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Archivio per Esoterismo

Mille rivoli


In definitiva, le prerogative psichedeliche annegano nel condensato della tua psiche granulare, lì dove le regole frattalizzate confluiscono nel caotico e rendono edotte mille differenti rivoli di conoscenze esoteriche, numerologiche, estasianti visioni dall’alto delle differenze sottili del basso.

Carmilla on line | La coscienza di Gustav (appunti meyrinkiani) 15


Su CarmillaOnLine una delle innumerevoli puntate di Franco Pezzini dedicate alle molteplici incarnazioni del Fantastico, visto in ottica del perturbato, dell’esoterico, del weird e delle proiezioni delle millemila realtà possibili; stavolta è il turno di un romanzo che amo visceralmente: L’angelo della finestra d’Occidente, di Gustav Meyrink. Un estratto, che non rende comunque la complessità esoterica e interiore del romanzo, che va letto tutto.

Passeggiando lungo il ruscello John Dee si lascia prendere dall’insoddisfazione e rivede il suo passato in Inghilterra, dal carcere con Green alla corte di Elisabetta, e poi a quella imperiale nel centro Europa… la sua prima moglie era stata la sua pestifera avversaria Lady Ellinor (storicamente, in realtà, la prima fu Katherine Constable, cui ne seguì per un anno una seconda dal nome non tramandato): di Ellinor disertava il capezzale per recarsi a incontrare Elisabetta. Eppure tante maschere non erano che la crisalide per far nascere finalmente il vero John Dee, “colui che conquista la Groenlandia, e assalta il mondo intero, il giovinetto coronato!”: e all’improvviso tutto gli diventa chiaro al punto da doverne scrivere una sintesi.
Discendente (almeno secondo Meyrink & Noerr) di sovrani più antichi di quelli della “due Rose” d’Inghilterra, fatto educare per volontà paterna dai migliori maestri, giunto al baccalaureato a Cambridge, a ventiquattro anni Dee si trova orfano di entrambi i genitori, erede della fortuna e del titolo. Dopo una formazione all’estero (Lovanio, Utrecht, Leida, Parigi) ed essere divenuto allievo di Cornelius Gemma detto Frisius e di Gerardus Mercator, al rientro in Inghilterra assurto alla carica di professore di lingua greca al Trinity College di Cambridge e riconosciuto protofisico e protoastronomo in Inghilterra a solo ventiquattro anni, è un tantino scavezzacollo: per la messa in scena della Pace di Aristofane costruisce un gigantesco scarabeo che si solleva in aria come un drone, tra l’orrore di colleghi e spettatori che gridano alla magia nera… ma capisce di fronte alle loro reazioni furiose quanto a una burla possa seguire serissimo odio.
Allora abbandona l’Inghilterra e un buon posto e raggiunge Lovanio dove studia chimica, alchimia e si appronta un laboratorio. Frequentato dai duchi di Mantova e di Medina Coeli, si fa conoscere dall’imperatore Carlo V, prima scettico sulle sue capacità e poi pronto a ricompensarlo. Sfuggito a Parigi dal dilagare di un’epidemia, trova ascolto nel re Enrico XI, ma poi uno “spettrale suonatore di pibrochs scozzesi” (forse lo stesso sinistro pastore che aveva plagiato Bartlett Green) lo convince a tornare in Inghilterra dove finisce coinvolto nelle lotte di religione. Mirando a conquistare Elisabetta prende le parti dei protestanti. Sfuggito come sappiamo alla Torre trova ospitalità presso l’amico Robert Dudley conte di Leicester, che gli elogia l’audacia con cui la principessa Elisabetta si era adoperata per la sua libertà – ma John sa qualcosa di più, a proposito del filtro d’amore da lei bevuto. Passando poi oltre gli anni di Maria la sanguinaria – nei quali lui, nel suo ritiro forzato, prepara l’impresa di conquista della Groenlandia – riflette sulla convinzione d’essere destinato a un trono, sulle profezie ricevute: però forse si tratta di una corona non terrena… Morta la regina Maria, preparato nei dettagli il piano per la conquista della Groenlandia, affidato a Dee tramite Dudley il compito di redigere l’oroscopo per la nuova sovrana – finalmente Elisabetta – il Nostro crede giunto il momento di realizzare i sogni. E invece nulla: la regina, compiaciuta dell’appellativo e ormai titolo di “vergine”, prende a giocare con lui. Che a quel punto rifiuta di recarsi a farle compagnia a Windsor: “ciò che desideravo non era affatto passare la notte con una vergine invasata, bensì l’avvento della nostra gloriosa e regale comunione” – ed è Dudley ad approfittarne. Sdegnato, Dee parte per l’Ungheria, per sottoporre all’imperatore Massimiliano i piani di conquista del Nordamerica, ma poi, preso da rimorso, gli parla soltanto di astrologia e alchimia e alla fine ritorna in Inghilterra.

