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NeXT Hyper ObscureArchivio per Maggio 28, 2025
Sekhmet: dea guerriera egiziana della distruzione e della guarigione | Iridediluce
La percezione di quanto potente fosse il concetto associato alle divinità, nel mondo antico e arcaico, è data dallo studio sulla divinità egizia Sekhmet, come si può evincere dal blog IrideDiLuce; vi lascio a uno stralcio dello studio, che anticipa in qualche forma l’odierna figura dei supereroi:
Con epiteti come “Colei davanti al quale il male trema”, la dea guerriera egiziana Sekhmet era temuta principalmente a causa della sua brama di spargimento di sangue. Allo stesso tempo, gli antichi egizi credevano che avesse numerose capacità di guarigione. Molti faraoni egiziani l’hanno persino pregata per la protezione sia in questa vita che nell’aldilà. In quanto figlia del dio del sole Ra, Sekhmet, “La signora della vita”, faceva parte di una collezione di divinità del sole che incarnavano l’Occhio di Ra. Era una divinità del sole estremamente importante nell’antico Egitto. In molti casi, Sekhmet era considerata la manifestazione divina del potere di Ra. Era anche lo strumento di vendetta di Ra. Possedeva uno spirito da guerriero che spaventava gli egiziani.
Gli antichi egizi credevano che avesse il dominio su piaghe e disastri naturali. Per questo motivo fu chiamata “La Portatrice di Piaghe” (cioè La Signora della Pestilenza ). E ogni volta che il popolo egiziano sfidava lei o Ra, Sekhmet scatenava un immenso caos e sofferenza sul popolo. I miti continuano affermando che ogni volta che espirava, usciva fuoco. Il suo respiro era come il vento caldo che soffiava dal deserto.
Indipendentemente dai suoi lati e caratteristiche distruttive, Sekhmet era venerata per la sua abilità curativa e protettiva. Si crede che possieda l’antidoto a ogni malattia e pestilenza. Molti credevano che avesse il potere di risolvere ogni problema che colpisce l’umanità.
Pensa a Fleba negli Oscar Fantastica | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione della riedizione nella collana Oscar Mondadori, senza affiancature ad altre opere, di “Pensa a Fleba”, romanzo cardine del ciclo della Cultura a opera di Iain M. Banks; la quarta:
La guerra infuria nella galassia. Miliardi di macchine distrutte, miliardi di esseri sconfitti, condannati a un destino senza illusione. I pianeti, le lune, i soli assistono all’avvento di una violenza fredda e brutale, priva di qualunque ordine razionale. Gli idirani combattono per la propria religione, i loro antagonisti, la Cultura, per il diritto morale di esistere. È lo scontro tra due differenti visioni dell’universo, e non prevede la resa. Sullo sfondo di questo conflitto cosmico, si consuma il disperato tentativo di fuga di una Mente che trova rifugio su Schar, il pianeta inaccessibile ai mortali. Al suo inseguimento la Cultura e gli idirani. Ma sarà il Mutex Horza con la sua improbabile truppa di mercenari umani e meccanici a trovarla. E, con essa, a scoprire il proprio destino.



