Archivio per Dylan Dog
1 giugno 2024 alle 21:54 · Archiviato in Accadimenti, Cognizioni, Creatività, Empatia, Experimental, InnerSpace, Letteratura, Oscurità, OuterSpace, Recensioni, Surrealtà, Weird and tagged: Alan Moore, Bonelli editore, Carl Gustav Jung, Dylan Dog, Luce oscura, Mario Gazzola, Ridefinizioni alternative, Robert Louis Stevenson, Roberta Guardascione, Sergio Rubini, Walter L'Assainato
Le linee di ricerca artistica di Mario Gazzola s’intrecciano con varie realtà alternative, che s’incontrano com’è giusto che sia nel template delle realtà quantiche che tutti sperimentiamo tramite l’esercizio della Volontà; su PostHuman potete leggere l’analisi delle interazioni di Walter L’Assainato tra il lavoro che Mario porta avanti da un po’ di tempo col suo Hyde in time e le occorrenze espresse su Dylan Dog e altro ancora. Un estratto:
Quando ho scoperto che stava per uscire un Dylan Dog Color Fest (N. 49, NdR) intitolato Lettere dall’Incubo, col celebre Indagatore di Sclavi in cilindro e marsina nella Londra ottocentesca, mi ha quasi preso un colpo, pensando che Gazzola, a un anno dall’uscita del suo Hyde in Time, fosse stato incaricato dalla Bonelli di tradurre il romanzo in una trama del detective di Craven Road!
La vicenda, in cui Dylan è inspiegabilmente in azione nella Londra del 1889, durante una misteriosa ripresa degli omicidi di Jack lo Squartatore, e viene ingaggiato per indagare nientemeno che dal non meno torvo Edward Hyde, presenta evidenti (e dichiarate) assonanze col graphic novel From Hell di Alan Moore e della relativa versione cinematografica dei fratelli Hughes: infatti Dylan riveste un po’ il ruolo dell’ispettore Abberline interpretato da Johnny Depp, oppiomane e “dylaniato” da un amore impossibile.
Però, effettivamente qualche punto in comune anche col trittico romanzesco postmoderno architettato da Mario c’è: oltre alla compresenza del finzionale Edward e dello storico Jack nella stessa vicenda (come già accennato da Moore), colpisce il ruolo di motore della vicenda che riveste il personaggio di Hyde che – da doppio malefico di Jekyll, ma privo di una propria psicologia (come ce lo racconta Stevenson) – diventa il vero protagonista, essenza di un Male indistruttibile nel romanzo di Mario, addirittura IL vero e proprio scienziato scopritore della pozione in DyD, mad doctor che genera il mite e incolore Jekyll per celare i propri istinti brutali e riconquistare l’amata moglie che ne era terrorizzata (un po’ come Alice Jones in Hyde in Time, peraltro).
Un ruolo che, ho scoperto, Hyde ricopre anche nella versione teatrale diretta da Sergio Rubini e di cui ho saputo da Roberta Guardascione – che di Hyde in Time è stata la versatile illustratrice – qualche giorno fa: lei l’ha visto al Teatro Bellini di Napoli e mi ha detto che “Anche lo spettacolo immagina di proporci (attraverso la voce narrante dello stesso Rubini) la prima versione perduta della novella di Stevenson, da cui parte il nostro romanzo. Manoscritto che però il regista pugliese ha trovato in una forma assai diversa da quella rinvenuta da Mario. Qui Jekyll ha ucciso la moglie e si traveste da Hyde (ma senza mutazione body horror) con un mantello da Fantasma dell’Opera per nascondere meschinamente la propria natura corrotta, che alla fine è quella dell’intera umanità, che coltiva e nasconde al contempo il proprio lato oscuro, da cui è attratta pur vergognandosene, senza l’intervento d’alcuna pozione fantastica. Quindi l’indagine da cronaca nera aperta dall’omicidio Carew diventa alla fine un caso da psicanalisi junghiana, del tutto svuotata dall’elemento fantastico.”