Esce il CD Audio “NONIO MAIA”, di Krell | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Ottavo capitolo discografico di Krell, Il CD Nonio Maia nasce con il supporto dell’IA ma resta fedele alle sue radici: ambient elettronico sperimentale e noise che si aprono a scenari cupi, esoterici e rituali. L’uso più intenso della voce singola e dei cori, antichi ed evocativi, plasma un landscape suggestivo, attraversato da glitch, sporcature e presenze oscure. 17 brani come un percorso iniziatico, che culmina tra techno minimal, techno etnica e noise, dove l’ombra diventa ritmo e il rito diventa macchina.

Grazie ad Alastair Reynolds


Nelle spire di uno sviluppo esploso verso l’alto di un cielo siderale, esponenziale alla tua capacità di comprendere e molto più che collaterale: vertiginoso. Segni di uno stacco dal terreno, verso gli abissi di cognizioni mai sfiorate, con il conforto dell’astrofisica più esoterica…

SUSPIRIA – Un saggio sul male


Videorecensione a Suspiria, il film di Luca Guadagnino che ho amato, adorato, che devo rivedere e che ho recensito ormai sei anni fa su PostHuman.

Carmilla on line | La coscienza di Gustav (appunti meyrinkiani) 13


Nei passi citati di Meyrink, presi dal Domenicano Bianco, la potenza delle ombre espressa in liriche; a cura di Franco Pezzini, su CarmillaOnLine:

Il titolo del capitolo 11 del Domenicano bianco, La testa della Medusa, ci traghetta al cuore di un orizzonte simbolista dove Meyrink incontra idealmente von Stuck e tutta una schiera di altri visionari evocatori di quell’emblema folgorante, così denso di implicazioni e suggestioni da continuare a interpellare l’Occidente fin dall’antichità. Senza freudismi da rotocalco, è almeno intrigante leggere lo scontro tra Cristoforo e Medusa alla luce del difficilissimo rapporto tra Gustav e sua madre, che pare averlo segnato per la vita.
Il capitolo si apre con una seduta spiritica alla Dr. Mabuse, ma in un contesto molto più povero. A un tavolo in una stanzetta miserabile sono il tornitore Mutschelknaus, una piccola cucitrice gobba con fama di strega, “un donnone vecchio e grasso” , un uomo dalla lunga chioma e il narrante Cristoforo. Su un armadio è un lumicino da notte in vetro rosso con sopra un disegno recante l’immagine della Madonna, il cuore trafitto da sette spade: e l’uomo dai lunghi capelli invita a pregare iniziando a borbottare un Paternostro. La donna grassa singhiozza, e lui invita a formare una catena “poiché gli spiriti amano la musica”. Si prendono per mano e pregano con fervore commovente, ma l’uomo lamenta non ci sia abbastanza forza – e finalmente un crepitio dall’armadio, seguito da uno del tavolo, avverte che qualcuno sta arrivando. Pitagora, spiega l’uomo…

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Profluvi felici di matematica esoterica


Un profluvio di idee e sensazioni catafratte mentre il fiore frattale fuori erompe della sua felice matematica esoterica.

Urbis – Città di pietra | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di “Urbis – Città di pietra”, di Flavia Imperi, libro edito da Acheron Books che tratteggia le parti magicoesoteriche della fondazione di Roma, romanzandole.

