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Archivio per Andrea Vaccaro

WorkNeXT, il workshop della Kipple Officina libraria | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Siamo lieti di annunciare l’inizio di una nuova avventura: WorkNeXT, il workshop della casa editrice aperto agli autori e alle nuove idee creative e letterarie.
Sulle tracce del connettivismo e sull’onda delle suggestioni di Villa Diodati, dal 5 al 7 aprile 2024, Kipple prenderà residenza letteraria all’O’Connell Street, Irish Country Pub di Piana Crixia (SV), per proporre uno sviluppo narrativo che coinvolga gli autori nella creazione di nuove proposte editoriali.
Abbiamo scelto per la prima edizione della WorkNeXT di approfondire le tematiche legate alle collane Avatar, eXoth e k_noir con la presenza dell’editore Lukha B. Kremo, dell’editor Sandro Battisti e di due ospiti d’eccezione, del mondo weird e fantastico, del calibro di Danilo Arona e Andrea Vaccaro.
Per gli autori iscritti al workshop sarà l’occasione per iniziare a lavorare su nuove opere insieme alla redazione Kipple e agli Special Guests.

Affrettatevi, i posti sono limitati.

Scopri il programma: https://kippleblog.files.wordpress.com/2023/11/worknext-workshop-connettivisti-by-kipple.pdf.

La recensione di “Hypnos. Rivista di letteratura weird e fantastica – Numero 14” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni al numero 14 della rivista Hypnos, come sempre dedicato al mondo del weird. Vi lascio alle parole di Cesare:

Il nuovo numero della rivista Hypnos si presenta con una splendida e surreale copertina di Elena Furlan che, così come il materiale che troviamo all’interno, è di altissimo livello.
Nella sua introduzione, Andrea Vaccaro ci racconta del tema di questo numero: la casa infestata, un “topos” classico della letteratura fantastica che viene sviscerato da tre autori.
Se il grande R. A. Lafferty non ha bisogno di presentazioni ed è garanzia di qualità (parliamo di uno degli autori più originali del fantastico e della fantascienza pubblicato più volte su Urania), decisamente meno conosciuti sono Brian Evenson (1966) e Helen de Guerry Simpson (1897-1940).
Del primo ci viene presentato il racconto Il vitreo, ardente fondo dell’inferno. La sua opera è stata accostata a quella di Ballard, William S. Burroughs e Kafka, ma si è poi dedicato con profitto alla narrativa weird come possiamo leggere in questa storia che spalanca abissi dimensionali in cui le categorie di spazio e tempo vacillano.
L’atmosfera creata è inquietante e ci mostra la grande capacità visionaria di Evenson nel trattare il tema di una possibile infestazione psichica all’interno di un centro in cui si tiene un seminario di “armonizzazione”. Quasi  una sorta di new age in nero e, visto il proliferare di questi gruppi e sette, l’argomento risulta anche molto attuale. Per la cronaca, Evenson ha firmato l’introduzione di A Different Darkness di Luigi Musolino, pubblicato da poco da Valancourt Books, un grande e meritato risultato per lo scrittore piemontese.
Berryhill di Lafferty conferma la statura di questo autore che tratta la tematica della casa infestata con un’ironia macabra che non lascia indifferenti.

Videorecensione di “Il diario elettrico”, di Paolo Di Orazio, a cura del canale “Libri di sangue” | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Una nuova videorecensione per Il diario elettrico, di Paolo Di Orazio, romanzo uscito nella collana k_noir e che apre, per il celebre autore oscuro, un nuovo ciclo narrativo rivolto più al genere SF. Vi lasciamo alle valutazioni espresse nella rece, che non possiamo che sottoscrivere in toto.

Novità in k_noir: Paolo Di Orazio è il nuovo condirettore di collana | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La redazione di Kipple Officina Libraria sta crescendo! Siamo felici di comunicarvi che alla guida della collana k_noir, insieme ad Andrea Vaccaro, si affianca un autore del calibro di Paolo Di Orazio, che molti di voi conoscono molto bene.

