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NeXT Hyper ObscureArchivio per gennaio 31, 2025
*** Stampati i francobolli del 2025 – NAZIONE OSCURA CAOTICA
[Letto su NazioneOscura‘s blog]
Come ogni gennaio (dal 2000) la casa editrice ufficiale della Nazione Oscura Caotica, Kipple Officina Libraria, pubblica (grazie alla Kipple Officina Filatelica) annualmente una serie di francobolli che dal 2009 comprende anche i francobolli ufficiali della Nazione Oscura Caotica.
Questo è il VENTISEIESIMO anno di emissione. Dal 2000, sono stati emessi ben 372 francobolli diversi per almeno 20 copie ciascuno.
Quest’anno le emissioni sono state ridotta da 12 a 10 esemplari diversi, sempre stampati in 20 copie ogni folio.
Intervista a Cristiana Astori – DigitalDreamscape
Su DigitalDreamscape un’interessante intervista a Cristiana Astori, autrice giallista che dosa sapientemente molti ingredienti, dal Cinema all’esoterismo, fino al suo amore per Torino; traspare l’intelligenza di quest’autrice, il sapersi muovere nella scrittura così come nell’arte che respira intorno sé, per chi la conosce già è notevole la capacità che possiede nel trasmettere le storie. Degli estratti:
Ciao Cristiana, benvenuta su DDS. Parliamo della tua ultima opera, uscita, lo scorso anno per Frilli Editore, Tutto quel viola. In questo libro ritorna il personaggio di Susanna Marino, studentessa appassionata di cinema horror, diventato molto popolare tra i lettori. Come è nata l’idea di questo romanzo, come sei approdata a Frilli Editore e in che modo questo personaggio riflette aspetti della tua personalità o delle tue esperienze
Grazie dell’invito, Gianfranco, è un piacere essere qui su DDS!
Tutto quel viola è nato dall’idea di raccontare la Torino esoterica: la città sabauda è sempre stato lo sfondo delle avventure della mia protagonista, Susanna, ma è la prima volta che racconto l’aspetto più tradizionalmente magico di tali location. Aspetto che mi sono divertita ad affrontare in una chiave diversa dalla classica letteratura sulla Torino magica, attraverso la figura del pittore ed esoterista Lorenzo Alessandri.
Frilli Editore ha come linea editoriale quella di pubblicare gialli e thriller in cui una determinata città fa da protagonista, e mi è parso perfetto per un romanzo come Tutto quel viola. Riguardo al personaggio di Susanna, come i miei lettori ormai sanno, oltre a essere entrambe curiose, testarde e insieme distratte, condividiamo la passione per i film e per i romanzi, specie quelli introvabili. Lei forse ha più di me la tendenza a cacciarsi nei guai, ma anch’io non scherzo!In Tutto quel viola esplori l’esoterismo torinese attraverso la figura di Lorenzo Alessandri. Cosa ti ha attratta di più di questo artista e come ha influenzato la narrazione?
Vidi una mostra di Lorenzo Alessandri da ragazzina, e restai affascinata dal suo stile di pittura surrealista e insieme oscuro, una sorta di Magritte dark e sensuale. Alessandri è infatti l’deatore del movimento artistico Surfanta, ovvero Surrealismo Fantastico, a cui aderirono anche altri pittori torinesi attratti dal mistero (tra cui Colombotto Rosso, colui che ispirò il famoso quadro di Profondo Rosso). Ebbi la possibilità di parlare telefonicamente ad Alessandri, prima della sua fine avvenuta nel 2000. Provai subito un feeling nei confronti della sua poetica, lo trovai molto gentile e disponibile, e mi dispiacque che non fosse così conosciuto quanto avrebbe meritato. Per questo decisi che un giorno o l’altro – se mai avessi continuato a scrivere – gli avrei dedicato un romanzo. E così ho fatto.
Nei cinque romanzi della serie che hai scritto, la giovane cinefila Susanna Marino va alla ricerca di misteriosi film realmente scomparsi. A volte, come la protagonista dei tuoi romanzi, anche a te è accaduto di ritrovarli. Ci racconti come è successo?
È capitato con un paio di film: Un giorno a Lisbona di Alfonso Nieva e con L’Autuomo di Marco Masi, due film introvabili rispettivamentre al centro di Tutto quel nero e di Tutto quel blu. Il primo è stato ritrovato alla Cineteca Madrid semisepolto da altre pellicole grazie al critico spagnolo Carlos Aguilar che avevo contattato durante le ricerche per il romanzo… ma la cosa particolare è che dopo averlo visto alla Cineteca era esattamente come l’avevo immaginato nel libro, scritto poco prima. La storia del ritrovamento è piuttosto complessa ma per chi leggerà Tutto quel nero scoprirà anche questi dettagli. L’Autuomo, invece, un misterioso film di fantascienza italiana anni 80, era sempre rimasto nelle mani del regista, Marco Masi. Dopo una proiezione fallimentare a un festival dell’epoca, Masi non aveva più voluto mostrarlo a nessuno, alimentando il mito della sua scomparsa. Sollecitato dalle mie ricerche e dalla simpatia che si è tra noi creata, l’eccentrico regista ha deciso di renderlo di nuovo visibile al pubblico. Ha infatti permesso di proiettarlo alla prima del mio romanzo Tutto quel blu nel 2014 presso il Cinema Trevi di Roma, luogo mitico per i cinefili romani e non solo, e che purtroppo ora non esiste più. La proiezione fu presentata dallo stesso Masi, che fino ad allora non aveva più mostrato il suo aspetto al pubblico, né dal vivo né in fotografia.




