Archivio per Anarchia
8 novembre 2025 alle 21:01 · Archiviato in Creatività, eBook, Empatia, Erox, Filosofia, InnerSpace, Letteratura, News, Recensioni, Sociale, Surrealtà and tagged: Anarchia, Carmine Mangone, La Nuova Carne, Novocarnismo, Produco, Stefano Spataro, Viviana Leveghi
È uscito sulle pagine dei novocarnisti un’altra delle monumentali, meravigliose recensioni di Stefano Spataro; stavolta viene indagata la produzione di Carmine Mangone legata alla collana anarcopunk che curo per DelosDigital: non-aligned objects. Vi lascio a stralci della fluente cavalcata di Stefano, invitandovi a leggerla tutta e, soprattutto, a leggere i libri di Carmine.
La collana non-aligned objects (Delos Digital), da me amata (se avete visto qualche recensione precedente) e curata dal sempre attento Sandro Battisti, ha negli anni pubblicato tre saggi brevi e incisivi di Carmine Mangone – E nondimeno l’anarchia, Perché il reale, eternamente e La materia dell’ulteriore (quest’ultimo scritto in collaborazione con Viviana Leveghi) – che costituiscono un trittico tematico e stilistico che attraversa il pensiero politico, la filosofia del reale e la corporeità del desiderio.
I tre testi sono scritti con la medesima intensità d’intento: ciascuno proposto come saggio breve, ma denso di idee e letture che trascendono la mera cronaca teorica. L’ordine delle lettura – prima l’anarchia e la comunanza, poi il reale e lo spazio, infine la materia del desiderio e della coscienza – guida il lettore lungo un percorso che va dal politico all’ontologico all’affettivo-erotico.
Nel primo saggio, in poche pagine, Mangone riesce a condensare una delle riflessioni più vive e pertinenti sul senso dell’anarchia oggi. E nondimeno l’anarchia non è un trattato né un manifesto, ma un piccolo esempio di pensiero attivo, un gesto di scrittura che tenta di restituire all’anarchia la sua vibrazione originaria: non un sistema politico, ma una tensione vitale, una modalità del vivere.
Con Perché il reale, eternamente, l’autore sposta lo sguardo un po’ più in là, verso un orizzonte che non è più soltanto quello della soggettività o della comunanza, ma quello dello spazio che gli esseri viventi abitano – lo spazio concreto, il territorio, il corpo della terra e quello dei corpi che la attraversano. Se il primo saggio era un dialogo con la possibilità dell’anarchia come forma di vita, questo secondo testo si apre invece come un viaggio nella consistenza del reale: nei suoi attriti, nei suoi mutamenti, nelle tensioni che lo tengono vivo.
Perché il reale, eternamente è, in conclusione, un saggio sull’insistenza della vita. Un testo che non si accontenta di denunciare le catene, ma cerca di mostrare come respirare dentro di esse. Un libro da leggere come un cammino nel corpo del mondo, dove ogni passo è insieme ferita e fioritura.
15 settembre 2025 alle 20:21 · Archiviato in Cognizioni, Filosofia, InnerSpace, Surrealtà and tagged: Anarchia, Carmine Mangone, Estensione psichica, Siderale

Ogni sera, prima di chiudere la porta di casa, se il cielo non è coperto da nubi, lancio immancabilmente un’occhiata alle stelle. Alzo la testa e m’immergo nella vastità dell’eventuale. Conficco lo sguardo nella notte ed è come se la rovesciassi, se io stesso mi rovesciassi, mi riversassi nella volta stellata facendo l’esperienza di un inconoscibile che resta sempre accanto a me, che è anche dentro di me, e non semplicemente, non banalmente al di sopra di quello che considero il mio mondo terreno, materiale.
Al cospetto delle stelle, il pensiero ridiventa ingenuo, riassume l’incapacità umana di comprendere il Tutto e mette in campo la necessità di giustificare questa stessa incapacità. Il mio concetto di compiutezza, a tal proposito, non è altro che un riassorbimento locale della totalità dentro l’immanenza di un attimo.
In relazione alla nostra coscienza comune, la visione di un cielo stellato, come qualsiasi altra esperienza del limite, dovrebbe anzitutto far emergere, o addirittura risvegliare, il bisogno di una propria modalità singolare non disgiunta da una costante apertura verso tutti gli eventi pensabili. Una simile apertura costituisce, a mio avviso, la sola idea accettabile di totalità.
Costruire una propria autonomia di pensiero, a partire dall’unicità psicofisica che ci si riconosce, vuol dire riscoprirsi come totalità agente, come relazione e com-unicità tra la propria presenza «animata» e il mondo in cui quest’ultima nasce, evolve e si ricombina.