La visione unica del noir di Di Orazio, nel rispetto di quella che Kipple dà al genere, s’integrerà con quella di Vaccaro per esplorare insieme un nuovo mondo.

Tutta la redazione dà il benvenuto a Paolo, mentre il suo nome risuona ancora negli echi distopici del romanzo fresco di stampa Il diario elettrico.

A presto su queste fantastiche coordinate.

Esce per la collana k_noir “Il diario elettrico”, di Paolo Di Orazio | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi il nuovo attesissimo romanzo Il Diario elettrico di Paolo Di Orazio. Nuova uscita quindi per la collana “k_noir”, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle declinazioni noir del fantastico. Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook su www.kipple.it, nelle librerie e nei principali store online; la copertina è di Ksenja Laginja.

Una visione distopica e sconvolgente del nostro mondo impone una svolta sul finire degli anni ’70 del ‘900, in una Roma lontana dall’attuale tecnologia, ma in grado di contenere tutti i presupposti del disturbante e orrorifico presente. Di Orazio è ancora una volta maestro delle atmosfere e del climax che tiene incollati alla sedia, della paura che ci attanaglia fino agli angoli più bui dell’anima.

SINOSSI

Roma, 1978. Un mondo che è vicino al nostro e ne è eppure lontanissimo, un abisso di consuetudini e tecnologia a dividerci da allora e che, con gli occhi del presente, ci fa capire perché siamo precipitati nella nostra attualità.
Il protagonista del romanzo è Gordon Kane, un corrispondente del quotidiano Sun di Londra; la sua vita è stravolta prima dai sogni, poi dalla realtà che sembra scaturita da essi: chi è l’uomo senza volto che lo perseguita in casa, che modifica le sue abitudini e gli impone nuovi modi di vita e di comunicazione? In un crescendo che toglie il respiro, Di Orazio ci racconta in punta di sensibilità come il protagonista si comporta per non soccombere a un’angoscia che non ha senso, né forma, né origine.
In una delle pagine più belle del weird distopico, Paolo Di Orazio ci illustra la sconvolgente paranoia tecnologica che ci attende, se solo non saremo scaltri e attenti a modificare i nostri obiettivi.

