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NeXT Hyper ObscureArchivio per Eraclito
Il tempo è un fanciullo che gioca. Storie orfiche nei frammenti di Eraclito
Da LaMisuraDelleCose stralci – i pochi rimasti – di Eraclito, che con la sua mistica provava a sintetizzare gli universi umani e superiori in un’ottica di valore, di crescita, di consapevolezze ed essenze:
Eraclito ritiene che gli uomini vedano il mondo sulla base di una visione personale, di uno stato d’animo o delle proprie condizioni di vita. La conoscenza di quello che ci circonda è pertanto relativa, limitata e quindi menzognera. Vediamo l’apparenza e non l’essenza delle cose, che risiede in una perpetua, discordante armonia (fr. 54).
Se “tutto è uno”, se tutte le cose partecipano della stessa intima essenza, non possono contrapporsi o escludersi a vicenda: distinto e indistinto, generato e non generato, uomo e dio, luce e tenebra, giorno e notte, bene e male, puro e impuro, verità e menzogna, tutto è il contrario di tutto in un mondo, sia fisico sia metafisico, dove gli opposti coesistono.
Dunque, sul piano umano, c’è la credenza nella resurrezione, passando attraverso la “prova del fuoco” catartica della morte, come sul piano cosmico il mondo viene periodicamente distrutto e purificato con il fuoco per rinascere ancora e all’infinito, un mondo fatto di dei che muoiono e uomini che diventano immortali, vivendo ciascuno reciprocamente l’esperienza dell’altro.