21 settembre 2022 alle 16:08 · Archiviato in Accadimenti, Cognizioni, Cultura, Fantastico, Filosofia, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Passato, Presentazioni, Surrealtà and tagged: Anna Torterolo, Brera, Conferenza, Diabolik, Dylan Dog, LiquidSky Agency, Lord Byron, Mario Gazzola, Ridefinizioni alternative, Roberta Guardascione, Tintoretto, William Friedkin
Su LiquidSky la segnalazione di un intervento di Mario Gazzola alla conferenza proprio su I Volti del Male nei quadri di Brera, a cura della storica dell’arte Anna Torterolo, che si terrà al Palazzo di Brera, Sala della Passione, martedì 27 settembre, alle ore 17,30; Roberta Guardascione ha disegnato il poster ufficiale dell’evento, prendendo spunto da un’opera del Tintoretto, che ben sintetizza il disturbo evocato dalla conferenza.
Il contributo di Gazzola alla conferenza ha come titolo “quello che non c’è”, e la curatrice ne sintetizza così il senso:
“Nei tempi moderni il Meraviglioso e il Terribile si sono allontanati dal Sacro colleghiamo l’iconografia cristiana a un repertorio di immagini scontate e consolatorie, dimenticando che la lunga storia del cristianesimo ha modellato la figura del Male (il tradimento, le tenebre, l’avidità, l’ansia e la paura) con una ricchezza di segni, forme e colori che alimentano le più sfrenate fantasie attuali. Perché l’immaginario viaggia in un cielo liquido, appunto, come il Tempo. Sono certa che gli amici di LiquidSky si troveranno d’accordo se affermo che tra passato e futuro scorre infatti un tempo liquido, in cui certe immagini scorrono e poi ritornano in forme magari nuove solo a un primo sguardo: pensiamo ad esempio al successo planetario del film L’Esorcista di Friedkin, che attualizzava agli anni ’70 gli esorcismi dei gesuiti storici.”
“Conosco da tempo Mario come un esperto (oltre che un autore letterario in prima persona) dell’evoluzione di questo immaginario – conclude la storica – che appunto dai pulp magazine degli anni ’30 c’inonda di eroi fascinosi e dannati come Byron (penso a un personaggio dei fumetti come Dylan Dog) oppure di cattivi irresistibilmente affascinanti, da Diabolik a Joker, fino al satanismo ostentatamente kitsch di tante copertine di dischi rock”. Ecco, questa valanga che possiamo definire sbrigativamente “pop” non è rappresentata nei corridoi della Pinacoteca, ma il nostro sforzo congiunto del 27 sarà quello di dare una visione il più possibile completa del concetto, pur negli inesorabili limiti temporali di una (per ora almeno) unica conferenza.”
2 luglio 2018 alle 13:24 · Archiviato in Creatività, Erox, Fantastico, Letteratura, Oscurità and tagged: BDSM, Dario Argento, Dylan Dog, Fumetti, Luce oscura
Su HorrorMagazine la segnalazione delle uscite per DylanDog di questo mese. Cose succulente, perché in uno dei due numeri ci sarà Dario Argento alla sceneggiatura…
L’appuntamento più atteso è sicuramente quello con l’albo inedito della serie regolare: Profondo Nero, disponibile in tutte le edicole dal 28 luglio. Il numero 383 vede infatti l’esordio alla sceneggiatura del maestro Dario Argento e avrà una copertina speciale da collezione.
Sinossi: Che cos’ha a che vedere la vicenda della bellissima Beatrix, scomparsa nel nulla all’improvviso, con l’antica tradizione dei whipping boy, ragazzi cresciuti accanto a coetanei di nobile casata per essere puniti al loro posto quando questi ultimi trasgredivano le regole? A Dylan Dog il compito di indagare, in una storia congegnata dal maestro dell’Horror Dario Argento.

5 giugno 2017 alle 14:31 · Archiviato in Creatività, Fantastico, Letteratura, Oscurità and tagged: Dario Argento, Dylan Dog, Fumetti, Luce oscura, Ridefinizioni alternative
Su HorrorMagazine la news di Dario Argento che scriverà una storia di Dylan Dog. Ecco il dettaglio:
Durante l’Etna Comics, manifestazione fumettistica della città di Catania, Roberto Recchioni ha annunciato che Dario Argento firmerà una storia di Dylan Dog.
Argento, presente alla fiera per presentare la versione restaurata di Suspiria, ha già avuto esperienza con il mondo dei fumetti. Negli anni ’90 Edizioni Scorpio pubblicò la serie Dario Argento presenta: Profondo rosso, un’antologia mensile di storie brevi a tema horror. Più di recente il regista ha firmato l’introduzione al volume Splatter.