ESTRATTO – PROLOGO

Mi sveglio da un sonno profondo. Cupo. Senza sogni. Oppure da un semplice istante in cui la mia mente ha vagato distratta fuori dal campo visivo, dalla coscienza. Sono a Roma. Una strada battuta dal sole accecante. Via Cavour, vecchio cuore della città. Ero già qui? Stavo andando da qualche parte e improvvisamente ho perso la memoria? L’arsura, il sapore di gomma e sabbia in bocca, di antico e violento. Cosa significa? Non è il deserto, dico a voce alta anche se la lingua è incollata al palato. Tutte le persone che vedo camminare sono lontane, si disperdono lasciandomi solo. Ho l’impressione di essere l’ultimo uomo al mondo. Una macchia sfocata dentro il mio occhio: è la sola presenza che si muove ovunque io posi lo sguardo, la mia compagna di sempre. I vecchi palazzi sono ingabbiati da ragnatele di tubature esterne, aderenti alle facciate di finestre dai cristalli a specchio sotto una coltre di ruggine e polveri sottili. Altri sono fagocitati da cubature in pietra a formare un secondo livello di urbe. La carreggiata è coperta da un manto di materiale compatto, caucciù vulcanizzato che irradia un calore atroce. La secchezza delle fauci è così legata all’odore ingrato dell’aria, priva di umidità, morta e immobile, da farmi ricordare che non bevo acqua da un secolo. Vedo in lontananza la porzione del Colosseo in fondo a via dei Serpenti. Il monumento è rivestito da un esoscheletro di acciaio cromato. Due anelli paralleli di graticole a fessura per l’areazione solcano la circonferenza totale dell’armatura. Il colonnato in pietra sparisce dietro il rivestimento scintillante al sole, ed è riprodotto da incisioni stilizzate per ricordarne con indecorosa sintesi le fattezze originali. Sembra più la raffigurazione maldestra su una vecchia moneta. Maledetti, grido, come se i responsabili degli eterni scavi ferroviari sotterranei possano sentirmi. Gli hanno messo quell’armatura perché l’arena sta sprofondando nel terreno. Ucciderei i mandanti del progetto di riqualificazione urbana. M’incammino in salita. È tardi, devo recarmi al lavoro. So di essere stato assente per mesi, saranno tutti in collera con me. Ho paura che mi abbiano licenziato, nel frattempo. Vado lo stesso. Raggiungo un distretto di polizia, ma per quale ragione? Io non lavoro qui. Un gruppo di gente in divisa mi saluta, mi applaude. Indosso anch’io una divisa come la loro, blu cobalto con tre bande laterali bianche e gialle. C’è una festa in mio onore. Non capisco. Qualcuno piange commosso. Tra le grida di benvenuto e bentornato, entro nel distretto come se sapessi dove andare. Le gambe vanno da sole. Corridoi fra i reparti, uomini e donne in uniforme seduti alle scrivanie o in piedi alla loro postazione si voltano, mi vedono e mi salutano. Ho sete, dico, e non riesco a respirare l’aria fredda carica di ozono. Mi dirigo a passo sicuro nell’ufficio del vecchio vicequestore, il quale mi accoglie a braccia aperte e mi stringe le mani, entrambe, prendendole nelle sue. Non dobbiamo toccarci, esclamo stupefatto. Come stai? Sei guarito, chiede il mio superiore. Il suo sguardo è famelico. Brilla di luce malevola. Il volto grottesco somiglia a quello di una scimmia. Non mi fido di lui perché è zoppo e cammina col bastone. Vuole farmi del male, con quel bastone. Posso stare poco, affermo. Il caso dell’assassino è tuo, fa il vice. Ti abbiamo promosso commissario capo.

LA QUARTA

Roma, 1978. Un mondo vicino al nostro eppure lontanissimo, un abisso di consuetudini e tecnologia a dividerci da allora. Gordon Kane è un corrispondente del quotidiano Sun di Londra, di punto in bianco la sua quotidianità è stravolta: chi è l’uomo senza volto che lo perseguita in casa, che modifica le sue abitudini e gli impone nuovi modi di vita e di comunicazione? In una delle pagine più belle del weird distopico, Paolo Di Orazio ci illustra la sconvolgente paranoia tecnologica che ci attende, se solo non saremo scaltri e attenti a modificare i nostri obiettivi.

L’AUTORE

Nume tutelare delle riviste a fumetti cult «Splatter», «Mostri», «Nosferatu», pubblica dal 1987 fumetti, racconti, romanzi, articoli per Acme, Granata Press, Castelvecchi, «Urania», Radio Rai, «Cattivik», «Heavy Metal», «Blue», «Classic Rock» e tutte le migliori case editrici d’Italia. Dopo tre anni di scrittura porno su mensili per adulti, il suo libro di esordio Primi delitti, 1989, è apripista della narrativa splatterpunk italiana nonché scandalo parlamentare per istigazione a delinquere. In lingua inglese pubblica con Independent Legions, Kipple Officina Libraria, Comet Press, Necro. Membro della Horror Writers Association, è nel “Best World Horror of the Year” (ellendatlow.com, 2017) e nella “Year’s Best Hardcore Horror della statunitense Comet Press” (2017).

