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Archivio per Maggio, 2025

“Ade spalanca le porte” – Roma, 1 giugno (last seal)


Domani 1 giugno alle ore 21.00, presso la Cappella Orsini in Via di Grotta Pinta 21, Roma, andrà in scena la nuova data di “Ade spalanca le porte”, performance che è stata in programma nei giorni scorsi a Genova e nata dalla pubblicazione omonima uscita nei giorni scorsi per la freelabel HyperHouse. Sul palco, gli Asphodelics (il collettivo performativo del Connettivismo) ovvero, per quest’evento:

Ade, Sandro Battisti
Caronte, Conte Joyce
De cuius, Annamaria Giannini
Coriferi, Helena Velena e Nikita Bancale
Musiche, Stefano Bertoli
Canto, AndromacA
Installazioni, Silvia Faieta
Fotografia & proiezioni, Silvia Minguzzi
Effetti=IDDM (IceDry Dream Machine)

Ci vediamo lì? L’ingresso è libero, non mancate – qui l’evento FB

Il teatro di Ade, nell’Ade.
Avulso nelle nebbie di buio, il Signore degli Abissi non ha contatti né è evocato, non percorre vie da e per gli uomini: è distante come l’inesistente e quando spalanca le porte hai un solo attimo di consapevolezza che vibra giù, nei profondi inferi da percorrere, nell’oblio progressivo.
È tutto lì il senso.
È la lontananza che non ricordi.
È l’Oltre di mitologie talmente infinite da essere il nulla.

Carmilla on line | Fantascienza capitalista


Su CarmillaOnLine la recensione a Ciencia ficción capitalista. Cómo los multimillonarios nos salvarán del fin del mundo, raccolta di racconti di Michel Nieva che analizza, in sostanza, il rapporto tra capitalismo e fantascienza. Un corposo estratto:

In Ciencia ficción capitalista, lo scrittore argentino Michel Nieva legge lo stato presente del capitale attraverso la lente del rapporto fra fantascienza e capitalismo. È una scelta di metodo che appare al passo coi tempi. Oggi le pratiche imprenditoriali, i rapporti con i dipendenti, gli stili di vita e le dichiarazioni pubbliche dei capitalisti di punta, per semplificare al massimo l’élite che controlla le aziende della Silicon Valley, parlano di una fase nuova nella storia del capitale. Stiamo attraversando una di quelle turbolenze di solito spiegate col fatto che là fuori sta avvenendo un cambio di paradigma. Tratto decisivo di questo passaggio è l’individualismo assoluto del capitalista, che è appunto assolto da qualsiasi vincolo, nei confronti della comunità dei propri simili, che possa limitarne le scelte in materia di impresa, investimenti e vita. “È proprio quando opero in regime di totale irresponsabilità”, dice il plurimiliardario tipico del XXI secolo, “che faccio l’interesse dell’umanità (del quale, sia chiaro, non mi importa nulla). Se accettassi di limitarmi, soprattutto concettualmente, pensando cioè che esista un interesse sociale in linea di principio superiore al mio, non farei affatto un favore alla mia specie, tutt’altro. Agendo in questo modo priverei infatti gli umani dell’infinita capacità di innovazione che possiede un individuo come me quand’è dedito, con successo, al proprio arricchimento. Tale abilità innovativa si traduce in una ricaduta, nei termini di maggior invenzione e produzione, di cui beneficiano tutti, anche se ovviamente, e giustamente, in misura infinitamente minore della mia”.
Si potrebbe sostenere che è sempre stato così da quando esiste il capitalismo. Ma la novità del nostro tempo è che la rivendicazione da parte del capitalista della propria totale libertà in nome della sacralità del proprio egoismo si accompagna all’esplicito abbandono della democrazia. Quando Peter Thiel, il padrone di PayPal, dichiara, nel 2009, di non credere più che libertà e democrazia siano compatibili, compie una mossa decisiva1. È una svolta in grado di cambiare quel particolare rapporto fra capitale e Stato che sin dalla Grande Depressione degli anni Trenta e dalla sconfitta del nazi-fascismo nel 1945 caratterizza la vita sociale in Europa occidentale e Nord America. Qui non avrebbe torto chi dicesse che anche a Gianni Agnelli, tanto per citare un capitalista di un certo nome, della democrazia non importava assolutamente nulla. Però non lo diceva, anzi non lo poteva dire. Che non è un punto da poco. Come è misura dell’abisso in cui siamo caduti il fatto che oggi Thiel lo possa dire.

