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Su Arte.tv il 2 gennaio 2026 si celebra la giornata della fantascienza | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di Science Fiction Revolution, serie di documentari dedicati ai film che dagli anni Ottanta a oggi hanno ridefinito i confini del genere e dell’intrattenimento pop – in una qualche misura, quindi, anche per la SF; lo spunto servirà come alibi per festeggiare il 2 gennaio la Giornata della Fantascienza, poiché in quella data si presume sia nato Isaac Asimov.
Dai futuri distopici di Blade Runner alle galassie di Star Wars, dal viaggio nel tempo di Ritorno al Futuro all’alieno “di casa” E.T., fino alla rivoluzione cyborg di Terminator: un decennio creativo che ha influenzato in modo profondo il cinema, le serie tv e l’immaginario visivo contemporaneo. Lo speciale ripercorre quell’epoca come un vero e proprio laboratorio di linguaggi e professioni che hanno inaugurato un nuovo modo di raccontare il futuro, anticipando temi oggi centrali.
I documentari sono già visibili gratuitamente sulla piattaforma Arte.tv, accessibile anche dalle relative app Android e Apple.
Tornano i “Mondi paralleli” di Tetro e Azzara | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione di “Mondi paralleli – Reloaded”, saggio di Michele Tetro e Roberto Azzara, due tra i massimi esperti di cinema di fantascienza in Italia, con un volume al difficile rapporto tra libro e film, rivisto in ottica più recente considerato anche che, il volume omonimo precedente, è esaurito.
Torna Mondi Paralleli, volume imprescindibile da anni fuori commercio, in versione Reloaded e con molte più schede e approfondimenti!
Dal romanzo alla pellicola, i mondi immaginati dagli autori hanno trovato nuove forme visive, nuove emozioni, nuove interpretazioni. Mondi Paralleli Reloaded esplora questo affascinante percorso, raccontando come le storie nate sulla pagina siano state trasformate sullo schermo – tra fedeltà, tradimenti creativi e sorprendenti reinvenzioni. Un itinerario tra capolavori indimenticabili e titoli meno noti che mostra come la fantascienza sia sempre stata laboratorio di idee, specchio del presente e finestra sul futuro.
Dai classici della letteratura ai film cult, dalle utopie alle distopie, dai mondi perduti agli universi alternativi: un viaggio tra libri e cinema che rivela connessioni, deviazioni e paradossi.
Da oggi a Roma il 45* Fantafestival, che raddoppia la durata | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione del FantaFestival di Roma che apre i battenti per l’edizione numero 45; grossi nomi in cartellone tra i quali spicca, per il personale orticello degli interessi, Richard Stanley, regista di Hardware e Demoniaca nonché autore dei videoclips dei FieldsNephilim, che stasera 21 e domani 22 novembre sarà ospite allo Spazio Scena, Via Orti d’Alibert, oggi col director’s cut di Demoniaca e domani con il lovecraftiano “Il colore venuto dallo spazio”. Chi viene con me?
Ovviamente, e qui esco dalla modalità my continuum, il Fantafestival è molto molto altro, tutto il programma è qui, ed è intrigante da seguire su fanta-festival.it.
Il Cinema di Cthulhu di Claudio Gargano | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione di “Il Cinema di Cthulhu”, saggio sulle ispirazioni che Lovecraft ha donato ai cineasti mondiali redatto a cura di Claudio Gargano; la quarta:
Negli ultimi anni l’influenza di H.P. Lovecraft sull’immaginario collettivo ha avuto un’ascesa incredibile. Non si contano infatti i prodotti cinematografici, televisivi, ludici, fumettistici ispirati ad HPL. La sua concezione dell’universo, in cui l’uomo svolge un ruolo insignificante rispetto agli orrori cosmici che attendono appena dietro il pietoso velo della realtà, è traslata in un certo senso nel Mondo Reale. Guerre, pandemie, disastri climatici, terrorismo, nonché la perdita di identità e di senso a cui l’individuo comune è andato incontro nel corso del cosiddetto secolo breve, e ancor di più nel Ventunesimo, costituiscono un humus perfetto in cui la narrativa di HPL ha trovato terreno fertile. Sulla base di tali premesse questo volume vuole indagare questa contaminazione psichica dell’immaginario, improntando maggiormente il saggio alle opere, cinematografiche e televisive, non dichiaratamente ispirate a Lovecraft, ma comunque influenzate dalla sua narrativa. Senza tralasciare chiaramente gli imprescindibili adattamenti ufficiali.