LA COLLANA

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Paolo Di Orazio, Il diario elettrico
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 184 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-66-8
Formato ePub – Pag. 203 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-67-5

Link:

Hypnos. Rivista di letteratura weird e fantastica. Vol. 13 | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni al numero 13 della rivista Hypnos, pubblicazione dedicata ovviamente al weird. Un estratto:

Non ci sono dubbi, il nuovo numero di Hypnos è un’autentica bomba per gli appassionati di narrativa horror!
In copertina campeggia il nome di Ramsey Campbell, da qualcuno considerato (come nel caso dell’esegeta di H.P. LovecraftS.T. Joshi) come il più grande scrittore horror vivente. Si tratta di un punto di vista opinabile ma indubbiamente Campbell è un gigante del genere e c’ha pensato Edizioni Hypnos, pubblicando di recente la novella “lovecraftiana” L’ultima rivelazione di Gla’aki, a rinnovare l’interesse per quello che è un maestro dell’horror contemporaneo, con all’attivo romanzi iconici come La bambola che divorò sua madre (1976), La faccia che deve morire (1979) e La setta (1981).

Questo numero 13 della rivista risulta così un’occasione succulenta per i seguaci di Ramsey Campbell: ci vengono proposti un’intervista (con domande di Andrea Vaccaro, Ivo Torello e Matteo Carnio) e uno splendido e pauroso racconto inedito intitolato Lo schema.
Ma questo numero di Hypnos non si ferma certo a Campbell e ci presenta alcuni racconti assolutamente degni di interesse. In particolare ho trovato notevole Egnaro di M. John Harrison, autore che deve molto alla tradizione di un autore come Arthur Machen che viene da lui riletto in maniera originale. A me personalmente questo racconto ha ricordato anche qualcosa di Borges anche se su un piano più weird e di genere.

Predatori dall’abisso | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a Predatori dall’abisso, nuova edizione del primo romanzo di Ivo Torello, edito da Hypnos; uno stralcio:

Come scrive Andrea Vaccaro nell’introduzione, Predatori dall’abisso fu una sorta di apripista, un punto di svolta (anche se non immediatamente percettibile), un’opera italiana, weird, di stampo lovecraftiano, intrisa di sense of wonder capace di parlare ai lettori d’oggi, conquistando pubblico e critica. Con il successivo romanzo La casa delle conchiglie, Torello ha cercato nuove strade abbandonando (almeno in parte) la via tracciata con il romanzo d’esordio, ma questo non vuol dire che l’avesse disconosciuto. Tanto che ora ne esce una nuova edizione (sempre per le Edizioni Hypnos) rivista, ampliata e anche, almeno in gran parte, riscritta. In pratica questa nuova edizione è quasi un nuovo romanzo.

Avevo un buon ricordo del romanzo, ma dopo averlo riletto posso dire che siamo di fronte ad un’opera di assoluto livello in ambito weird e di orrore cosmico “lovecraftiano”. Forse anche grazie a una maturata esperienza dell’autore, questa seconda stesura risulta superiore alla prima.

La storia è ambientata nel 1890 a Londra e in Scozia, nelle Highlands. La vicenda inizia in una Londra cupa e piovosa dove Julius Milton, artista squattrinato che ritrae nei suoi schizzi strane creature visionate al British Museum, è ossessionato da sogni allucinanti che gli mostrano una realtà pazzesca. In questi incubi vede un fantomatico castello dalle torri asimmetriche, mostri inconcepibili e avverte una presenza gelida proveniente dagli abissi del cosmo. Impossibile non pensare al leggendario Wilcox, il giovane artista di Il richiamo di Cthulhu.
Milton riesce a risolvere l’enigma del castello grazie all’aiuto di un libraio: effettivamente l’edificio esiste ed è situato in Scozia nel paesino di Kirsdale, nelle Highlands. Viene poi a conoscenza, tramite un articolo di giornale, della morte del professor Renwick, stimato paleontologo le cui ricerche nella torbiera della località scozzese avevano portato alla luce fossili antichissimi. A questo punto Milton, spinto dalla curiosità, lascia Londra e decide di recarsi a Kirsdale per cercare di esorcizzare i suoi fantasmi .