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Pantano della Doganella, origini e storia dell’antico lago | Nemora


Su Nemora ancora un’esaustiva ricerca storicogeologica sul Vulcano Laziale e su quello che ha lasciato fino ai giorni nostri, passando per le sue varie fasi di evoluzione, dall’imponenza della sua mole ai germi che hanno potuto generare una delle culture più longeve e impressive dell’intero pianeta: Roma. Si parla, in questo contesto, del Pantano della Doganella:

I Pratoni del Vivaro sono un altopiano verdeggiante delimitato a sud dalla catena del Monte Artemisio (939 m) e a nord dal Maschio delle Faete (956 m) e dal Monte Cavo (949 m). Lo spazio aperto e sterminato che li contraddistingue è fiancheggiato dall’ambiente magico del Bosco del Cerquone. A causa della sua collocazione, si tratta di un’area soggetta a fortissimi sbalzi di temperatura, con un’inversione notturna che in inverno arriva a superare anche i 10 gradi al di sotto dello zero. Proprio accanto a essi correva l’antico Passo dell’Algido, un crocevia fondamentale per i popoli del Latium Vetus, teatro dell’omonima battaglia combattuta dai Romani contro una coalizione formata da Volsci ed Equi nel 458 a.C. Collocati fra i tre comuni di Rocca Priora, Rocca di Papa e Velletri, i pratoni costituiscono una meta ambita in occasione dei classici pic-nic primaverili e un polo d’eccellenza per gli amanti dell’equitazione. Si tratta di un luogo suggestivo a qualsiasi ora del giorno e in tutte le stagioni, ma c’è un momento particolare in cui questo si trasforma in uno spettacolo in grado di tagliare il fiato. In autunno e in inverno, alle prime luci del mattino, imboccando la Strada Provinciale 18/c da Via Tuscolana e dirigendosi verso la Via dei Laghi, ci si trova immersi come in un quadro antico. Uno strato di nebbia densa avvolge le sagome dei cavalli allo stato brado, che brucano il manto erboso. L’ambiente è illuminato da una luce soffusa, che accende la vegetazione. Si attraversa il cosiddetto Stradone del Vivaro intrappolati fra i picchi del Monte Artemisio da una parte, e le praterie interrotte dal querceto dall’altra, in un’atmosfera immobile e surreale. Viene voglia di accostare l’auto al bordo della strada, aprire la portiera e camminare in quello scenario senza meta, fino a perdersi. Suggendo ogni particella di quella bruma, dissolvendosi nelle pieghe del Tempo e sondando ogni segreto che l’altopiano e il suo antico lago, oggi il Pantano della Doganella, custodiscono gelosamente.
La storia del Lago della Doganella (spesso confuso con l’antico lago Regillo, di cui abbiamo parlato in questo articolo) è indissolubilmente legata all’imponente attività del grande Vulcano Laziale,il quale ha modellato nel tempo il paesaggio dei Colli Albani. Questo complesso vulcanico è stato attivo per un lungo periodo, da circa 600.000 a 20.000 anni fa, e la sua evoluzione si è articolata in tre fasi principali:

  1. La Fase Tuscolano-Artemisio, la più antica e imponente, si è verificata tra 600.000 e 350.000 anni fa. Caratterizzata da massicce colate piroclastiche, tra cui pozzolane rosse, tufi pisolitici e pozzolane nere, che hanno depositato un enorme volume di materiale. Questa fase culminò con il collasso della parte alta del cratere, dando origine alla vasta caldera Tuscolano-Artemisio, ancora oggi visibile come una cintura di colline.
  2. La Fase delle Faete, tra 350.000 e 270.000 anni fa, vide la formazione di un vulcano interno più piccolo al centro della caldera.
  3. La Fase Idromagmatica, da 200.000 a 20.000 anni fa, fu segnata da violente esplosioni dovute all’incontro tra magma incandescente e acqua in profondità, processi che diedero vita ai laghi craterici di Albano e Nemi.

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Fibonacci World


Dimmi: cos’è, il reale?

S’annuncia


L’albero delle possibilità si apre psichico come un coro solstiziale che s’annuncia.

Lancinanti emozioni energetiche


Vorrei estendere l’estemporaneo movimento tellurico della psiche alle vicissitudini fisiche di quel che intravedo come visioni, di lancinanti emozioni taglienti d’energia.

Adorando il femminino


Adorare il femminino delle donne che si adorano come una forma di completezza, tanto da non contemplare altra bellezza.

HERE IS THE NEUROZOIC | Komplex


Erotismo di lega cibernetIcA.

Di chi ha da raccontare


La prestanza fisica apre le connessioni all’interiore più estroverso, quello che esplora le intricate estensioni del passato nel futuro e ritorno, quello che emotiva l’anima psichica di chi ha da raccontare.

Rivedi il paradigma


Le derive sacre di un confluire matematico di Fisica trascendentale, quando collassano i rivoli frattali nell’alveo delle verità quantiche, e tutto è un ologramma.

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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