Si tratta di un saggio che esplora come nel tempo l’influsso dei Miti abbia cambiato il mondo dell’orrore cinematografico, analizzando una serie di film ispirati dall’universo dei Miti. Una prefazione del fondatore e vicedirettore della rivista ‘Nocturno’ Davide Pulici, e un’introduzione di Sebastiano Fusco, il maggior divulgatore di Lovecraft in Italia, completano il volume.
Predator – Un mito tra fantascienza e antropologia | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione del saggio “Predator – Un mito tra fantascienza e antropologia”, di Andrea Guglielmino, Gianmarco Bonelli e Guglielmo Favilla, in uscita per WeirdBook; la quarta:
Quando nel 1987 uscì Predator, molti spettatori si aspettavano un semplice action con Arnold Schwarzenegger, spinti da un marketing che occultava l’alieno e puntava tutto sulla star. Ma a metà film, la sorpresa: un horror sci-fi che ribaltava le attese. Un grande caso di misdirection applicata alla comunicazione, perché quando poi quando a circa metà film l’alieno si mostrava, trovarsi alle prese con una storia horror sci-fi risultava una sorpresa dirompente ed emozionante. Uno dei tanti elementi che hanno reso rivo-luzionaria e longeva la saga dello Yautja attaverso il cinema, ma anche libri, fumetti e videogiochi, fino ai giorni odierni.
Il mito del Predator, sotto l’apparente patina di puro intrattenimento, affronta temi profondi come lo scontro tra culture, natura e tecnologia, e l’organizzazione tribale e rituale dei cacciatori alieni, specchio di molte società tradizionali realmente esistenti. Il saggio di Andrea Guglielmino, Gianmarco Bonelli e Guglielmo Favilla analizza tutto questo con spirito analitico e al contempo ludico, arricchito da interviste ai registi John McTiernan e Stephen Hopkins, al fumettista Chris Warner, e da illustrazioni di celebri artisti.
Le galassie interiori del cinema anni Settanta | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione di “Galassie interiori”, saggio autopubblicato di Roberto Azzara sul cinema di SF degli anni ’70; la quarta:
Dal lisergico viaggio della Discovery all’incubo industriale della Nostromo, tra il 1968 e il 1979 la fantascienza sugli schermi attraversa una stagione radicale, visionaria, a tratti inquietante. Prendono forma mondi distopici, inquietudini filosofiche, utopie infrante. È un’epoca in cui il genere si reinventa, si espande, si contamina, riflettendo le tensioni del presente e le ombre del futuro: i robot pensano, le città crollano, le identità si sfaldano, i corpi mutano.
Galassie interiori esplora questa rivoluzione attraverso una mappa tematica che attraversa oltre dieci anni di produzioni. Accanto ai grandi classici del cinema – 2001: odissea nello spazio, Solaris, Guerre stellari, Alien, Stalker – trovano spazio pellicole minori, opere italiane semidimenticate, cult animati, serie televisive e anime giapponesi: un affresco ampio e sorprendente dell’immaginario di un’epoca.
Un viaggio nei mondi del possibile e dell’impossibile, tra visioni del futuro e riflessi interiori. Perché la fantascienza di quegli anni non racconta solo spazio, astronavi, invasioni aliene o incubi urbani più o meno lontani: racconta soprattutto di noi.
Cent’anni di cinema di fantascienza italiano | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione di un nuovo saggio in uscita per WeirdBook: “L’opera spaziale”, di Massimo Donda, che indaga il cinema SF italiano degli ultimi cento anni:
Da cinema di serie B a genere mainstream per eccellenza la fantascienza ha saputo regalare alcuni dei momenti più alti alla cinematografia mondiale, vere e proprie pietre miliari nella Storia della settima arte. E l’Italia? In questo saggio Massimo Donda esplora il mondo del cinema di fantascienza italiano tracciandone una storia integrata in quella della cinematografia mondiale con focus sul sottogenere fantascientifico per eccellenza: l’opera spaziale. Il risultato è un volume estremamente accurato e completo in grado di fornire al lettore tutti gli strumenti necessari per orientarsi nel complesso mondo del cinema mondiale ed italiano di fantascienza e non solo.
