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NeXT Hyper ObscureArchivio per gennaio 9, 2026
Altre foto alla presentazione di “EarthBound”, l’8 novembre
8 novembre 25: presentazione di Earthbound, romanzo della saga dell’Impero Connettivo edito da D Editore nella collana Intermundia; al Defrag di Roma ero con Emmanuele Pilia, moderati da Eleonora D’Agostino, con le foto di Silvia Minguzzi.
Divenire mito
Le sospensioni si aggravano di memorie statiche espresse dai luoghi, rimandi atavici di empatie morte e fuori contesto, ancora vivide di un senso vitale divenuto mito.
Istantanee che urlano
Nel cerchio bleso delle occorrenze, la voce che esala dalle tue mosse è simile a un lamento polidimensionale, istantanee del trascendente matematico che urla frattali.
Si spezzano
Lo shock toglie elasticità alle carni e ai pensieri, qualsiasi movimento fisico o psichico spezza la pelle e le successioni mentali e rimani a sanguinare aria sul selciato, mentre la fragilità causa rigidità e il senso della sopravvivenza si sporca di incongruenze contrarie all’ascesi.
Tesori della letteratura giapponese 1 (2026) | Gli Archivi di Uruk
In viaggio verso un remoto villaggio termale tra le montagne giapponesi, Shimamura, raffinato intellettuale di Tōkyō, cerca pace e riposo, desideroso di sfuggire alla monotonia della vita cittadina e ritrovare se stesso. E nell’idilliaco paese delle nevi incontra Komako, una giovane geisha, donna passionale e vulnerabile. Tra loro nasce un rapporto alimentato da non detti, incertezze e desideri dell’animo e del corpo, una storia d’amore intrisa di ambiguità e di amara solitudine: i turbamenti interiori dei personaggi e le loro debolezze emotive si trasformano in immagini e vicende scomposte che si intrecciano al naturale e imprevedibile fluire dell’inverno. Il paese delle nevi (1937), capolavoro di Kawabata, è un dipinto delicato, lirico, segnato da silenzi e pause che lasciano affiorare fratture di significato e venature di acceso erotismo. In questo mondo etereo e sospeso, la malinconia si fonde con il candore immacolato della neve, come un’impronta leggera che mostra la fugace e ambigua bellezza della vita, labile e intensa nella sua transitorietà.
Così la quarta di un romanzo giapponese – Il paese delle nevi, scritto da di Kawabata Yasunari – segnalato dal buon LuciusEtruscus, che parla di emozioni umane oltre l’umano, nella continua comunione con un cosmo di eventi dall’orizzonte zen, ricercando altri significati per la nostra esistenza che non è detto esistano. Molto intrigante, tutto ciò…