Basta questa intro di Carmine Mangone – pur non essendo minimamente sufficiente per capire la vastità libera del suo pensiero – per lasciarsi sfiorare da quel che può essere il senso della complessa visione siderale in cui l’umanità annaspa e non si lascia andare al flusso, per tornare a casa in armonia; seguite il blog di Carmine, percepirete il significato dell’essere davvero liberi e intensi, autodeterminati.
22 agosto 2025 alle 12:09 · Archiviato in Empatia, Energia, InnerSpace, Oscurità, Reading, Surrealtà and tagged: Anarchia, Fascismo, Infection, Luce oscura, Misticismo, My continuum, Nazismo, Religioni, Sciamanesimo
L’incanto di un popolare vaste distese con strette ideologie racconta fascismi, denota lordure, la fogna del mondo giustificata da leggi divine scritte da umani: necessità di percepire il divino soltanto tramite se stessi, da non divenire dottrina.
22 luglio 2025 alle 11:29 · Archiviato in Cognizioni, Filosofia, InnerSpace, Letteratura and tagged: Anarchia, Carmine Mangone, Language, Poesia
I post di Carmine Mangone sono un’esperienza filosofica, sensoriale e poetica, il linguaggio che usa è figlio di un’accurata analisi valoriale della parola e ciò permette ai concetti elevati che esprime di filtrare nel tessuto connettivo del reale, arricchendolo e rendendolo alto di ideologie libere e potenti; questo post, di cui incollo l’incipit, ne è un esempio:
I singulti poetici della nostra epoca non sono altro che anacronismi. Va ormai respinta ogni forma di credulità nei confronti del poeta, dell’artista, dell’intellettuale. Il rigore è necessario. La degenerazione del progresso lo implica. Bisogna incalzare le frasi di un autore, servirsi delle sue contraddizioni, criticare un’idea falsa per rettificarla in una pratica efficace, comune, trasmissibile.
Come punto d’inizio, va disambiguato il concetto di «poesia». È necessaria infatti una distinzione essenziale tra quella che possiamo definire poesia umanistica e ciò che invece rientra, partendo da un punto di vista materiale ed emozionale, nell’àmbito dell’esperienza poetica.
Pur essendoci una chiara connessione tra i due piani, che si esplicita quasi sempre in un legame di causa ed effetto, di reciproco scivolamento dell’uno nell’altro, possiamo considerare la poesia umanistica come l’insieme delle opere dell’ingegno umano preposte alla celebrazione e alla conservazione del bello, dell’emozionante e del mirabile attraverso la redazione, la lettura e la trasmissione di testi scritti, mentre l’esperienza poetica, soprattutto in epoca contemporanea, ponendo come momenti fondativi l’avvento di Rimbaud e delle avanguardie del Novecento, risiede nella concretizzazione di eventi e situazioni che tendano a rilegare compiutamente, cioè a unire nel modo migliore e più armonico possibile, anche transitoriamente, quelli che sono i fattori essenziali del vivere: le unicità degli organismi psicofisici, l’ambiente, la lotta contro la morte, le relazioni tra i viventi e le cose, le idee storiche di tempo, la tecnica, una ricerca generale di senso e un bisogno particolare di soddisfazione.
La poesia umanistica si mantiene perlopiù su un piano culturale e si manifesta generalmente tutelando o rettificando le proprie forme letterarie dentro spazi autoreferenziali. L’esperienza poetica, al contrario, senza mai rigettare del tutto il momento estetizzante, passa dal resoconto del bello alla costruzione materiale e immediata di una compiutezza, di una ricomposizione gratificante dei vari frammenti del divenire.
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3 Maggio 2025 alle 14:56 · Archiviato in Cognizioni, Connettivismo, Creatività, Deliri, Editoria, Empatia, Experimental, Filosofia, InnerSpace, Letteratura, Oscurità, Recensioni and tagged: Anarchia, Giorgio Manganelli, Infection, Luce oscura, Necrofilia, Necrologio, Ridefinizioni alternative, Rivista, Torazine
Su L’Indiscreto una segnalazione di quelle che non ti aspetti, che sei lì lì per scartare e che invece, all’improvviso, ti colpiscono come un maglio sui denti. Parliamo di riviste, nella fattispecie di Torazine.
