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Esce oggi “Mandela Effect”, intervista ‘strana’ a Mariano Equizzi, @non-aligned objects
29 ottobre 2024 alle 12:27 · Archiviato in Accadimenti, Cognizioni, Creatività, Cybergoth, eBook, Empatia, Energia, Experimental, Filosofia, Futuro, InnerSpace, Interviste, Inumano, Letteratura, Oscurità, OuterSpace, Passato, Postumanismo, Quantistico, Quantsgoth, SF, Sociale, Surrealtà, Tecnologia, Virtual Reality, Weird and tagged: Attraverso le dimensioni, Delos Books, Differenze quantiche, Dissenso, Effetto Mandela, HP Lovecraft, Mariano Equizzi, non-aligned objects, Produco
Per la collana non-aligned objects di DelosDigital esce oggi Mandela Effect, strana intervista metanarrativa che ho realizzato a Mariano Equizzi, regista underground dalle aperture mentali liminali al fantastico più estremo:
Una strana intervista con Mariano Equizzi, in cui vi è anche una forma diversa di realtà, plausibile, quindi quantica? Più che un’intervista, quasi un racconto. I contorni del reale acquisiscono strane fisionomie, quel che appare solido viene in realtà sfrondato dalle apparentemente solide architetture del tangibile da cui appaiono, feroci e inquietanti, stilemi di altre realtà che bussano non solo alla nostra percezione, ma emergono pure dai media informatici in cui la Rete annega per darci, cosa? Quale messaggio, quale informazione viene in superficie, ribollente di mostruosità di cui forse anche Lovecraft se n’era reso conto? Un manuale di sopravvivenza, quello di Equizzi, forgiato sulle complessità memetiche di un sistema sociale, politico ed economico che stritola non visto da molti, elogiato da troppi.
“non-aligned objects” è la collana anarcopunk di DelosDigital che esplora, attraverso la mia curatela, i contorni politici, culturali ed espressivi del tutto avulsi dal concetto di “Mercato”: ogni iterazione di quest’angolo espressivo rappresenta l’aperta manifestazione al dissenso sociopoliticoeconomico imperante ovunque.
Mandela Effect (2,99€).
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Cluster Lizard – Star Corsair | Neural
11 dicembre 2021 alle 15:05 · Archiviato in Creatività, Experimental, InnerSpace, Letteratura, OuterSpace, SF, Sociale, Tersicore and tagged: Ambient, BandCamp, Cluster Lizard, Dissenso, Distopia, Dmytro Fedorenko, Kateryna Zavoloka, Luce oscura, Oles Berdnyk, Proteste, Ridefinizioni alternative, Ucraina
[Letto su Neural]
La scintilla che ha dato origine a questo nuovo progetto dei Cluster Lizard – alias che Dmytro Fedorenko e Kateryna Zavoloka utilizzano già dal 2017, mentre adesso sono al loro terzo album sotto tali sembianze – è davvero diretta e incendiaria se rapportata al costrutto spesso assai complesso e mediato di altre e più concettuali uscite discografiche della coppia o dei due artisti considerati singolarmente. “Come potrebbero essere le colonne sonore dei nostri film preferiti?” si domandano i due esperienziati sperimentatori sonori e ai film che erano spendibili per una operazione di questo tipo sostituiscono invece un libro dello scrittore di fantascienza, filosofo e dissidente ucraino Oles Berdnyk – Star Corsair – non mutando poi tanto il concetto-chiave della seminale intuizione, scrivere cioè una colonna sonora per un’opera ritenuta dai due autori davvero appassionante e significativa. Oles Berdnyk, scomparso nel 2003, è uno dei padri della fantascienza ucraina: nonostante la sua carriera sia stata regolarmente interrotta dalle autorità sovietiche e sebbene la sua attività letteraria abbia attraversato differenti generi e temi, il suo lascito più significativo è stato proprio Star Corsair, opera sci-fi degli anni ’70, una trattazione piena di tensioni futuristiche e istanze libertarie, che solo adesso può mostrare a pieno il suo potenziale. Influenzati dalla visione di sviluppo personale insita nel romanzo, i Cluster Lizard elaborano una loro personale riflessione che coincide con una profonda trasformazione, visionaria e socialmente evoluta. L’idea principale del romanzo è che senza una libertà “interna” non sia possibile alcuna libertà “esterna”, parallelismo che in tempi d’oppressione e d’irregimentamento pesante – in epoca post guerra fredda – può divenire conseguentemente un manifesto cult di tensione utopica. I suoni utilizzati rendono appieno le atmosfere della lungimirante e provocatoria narrazione, sono carichi d’afflato modernista, profondi e grondanti speranze, evocativi e immaginifici. Tutto quello che di cibernetico ed astrale è nelle corde di Zavoloka e Fedorenko qui entra in gioco, atmosfere scure e misticheggianti, scienza e robotica, in una sovrapposizione di trame ed elementi compresi fra il minimalismo e la musica industriale, a cavallo d’intrecci dark ambient e pulsazioni cosmiche.
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