Dario Tonani vince con Kipple Officina Libraria il Premio Italia | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Come riportato da Fantascienza.com e da altre testate web, sono state rese note della classifica del Premio Italia 2021, riservato agli operatori del Fantastico italiano e non solo. Le categorie coperte dal Premio, si sa, sono molte, ci piace quindi dar risalto a quella dove si votano il Racconto di autore italiano su pubblicazione professionale, dove ha vinto Dario Tonani con Un fiore per Gregorius Moffa, contenuto nell’antologia dedicata a Sergio Altieri, Cronache dell’Armageddon, edita da KippleOfficinaLibraria nell’ambito della collana k_noir diretta da Andrea Vaccaro.
L’antologia, curata da Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati, ha raccolto molti autori uniti per Sergio, e ci fa ancora più piacere ricordare il compianto Altieri con questo Premio, davvero meritato, che Dario ha raccolto nel suo contributo all’opera del Lupo, rendendo ancora viva la sua presenza tra noi.

La quarta

Venti contributi tra narrativa e realtà, tra omaggio e memento lungo i sentieri tracciati da Alan D. Altieri. Autori, colleghi, amici e familiari ricordano il bardo dell’Apocalisse, l’esploratore del vuoto. Der Wolf. Sergio Altieri.

Gli autori

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Aa. Vv., Cronache dell’Armageddon
Curatela e introduzione a cura di Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati
Prefazione di Franco Forte
Ricordi di Valeria Montaldi, Dario C. Altieri e Adrian D. Altieri
Postfazione di Alessio Lazzati
Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 316 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-28-6
Formato cartaceo – Pag. 324 – 15.00 € – ISBN 978-88-32179-27-9

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Ecco la prima trilogia della Cultura di Banks | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un Draghi Mondadori dedicato a Ian M. Banks e al suo ciclo della Cultura.

Iain M. Banks è stato uno dei più grandi autori della fantascienza britannica, e  non solo della fantascienza, anche se quando scriveva altri generi usava uno “pseudonimo”, Iain Banks senza la “M.”. La sua opera verte in gran parte sul cosiddetto ciclo della Cultura, ambientato in una società galattica utopistica, anarchica e socialista, in un lontano futuro. Il ciclo include una decina di romanzi, non tutti usciti in Italia, i primi tre dei quali vengono ora riproposti da Mondadori, nella collana Urania Draghi, con la cura e l’introduzione di Franco Forte e una bibliografia dell’autore curata da Andrea Vaccaro.

La Cultura. Una società ideale che si è sviluppata in un lontano futuro grazie alla tecnologia, capace di sconfiggere la scarsità di risorse ed esercitare la sua benefica egemonia su gran parte della galassia. Morte, malattia, fame, violenza non esistono più, ognuno è libero e tutti sono uguali. Ma questo non significa che non ci siano lotte di potere, scontri, ambiguità di rapporti tra macchie senzienti e forme di vita organica, diplomazie al lavoro e intricate reti di spie sempre pronte a misurarsi con chi è avverso all’egemonia della Cultura.

Premio Hypnos 2021: “Chiaro di Luna” è il racconto vincitore | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del vincitore del Premio Hypnos. Vi lascio al testo del post – complimenti ai vincitori e alla casa editrice:

È stato assegnato sabato, 26 giugno, il Premio Hypnos 2021 dedicato ai racconti di genere weird e fantastico. Vincitrice di questa VIII edizione è Valentina Ramacciotti con il racconto Chiaro di Luna.
Sul podio, al secondo posto Lucio Besana con Visioni simultanee di un ispettore e di un assassino. Chiude al terzo posto Mario Boffo con il racconto Ludmilla.

Quest’anno la giuria è stata composta da Andrea Gibertoni, Francesco Lato, Laura Sestri e Andrea Vaccaro.

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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