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Archivio per Comunicazione

Carmilla on line | Il sociale scisso dal reale


Su CarmillaOnLine un’interessante recensione di Gioacchino Toni a Superbloom. Le tecnologie di connessione ci separano?, di Nicholas Carr, che sviscera alcuni aspetti della cominucazione e del tipo di espressione e linguaggio che utilizziamo sulla Rete; un corposo estratto:

Se in un primo tempo l’universo online resta ancora legato a metafore rinvianti ai mezzi di comunicazione fisici tradizionali (pagina, dominio, sito…), con il nuovo millennio le cose cambiano, tanto che le nuove metafore insistono sull’immaginario della fluidità (erogazione, ciclo, flusso, scorrimento…). «Non c’è nulla che dura, sembrano dire. L’interesse è effimero per definizione» (p. 88). Non a caso, l’architettura del News Feed – la selezione algoritmica delle notizie veicolata tramite social – è fondata su una logica algoritmica che seleziona le informazioni in base alla probabilità che hanno di catturare e trattenere l’attenzione degli utenti. «A ogni contenuto è assegnato lo stesso peso semantico, cioè nessun peso. Ciascun elemento è inquadrato dallo stesso contesto semantico, cioè da nessun contesto» (p. 89).
Per il sistema News Feed l’ordine di importanza tra la notizia di un genocidio in atto e una lite all’interno di una coppia di personaggi noti è dato dalla possibilità che hanno queste notizie di catturare l’attenzione dell’utente trattenendolo il più a lungo possibile1. A decidere cosa sia o debba essere di “pubblico interesse” sono i grandi network commerciali che guardano al pubblico non come cittadini ma come clienti.

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La NOC dichiara la propria neutralità – NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura’s blog] (PS – da ambasciatore e ministro della NOC, ma anche da ideologo autonomo, aderisco in toto al comunicato):

Dopo l’attacco deliberato degli Stati Uniti all’Iran, e inseguito agli attacchi di ISraele all’Iran e a Gaza e dell’invasione russa del Donbass, la NOC emette un comunicato ufficiale per cui:

  1. La NOC non si schiera né con le forze occidentali, né con quelle sioniste, né con altre forze mondiali;
  2. La NOC disconosce ogni metodo militare per la risoluzione di qualsiasi controversia internazionale;
  3. La NOC ribadisce la condanna a ogni violazione del Diritto internazionale (nella fattispecie da parte della Russia, dell’Ucraina, di ISraele, di Hamas e degli Stati Uniti);
  4. La NOC ritiene gli alleati di chi viola il Diritto internazionale corresponsabile;
  5. La NOC non sostiene alcuna supposta superiorità civile o democratica che avallerebbe tali violazioni;
  6. La NOC è e rimane contraria all’uso della forza attiva e agli Stati e ai governi che la perseguono;
  7. La NOC sostiene il boicottaggio commerciale nei confronti dei governi e delle attività private internazionali o nazionali che appoggiano le azioni militari attive;

Lukha B. Kremo

addì, 3 messidoro 124
(22 giugno 2025 del calendario gregoriano che noi rifiutiamo come tutto quel carrozzone sanguinario che è stato, ed è, l’Occidente colonialista)

Lankenauta | La comunicazione manipolata


Su Lankenauta la recensione a “La comunicazione manipolata”, saggio di Anna Oliverio Ferraris che indaga alcuni meccanismi manipolatori della comunicazione; uno stralcio:

“Commuoversi è più facile che pensare” (pp.48). Queste parole di Anne-Cécile Robert, rappresentano soltanto una delle tante citazioni in un libro molto breve ma altrettanto denso come “La comunicazione manipolata” di Anna Oliverio Ferraris. Saggio che intende ricordarci quanto, soprattutto ai giorni nostri, sia indispensabile non farci manipolare da tutti gli inganni messi in atto, non soltanto dai pubblicitari di professione, ma anche dai politici che ormai si avvalgono perennemente da strategia psicologiche, più o meno raffinate, per stare a galla sulla scena pubblica.
Libro denso perché, in meno di cento pagine, Anna Oliverio Ferraris analizza quanto la comunicazione umana, soprattutto nella società contemporanea, dando spazio alle emozioni e alle passioni – magari indotte da qualche furbo manipolatore – finisca “a volte per mettere in secondo piano lo spirito critico” (pp.8). Di tristissimi esempi – del resto sotto gli occhi di tutti coloro che ancora tentano di ragionare – ne possiamo trovare in quantità tra le pagine della Ferraris. Un esempio di storytelling tra i più noti, preso in considerazione sulla scorta del celebre saggio di Pierre Musso, “Sarkoberlusconismo”, è quello appunto delle strategie di marketing di Sarkosy e Berlusconi, nemmeno degne di essere considerate strategie politiche: l’invenzione dei sogni “per un pubblico semplice, desideroso di recite a lieto fine”. Ambedue impegnati “a combattere un nemico fittizio, colpevole di tutti i mali”; in particolare Sarkosy impegnato a vendersi come “presidente sceriffo difensore di tutte le vittime” (pp.65), mentre Berlusconi – in Italia lo sappiamo fin troppo bene – gloriandosi di aver sventato il pericolo comunista.
L’aspetto più apprezzabile de “La comunicazione manipolata” semmai è l’aver chiarito tutti quei concetti che hanno sempre a che fare con gli inganni nella comunicazione, sporadicamente raccontati dai media ma, a quanto pare, ancora poco capiti. Per fare un esempio, il terrificante “l’ha detto la tv” è la prova quanto sia veritiera l’affermazione del sociologo canadese Marshall McLuhan, “il medium è il messaggio”: ovvero “i media non sono neutrali, ma la loro stessa struttura produce un’influenza sui destinatari del messaggio che, se non si presta attenzione, va al di là del contenuto specifico che veicolano” (pp.14). Oppure nel capitolo “L’addestramento dei piccolissimi”, dove leggiamo il cinismo di Nancy Shalek, presidente di un’agenzia pubblicitaria: “Una pubblicità ben riuscita deve far sentire al consumatore che senza quel prodotto è un perdente. I bambini sono molto sensibili a questo tipo di messaggio. Se tu dici loro di comprare qualcosa, essi resistono. Ma se tu fai capire che chi non ha quel prodotto è una nullità, ottieni subito la loro attenzione” (pp.35). Di cinismo in cinismo, di manipolazione in manipolazione, peraltro sempre col supporto dei ragionamenti di grandi studiosi, il repertorio dei raggiri e dei concetti illustrati, risulta molto ampio; come dimostrano i titoli dei capitoli: La parola manipolata, Il medium è il messaggio, Metacomunicare, Menti plasmabili, Un cervello disponibile, L’addestramento dei piccolissimi, Censura invisibile e mainstream, Emozioni, due facce della stessa medaglia, Gli stregoni della comunicazione, Spin doctor, Storytelling, Una telenovela italofrancese, L’interazione parasociale, Asimmetria relazionale, Archetipi, Mantenere il libero arbitrio.

La costruzione della realtà | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito di Delos256, un articolo di Antonino Fazio che lambisce la fantascienza ma, in realtà, spara diretto sui sistemi comunicativi umani; ecco il senso:

Una storia raccontata da Dick si regge sull’idea che gli umani tendano a stabilire legami sociali con individui che hanno la loro stessa percezione della realtà (oltre che una personalità similare). Questo può sembrare ovvio, ma suggerisce qualcosa di più sottile, cioè che qualunque visione della realtà, per bizzarra che sia, verrà sostenuta apertamente a patto che trovi un gruppo sufficientemente ampio di sodali. In altre parole, ciò che conta è la condivisione, ma non è necessario che essa sia universale, e del resto la maggior parte delle credenze diffuse sulla realtà non sono affatto accettate da tutti. In fondo, la pluralità è l’essenza della democrazia. Ciò non toglie che le credenze siano in competizione l’una con l’altra, e che ciascun gruppo o comunità ambisca a imporre la propria opinione su quella degli altri. Questo tipo di fenomeno, di per sé tutt’altro che recente, ha tuttavia acquisito caratteristiche inedite all’interno della società dell’interconnessione perenne.