Un reportage su “Il legame tra la Colgate e il controllo delle masse”, un tutorial su come estrarre corpi estranei dal retto, un saggio sui misteri di Eluesi e il sangue mestruale, un’invettiva a Hegel firmata Alfredino Rampi – il bimbo caduto nel pozzo di Vermicino nell’Ottantuno – un articolo animalista sulla pet therapy con i pitbull; il tutto rifritto nell’anarcoccultismo necrotico. Sfogliare Torazine 666 è come tornare nella propria casa e scoprirla occupata da una torma di squatter intenti nella celebrazione di riti orgiastici. A quel punto ti si affacciano due opzioni: alzare le spalle, infilarti un preservativo ultrasottile e farti tirare nella mischia; o chiamare gli sbirri. Se scegli la seconda, premi il pollice sulla freccia in basso allo schermo e torna al menu principale: questo articolo non è per te.
“Volevamo cambiare segno alle cose per creare una nuova lingua, per creare persone nuove che pensassero al di fuori degli schemi politici in cui si erano formati. Volevamo scardinare i moralismi, anche nel movimento stesso e infettare gli altri” raccontano quelli di Torazine al festival della letteratura Testo, in occasione della riedizione dei cinque numeri della rivista, raccolti appunto nel volumone Torazine 666 – edito da Nero nella collana Prima o mai, che si basa sul print on demand limitato. “Ma la rivista” continuano, “è prima di tutto una struttura rigida utile per acchittare delle botte”. E sentirli parlare è proprio come leggerli, una danza in controtempi fra l’ontologia del degrado e il degrado dell’ontologia, tanto è vero che poi si insinua una parentesi sul filosofo Paul Virilio, popolare negli anni Novanta soprattutto per l’incidente integrale: “Quando fu inventata la macchina fu inventato anche l’incidente automobilistico, la tecnologia afferma l’esistenza della macchina ma nega quella dell’incidente, diceva Virilio, no? Torazine al mondo proclama: non ci frega niente del cazzo di treno, ci frega dell’incidente ferroviario”.
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13 aprile 2025 alle 18:04 · Archiviato in Accadimenti, Creatività, eBook, Interviste, Letteratura, Oscurità, Sociale and tagged: Anarchia, Attività politica, Delos Books, Giulia Abbate, non-aligned objects, Produco, Punk
Sulla pagina FB della casa editrice Delos una breve intervista al sottoscritto per segnalare la collana anarcopunk che amo curare per i tipi DelosDigital: non-aligned objects!
Collana politica che mescola saggistica e fiction, “non-aligned objects” mette in campo una ricerca e una critica dotate della tipica inquietudine della fantascienza, insieme a una consistente dose di coraggio. Il coraggio del dire le cose, ma soprattutto del vederle!
Conosciamo meglio il progetto NOA dalle parole del curatore, il fantascientista, artista nonché connettivista Sandro Battisti!
Perché hai deciso di curare la collana “non-aligned objects”?
Per un bisogno estremo di percorrere vie politiche non convenzionali, di andare contro le tematiche usuali che concorrono alle dinamiche che nulla hanno di artistico e che non permettono una corretta forma d’interrogazione interiore su ciò che accade intorno a noi. Un bisogno di non allinearsi, appunto, al Mercato e di sfuggirgli, di rendersi emancipati.
Definisci la collana in tre aggettivi.
Anarcopunk. Avulsa (dal Mercato). Politica.
Chi sono, secondo te, il lettore e la lettrice ideali?
Tutti coloro che si riconoscono nell’abstract che descrivevo qui sopra; ma anche gli autori che si riconoscono in qualsiasi rivolo generato da quel flusso. Sono più di quanto sembri, e costituiscono un ammontare maggiore del Mercato stesso.
Prossime uscite?
C’è un lavorio in crescita, rimanete in ascolto 
Nel frattempo… ecco i titoli usciti finora: controversi, esplosivi, polemici, fantasmagorici…
QUI: https://www.delosstore.it/…/176/non-aligned-objects/
8 aprile 2025 alle 19:52 · Archiviato in Creatività, eBook, Futuro, Letteratura, SF, Sociale and tagged: Anarchia, Apocalittico, Attività politica, Delos Books, Domenico Gallo, Laura Coci, Resistenza, Roberto Del Piano
Su Fantascienza.com la segnalazione di “L’ultima cordata e altri racconti degli anni Novanta”, raccolta completa dei racconti di Domenico Gallo, scritti dai ’90, a cura di Roberto Del Piano e Laura Coci; editore DelosDigital:
Domenico Gallo attraversa il Novecento e oltre con la sua scrittura ribelle, sospesa tra memoria e immaginazione. Dalla Resistenza italiana all’Aktion T4, dal movimento anarchico alle distopie cyberpunk, i suoi racconti, qui raccolti per la prima volta in un’antologia ragionata, danno voce agli ultimi, ai visionari, ai combattenti di ogni epoca.
