HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per novembre 29, 2025
Subsidenze psichiche
Suscitano i ricordi e mostrano le corde del reale: si presentano le istanze delle suggestioni, ma poi le subsidenze psichiche ti frenano, affondi nella mota, mostri un sorriso alle ombre.
Up and down
Sublime movimento verso l’anabasi e catabasi dei tuoi sensi, in perfetto isolamento, espletando il quadro immaginifico dei tuoi atti psichici.
Smantellando
Smantello le strutture dell’istanza mistica, mostrandomi le crepe di realtà incongruenti e fisiche, piccole istantanee degli abissi che attendono i tuoi passi falsi.
Vittorio Guindani – Materia Breve | Neural
[Letto su Neural]
Residui, frammenti sonori, field recording. Sottili trame, schegge di paesaggi dispersi ricomposte dal tempo e dall’ascolto. Ogni suono, ogni silenzio amplificato diventa materia viva, un’eco minuta che resiste allo scorrere delle stagioni, un gesto che raccoglie e tiene accese le braci dell’esperienza. Vittorio Guindani, che nel suo curriculum vanta collaborazioni con svariate compagnie di danza contemporanea e artisti tra cui video maker, illustratori, coreografi, registi teatrali e altri musicisti, nel 2020 ha pubblicato per la 901 Editions il suo album di debutto Jisei e adesso, sempre per l’etichetta di Fabio Perletta, torna con questo Materia Breve, comprensivo di quindici caduche composizioni (solo una supera di poco i cinque minuti), una trattazione molto densa e forbita di come le pratiche di ascolto profondo possano generare nuove cartografie del sensibile. In questi micromondi sonori, Guindani esplora le pieghe nascoste del quotidiano, trasformando l’ordinario in territorio di scoperta. La brevità delle composizioni non è limitazione ma scelta precisa: distillare l’essenza, presentare il suono nella sua forma più pura e concentrata. Come haiku sonori, queste tracce non richiedono sviluppo ma immersione, non narrano ma evocano. A differenza di Jisei, che meditava sul concetto giapponese di poesia dell’addio, Materia Breve sembra rivolgersi alla presenza, alla materialità del suono che, per quanto effimera, lascia impronte tangibili nella memoria. Guindani raccoglie i suoi suoni con la pazienza del cercatore, attento a quell’invisibile polvere sonora che si deposita sugli oggetti e negli spazi, e che solo un orecchio educato alla lentezza può percepire. Il risultato è un’opera che si colloca in quella fertile zona di confine tra musica ambientale, arte sonora e documentazione acustica, dove l’autore non impone la propria presenza ma si fa mediatore, testimone attento di un dialogo continuo tra silenzio e suono, tra assenza e permanenza. “Ogni universo ha la sua lingua. Ogni universo ha le voci che cerchi” scrive Luca Lanfredi nel testo che accompagna questo album, delineando nei suoi versi alcune delle coordinate poetiche del progetto. Per esempio un’idea del silenzio che si apre, che diventa spazio sonoro, con suoni minimi e pause ripetute, ribadendo quanto il suono possa rivelarsi come elemento organico e vitale. In definitiva, Materia Breve è un invito alla contemplazione sonora, un’opera che ci ricorda come la vera musica risieda spesso negli interstizi, nelle pause, nei momenti di apparente assenza. È un richiamo alla consapevolezza acustica, a quella forma di attenzione che permette di cogliere la poesia nascosta nel paesaggio sonoro quotidiano, trasformando ogni istante in una possibile rivelazione.

