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Dracula secondo Besson: più del sangue poté l’amore | PostHuman
Su PostHuman la recensione di Mario Gazzola a Dracula, nuovo film di Luc Besson e, a quanto dice Mario, nuovo capolavoro del genere, di cui vi incollo la chiosa dopo che il Nostro ha disseminato l’articolo di notevoli stralci della pellicola:
Vi lascio scoprire in sala (dal 29 ottobre per Lucky Red) il finale del più disperato amore della letteratura romantica, fiero d’aver scoperto che il capolavoro di Stoker può ancora nutrire visioni potenti e che il coraggioso Besson sa ancora agguantarle con mano ferma, al netto di qualche eccesso di kitsch e di grottesco non indispensabile. Per esempio, i gargouille animati cartooneschi, ma ancor più la testa di Maria che vola attraverso il salotto e colpisce in faccia il povero dottor Dumont mentre il corpo decapitato ancora cerca di stritolare il Prete, è una concessione allo splatter da primo Peter Jackson che secondo me non c’entra con questo film, pur a dispetto dell’ingordigia postmoderna di citazioni dall’intera storia del cinema che il regista vi ha imbandito e io vi ho (forse solo parzialmente) documentato.
Independent Legions Publishing presenta “L’anello del vampiro” | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova uscita per Independent Legions: “L’anello del vampiro”, di John Langan; la quarta:
Il romanziere di successo Gaetan Cornichon e il collega Michael Harket si scrivono tra loro riguardo la bozza di un nuovo romanzo, e di un anello recentemente acquistato da Cornichon all’asta di un defunto museo dei vampiri. Si tratta delll’anello di Dracula, reso famoso come oggetto di scena negli iconici film horror sul Conte della metà del XX secolo, che si dice sia stato indossato da tutti gli attori famosi che hanno interpretato Dracula, da Lugosi a Lee. Cornichon, ritenendo inizialmente l’oggetto del tutto innocuo, lo indossa e continua a scrivere il suo nuovo libro. Diventa presto chiaro che le narrazioni di Cornichon sono più autobiografiche che immaginarie, e che l’anello è un crescente catalizzatore di forze oscure.
Una novella sul vampirismo raccontata attraverso uno stile epistolare moderno che omaggia Dracula, con riferimenti anche a Carmilla, Elizabeth Báthory e numerosi film. L’opera è stata pubblicata in lingua originale, col titolo ‘Altered Beast, Altered Me’ nel 2020, nell’antologia ‘Final Cuts: New Tales of Hollywood Horror and other Spectacles’ a cura di Ellen Datlow.
Scheletri ebook presenta “Max Schreck, l’attore vampiro” | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la segnalazione del saggio in ebook Max Schreck, l’attore vampiro di Eleonora Della Gatta. Ecco la quarta di questa pubblicazione che ripercorre le gesta di un attore che ha anticipato, tra gli altri, Bela Lugosi e Christopher Lee.
A Berlino, il 4 marzo 1922 fu proiettato per la prima volta Nosferatu, eine Symphonie des Grauens, film muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau e considerato all’unanimità un capolavoro del cinema horror. Nei panni del vampiro, il conte Orlok così chiamato per non violare i diritti d’autore del Dracula di Bram Stoker, si celava il misterioso attore tedesco Max Schreck del quale si hanno poche e frammentarie informazioni.
Tra realtà e leggenda, mito e finzione creata ad arte, questo saggio tenta di svelare i segreti di questo sinistro ma suggestivo personaggio.
Leigh Whannell racconta il “suo” Dracula | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine un’intervista a Leigh Whannell, autore e interprete di film horror, che ragiona su come dev’essere la caratterizzazione di personaggi come quello di Dracula.
Io credo che la cosa migliore da fare sia semplicemente eliminare tutta l’iconografia. Prendiamo per esempio Dracula, molti dei suoi tratti distintivi sono stati aggiunti nel corso degli anni. Il mantello, ad esempio, molte delle sue caratteristiche non sono presenti nel romanzo di Bram Stoker. Alcune sono state introdotte da Bela Lugosi.
La stessa cosa è accaduta con Sherlock Holmes. Il cappello da cacciatore non è frutto della fantasia di Conan Doyle, eppure se chiedi a qualcuno di disegnare un ritratto di Sherlock Holmes, lo disegneranno con quel cappello in testa. E i bulloni nel collo della creatura di Frankenstein. Nel romanzo, la creatura è ben più spaventosa, un terrificante patchwork di parti di corpi.
