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NeXT Hyper ObscureArchivio per gennaio 20, 2025
Opposti che si toccano
Alla fine delle complessità inenarrabili del suolo ti ritrovi a riflettere sulle profondità insondabili degli abissi siderali, e come darti torto quando affermi che gli opposti si toccano?
HERMANN – Giulia Nardinocchi, intervista
Su HermannBlog un’intervista a Giulia Nardinocchi e alla sua attività da fotografa: un estratto:
Giulia Nardinocchi ha sviluppato un linguaggio artistico che si muove tra emozione, riflessione e immaginazione. La sua formazione classica, arricchita dall’amore per il disegno e la pittura, ha lasciato un’impronta indelebile sul suo approccio alla fotografia, che lei stessa definisce “pittorica”. Ogni scatto di Giulia è il frutto di un meticoloso processo creativo, in cui la costruzione dei set, studiati nei minimi dettagli, tradisce un’attenzione quasi maniacale per l’armonia e la composizione.
Profondamente influenzata dall’estetica operistica, un mondo che ha respirato sin da bambina grazie al padre cantante lirico, Giulia elabora immagini che alternano momenti di grottesco a toni intimi ed emozionali. Le sue opere parlano delle tematiche universali dell’essere umano, come le emozioni, e lo fanno con uno stile unico, capace di trasformare il reale in qualcosa che va oltre la sua apparenza.
Per Giulia, la fotografia è molto più di un mezzo espressivo: è una necessità, un modo per tradurre il proprio bagaglio emotivo in visioni. È, come lei stessa dice, “un grido silenzioso” che racconta ciò che vive dentro di sé. La sua ispirazione è quotidiana, radicata nell’osservazione dell’essere umano e della realtà che lo circonda, ma soprattutto in quel dialogo interiore che considera fondamentale per ogni processo creativo.Quando penso a te, ti vedo sempre come una fotografa molto giovane. In realtà, sono anni che ti seguo e apprezzo la tua fotografia emozionale. Alterni momenti di grottesco a toni più intimi ed emozionali, ma in ogni caso si avverte una struttura tecnica solida e una spiccata inventiva. Quali sono i tuoi obiettivi primari per far emergere il tuo lavoro e farlo uscire dal “cassetto”?
Per me è fondamentale tradurre il mio bagaglio emotivo in immagini. Ogni emozione che provo si trasforma spontaneamente in visioni, come se il mio cuore parla attraverso la lente. La mia mente non conosce riposo: crea, rielabora, immagina e costruisce set. Ogni fotografia nasce come un quadro, perché la pittura ha avuto un ruolo essenziale nella mia formazione, guidando il mio sguardo verso il dettaglio e l’armonia.
Sento dentro di me un’urgenza irrefrenabile, una necessità di “gridare” attraverso le immagini ciò che sento, ciò che vivo. Forse non tutti si ritroveranno in quello che realizzo, ma la fotografia per me è molto più di un’arte: è un modo per esistere, per sopravvivere al caos del mondo e dare ordine al mio universo interiore.
Ma, più semplicemente, è anche il modo più diretto che ho per comunicare, perché le parole, quelle, non sono proprio il mio forte.Nel mondo della fotografia, ne abbiamo viste davvero di tutti i colori, ma quali sono, secondo te, le immagini che ancora riescono ad impattare e a dire qualcosa di autentico?
Le immagini d’impatto sono quelle che, in modo originale, creativo e unico, riescono a raccontare tematiche universali dell’essere umano, come le emozioni. Sono quelle che affrontano argomenti che ci appartengono da sempre, attraversando la storia e rimanendo legati alla nostra natura più profonda.
Trovo estremamente interessante osservare l’evoluzione di queste tematiche attraverso le modalità con cui vengono rappresentate. È come un dialogo tra passato e presente, un continuo attingere dalla realtà per spingersi oltre i suoi confini, trasformandola in qualcosa di nuovo, che invita a riflettere e a guardare il mondo da una prospettiva diversa.
Lungo le derive
Mostrate le istanze istituite dalle espressioni inalterate nel tempo, i simboli scivolano via lungo le derive neurali dei sogni.
Julee Cruise – Into the Night (Angelo Badalamenti / David Lynch, alt. ending)
Indimenticabili catarsi sciamaniche.