Carmilla on line | C’era una volta Sergio Leone
Su CarmillaOnLine una rece3nsione di Sandro Moiso a Nel West con Sergio Leone. Dollari, armoniche e pistole a Cinelandia, saggio di Diego Gabutti uscito per Giulio Perrone Editore, “cavalcata” è il caso di dire sul genere western visto dalla sensibilità di Sergio Leone (che poi diventa “spaghetti western”); un estratto:
A partire da C’era una volta il West, il film di Sergio Leone del 1968, Diego Gabutti ci consegna ancora una volta un’opera-mondo, definizione certamente usata a sproposito al giorno d’oggi per troppi romanzi e saggi, ma che serve perfettamente a riassumere il lavoro del saggista e giornalista torinese appena pubblicato da Perrone Editore nella collana Passaggi di dogana.
Come ogni opera realmente degna di questa definizione, a partire dal quarto film western realizzato da Leone, il sintetico saggio di Gabutti mette a fuoco ed esplora, aprendosi a riflessioni che procedono per cerchi concentrici, sia lo storia del cinema western che quella del regista italiano, allargandosi progressivamente a tutto l’immaginario cinematografico, hollywoodiano e non, e pop del secolo appena trascorso, con qualche puntata anche negli anni più recenti, per poi tornare alle origini e al suo centro reale: la novità rappresentata dal regista stesso e dal suo cinema. Cinema innovativo che ha anticipato, si scusi ancora l’utilizzo di un altro termine fin troppo abusato, tutto ciò che è stato definito postmoderno, sia nella letteratura che nell’arte e nel cinema, nei decenni successivi. Un cinema totale, ma non reale o realistico, in cui tutto l’immaginario, popolare e dotto, a partire da Omero fino a Popeye passando per la letteratura picaresca e il vaudeville oppure Tex Willer e John Ford e dalla commedia dell’arte alla commedia all’italiana, ma l’elenco potrebbe continuare all’infinito, è stato riassunto, sintetizzato e magnificamente portato sugli schermi con un successo di pubblico, anche se non sempre di critica, enorme e, probabilmente, mai raggiunto da tutto il cinema italiano precedente e successivo. Con buona pace di tutti gli estimatori, spesso sfegatati e immotivati, del neorealismo.
E proprio su questo punto è giusto sottolineare le pagine autobiografiche in cui l’autore ricorda, con la sua solita ironia, un esame di Storia del cinema sostenuto col vate del realismo “critico” e dell’intellighenzia cinematografica italiana di un tempo ormai lontano: Guido Aristarco. Critico cinematografico e docente universitario, fondatore della rivista “Cinema Nuovo”, esponente della critica materialista e avverso al cinema di Leone, ma i cui dettami della sua idea di cinema sono probabilmente rappresentati ancora oggi da film assolutamente improponibili e inguardabili di molto cinema italiano e da un’erronea concezione di ciò che dovrebbe essere considerato cinema d’autore (con tutte le ambiguità e le pretese intellettualistiche che tale definizione reca con sé). Si parla della fine del West e del western tradizionale allo stesso tempo. Ferrovie, automobili, filo spinato per dividere le proprietà, grande finanza (non le banche che comunque si potevano ancora tranquillamente rapinare fuggendo a cavallo oppure con l’auto come avrebbe fatto la banda Cavallero proprio negli anni della leoniana Trilogia del Dollaro), avevano finito per chiudere definitivamente gli spazi dei cavalieri, degli sceriffi e dei banditi romantici. La ferrovia sarebbe arrivata fino all’Oceano Pacifico finendo di unificare l’unica potenza che si sarebbe potuta affacciare contemporaneamente sui due Oceani maggiori, rendendo meno ”avventuroso” e quindi niente affatto mitico quel «Go West, Young Boy!» da cui la leggenda aveva avuto inizio. Almeno sugli schermi e nella narrativa popolare.