I miei mostri farebbero dunque a meno di mantelli, bulloni, zanne. Li spoglierei di tutto quello che li contraddistingue e darei vita a un personaggio che non è mai stato rappresentato prima.
Se Bram Stoker avesse scritto Dracula nel 2020, il suo conte sarebbe decisamente diverso da come descritto nel suo romanzo. Io proverei a capire il vero motivo per cui Dracula è così spaventoso. E per me ciò che rende Dracula spaventoso è la sua mancanza di misericordia. Non ha pietà, è uno psicopatico. Farei un film in cui Dracula non è altro che un alienato che beve sangue. Non ci sono mantelli, né fulmini, non c’è nebbia e non ci sono nemmeno lupi. Solo un pazzo.
Il Codice Dracula, la bella e le bestie (Victoriana 26) – Carmilla on line
Su CarmillaOnLine un approfondimento di I poteri delle tenebre, edizione islandese del romanzo Dracula di Bram Stoker, annunciato qualche giorno fa qui. Franco Pizzini esplora i fatti di questo libro che, di fatto, amplia il canone di Dracula arricchendolo di interessanti e innumerevoli risvolti, ben esplorati da Franco e che coinvolgono ben due versioni del romanzo universalmente noto, precedenti e una islandese, che già sappiamo, e l’altra svedese.
Un paio d’anni fa, iniziava a diffondersi capillarmente tra i cultori del gotico la notizia della scoperta di un misteriosissimo testo, una versione islandese del Dracula in forma di vero e proprio romanzo alternativo. Il quadro si è poi complicato per lo spuntare di una versione ancora diversa, stavolta svedese – o meglio due, come vedremo: e ora, forte di una prima tornata di studi sul complicato caso, l’edizione commentata del testo islandese, fitta di note (anche sui complessi problemi di traduzione dalla lingua dell’isola), appare in un bel volume per i tipi Carbonio.
Il concetto di “canone” – nei più vari sensi – implica per esclusione l’idea di altro materiale che, pur trattando il medesimo oggetto, non ne faccia parte: cioè i cosiddetti apocrifi, testi “non autentici” che sviluppano il canone stesso ampliandone l’area o correggendone il tiro. Il concetto, cui si ricorre tradizionalmente a proposito di testi antichi (e in particolare sacri, come gli apocrifi dell’Antico e del Nuovo Testamento) viene ormai utilizzato anche per la narrativa popolare: si pensi a un caso emblematico, le storie che “continuano” la saga doyliana di Sherlock Holmes. Ma il concetto si può anche ben applicare al Dracula, o meglio alla costellazione canonica che potremmo definire il “Codice Dracula”, da cui si è diramata nel tempo una quantità di apocrifi.
Cercando di fare un po’ d’ordine, il “Codice Dracula” comprende anzitutto le primissime edizioni del romanzo varate da Stoker, con ritocchi e stralci di qualche significato per la trama (per esempio la correzione testuale che differenzia dalla prima edizione inglese 1897 la prima americana, 1899, aprendo alla suggestione che il Conte si nutra anche di sangue maschile, in chiave di potenziale approccio omosessuale). Comprende poi il dattiloscritto originale, con le sue peculiarità rispetto al romanzo edito; il racconto-frammento Dracula’s Guest stralciato dal centinaio di pagine “perdute” a inizio romanzo (o meglio da una protoversione delle medesime); l’adattamento del testo in chiave di lettura drammatica confezionato da Stoker per assicurarsi il copyright; le note preparatorie al romanzo ed eventualmente i pochi scritti in cui l’autore parla del Dracula (un’intervista, un paio di lettere).
Stabilito dunque un canone, altri testi che riguardano quella storia, scritti o integrati da mani diverse ritoccandola, rileggendola sotto una diversa ottica, continuandola con sequel o prequel o comunque riprendendola, ricadono nella categoria dell’apocrifo. Un fenomeno particolarmente lussureggiante nel caso della saga stokeriana, tra quelle che più hanno mobilitato epigoni soprattutto a partire dagli anni Settanta. Anche se il concetto di apocrifo va rettamente inteso a proposito delle citate versioni islandese e svedese – tanto più a fronte di echi sensazionalistici del web che non aiutano a percepirne l’autentica natura.
