HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Arash Akbari
Embedded/Embodied, AI listening | Neural
12 ottobre 2025 alle 11:43 · Archiviato in Creatività, Cybergoth, Experimental, InnerSpace, OuterSpace, Recensioni, Surrealtà, Tersicore and tagged: Arash Akbari, Farzaneh Nouri, Intelligenza Artificiale, Ridefinizioni alternative, Steven Feld, Video
[Letto su Neural]
Le passeggiate sonore sono diventate una teoria e una pratica artistica consolidata nel tempo, con vari dispositivi acustici che potenziano o rivelano le capacità di ascolto dei partecipanti. In Embedded/Embodied, Farzaneh Nouri e Arash Akbari aggiungono un livello computazionale addestrando un’intelligenza artificiale (AI) ad “ascoltare” i suoni situati e aggiungendo questo processo alle registrazioni sul campo. Si rifanno al concetto di “acustemologia” di Steven Feld, che combina acustica ed epistemologia, ossia ciò che è possibile conoscere attraverso l’ascolto. L’esperienza diventa quindi una simbiosi auditiva non convenzionale con una macchina addestrata che può essere vissuta in modo audiovisivo e interattivo attraverso un’interfaccia web.
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Arash Akbari – Amnestic Continuum | Neural
9 giugno 2024 alle 12:29 · Archiviato in Creatività, Experimental, InnerSpace, Notizie and tagged: Arash Akbari, BandCamp, Christopher Doherty-Ingram, Iran, Poesia, Ridefinizioni alternative
[Letto su Neural]
“Affinché le macchine intelligenti funzionino, dobbiamo ridurre il mondo in insiemi di dati numerici che sostengono i database e le operazioni algoritmiche”, così argomenta Arash Akbari che in maniera apodittica e schierata completa il suo pensiero sottolineando in che modo quello che viene dimenticato in questo processo sia il mondo stesso. “Diventiamo semplicemente valori quantitativi in un tempo e in un luogo specifici” e conseguentemente “le storie e le vite dimenticate vengono aggiunte ai set di dati come numeri inerti”. Accompagnato da un libro in formato pdf di 32 pagine, con immagini dello stesso Arash Akbari e poesie di Christopher Doherty-Ingram, Amnestic Continuum s’imprime nelle forme d’un raffinato e critico progetto multidisciplinare che utilizza la sonificazione e la visualizzazione dei dati, nonché la letteratura, per analizzare gli effetti esterni nascosti della crescente egemonia del calcolo e dell’automazione nella società contemporanea. Arash Akbar, artista transdisciplinare iraniano, non è nuovo alla commistione di sistemi artistici dinamici e il suo sforzo è quello di mantenere una certa coesistenza tra mondo fisico e digitale, coniugando alla comprensione dei fatti sociali uno sguardo più emotivo e partecipe, occupandosi al tempo stesso di processi computazionali e vita reale, creando una sorta di sensibilità al contesto e ai soggetti dietro queste sequenze di numeri. L’effetto all’ascolto è subito quello d’un elettronica molto elegante e rarefatta, basata fondamentalmente su droni ma ancora delicata e ricca d’interpretazioni poetiche. Le sonorità messe in campo possiedono una loro bellezza e coerenza, che prescindono dai procedimenti e dalle tecniche di sound design adottate, tali – insomma – da poter essere apprezzate anche senza nessun sovrappiù informatico-filosofico. Ogni traccia – e questo è prodigioso – nasconde però dei dati precisi, a testimonianza d’accadimenti di varia natura, in una sorta di realismo cibernetico, che è anche un ispirato meta-intreccio, inquieto e un po’ paradossale, dove entrano in ballo perfino indicatori di povertà e disuguaglianza, set dettagliati d’informazioni sugli eventi di disordine e violenza nelle grandi città, oppure valori percentuali sulle emissioni cumulative d’anidride carbonica in una specifica area geografica, per non parlare poi del numero totale di morti confermate per attacchi terroristici, comprese tutte le vittime e gli aggressori. Si è travolti da mille stimoli e ci si apre un orizzonte ben differente da quello che di solito noi occidentali possiamo pensare dell’arte, della cultura e dell’attivismo nel mondo islamico, che per quest’artista sono un tutt’uno di rara potenza ed espressività.
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