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NeXT Hyper ObscureArchivio per Alieni
La beffa
Una beffa lanciata oltre il divisorio dimensionale, per farla crescere in un terreno nuovo, istantaneo, ingannevole.
Il pianeta del silenzio di Stanislaw Lem | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Il pianeta del silenzio, di Stanislaw Lem; la quarta:
Durante un viaggio con il suo cargo verso Titano, Angus Parvis viene coinvolto in una missione di soccorso. È il prologo di una vicenda destinata a concludersi molti anni dopo, quando il genere umano invia l’astronave Hermes sul lontanissimo pianeta Quinta, da cui sono giunti segnali di una civiltà tecnologicamente molto avanzata. Una volta arrivati, però, i terrestri scoprono che i Quintani sono violenti, poco comunicativi e sembrano impegnati in una cruenta guerra spaziale. Contro chi? L’equipaggio della Hermes è deciso a portare a termine la sua missione: stabilire il primo contatto con una specie aliena intelligente. Ma scoprire i segreti nascosti sotto la superficie silenziosa di Quinta potrebbe avere un costo davvero troppo elevato… Capolavoro della fantascienza classica, Il pianeta del silenzio è un romanzo sorprendente e illuminante, che ancora oggi stupisce per la sua preveggenza.
Dopo un prologo ambientato su Titano, il gigantesco satellite di Saturno, l’azione si sposta perciò su Quinta, un mondo lontano abitato da alieni. Gli umani sono superiori tecnologicamente ma sin da subito emergono seri problemi,il pianeta è circondato da un anello di ghiaccio chiaramente non naturale, ha diversi satelliti artificiali che sono stati distrutti da nanomacchine e le comunicazioni sono disturbate al punto da essere impossibili.
Appare evidente che gli abitanti di Quinta non sono interessati a incontrare altre specie intelligenti e preferiscono continuare un conflitto strano e totale contro un nemico misterioso.
L’aemore. – Roccioletti
Sul blog di Roccioletti un post sull’interessante tema (SciFi, abbondantemente) “Vi siete innadorate di una creaturaliena?”; eccone uno generoso stralcio:
Che cosa è questo – ma è necessario tarpare (etimologia incerta, e bene così) le ali, se mai di articolazioni atte a volare qui si tratta (e chi non vorrebbe, invece che articoli determinativi, piuttosto: arti piumati ossa leggere e cave che suonino di vento) – dire che cosa avverrà prima che sia avvenuta? Nominare troppo facilmente scivola, per presunzione violenza distrazione stanchezza, nelle forme chiuse della geometria: quanti angoli hai, quanti spigoli, concavo o (reo) convesso, e quanti lati, quante facce, la tua base per la tua altezza ed ecco la tua area, un numerino al quadrato; quando invece: questo dentro e questo fuori si parlano, quel che non sono mi assomiglia, la pelle è tamburo timpano membrana che freme di vibrazioni, e che altro esiste, infine, se non quelle, le vibrazioni.
Quindi questo potrebbe essere un breve vademecum, non esaustivo né risolutivo – anzi al contrario spariglia le carte, nel suo tentativo di enumerare perderà il conto e si arrenderà con un sorriso al vasto meraviglioso oceano di possibilità – per tutte le persone che si sono innadorate di creaturaliene. La sparola innadorate e la sparola aemore sono da intendersi come insiemi (e per felice contraddizione) aperti a tutte le sfumature varianti circostanze eventualità opportunità occasioni del concetto di sentimento o dissentimento amoroso. Il termine creaturaliene comprende (ma non le capisce non le carpisce non le comprende, e le lascia esistere anche al di fuori della sua comprensione) qualsiasi forma e contenuto di vita, e non solo basata sul ciclo del carbonio, né ben identificabile in definizioni tassonomiche.Quindi, innadorarsi di una o più creaturaliene; casistiche, appunto inesaustive ed esauste, ma per costellare: distanze fisiche, distanze temporali, distanze quantiche, differenti stati della materia, differenti ordini di grandezza, differenti concezioni concrezioni secrezioni di vita, io, comunicazione, aemore.
Way Station, torna La casa dalle finestre nere di Clifford D. Simak | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione della riedizione per Mondadori di “La casa dalle finestre nere”, di Clifford D. Simak; le note di segnalazione di Giampaolo Rai e la quarta:
Enoch Wallace è molto preoccupato: Stati Uniti e Unione Sovietica sono sull’orlo dell’apocalisse nucleare. Enoch ha visto molte guerre, è sopravvissuto alla guerra di secessione, mezzo secolo dopo è arrivata la prima guerra mondiale e poi la seconda, solo che la prossima potrebbe essere davvero l’ultima. Certo, Enoch sopravviverebbe alla guerra, dopotutto lui è immortale e la sua fattoria non può essere distrutta nemmeno da una bomba atomica, dato che in realtà ospita una stazione di transito per alieni, ma resterebbe confinato nella stazione, circondato da un pianeta morto.
Questa la situazione di partenza di Way Station, uno dei migliori romanzi di Clifford D. Simak e vincitore del premio Hugo 1964.Un uomo che non invecchia mai, una casa con finestre indistruttibili, una pietra tombale con il segno dell’infinito: ce n’è abbastanza perché la CIA cominci ad avere dei sospetti e perché Clifford Simak cominci a tessere una delle sue trame più suggestive. Dai boschi del Wisconsin alle frontiere della galassia, tutto si carica di quel senso del meraviglioso caratteristico di un autore che ci ha insegnato a guardare tanto lontano nel cosmo quanto in profondità nell’animo umano.
Cose confinanti
Le confinanti idee allineano le lontanissime ideologie e ne fanno estensioni misere, come un complesso sistemico proveniente da dimensioni aliene.