Siamo di nuovo alla questione della comunicazione, e qui vorrei introdurre una tesi che può essere attribuita a Niklas Luhmann che siano le parole a produrre il significato, e non il contrario (Jacques Lacan parla di “primato del significante”). Nella teoria classica si parla di codificazione e decodificazione, supponendo che i pensieri (livello semantico) vengano messi in formato linguistico (livello sintattico) e che poi quest’ultimo venga ritrasformato nei pensieri che lo hanno originato.
Nella teoria di Luhmann non sono gli umani a comunicare ma i sistemi sociali, nel senso che gli umani emettono messaggi, ma il risultato dei loro tentativi dipende dal modo in cui i riceventi interpretano a livello semantico il formato sintattico a loro disponibile. In definitiva, è il medium a comunicare perché è il medium che fa da tramite tra i parlanti, dato che tra essi non c’è alcun contatto diretto da pensiero a pensiero.
La questione è quindi più complessa di come sembra, perché il significato originale (il pensiero) è del tutto inaccessibile (la mente è una “scatola nera”, una black box) e dev’essere ricostruito. Solo l’assenso del parlante può stabilire se la ricostruzione sia corretta, o comunque accettabile, ma tale assenso non sempre è disponibile e spesso non è neppure richiesto. Tutto ciò ha una conseguenza a prima vista positiva, perché nessuno può prevedere che cosa verrà capito di ciò che si dice, e ne deriva che il tentativo di manipolare l’opinione delle masse risulterà problematico.

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Computational Space Time


Il vortice della comunicazione obbligata.

YouTG.NET – Diecimila torri: la civiltà nuragica come un social network


Su YouTG un articolo di Arnaldo Pontis sul sistema interattivo dei nuraghi in Sardegna, una rete dalle molteplici valenze che intesseva l’isola in tempi remoti, dallo stupefacente sapore moderno; nello specifico, Arnaldo rivendica la paternità delle intuizioni web degli antichi, che posso suffragare perché quelle tesi le lessi in un suo PDF più di dieci anni fa. Ecco i dettagli:

Sul portale di NURNET – la rete dei nuraghi (LINK)  è stata pubblicata di recente una notizia che parla dei risultati di una importante ricerca sui Nuraghi. Si tratta di uno studio portato avanti da Roberto Demontis, informatico e ricercatore, che ha implementato uno sviluppo di layer e tematismi GIS basato sui dati del Geoportale di mappatura e georeferenziazione dei nuraghi in Sardegna, creato dal CRS4 (LINK)  in accordo con NURNET.
L’articolo, pubblicato su People and Nature (UNISS) e ripreso anche da diversi media, si basa sull’esame del luoghi di insediamento nuragico e sulla sovrapposizione di strati tematici della vegetazione, geologici e archeologici. Questo studio cerca di verificare la  possibilità di visibilità e inter-visibilità di ogni nuraghe con i nuraghi ad esso vicini e ipotizza la capacità dei Sardi Nuragici di comunicare e scambiarsi informazioni attraverso una vera e propria  “rete di comunicazione delle torri”  per mezzo di una sorta di “telegrafo di Chappe” ante litteram. I risultati preliminari sui dati censiti attraverso il portale, dimostrerebbero che dalla sommità di circa il  94% dei nuraghi ancora esistenti si poteva essere in grado di “triangolare” e comunicare visivamente con altri nuraghe vicini entro un raggio di 5 km.Si sarebbe quindi di fronte alla dimostrazione scientifica di una teoria “rivoluzionaria” che potrebbe risolvere l’enigma su cui da tempo tanti archeologi si interrogano, ovvero  quale sia stata la funzione e la necessità che ha portato i nostri antenati a costruire  oltre 10mila nuraghi in Sardegna. L’articolo pubblicato su NurNet cita, allo scopo di far luce proprio su questo quesito irrisolto, varie fonti tra cui un altro interessante articolo intitolato “Dell’origine, funzione e utilizzo dei Nuraghi” scritto da Marco Chilosi  sempre su NURNET nel 2018 (LINK) che a sua volta rimanda a diverse altre fonti.