Partiamo dalle informazioni-base: e cioè appunto dal fatto che l’edizione islandese Makt Myrkranna (“Poteri delle tenebre”, a cura di Valdimar Ásmundsson, 1901) e quella svedese Mörkrets Makter (stesso significato, a cura di Anders Albert Andersson-Edenberg, 1899) non sono traduzioni del Dracula che conosciamo ma piuttosto liberissime riscritture, con personaggi e vicende assenti nell’originale, riferimenti specifici alla cultura norrena, un gusto più vivacemente pulp, un erotismo diverso – non maggiore (come talora si trova detto) ma meno nevrotico – e alcuni curiosi ammiccamenti politici. Teniamo presente che il contratto con l’editore Constable non parlava di traduzioni, lasciando mano libera a Stoker di proporre il romanzo al di fuori del Regno Unito e delle Dipendenze della Corona; e dunque a maggior ragione era ammissibile la proposta in altre lingue di testi modificativi.
Chiaramente I poteri delle tenebre non è il Dracula-Director’s Cut di cui si sente talora straparlare. Ma si tratta di una scoperta che arricchisce in modo inatteso il quadro del mito-Dracula, ne sviluppa la dimensione di epopea-labirinto, e spariglia le carte affiancando al canone del romanzo (coi suoi testi-chiave) un proto-apocrifo elusivo e scatenato, con pagine di oscurità nordica di straordinaria suggestione. Un testo insomma godibilissimo, che val la pena leggere.
Dracula, il manoscritto ritrovato | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la segnalazione di I poteri delle tenebre. DRACULA, il manoscritto ritrovato, un bizzarro manoscritto che in origine era, in Islanda agli inizi del ‘900, la traduzione del Dracula di Bram Stoker; solo che il traduttore, Valdimar Ásmundsson, mentre traslava aggiungeva parti di suo pugno, e di questo ci si è accorti soltanto in questi anni. Imperdibile per gli amanti del genere.
Nel 1900 lo scrittore islandese Valdimar Ásmundsson tradusse Dracula, il celebre capolavoro gotico del 1897 di Bram Stoker. Lo pubblicò in Islanda lo stesso anno con una prefazione di Stoker, sul giornale da lui fondato e diretto, «Fjallkonan». In realtà però il romanzo che gli islandesi leggevano non era il Dracula che conosciamo… Eppure nessuno si era mai accorto di nulla, fino a quando, più di un secolo dopo, il ricercatore olandese Hans de Roos ha fatto una scoperta sensazionale: Ásmundsson non si era limitato a tradurre Dracula, ma ne aveva scritta una versione del tutto diversa, rielaborando la trama e aggiungendo nuovi personaggi. Il risultato è un romanzo più breve, più erotico e forse persino più ricco di suspense dell’originale. Tanti sono i misteri che circondano il manoscritto: l’apparato critico a corredo dell’opera fornisce indizi interessanti su un enigma che metterà alla prova gli appassionati di questo classico della letteratura di tutti i tempi.
Dracula ed io | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di Dracula ed io, romanzo ispirato al Dracula di Bram Stoker, scritto da Gianluca Morozzi. Ecco la sinossi:
Dracula è un vampiro molto più vecchio di quanto ci abbia raccontato Bram Stoker. Ha imparato da moltissimo tempo ad andare in giro di giorno.
Basta vestirsi in modo adeguato e camminare il più possibile nell’ombra (Bologna, con i suoi portici, è perfetta). Non teme cosette quali l’aglio, l’acqua santa, la croce o il frassino.
Periodicamente, Dracula torna a Bologna per vari motivi, tra cui la partita a scacchi con Indaco. Che, come Dracula, è virtualmente immortale. Ogni volta che muore, rinasce a sesso invertito rispetto alla vita precedente. In questo romanzo riappare anche Lajos, il protagonista dell’Era del porco, che recentemente ha avuto una brevissima fase di insolita ricchezza. Frequentando la stessa osteria dove Dracula gioca le sue partite a scacchi, Lajos viene scelto come aiutante nelle indagini che il vampiro compie su una serie di delitti e scoprirà così una Bologna vampiresca sotterranea e parallela…
Crepax: Dracula e Frankenstein incontrano Valentina |HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la segnalazione di Conte Dracula, Frankenstein, e altre storie Horror, fumetto partorito dalla geniale mentre di Guido Crepax che coniuga la sua celebre Valentina, Dracula e Frankenstein. Intrigante…