Per scrivere Dylan Dog, Tiziano Sclavi ha attinto a diverse fonti di ispirazione, tra queste anche l’immaginario horror di Argento, comparso nel quinto albo della serie: Gli uccisori.
9 Maggio 2017 alle 18:55 · Archiviato in Creatività, Deliri, eBook, Fantastico, InnerSpace, Letteratura, Oscurità, OuterSpace, Surrealtà and tagged: Dylan Dog, Fumetti, Giuseppe Iannozzi, Graphe.it, Infection, Luce oscura, Luigi Milani, Ridefinizioni alternative
Dal blog di Giuseppe Iannozzi una bella segnalazione sulla pubblicazione Il demone di carta, racconto di Luigi Milani edito da Graphe.it per la collana eTales. Eccovi uno stralcio del post:
Una storia noir venata di horror onirico, con più di un omaggio al maestro Tiziano Sclavi e al suo celeberrimo Dylan Dog. Non a caso Il demone di carta è ambientato nel mondo del fumetto.
Alessio Notte non è mai riuscito ad accettare la separazione dalla fidanzata Erica. Per questo l’ha sottoposta a un intenso stalking, pratica odiosa di cui oggi si macchiano purtroppo molti uomini.
Sottoposto a misure restrittive da parte del Tribunale, Alessio ha ripreso a lavorare presso la Distortion, uno studio d’animazione della Capitale. Qui conosce Hugo Voss, un tempo affermato cartoonist, oggi tossicomane perso dedito alla realizzazione di fumetti epic-fantasy che hanno per protagonisti divinità sanguinarie, nemiche giurate della razza umana.
Notte e Voss divengono amici, e quest’ultimo coinvolge l’amico nei suoi deliri artistici al limite della schizofrenia: l’artista è infatti convinto che le sue creazioni vivano davvero, sia pure nella dimensione delle tavole a fumetti.
Ma a volte realtà e finzione possono confondersi, in un gioco di ruoli che può rivelarsi fatale…
8 giugno 2016 alle 08:15 · Archiviato in Connettivismo, Creatività, Editoria, Fantastico, Letteratura, Oscurità, Recensioni and tagged: Dylan Dog, Fumetti, Horror, Luce oscura, Mario Gazzola, Paolo Di Orazio, Splatter Magazine, Splatterpunk
Su PostHuman la recensione all’uscita Vietato ai minori, albo di DylanDog dedicato a tematiche forti, assimilabili allo splatterpunk. Un estratto:
Il numero 357 di Dylan Dog ora in edicola, Vietato ai Minori (copertina in apertura), proietta il celeberrimo investigatore dell’incubo in una vicenda dai toni nettamente vintage, ossia nel torbido mondo degli snuff movie. E già questo tema sa di cinefilia intrinsecamente un po’ retrò: infatti, nell’era dei video girati con lo smartphone e postati direttamente sui social network, nella storia scritta da Pasquale Ruju si parla di ancora di vecchie sale cinematografiche, recuperate per proiezioni clandestine di film ultraviolenti “dal vero”, riservate a un ristretto circolo di viziosi dell’ambiente hollywoodiano chic. Le belle tavole intense e ricche di sfumature firmate da Davide Furnò & Paolo Armitano ci mostrano magazzini di segrete pizze di pellicole piene di torture e morte in diretta che – se anche il mondo dello snuff è esistito come ce l’hanno mostrato gli storici film del genere – con ogni probabilità oggi sembrano un omaggio nostalgico ai tempi che furono.
In effetti, tornando al fumetto bonelliano, 8mm (Delitto a luci rosse, da noi) sembra il modello più vicino per la sceneggiatura dylaniana di Ruju, che infatti si basa sulla ricerca di una donna scomparsa, qui un’attrice di horror al tramonto, che sembra aver scelto il modo più estremo d’interpretare l’artaudiano teatro della crudeltà per morire in scena, che si dice sia il vero nirvana dell’attore. Non posso rovinarvi qui le sorprese della trama, ma posso dirvi che il twisting end del fumetto ci riserva una sorpresa “gialla” che lo distacca da quello che ci aspetteremmo da questo tipo di trame, con un finale gustosamente aperto. Sembra quasi di essere tornati alle origini della testata, in quel periodo fra fine anni ’80 e primi ’90 in cui il ciclone splatter (anche con la S maiuscola della rivista fondata dall’ottimo Paolo Di Orazio) investiva il fumetto italiano con un’onda rossa di bulbi oculari strappati, arti mozzati col machete etc.