Tra le tante fonti citate però, a mio avviso, ne manca una.  Un altro articolo che li precede praticamente tutti, essendo stato pubblicato oltre 12 anni or sono, che ipotizzava esattamente le stesse cose su cui CRS4  e Nurnet stanno lavorando oggi, spingendosi anche oltre.

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*** Approvata la V Legislatura Caotica senza variazioni | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura‘s blog]

Approvata in tempi record la V Legislatura Caotica, che prenderà il nome di Kremo III. La IV Legislatura, dopo la tumultuosa Legislatura precedente, è giunta al termine quinquennale senza problemi. Inoltre, tutti i Ministri hanno confermato di proseguire il proprio impegno oscuro per la nuova Legislatura, senza variazioni.

Ricordiamo i Dicasteri ufficiali:

Lukha B. Kremo (Presidente e Ministro degli Esteri)
Ettore Fobo(Ministro della Letteratura Passata, Inattuale e Futura)
Stefano Roffo (Ministro della Salute Mentale e dell’Inadultità)
Sandro Zoon Battisti (Ministro dell’Ambiente e dei Diritti dei Postumani e dei Non Umani)
Giovanni X De Matteo (Ministro della Scienza & Tecnologia Futura)
Sara Battini (Ministro delle Pari Opportunità di Genere e di Specie)
Selene Verri (Ministra della Disinformazione)
Nila Lucchini (Ministro delle Arti Orrende)
Ksenja Laginja (Ministro del Nulla e del Collasso Neurale)

Ricordiamo anche le Legislature passate:

I Legislatura (2004-2009), chiamata succesivamente Curtoni I in onore di Vittorio Curtoni, all’epoca Ministro senza portafoglio del Grattapanza della Rivoluzione Permanente Trotzista e venuto a mancare il 4 ottobre 2011;
II Legislatura (2009-2011) chiamata Kremo ad Interim perché ridotta e provvisoria;
III Legislatura (2011-2016), chiamata Kremo I;
IV Legislatura (2016-2021), chiamata Kremo II.

 

Nasce LiquidSky Agency, per comunicare al futuro – Associazione World SF Italia


Dal sito della WorldSfItalia una segnalazione che riguarda Mario Gazzola e un’iniziativa di comunicazione che ha intrapreso, forte della sua lunga esperienza professionale nel campo: l’apertura di LiquidSky, agenzia connessa al futuro della comunicazione. Vi lascio alle note dell’articolo.

Sognavate un “ufficio stampa spaziale”? Eccolo: è  da poco online il sito di LiquidSky Agency, la prima agenzia “connessa al futuro della comunicazione”. Questo il claim coniato dal socio Mario Gazzola (prima che scrittore, navigato Public Relationist) per tenere a battesimo il nuovo brand rivolto alla comunicazione aziendale (ma, perché no, anche artistica o editoriale), in cui affianca la sua esperienza di lungo corso nell’ufficio stampa a quella dell’amico e partner Walter L’Assainato, versato invece nella comunicazione digital e social.