Tutto inizia da una domanda: come ha fatto la Città Eterna a rimanere eterna?  Qual è il prezzo da pagare? La risposta è tra le pagine di un romanzo urban fantasy “made in Italy” in cui Roma, con la sua arte e i suoi splendidi monumenti, si trasforma in campo di battaglia tra archimaghi e feroci creature leggendarie.

Ade è un nerd di periferia con la fobia delle statue e una cotta per Chiara, la sorella di un suo amico d’infanzia. Invitato da quest’ultimo a un evento clandestino a Villa Borghese, libera senza volerlo una ninfa assetata di vendetta, scoprendo una dimensione segreta della città, dove gli artisti sono maghi capaci di plasmare la pietra e intrappolare le creature leggendarie come driadi, satiri, lari e creature mutaforma, per sfruttarne l’icore.
Alcune delle opere d’arte più celebri di Roma non sono dunque semplici statue, ma creature imprigionate, testimonianza di una guerra antica tra i ferox — creature ancestrali dalle sembianze animali o vegetali — e gli archimaghi, gli unici umani in grado di contenerli. Aiutato da Mia, una gatta mutaforma piena di segreti, Ade viene ammesso all’Arcadia, un’accademia nascosta nel cuore della capitale, dove i futuri difensori dell’Urbe studiano le arti archimagiche. Ma la magia ha un prezzo, e Ade dovrà decidere se è davvero disposto a pagarlo.

Urbis. Città di pietra, romanzo finalista al Premio Italia 2024, è un omaggio dichiarato alla bellezza e al mistero della Città Eterna. Tra cacce ai mostri nei quartieri storici, battaglie magiche nei musei e duelli d’“arto fantasma”, Flavia Imperi costruisce una dimensione magica e misteriosa nascosta tra i marmi di Roma.

Edizioni Ensemble presenta “Il libro delle Menzogne” di Aleister Crowley | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di “Il libro delle Menzogne” di Aleister Crowley, un’opera iniziatica attraverso la quale il magista sfida lo studente in un gioco di specchi e verità velate.

Il Libro delle Menzogne è uno dei testi più enigmatici e affascinanti di Aleister Crowley, maestro dell’esoterismo, fondatore della filosofia di Thelema e considerato da molti “l’uomo più malvagio del mondo”. Composto da una serie di brevi e criptici aforismi, poesie e riflessioni, il libro si muove tra il simbolismo esoterico, il misticismo e l’ironia, sfidando il lettore a decifrarne i significati nascosti. Con il suo stile provocatorio e la sua sapienza ermetica, Crowley gioca con le parole e i concetti, offrendo una guida tanto enigmatica quanto illuminante per chiunque voglia addentrarsi nei misteri della magia e della spiritualità. Un’opera imperdibile per gli appassionati di esoterismo e di filosofia ermetica.
Traduzione di Aldo Luigi Mancusi, autore del romanzo Mr. Crowley.

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE: L’ANTICA SAGGEZZA | Iridediluce


Sul blog IrideDiLuce un post articolato che esamina l’immaginario di “Alice nel paese delle maraviglie”, di Lewis Carroll; vi lascio all’incipit che introduce nozioni, che pur se già conosciute, è sempre bene tenere a mente:

Molto è stato scritto sul racconto di  Lewis Carroll “Alice nel paese delle meraviglie” e sul suo seguito Attraverso lo specchio . Basti dire che qui abbiamo molto più di semplici storie per bambini. I sottotesti codificati dei libri sono pieni di antica simbologia esoterica e letteraria. (Prendiamo, per esempio, il simbolismo del ” Coniglio Bianco “, con le sue connotazioni di purezza, risveglio spirituale e nuova vita, per non parlare, ancora più importante, del ruolo del Coniglio come adepto e psicopompo (cioè, un collegamento e guida per gli “Inferi”) e come rappresentazione dell’uso della propria intuizione. Poi c’è la “chiave d’oro”, il Bruco che fuma il narghilè e legge la mente in cima al fungo [deliziosamente ” occulto “!], le rose rosse (e il fiore simile ad Alice con la sua corona di spine), i numerosi richiami a “Bevimi” e “Mangiami”, l’enigma “Perché un corvo è come una scrivania?”, la scrittura automatica (?) di Alice, e così via.

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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