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L’aemore. – Roccioletti
Sul blog di Roccioletti un post sull’interessante tema (SciFi, abbondantemente) “Vi siete innadorate di una creaturaliena?”; eccone uno generoso stralcio:
Che cosa è questo – ma è necessario tarpare (etimologia incerta, e bene così) le ali, se mai di articolazioni atte a volare qui si tratta (e chi non vorrebbe, invece che articoli determinativi, piuttosto: arti piumati ossa leggere e cave che suonino di vento) – dire che cosa avverrà prima che sia avvenuta? Nominare troppo facilmente scivola, per presunzione violenza distrazione stanchezza, nelle forme chiuse della geometria: quanti angoli hai, quanti spigoli, concavo o (reo) convesso, e quanti lati, quante facce, la tua base per la tua altezza ed ecco la tua area, un numerino al quadrato; quando invece: questo dentro e questo fuori si parlano, quel che non sono mi assomiglia, la pelle è tamburo timpano membrana che freme di vibrazioni, e che altro esiste, infine, se non quelle, le vibrazioni.
Quindi questo potrebbe essere un breve vademecum, non esaustivo né risolutivo – anzi al contrario spariglia le carte, nel suo tentativo di enumerare perderà il conto e si arrenderà con un sorriso al vasto meraviglioso oceano di possibilità – per tutte le persone che si sono innadorate di creaturaliene. La sparola innadorate e la sparola aemore sono da intendersi come insiemi (e per felice contraddizione) aperti a tutte le sfumature varianti circostanze eventualità opportunità occasioni del concetto di sentimento o dissentimento amoroso. Il termine creaturaliene comprende (ma non le capisce non le carpisce non le comprende, e le lascia esistere anche al di fuori della sua comprensione) qualsiasi forma e contenuto di vita, e non solo basata sul ciclo del carbonio, né ben identificabile in definizioni tassonomiche.Quindi, innadorarsi di una o più creaturaliene; casistiche, appunto inesaustive ed esauste, ma per costellare: distanze fisiche, distanze temporali, distanze quantiche, differenti stati della materia, differenti ordini di grandezza, differenti concezioni concrezioni secrezioni di vita, io, comunicazione, aemore.
ABATTOIRS OF LOVE – IL FILO A PIOMBO DELLE SCIENZE
Dal blog di Marco Moretti un post dedicato alla song Abattoirs of love, dei Sol Invictus, che viene analizzata e sviscerata in alcuni significativi passi:
Questa canzone è in assoluto la più lucida e realistica disamina della terribile condizione chiamata “amore”! È molto più di un semplice brano musicale. È un allarme che suona per destare il genere umano dal suo sonno funesto. È come il canto del gallo che annuncia l’arrivo della Luce.
Un uomo è solo e soffre perché ha bisogno di qualcosa di morbido da toccare. Per questo cerca di avvicinarsi a una donna, una creatura deliziosa e affascinante, che si rivela però un’aguzzina e lo dilania, proprio come un sadico che si diverte a straziare una lucertola usando uno spillo. Una donna, splendida e sensuale… come un giaguaro, come un leopardo. In genere le cose vanno così. Nonostante questo iter di sofferenze e di umiliazioni si sia ripetuto infinite volte da quando l’essere umano ha acquisito la consapevolezza del proprio essere, un numero incredibile di vittime casca sempre nella trappola! Possibile che non si riesca ad imparare nulla? Ascoltate Abattoirs of love a ciclo continuo, comprendendone ogni parola: è il migliore antidoto all’incoscienza!


