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Archivio per gennaio 18, 2026

Ritratto di un fan di fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito della ezine Delos272, una carrellata di Carmine Treanni sui fan della SF, visti spesso come una caricatura che ha dato infine vita a una sitcom assai celebre, BigBangTheory, un’esilarante magma di nerd che ha una visione assai particolare, ingegneristica per certi versi, della realtà; ma di cosa parliamo, invece, davvero?

L’attore William Shatner, al secolo il capitano James Tiberius Kirk dell’astronave Enterprise di Star Trek, partecipò al famoso show televisivo Saturday Night Live nel dicembre del 1986. Coerentemente con lo stile dello show, Shatner, tra le altre cose, fece anche un famoso sketch nel quale interpretava se stesso ospite di una convention di fan della serie televisiva che lo aveva reso famoso. Esasperato dal pubblico, rappresentato come un gruppo di disadattati sociali e in sovrappeso, interessati solo a delle insignificanti minuzie sul mondo di Star Trek, alla fine Shatner esplose sul palco con quella che era destinata a diventare una battuta storica: «Get a life!», ovvero: «Fatevi una vita!».
Leggenda vuole che in realtà fosse tutta una messa in scena. Lo stesso attore nel 1999 pubblicò un libro con lo stesso titolo dove aveva intervistato numerosi fan della saga, dando così modo di far conoscere il variegato mondo degli appassionati, che non era sempre ritratto come un nerd brufoloso. Non soddisfatto, nel 2012 realizzò anche un documentario.
I fan, tuttavia, non sono una prerogativa di Star Trek, ma nel mondo della fantascienza sono sempre esistiti, almeno da quando la stessa science fiction è stata inventata.

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La Dea Creiddylad: l’eterna Regina dell’Amore e dei Fiori di Maggio | Iridediluce


Ogni forma divina ha bisogno di punti di contatto col nostro mondo fisico, umano, siano essi piani operativi su cui l’energia surreale prende forme a noi intelligibili, siano anche infiorescenze, eventi, suoni, visioni, quant’altro, così da sostanziare l’incedere delle divinità; questo è il succo di un articolo di IrideDiLuce, da leggere tutto d’un fiato:

L’antica mitologia celtica raffigura la lotta perpetua tra luce e oscurità attraverso le figure mitologiche note come il Re della Quercia e il Re dell’Agrifoglio. Questi due archetipi simboleggiano il mutare delle stagioni e l’eterno ciclo della vita. Il Re Quercia rappresenta il potere della luce e della crescita, governando i mesi fertili dell’anno in cui la vita sboccia. La possente quercia, con la sua presenza imponente e i rami robusti, incarna forza e resistenza. È simbolo di vitalità e rigenerazione e rappresenta il trionfo della luce sulle tenebre. Dall’altro lato abbiamo il Re Agrifoglio, che regna durante i mesi più bui dell’anno, quando la natura si ritira in uno stato dormiente. L’agrifoglio, con le sue foglie sempreverdi e i bordi taglienti e spinosi, simboleggia protezione e resilienza. Rappresenta il potere dell’oscurità e il riposo necessario prima di un nuovo inizio.
Durante l’anno, il Re Quercia e il Re Agrifoglio si sfidano in un’eterna battaglia, alternandosi per dominare le stagioni. La loro lotta ciclica rispecchia il flusso e il riflusso della luce e dell’oscurità, ricordandoci l’equilibrio insito nel mondo naturale. In questa battaglia cosmica si erge la Regina di Maggio, rappresentata dall’elegante e sempreverde edera. Dea dei fiori e dell’amore, Creiddylad incarna il potere eterno della vita, del rinnovamento e della fertilità. L’edera, con le sue foglie verdi vivaci e la capacità di aggrapparsi e arrampicarsi, simboleggia la forza e la tenacia dell’amore.
Proprio come la Regina di Maggio regna durante il mese di maggio, quando la natura è in piena fioritura, l’edera rappresenta la vitalità e l’energia rigenerativa associate a questo periodo. Serve a ricordare la forza vivificante dell’amore e il ciclo continuo di crescita e abbondanza. Attraverso l’intreccio tra il Re Quercia, il Re Agrifoglio e la Regina di Maggio, si dispiega il mito della dea Creiddylad, rivelando l’eterna danza tra luce e oscurità, vita e morte, crescita e dormienza.
È una storia senza tempo che ci ricorda l’interconnessione di tutte le cose e l’equilibrio intrinseco necessario per l’armonia dell’esistenza.