Diciotto storie, scritte tra il 1981 e il 2015, divise in due volumi, uno per decennio o poco più, che spaziano dal realismo crudo all’avanguardia letteraria, con uno stile serrato e musicale che richiama il jazz di John Coltrane e Miles Davis. Tra scenari post-apocalittici, città oscure e montagne innevate, Gallo ci conduce in un mondo dove la resistenza è una necessità, la memoria un atto politico e il futuro una sfida da conquistare.
Fantascienza resistente, impegno e lirismo si fondono in questa raccolta unica, per chi non smette di credere che un altro mondo sia possibile. Con un’introduzione di Laura Coci.
28 marzo 2025 alle 11:57 · Archiviato in Cognizioni, Editoria, Filosofia, Futuro, Letteratura, Passato, Sociale and tagged: Anarchia, Femminismo, Lev Tolstoj, Libertà, Ursula K. Le Guin, Virginia Woolf
Su Fantascienza.com la segnalazione di I sogni si spiegano da soli, antologia di pensieri di Ursula K. Le Guin che ha questa bellissima quarta, da tenere in grande considerazione in questi giorni estremamente bui.
Scrittrice di grande successo internazionale, associata a un genere spesso considerato d’evasione come la fantascienza, Ursula Le Guin rappresenta allo stesso tempo una figura di intellettuale anticonformista e radicale, dotata di una sensibilità pacifista, ambientalista e femminista che la colloca saldamente nella nostra epoca.
In questa raccolta di saggi e discorsi Le Guin ci prende per mano e ci invita a seguirla nelle sue riflessioni. Si chiede se il modello di società maschile e competitiva in cui viviamo è l’unico che sappiamo concepire. Contesta l’ideologia del progresso tecnico che ossessiona l’Occidente, valorizzando esperienze di vita più attente all’equilibrio con la natura come quelle dei nativi americani. Denuncia il linguaggio del potere, la «lingua degli uomini» a cui contrappone una «lingua delle donne» alternativa, che possa ispirare valori di nonviolenza e solidarietà. Affronta il tabù della menopausa e tesse l’elogio della vecchiaia. Dissente da Tolstoj e riparte da Virginia Woolf.
Sono pagine di libertà, dove non ci sono facili risposte ma, attraverso l’intelligenza e la letteratura, l’ironia e il canto, si prova a immaginare il posto più giusto, inclusivo e pieno di bellezza in cui molte e molti di noi vorrebbero già essere.
14 febbraio 2025 alle 08:23 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, Editoria, Letteratura, SF, Sociale and tagged: Anarchia, Distopia, Diversità tra sessi, Femminismo, Naomi Alderman, Potere
Su Fantascienza.com la segnalazione di “Ragazze elettriche”, romanzo di Naomi Alderman che ci ricorda il bisogno di non prendere le parti di una parte di potere o dell’altra, ma che è necessario emanciparsi dal demone del dominio, di qualunque segno sia. E tutto ciò impone una ideologia che passa per i dettami anarchici e all’abbandono dell’idea del profitto. La quarta:
Cos’è il potere? È la forza del fulmine custodita in una “matassa” all’altezza del petto. È una scarica elettrica nell’incavo della mano di ogni ragazza del pianeta, in questa distopia lucidissima che è diventata in poco tempo una bandiera del movimento femminista.
Nel romanzo di Alderman le ragazze e le donne del pianeta scoprono, in un futuro imprecisato ma vicino, di avere un potere capace di capovolgere definitivamente le gerarchie maschiliste e patriarcali che hanno governato il mondo per millenni. Ma alla gioia di questa liberazione imprevista si aggiunge velocemente una rabbia accecante. Gli uomini vengono ridotti in schiavitù, seviziati e uccisi da una nascente classe dominante tutta al femminile. Con una svolta visionaria, Alderman reinterpreta il rapporto impari tra sessi e scava nella crudeltà che si nasconde in ogni posizione di controllo, mettendoci in guardia contro una scalata al potere che usa, per raggiungere i suoi obiettivi, la stessa violenza che si propone di superare. E attraverso questo mondo rovesciato, dove gli uomini sono costretti a vivere sulla propria pelle la dimensione di allerta che ogni donna conosce quotidianamente, Alderman ci consegna una parabola angosciosa sul potere, sulle sue derive e sulle sue perversioni. Con una nuova prefazione dell’autrice.