Il duo, già rodato dalla lunga collaborazione artistica al cortometraggio s/f Con gli occhi di domani, al recente canale Youtube del sito Posthuman e al booktrailer dell’antologia Soniche Oblique Strategie, debutterà quest’autunno in veste di docenti nelle rispettive aree di competenza in un corso di formazione sulle tematiche delle media relation on e offline in collaborazione con una compagnia teatrale milanese (di cui presto vi segnaleremo ulteriori dettagli). Decisamente fantascientifico anche il poster con cui il team liquido (i due soci non hanno una sede fisica ma fluttuano in smart work nel cyberspazio fra Milano e Atene) ha scelto di promuoversi, opera di un altro premiato socio WordSF: si tratta infatti di un disegno realizzato per la nuova agenzia da Roberta Guardascione (a sua volta basata a Napoli), attualmente in liquida ma stretta collaborazione con Gazzola per il racconto illustrato Situation Tragedy (di cui QUI vedete un’anteprima-teaser) e per un omaggio fantafellininano che vi sveleremo presto qui sul sito.

Fra i primi ospiti intervistati dal blog di LiquidSky un’altra conoscenza della WorldSF: il giornalista Ernesto Assante, coautore del saggio FantaRock con Gazzola e con lui debuttante anche in narrativa nella succitata S.O.S. Se ambite approfondire i temi della comunicazione che ci attende, quello è il luogo. Se desiderate contribuire, le proposte dei soci della WorldSF Italia sono sempre benvenute.

Sophie-Carolin Wagner – Poietry: Challenging Solitude and the Improbability of Communication | Neural


[Letto su Neural]

Con le nostre identità diffuse, distribuite e rispecchiate attraverso i dispositivi digitali, rinforzate dalla propria bolla personalizzata, e minacciate da un flusso infinito di informazioni, continuiamo a dire a noi stessi che siamo pienamente consapevoli di noi e degli altri, e forse anche di più grazie a queste nuove tecnologie. Sophie-Carolin Wagner mette in discussione questa posizione nel libro grazie alla sua ricerca documentata, integrandolo con un’opera d’arte, e chiamandoli entrambi Poietry, un neologismo che unisce i due concetti di “poiesis” e “poietic”. Tenendo conto della teoria dei sistemi, il sistema psichico, la percezione della musica, di come la coscienza si applica alla comunicazione e considerando l’arte come medium lei affronta “l’improbabilità di connessione attraverso la comunicazione”. Il libro esplora in maniera sorprendente tutti i presupposti da sperimentare, incluso quelli relativi alla teoria e al neurologico. Include il codice di una patch Pure Data, parte dell’opera omonima. Questa mette in relazione due performer che interpretano le onde cerebrali di uno di loro in una sintesi delle cinque e mozioni base, poi vengono tradotte in un suono di un piano classico, stabilendo un non facile circolo vizioso. In questo modo l’individuo attraverso le sue manifestazioni interiori è esposto a questa esplorazione della solitudine, con mezzi tecnici e scientifici. Inserito in un contatto intimo fisicamente diretto e emanato dal cervello può sperimentare per sbaglio il vuoto della comunicazione. Wagner usa un paradosso rappresentato, con una convincente documentazione e teoria alle spalle, sfidando radicalmente il nostro mito di una comunicazione universale dei media.

Climoji, climate change emoji set | Neural


[Letto su Neural]

Chiamare un medium emoji non pare troppo eccessivo adesso. I nuovi emoji sono stabiliti dall’Unicode Consortium, un gruppo di società di hardware e software e volontari appassionati di software, codifica e linguistica, con sede nella Silcon Valley. Ricevono molti contributi, ma rilasciano solo un centinaio di nuovi emoji ogni anno. Attualmente ci sono 2600 emoji differenti in tutto il mondo, e secondo Facebook sessanta milioni di loro sono utilizzati ogni giorno sulla sua piattaforma. Vengono considerati come medium da Viniyata Pany, Marina Zurkow and Manuja Waldia. Il loro “Climoji” è un insieme di immagini emoji che ha lo scopo di collocare la questione sul cambiamento climatico al centro della nostra comunicazione personale e pubblica, inserendosi in uno dei media più usati. Vengono pubblicati come pacchetto di adesivi, ma anche come un poster in PNG. La riappropriazione semiotica di uno degli elementi cruciali della nostra comunicazione istantanea è incorporata in questo progetto, che dovrebbe essere incoraggiato per diventare un caso di una teoria discussa.

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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