Einstein, Gödel e il nonno immortale | Fantascienza.com


In ambito Delos272, un articolo di Antonino Fazio sui paradossi temporali, intrisi di fisica e matematica che a molti può apparire assurda, ma al momento è ciò che analiticamente descrive meglio il margine delle nostre esistenze, sia dal punto di visto fisico che metafisico, filosofico; un breve estratto:

Il tema dei viaggi temporali, si sa, è costellato di paradossi [1] il più famoso dei quali è il “paradosso del nonno”. In breve, se io tornassi indietro nel tempo e uccidessi mio nonno prima del suo incontro con mia nonna, uno dei miei due genitori non nascerebbe e non nascerei nemmeno io, perciò non potrei ucciderlo. La questione non interessa solo la fantascienza ma anche i fisici. In un precedente intervento [2] è stata discussa la soluzione di Lorenzo Gavassino [3] che riprende una tesi di Carlo Rovelli [4] sulle curve spazio-temporali chiuse di tipo tempo (più brevemente, curve temporali chiuse, o CTC) che permetterebbero a una linea di universo di incrociare se stessa.
L’idea del viaggio temporale sorge dalla tesi eternalista che lo spazio-tempo sia già tutto dato, perché viaggiare nel tempo richiede la coesistenza di passato, presente e futuro. Se l’universo c’è già tutto, la possibilità che il futuro influisca sul passato implica che la realtà si possa modificare. Ma se la realtà è già data, come si può cambiare?
Un modo per rendere coerente l’idea di un influsso dal futuro è di supporre che tale influsso sia già presente nel passato, come in Interstellar (Christopher Nolan, 2014) dove l’astronauta viaggia nel futuro per la dilatazione temporale esistente in prossimità di un buco nero, e poi viaggia all’indietro non su una curva temporale chiusa, ma lungo una dimensione extra (la quarta spaziale, o la quinta del continuum). Ciò evita l’obiezione basata sull’incremento entropico. Il ritorno del viaggiatore dal futuro non azzera il suo tempo relativo (tempo proprio) e non si creano paradossi, dato che lui non era più presente sulla Terra, e dato che non è rientrato prima della sua nascita.

NextStep


USA – and rest of the world – 2036

La fantascienza che ti fa la morale | Fantascienza.com


Una riflessione di Andrea Catttaneo su Delos272, leggibile qui, riguardo al ruolo che gli scrittori – di genere fantascientifico in questo caso – possono avere per la platea e per le generazioni future, tema che del resto sento anche mio: essere, in una qualche forma, degli insegnanti, degli apripista per aiutare chi non ha la stessa visuale a raggiungere consapevolezze che un giorno, a loro volta, potranno trasmettere più o meno allo stesso modo; un estratto:

L’argomento è sempre caldissimo nel piccolo ambiente della letteratura di genere. Storie con una morale sì? Storia con una morale no? Aggiungerei anche una terza domanda: storie con una morale perché?
Negli ultimi anni, in ambito fantascientifico, abbiamo assistito al proliferare della distopia. Immaginare un futuro più o meno prossimo in cui una dittatura opprime la gente e nega le libertà date oggi per scontate è un modo di fare politica a bassa intensità. Se leggere storie distopiche aiutasse la gente a riconoscere la dittatura quando si presenta nel mondo reale probabilmente il nostro presente sarebbe molto diverso da come è. La distopia rischia spesso di diventare una comfort zone: solo lì ho il coraggio di guardare in faccia le cose brutte che succedono realmente nel mondo.
Ma i lettori che scappano a gambe levate dai libri che contengono una morale che storie cercano? Storie di puro intrattenimento. Magari storie che seguano il noto schema: tizio (non uso a caso il genere maschile) deve fare qualcosa per ottenere qualcos’altro. Nella maggior parte dei casi riesce, magari a caro prezzo, nell’impresa. Fine. Il lettore è soddisfatto dall’avventura letta e passa incolume alla prossima.

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quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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