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Ernest Berk – Diversed Tapes | Neural
[Letto su Neural]
Ernest Berk è stato un artista poliedrico, fuggito dalla Germania nazista negli anni ’30 e stabilitosi a Londra, dove trascorse la maggior parte della sua carriera, capace di spaziare tra diverse discipline come la composizione musicale, la danza, la coreografia, la recitazione e il mimo. Tra il 1957 e il 1984, Berk ha realizzato oltre 228 opere elettroniche, molte delle quali pensate per accompagnare le sue coreografie di stampo espressionista. La musica composta da Berk in questo periodo colpisce particolarmente per l’accessibilità e l’affinità che melodie, ritmo e qualità degli intrecci infondono, similmente a molte tendenze dell’elettronica ultimissima. Brani come “Wings Over the Valley of Death” (1961) e “Kali Yuga” (1962) esplorano paesaggi sonori dronici simili a quelli della musica elettronica contemporanea, mentre “Vibram” (1973) richiama anche improvvisazioni di sintesi modulare. Pezzi come “Against 7/4” (1967) e “Janet Calls it Blue Ribbon” (1972) offrono gesti sonori sofisticati, vicini a molta musica acusmatica e alle sperimentazioni concretiste di Schaeffer ed Henry. Diversed Tapes, tuttavia, ricopre solo una parte dell’enorme corpus musicale di Berk, ed è sorprendente come un artista così carismatico e prolifico, sia stato per tanto tempo quasi dimenticato. Grazie all’impegno della Huddersfield Contemporary Records e al lavoro di rimasterizzazione che si deve a Richard Scott e Jos Smolders, artisti sonori a loro volta coinvolti dalla manipolazione audio e dalla tecnologia dei registratori a nastro, questa uscita è assolutamente meritevole di essere ascoltata anche oggi e non solo in quanto un’importante testimonianza della varietà di quelle seminali sperimentazioni. Berk collaborò con diversi artisti sperimentali come il pianista John Tilbury, il compositore Basil Kirchin, l’artista visivo John Latham e il regista David Gladwell: la sua musica elettronica si allineava perfettamente all’estetica modernista di queste importanti figure dell’avanguardia britannica, seppure fino agli anni settanta il pubblico inglese fosse davvero poco interessato ad un approccio alle arti d’impronta multidisciplinare. Anche l’uso della musica elettronica per la danza in definitiva restava marginale a quel tempo e in questo contesto Berk rappresentava una figura rivoluzionaria: le composizioni per le sue coreografie non solo sfidavano le convenzioni, ma ampliavano il confine tra suono e movimento. Diversed Tapes riesce così a restituire parte della vitalità e dell’inquietudine che animavano il suo lavoro, offrendo un percorso sonoro variegato, dove ogni traccia sembra svelare un aspetto differente di una sensibilità musicale complessa, mantenendo viva l’essenza delle sue idee pionieristiche e rendendo l’ascolto un’esperienza intensa e attuale.

