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La voce di Hind Rajab | FantasyMagazine
23 settembre 2025 alle 11:39 · Archiviato in Disumano, Oscurità, Recensioni, Sociale and tagged: Brad Pitt, Genocidio, Hind Rajab, Infection, Israele, Kawthar ibn Haniyya, La voce di Hind Rajab, Movie, Palestina, Venezia
Su FantasyMagazine la recensione a La voce di Hind Rajab, film di Kawthar ibn Haniyya che racconta l’inferno che Israele ha scatenato sui palestinesi e sulla loro terra – non solo su quei territori. Un estratto:
Il 29 gennaio 2024 Hind Rajab, una bambina palestinese di 6 anni, rimase intrappolata in una macchina crivellata da 355 proiettili insieme a parte della sua famiglia durante l’attacco da parte dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Nell’auto morirono tutti tranne lei, che riuscì a mettersi in contatto con il centro operativo dei soccorritori volontari della Mezzaluna Rossa palestinese per chiedere aiuto. Quella telefonata, in cui gli operatori cercarono di confortare la bambina nella speranza di ottenere un corridoio sicuro per far transitare un’ambulanza tra i bombardamenti, venne registrata e resa pubblica in rete. L’orrore di quel momento e il suo tragico epilogo sono stati raccolti dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, che ha inserito all’interno del suo film la vera voce di Hind Rajab.
È difficile riuscire a recensire un’opera come La voce di Hind Rajab poiché è evidente che il suo messaggio politico sull’attuale massacro palestinese è, sopra ogni cosa, una testimonianza storica dei tempi in cui viviamo: un pugno allo stomaco violentissimo, che fa male a chiunque lo guardi. Gli ultimi tragici momenti di Hind Rajab sono l’emblema di un orrore che travalica un giudizio estetico per diventare qualcosa di diverso, forse un’opera unica nel suo genere. La Mostra del Cinema di Venezia, in cui era in concorso, ha voluto premiare Kaouther Ben Hania con il Leone d’argento e non con quello d’oro, anche se al di là del premio (il film, prodotto da Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Alfonso Cuarón, Jonathan Glazer e Rooney Mara, avrebbe avuto comunque una sua distribuzione) è più l’idea di che cosa abbia valore in un festival a essere rilevante.
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