggestioni ambient, elaborazioni elettroacustiche e noise, sequenze world music o comunque affini alla tradizione musicale del Medio Oriente. In due delle composizioni presentate sono proprio i testi delle poesie di Sayat Nova ad essere recitati in persiano da Nahid Rezashateri, graphic designer e fotografa formatasi in Iran e poi trasferitasi in Italia, dove con Ceccarini ha fondato nel 2018 il collettivo SARAB che si occupa di progetti fotografici, antropologia visuale, cortometraggi e media art, con particolare attenzione ai temi dell’identità, della memoria e del paesaggio come processo conoscitivo. È proprio la cultura visiva insomma ad essere bersaglio dei due musicisti e sperimentatori italiani, che non a caso hanno scelto per l’uscita Die Schachtel, etichetta discografica/casa editrice, di base a Milano, attiva dal 2003, specializzata in musica elettronica, concreta, d’avanguardia, poesia sonora e dischi d’artista ma soprattutto assai attenta all’aspetto visivo di ogni progetto (e non solo come design e packaging). La sfida è infatti quella di indagare nuovi modi e metodi di progettazione e produzione di media limitati come i dischi in vinile o i cd, pensando al suono ancora una volta come forma d’arte e come piattaforma per un efficace discorso critico. As Long As You Come To My Garden è stato stampato in sole 300 copie su vinile nero pesante di alta qualità, ospitato in una copertina interna e sovracopertina stampata, contenuta in una custodia in PVC serigrafata, con un libretto di accompagnamento assolutamente da non perdere.
Fuoco cammina con me: in ricordo di David Lynch – L’INDISCRETO
L’altro ieri è deceduto David Lynch. Su L’Indiscreto una piccola raccolta di interventi che ne ridefiniscono, con la lucidità che ci è permessa dall’estrema prossimità del lutto, l’opera e il pensiero. Un estratto:
Mentre brucia Los Angeles si spegne David Lynch. Fuoco cammina con me, era il titolo del sequel filmico della più nota serie televisiva da lui diretta, Twin Peaks. Dove il caffè la faceva da padrone, mentre le sigarette – quelle che gli hanno procurato un enfisema polmonare e poi la morte – invece le bruciava lui, dentro e fuori dal set. E neppure i suoi protagonisti scherzavano col fumo. È bruciata anche Mulholland Drive leggevo da qualche parte, le fiamme hanno raggiunto le colline pur seguendo un insolito tracciato abitativo che corrisponde stranamente a quello ripensato per Los Angeles 2035, quando la città degli angeli sarà una “smart city”, una vera città “green”. Più che un film di David Lynch sembra la trama di True Detective, dove il protagonista è un ispettore rotto alla vita, forgiato da una società senza scrupoli, marcia e corrotta fino al midollo contro cui ingaggia un corpo a corpo che ha del ciclico. Insomma sembrano davvero lontani gli anni in cui con mio padre cercavo di dare una lettura convincente su quel film che prendeva il nome dalla toponomastica collinare con le ville dei ricchi e le loro perversioni. Sembrano lontani gli anni in cui la cosa più strana che si potesse immaginare veder fare a un ispettore dell’FBI era parlare a un registratore, di nome Diane. È da quel momento forse che abbiamo iniziato a capire che all’FBI di gente strana ce n’è tanta. Non solo nei film.
Eppure il modello di sceneggiatura seriale degli ultimi vent’anni ricalca per filo e per segno la lezione di David Lynch, la lezione di Twin Peaks e del male che si annida nella mente.
Insomma forse a David Lynch non mancherà questo mondo, di cui ha ritratto alcune delle doppie, triple personalità più bizzarre, perverse, sexy, malinconiche, e poetiche del cinema, mettendo insieme straordinari professionisti come Angelo Badalamenti, alle musiche. Per citarne uno a caso. Per tanti anni ho creduto che fossero storie e caratteri dannatamente vicini alla realtà ma ora che metto la testa fuori e vedo cosa c’è penso che siano il frutto prezioso di un artista straordinariamente ispirato che nulla aveva a che fare col deserto simbolico di questo presente.
Onda di cordoglio
L’onda di cordoglio è ovunque, è palpabile, ieri l’ho sentita tutto il giorno tra le persone; è molto raro che chi muore lasci disorientate così tante sensibilità, come se un faro potente si fosse spento e avesse gettato nello sconforto tutti coloro che lo seguivano, amavano, vivevano la sua anima: grazie David, come spiegare che si sente così forte la tua intensità surreale?



